Le 20 serie TV più belle del 2019, da Chernobyl a Watchmen

Le serie TV più belle, più discusse e più importanti trasmesse in Italia nel 2019: da Fleabag a Chernobyl, dal finale de Il trono di spade al debutto di Watchmen.

CLASSIFICA di 14/12/2019
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Il Trono di Spade 8: una foto di Kit Harington ed Emilia Clarke

Come sarà ricordato il 2019 nella storia della TV? Senz'altro come l'anno che ha visto calare il sipario sul maggiore fenomeno televisivo del decennio, Il trono di spade, nonché su altre serie tv di grande valore, da Mr. Robot a Veep; ma anche come l'anno in cui all'improvviso tutto il mondo si è innamorato di Fleabag, in cui l'incubo nucleare ha ripreso minacciosamente forma con Chernobyl e in cui la rivisitazione di Watchmen ci ha regalato uno dei racconti più fascinosi e intriganti del piccolo schermo. Si tratta solo di alcune delle serie TV più belle del 2019, ma anche delle più importanti e significative arrivate sugli schermi italiani negli ultimi dodici mesi.

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Fleabag: Phoebe Waller-Bridge durante una scena della seconda stagione

Come da tradizione, dunque, proviamo a ripercorrere questi dodici mesi attraverso una rassegna di serie e miniserie, in rigoroso ordine cronologico, che ci hanno accompagnato nel corso del 2019: nei casi più fortunati, guadagnandosi o consolidando un posto nel nostro immaginario collettivo; negli altri, riuscendo 'semplicemente' a intrattenerci, a farci appassionare e a suscitare la nostra ammirazione, puntata dopo puntata...

1. Russian Doll

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Russian Doll

Partiamo con una novità assoluta, lanciata a inizio febbraio da Netflix e diventata in poco tempo un piccolo fenomeno grazie a un rapido passaparola. Creato e in parte anche scritto e diretto dalla sua protagonista, Natasha Lyonne, Russian Doll adopera il meccanismo delle realtà alternative e del cosiddetto "gioco della marmotta" per costruire un racconto ironico e pieno di sorprese, in cui il loop temporale che coinvolge una coppia di sconosciuti si trasforma in una costante sfida, via via più appassionante, alle attese dello spettatore.

Russian Doll: la spiegazione del finale della serie Netflix

2. Gomorra

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Gomorra - La Serie: Salvatore Esposito nel quarto episodio della quarta stagione

L'unico titolo battente bandiera tricolore nella rassegna di quest'anno corrisponde a Gomorra 4, la serie nostrana che, negli anni Dieci, ha portato avanti più di ogni altra un percorso di innovazione (ancora drasticamente lento) nel panorama televisivo italiano. Rimasta orfana del suo storico co-protagonista Ciro (ma a questo proposito vi rimandiamo alla recensione del film L'immortale, appena uscito al cinema), la saga criminale sul clan camorrista dei Savastano è tutt'oggi un fondamentale punto di riferimento per la TV in Italia e continua a godere di un pubblico solidissimo.

Gomorra: frasi, parole (e maleparole) dagli Stati Uniti di Scampia e Secondigliano

3. Killing Eve

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Killing Eve: Jodie Comer nel finale della seconda stagione

Un anno fa ne avevamo parlato come della più bella sorpresa del 2018 televisivo, e la sua seconda stagione non ci ha smentito: Killing Eve 2 si è riconfermata infatti una delle serie più originali e accattivanti in circolazione, un perfetto amalgama fra thriller psicologico, commedia nera e studio di caratteri. Merito, oltre che di una scrittura sopraffina, della detective Eve Polastri di Sandra Oh e della killer professionista Villanelle, ruolo che è valso alla prodigiosa Jodie Comer l'Emmy Award come miglior attrice; e non vediamo l'ora di conoscere il prossimo capitolo del loro gioco fra il gatto e il topo.

