Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Winspeare prende spunto dalla crisi per riflettere sul modo in cui conduciamo le nostre vite, sugli eccessi, gli sprechi e la deriva di un mondo che ha perso il controllo di sé.
Celina Murgia agisce per sottrazione lavorando sui silenzi del suo protagonista e sulla sua crescente avversione nei confronti del genitore machista e autoritario.
Un film capace di raccontare con grande cuore, sincerità, divertimento e un pizzico di malinconia la difficoltà di essere genitori e l'incapacità di entrare in contatto a livello 'umano' con le persone che ci stanno intorno.
La via crucis di padre Brendan Gleeson verso il suo Golgota alla prese con le anime perse dela sua comunità. Calvary è un riuscitissimo esempio di film che riesce a trattare tempi importanti come la pedofilia, la fede e il ruolo della Chiesa senza rinunciare all'intrattenimento, con i risvolti drammatici spruzzati di humor nero, il tutto incastrato in un meccanismo narrativo esemplare.
Dopo il successo ottenuto con i corti dedicati al Signor Kun, il modello anatomico animato, il regista decide di trasformare tutto in un lungometraggio dando vita a un'esperienza che unisce il cinema americano, i fumetti di Moebius e la tradizione giapponese dell'anime.
Presentata in Berlinale Special la deliziosa commedia di Pierre Salvadori, in cui la splendida attrice francese veste i panni di una donna in crisi che diventa amica di un ex musicista depresso; "Grazie a questi attori, il film diventa una fiaba".
L'opera prima di Hossein Amini, interpretata da un trio di attori di grande talento e carisma, punta sul sicuro sfruttando le bellezze naturali della Grecia e il suo fascino millenario.
Tra sensi di colpa mai sopiti e slanci passionali, il lavoro di Aïnouz si focalizza essenzialmente, e in maniera asfissiante, sui tormenti del protagonista, senza avere la capacità di inquadrarlo nel rapporto con gli altri.
Presentato stamattina a Roma il nuovo film diretto e interpretato dal Carletto nazionale, uno degli autori più prolifici e vivaci del nostro cinema che ancora una volta si dimostra abile nel raccontarci l'Italia contemporanea con tutti i suoi problemi senza rinunciare alle risate e alla sua inconfondibile vena malinconica. Eccolo in conferenza con la sua bravissima co-star.
La popolare star accompagna Hosseini Amini, ospite del festival tedesco dove presenta il suo atteso esordio alla regia.
L'artista australiano è a Berlino per presentare il documentario 20,000 Days on Earth in cui racconta tra fiction e realtà un giorno della sua vita, la visione del suo mondo e la sua filosofia.
Il film di Denis Côté non imbocca il pubblico, non trasuda ideologie e non fornisce facili risposte. Si limita a evocare il lavoro nei suoi vari aspetti quotidiani rappresentando in maniera simbolica la fatica, la ripetitività, l'impegno e la dignità dei lavoratori.
La grazia e la vivacità dei personaggi e delle situazioni rappresentano il segno distintivo di un autore che continua a subire la fascinazione dell'arte mettendosi in gioco e confrontandosi con le difficoltà produttive ed esecutive del cinema.
Cast all star per il nuovo film tratto da un romanzo di Hornby presentato in prima mondiale a Berlino nella sezione Special Gala: ma i flash sono tutti per Aaron Paul, attesissimo dopo il successo di Breaking Bad.
Tra momenti di ilarità e riflessioni più serie il regista/ interprete, affiancato daMatt Damon, Bill Murray, John Goodman e altri membri del nutrito cast del kolossal in uscita il 13 febbraio, ha presentato il film sul 'più grande furto della Storia'.
L'esordio alla regia dell'acclamato sceneggiatore Akiva Goldsman ha il merito di costruire una favola per adulti, riuscendo a miscelare la ricostruzione storica di una doppia New York in cui la città industrializzata dei ponti di inizio novecento fa da controcanto a quella moderna e tecnologica dei grattacieli.
Il nostro incontro esclusivo col regista canadese Denis Côté, di ritorno alla Berlinale con un documentario artistico sul lavoro.
Inserito nel programma di Panorama alla 64. Berlinale, il film di Edwards illustra i momenti meno noti dell'infanzia del Presidente ABraham Lincoln. Ce ne parlano a Berlino il regista e la star tedesca.
Il regista ci ha parlato del suo documentario che esplora il mondo dell'omosessualità in Italia e di come è stato coinvolto in questo progetto anche e sopratutto da un punto di vista emotivo.
Non buttiamoci giù è caratterizzato da un gran brio che lo rende piacevole e divertente, una commedia brillante che però non si sofferma mai ad approfondire i personaggi ed i loro drammi con passo a tratti sbrigativo.
Se dovessimo scegliere tre colori per riassumere la visione di In Order of Disappearanc punteremmo sul bianco delle sterminate distese di neve in cui la storia si svolge, sul rosso del sangue e sul nero della notte in cui Stellan Skarkgard agisce calandosi nei panni di una sorta di Ispettore Callaghan.
Pur essendo la sua un'opera discontinua, va riconosciuto a Salvadori di aver portato a conclusione il film nella maniera più giusta, senza ammiccare a happy ending suggestivi ma fittizi, rispettando per prima cosa l'essenza dei personaggi.
Presentato a Berlino Felice chi è diverso, il documentario di Gianni Amelio che esplora il mondo dell'omosessualità: storie di uomini che tracciano quasi un'antropologia della diversità attraverso le epoche e al di là di ogni stereotipo.
Un thriller innevato pieno di star e di vittime fa ridere Berlino. A dirigerlo è il norvegese Hans Petter Moland.