Killing Eve 2x01, la recensione: si riapre la caccia a Villanelle

4. Fosse/Verdon

Punta di diamante del palinsesto del 2019 della FX, una delle reti più blasonate della TV americana, Fosse/Verdon è un malinconico e affettuoso omaggio a una delle coppie-simbolo del mondo dello show business: il leggendario coreografo Bob Fosse, passato con successo da Broadway al cinema, e l'attrice e ballerina Gwen Verdon, sua partner sul palcoscenico e nella vita privata. A prestare il volto al regista di Cabaret è Sam Rockwell, mentre una strepitosa Michelle Williams, premiata con l'Emmy come miglior attrice, ci ha regalato un toccante ritratto della Verdon.

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Fosse/Verdon: Michelle Williams nel ruolo di Gwen Verdon

Fosse/Verdon: la recensione della première della serie, Life Is a Cabaret

5. Il trono di spade

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Il trono di spade: Peter Dinklake in un'immagine del finale di serie

Non si tratta soltanto di uno degli eventi televisivi del 2019, ma di una delle serie TV più importanti del decennio: quella che più di ogni altra ha saputo penetrare nella cultura di massa, regalando alla HBO il suo asso vincente dal 2011 fino alla scorsa primavera. L'ottava stagione de Il trono di spade, ricompensata con dodici Emmy Award (fra cui miglior serie), ha fatto calare il sipario sul mondo di Westeros e sul sanguinoso "gioco dei troni"; non senza qualche recriminazione in merito al finale da parte del suo esercito dei fan, ma consegnandoci alcune fra le pagine più epiche e spettacolari della televisione contemporanea.

Il trono di spade 8x06, recensione dell'episodio finale

6. Fleabag

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Fleabag: Phoebe Waller-Bridge in un momento della seconda stagione

Quando aveva fatto il suo esordio, oltre tre anni fa, Fleabag non aveva attirato molta attenzione al di fuori della Gran Bretagna; la scorsa primavera, in compenso, la seconda e ultima stagione della serie firmata e interpretata da Phoebe Waller-Bridge si è rivelata un instant classic, conquistandosi legioni di ammiratori e riportando un inaspettato trionfo con la vittoria di sei Emmy Award, fra cui miglior serie comica e miglior attrice. Perché le disavventure familiari e sentimentali del personaggio del titolo, nonché l'impietosa analisi che questa giovane donna applica a se stessa e al mondo che la circonda, costituiscono uno dei più raffinati esempi di scrittura del piccolo schermo, in equilibrio perfetto fra sincerità e ironia.

Fleabag 2, la recensione: da Phoebe Waller-Bridge un racconto emozionante sull'amore e il lutto

7. When They See Us

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When They See Us: una scena del processo

Fra le perle del catalogo Netflix del 2019, When They See Us, diretto da Ava DuVernay, ha affrontato di petto il tema delle discriminazioni razziali negli Stati Uniti attraverso la cronaca della reale vicenda di un clamoroso errore investigativo e giudiziario legato a un caso di violenza sessuale avvenuto a New York nel 1989. Esempio paradigmatico di un racconto capace di combinare impegno civile e tensione drammatica, questa miniserie in quattro episodi è stata valorizzata anche da un ottimo cast, fra cui si è distinto il giovanissimo Jharrel Jerome, premiato con l'Emmy come miglior attore.

When They See Us, la recensione: su Netflix una sconvolgente storia vera di ingiustizia americana

8. Chernobyl

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Chernobyl: una scena con Jared Harris

Ma a dispetto del successo e delle lodi per la DuVernay, la scorsa primavera un'altra miniserie, targata HBO, ha galvanizzato ancora di più la critica, portandosi a casa ben dieci Emmy Award: Chernobyl, creata da Craig Mazin. Uno sguardo corale, sviluppato nell'arco di cinque puntate e mediante le prospettive di vari personaggi, sul famigerato incidente del 1986 alla centrale nucleare ucraina, in cui un rigore narrativo che evita ogni deriva verso la spettacolarizzazione si fonde con una cupa riflessione sui conflitti fra senso morale e ragion di Stato.

Chernobyl, la recensione: una serie memorabile, un disastro del passato e un monito per il futuro

9. Euphoria

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Euphoria: Zendaya in una immagine della serie

Sempre per la scuderia della HBO, il 2019 ha visto emergere un nuovo titolo di rilievo all'interno del campo dei teen drama: Euphoria, serie di ambientazione liceale trasmessa la scorsa estate, con la star emergente Zendaya al centro di un ampio cast di giovanissimi interpreti. Amori e amicizie, ma anche sofferenza, droga e ricerca della propria identità sono gli ingredienti di questo coming of age televisivo che ha fatto discutere particolarmente pure in virtù dei toni molto 'espliciti' adottati nell'illustrare molteplici aspetti della sessualità.