Mostrando uomini e donne che si amano senza vedersi, che sopperiscono alla carenza degli occhi con i rumori, annusando il profumo della pelle della persona prediletta, Ye obbliga il pubblico a mettersi sulla loro stessa lunghezza d'onda.
Dopo 'Giù al Nord' e 'Niente da dichiarare', torna il comico francese Danny Boon che dirige e interpreta il suo nuovo film giocando sul tema dell'ipocondria, ma si perde presto in una confusa e ripetitiva sottotrama a base di guerriglieri dell'Est Europa.
Conferenza stampa con irlandesi Brendan Gleeson e John Michael McDonagh, che tornano in coppia alla Berlinale dopo l'exploit del 2011 con 'Un poliziotto da happy hour'.
Presentato a Berlino nella sezione Special Gala, The Dark Valley è uno strano e originale western ambientato tra le montagne e i boschi dell'Alto Adige, che non mantiene nel finale le buone premesse, nonostante un incipit interessante e una confezione ben curata.
Presentato nella sezione Berlinale Special Gala l'ambizioso film australiano basato sul libro omonimo del romanziere Tim Winston del 2005: 17 racconti brevi portati al cinema da altrettanti registi e autori ognuno con la sua personale visione con il risultato di un oggetto misterioso non privo di fascino ma di difficile decifrazione.
Con originale e creativo uso di essenziali disegni a mano, Michel Gondry dà for a e vita alle sue conversazioni con Noam Chomsky nel documentario animato Is the Man who is Tall Happy?
The Nymphomaniac non è un film su sesso, ma sull'amore. Anche, e soprattutto, in assenza d'amore.
Il film colpisce per le sue atmosfere da horror urbano e per quell'aura minacciosa che sembra avvolgere tutto, tuttavia, la direzione della storia non è ben definita.
Il film ci emoziona nel profondo per il modo diretto di affondare le mani in una materia spinosa e delicata, senza mai rinunciare al proprio punto di vista e ad una critica feroce.
Lars von Trier si fa beffe di Cannes indossando la maglietta con il simbolo del festival e la scritta 'Persona non grata'. Shia LaBeouf lascia la conferenza dopo aver citato Eric Cantona. Follie alla Berlinale durante la presentazione del film.
A differenza di altre pellicole che hanno affrontato la delicata questione irlandese, '71 non ha paura di mostrare i torti di entrambe le fazioni, sia dell'IRA che dei Lealisti protestanti.
Il film è un'opera leggera, pervasa comunque da una riflessione continua sul valore dell'arte e naturalmente della vita umana.
Il regista sbarca alla Berlinale con il cast quasi al completo del suo nuovo film, il racconto di un gruppo di soldati americani che durante la Seconda Guerra Mondiale salvò centinaia di capolavori dalle rappresaglie naziste.
Dal Sundance a Berlino il viaggio del personaggio interpretato da Rinko Kikuchi dal Giappone a Fargo sulle tracce di una valigetta piena di soldi e guidata da un'ossessione per i David and Nathan Zellner.
Presentato in concorso alla Berlinale, remake del poliziesco francese del 1973 Due contro la città, nella versione di Bouchareb diventa una sorta di western atipico ambientato lungo la frontiera nel deserto del New Mexico, cone Forest Whitaker in cerca di redenzione a cavallo di una vecchia Triumph. Più interessante e suggestivo nelle premesse che nel modo in cui la storia è raccontata.
L'appoccio diretto, quotidiano, al tema del matrimonio gay rappresenta la ricchezza di un film che, nei suoi momenti migliori, sa essere commovente e coinvolgente.
'Ho imparato molto sulla cultura e sul metodo di recitazione anglosassone sia da Brenda che da Forest', dice Rachid Bouchareb rispondendo alle domande durante la conferenza di presentazione del suo film in concorso a Berlino.
Scopriamo le prime dieci posizioni della classifica dedicata ai personaggi più pittoreschi e significativi del cinema di Joel ed Ethan Coen.
Nguyen-Vo Minh crea un'ambientazione suggestiva in un Vietnam del sud del prossimo futuro, ma non riesce a bilanciare gli diversi elementi della storia.
Il regista adotta un taglio realistico ed essenziale nel mettere in scena il viaggio di Jack, ponendo il protagonista sempre al centro della narrazione, ma fallisce nel circondarlo di un contesto ugualmente efficace, popolato di figure secondarie poco approfondite e situazioni irrisolte.
Arriva nella sezione Berlinale Speciale, in vista dell'uscita in Germania, il film pluri candidato agli Oscar; "Avere la fiducia di attori come Christian e Bradley dà senso al mio lavoro", ha raccontato in conferenza Russell.
Un viaggio rocambolesco attraverso il cinema dei celebri cineasti del Minnesota per ripercorrere insieme la classifica delle creature più indimenticabili partorite dalla loro mente.
Il regista di 'Keeps the Lights On' e il grande John Lithgow riflettono sulle difficoltà di un matrimonio gay nella progressista New York.
Del processo creativo che ha reso unico Saint Laurent nel suo campo, poco viene messo in mostra però nel film, ed è forse la pecca maggiore in un prodotto che invece avrebbe dovuto maggiormente esaminare questo elemento, amplificarlo, illuminarlo.
In occasione della prossima uscita di Solving, documentario che racconta la crisi dal punto di vista di un imprenditore in trincea, abbiamo fatto un'interessante conversazione col regista Giovanni Mazzitelli, spaziando dai temi trattati nel film all'attuale situazione del genere in Italia.
Anderson ci offre un'amara, spiazzante e illuminante riflessione sul progressivo e orribile imbarbarimento umano, mantenendo fede al proprio stile iperrealistico e grottesco; un pensiero che non lascia indifferenti, non se si amano le storie, o meglio la bellezza del raccontare le storie.