Euphoria, la recensione: lo scabroso teen drama che ridefinisce il genere

10. Stranger Things

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Stranger Things: Caleb McLaughlin, Finn Wolfhard, Noah Schnapp in una scena della terza stagione

E per rimanere nel campo delle serie teen, l'estate di Netflix è stata segnata, ovviamente, dal ritorno dei protagonisti di Stranger Things, un prodotto ormai di culto che, con la sua terza stagione, si è spostato ulteriormente nella direzione dell'horror, pur conservando una netta componente brillante e un'attenzione privilegiata per il mondo dell'adolescenza e le sue sfide quotidiane. Il risultato: un altro tuffo negli anni Ottanta, nelle sue atmosfere tipiche e negli stilemi del cinema di oltre tre decenni fa, riadattati però alla TV di oggi.

Stranger Things 3: la nostalgia non abita più ad Hawkins

11. Veep

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Veep: un'immagine della stagione 7

Meno noto in Italia ma apprezzatissimo negli Stati Uniti, dove la HBO lo ha trasmesso con successo dal 2012, Veep, creatura dello scozzese Armando Iannucci, ha concluso quest'estate il proprio cursus honorum, nonché quello di Selina Meyer, il personaggio a cui ha dato vita la strepitosa Julia Louis-Dreyfus: una ex Vice-Presidente che si ritrova a occupare il gradino più alto della Casa Bianca. Satira politica, dialoghi fulminanti e un sottile gusto per l'assurdo sono gli elementi che hanno reso questa serie uno dei cult televisivi del decennio.

12. Mindhunter

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Mindhunter: un primo piano di Jonathan Groff nella seconda stagione

È uno dei prodotti più interessati e sofisticati del catalogo di Netflix, e dopo i consensi raccolti al suo debutto anche la seconda stagione ha riconfermato Mindhunter fra le migliori serie in circolazione. Il crime dramma creato da Joe Penhall e interpretato da Jonathan Groff ha continuato a privilegiare l'elemento psicologico rispetto alle convenzioni del thriller classico, in un'insolita esplorazione dell'universo dei serial killer in cui l'estremo realismo dei dettagli si fa veicolo di un sottile ma inesorabile senso di inquietudine.

Mindhunter 2, la recensione: i serial killer di Netflix tra i migliori prodotti dell'anno

13. Succession

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Succession: una foto della seconda stagione

E sempre a proposito di finezza di scrittura e di attenzione per i personaggi, quest'anno ha ricevuto finalmente la sua meritata consacrazione Succession, che dopo essersi guadagnato l'Emmy Award per la miglior sceneggiatura è tornato sugli schermi con una seconda stagione magnifica. Altro fiore all'occhiello della HBO, la serie di Jesse Armstrong mescola humor nero, battute fulminanti e uno sguardo lucido e spregiudicato nel dipingere l'affresco del potente clan dei Roy, proprietari di un impero mediatico e legati fra loro da logoranti rapporti di amore e odio.

Succession 2, la recensione: il cinico ritratto di una famiglia in lotta per il potere

14. Mr. Robot

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Mr. Robot: Christian Slater e Rami Malek nell'episodio 4x01

Mancano ormai pochi giorni all'addio a un'altra serie cult degli anni Dieci, il capolavoro televisivo di Sam Esmail, di cui attualmente sta andando in onda la quarta stagione. Una stagione che conferma il fascino oscuro e magnetico di Mr. Robot e del suo protagonista, l'hacker Elliot Alderson, un ruolo reso indelebile dalla magistrale prova d'attore di Rami Malek. La resa dei conti fra Elliot e la Dark Army, ormai alle battute finali, costituirà dunque l'ultimo capitolo di una delle serie più belle e innovative dei nostri tempi.

15. BoJack Horseman

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Bojack Horseman 6: un momento della prima parte della stagione finale

A segnare ancora una volta un modello di eccellenza nel settore dell'animazione televisiva è uno dei titoli più acclamati del catalogo di Netflix: BoJack Horseman, di cui a ottobre è stata resa disponibile la prima metà della sesta e ultima stagione (i restanti episodi verranno pubblicati il 31 gennaio). La malinconica parabola del cavallo antropomorfo BoJack Horseman, ex celebrità alle prese con le proprie dipendenze e con la lotta contro la depressione, ha costituito un unicum nel campo delle serie animate, guadagnandosi uno zoccolo duro di affezionatissimi fan.

16. Watchmen

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I Watchmen in azione

Da una serie in procinto di abbandonarci a un'altra che, al contrario, rappresenta uno dei più eccitanti debutti televisivi dell'annata. Basato sulla celeberrima graphic novel di Alan Moore e ideato da una delle menti più originali della TV americana, Damon Lindelof, Watchmen si è rivelato una splendida sorpresa da tutti i punti di vista, imponendosi come una delle serie più belle del 2019 per il coraggio e lo spirito innovativo con cui sta reinventando, in un presente alternativo e quanto mai angosciante, le storie dei personaggi del fumetto di Moore, a partire dalla Angela Abar di Regina King e dalla Laurie Blake di Jean Smart.

Watchmen, oltre il capolavoro: dalla HBO una lezione a Hollywood

17. The Morning Show

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The Morning Show: un'immagine di Jennifer Aniston

Lanciato come la serie di punta di un nuovo servizio di streaming, Apple Tv+, The Morning Show è indubbiamente una delle serie tv più belle del 2019 e ci trasporta nel mondo del giornalismo televisivo descrivendo il frenetico dietro le quinte dello show eponimo, ma soprattutto le sfide professionali della coppia di protagoniste: la star della TV Alex Levy e la cronista d'assalto Bradley Jackson, interpretate rispettivamente da Jennifer Aniston e Reese Witherspoon. Ritmo serrato, dialoghi vivacissimi, l'attenzione all'attualità (gli scandali sessuali e il #MeToo) e un ottimo cast sono gli ingredienti di una delle principali novità della stagione.

18. The Crown

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The Crown: un primo piano di Olivia Colman nella terza stagione

Dopo gli elogi raccolti dalle prime due stagioni, il mese scorso The Crown è tornato ad occupare un posto d'onore nella scuderia di Netflix con una terza stagione caratterizzata da un vero e proprio reset: a 'succedere' a Claire Foy nel ruolo di Elisabetta II è stata infatti una magistrale Olivia Colman, protagonista delle vicende riguardanti la sovrana britannica fra gli anni Sessanta e Settanta. E la serie firmata da Peter Morgan si è riconfermata uno dei migliori drammi storici realizzati per il piccolo schermo.

The Crown 3, la recensione: Olivia Colman guida un cast stellare in una stagione piena di contrasti

19. The Loudest Voice

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The Loudest Voice: Russell Crowe nel ruolo di Roger Ailes

Per restare in tema di personaggi reali e storia recente, è attualmente in onda in Italia, dopo essere stato programmato su Showtime la scorsa estate, The Loudest Voice: una miniserie incentrata sulla figura di Roger Ailes, direttore del colosso giornalistico Fox News, dagli esordi della rete fino allo scandalo che ne avrebbe distrutto la reputazione. Gli intrecci fra giornalismo e politica e l'ossessione per il potere sono gli elementi primari di questo eccellente ritratto biografico, che trova in un irriconoscibile Russell Crowe un protagonista da applauso.

The Loudest Voice, la recensione: il quinto potere e lo scandalo Fox News

20. La fantastica signora Maisel

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La fantastica signora Maisel: Rachel Brosnahan in un'immagine della terza stagione

In ordine di tempo, è stata l'ultima serie della classifica ad approdare sui nostri schermi: da ormai due anni il titolo più blasonato nel catalogo di Amazon Prime Video, La fantastica signora Maisel è appena tornato in scena con la sua terza stagione. La scrittura profonda ed esilarante di Amy Sherman-Palladino, la vivacità irresistibile della mattatrice della serie, Rachel Brosnahan, e il talento comico dell'intero cast rimangono le carte vincenti di una delle migliori serie degli ultimi anni, pronta ad accompagnarci nel corso di questo dicembre con la sua salutare carica di ironia e di dolcezza.