Era il 2009 quando la Marvel Comics pubblicò per la prima volta un'affascinante variante di Spider-Man. Una versione "più adulta", ambientata nella New York della Grande Depressione. Il personaggio, dopo una serie di fortunate collane, ha trovato nuova linfa grazie al cinema, comparendo tra le tante variant in Spider-Man: Un nuovo universo. A doppiarlo, Nicolas Cage. Lo stesso Cage che, su produzione di Phil Lord e Christopher Miller, lo interpreta oggi nella notevole serie Spider-Noir, sviluppata da Oren Uziel per Prime Video (in streaming dal 27 maggio).
Uziel, che abbiamo intervistato, racconta Spider-Noir come fosse una storia di persone comuni, partendo da una riflessione molto semplice su cosa significhi essere eroi oggi: "Sono quelle persone che ogni giorno si alzano, preparano la colazione ai propri figli e poi vanno al lavoro. È un po' un luogo comune, ma è vero".
Per l'autore, "è difficile alzarsi ogni mattina e mettersi all'opera", sottolineando come non veda poi una "grande differenza" tra Ben Reilly aka Il Ragno, e le persone comuni. "alzarsi, andare al lavoro e cercare di essere una brava persona è già un gesto eroico".
Non può esserci Uomo Ragno senza New York (anche in bianco e nero)
Anche il rapporto con New York, elemento centrale di Spider-Noir, parte da un perimentro personale. Uziel, proprio come il protagonista, è nato e cresciuto nella Grande Mela e non nasconde il legame emotivo con un luogo incredibile: "New York? La adoro. È il mio posto preferito al mondo. Ci sono nato". Se la serie è ambientata soprattutto nella fumosa Midtown degli anni '30, il luogo che ama di più è Brooklyn: "Mi piace tantissimo passeggiare per le sue strade. Mi fa sentire a casa, perché sono nato lì. E vedere com'è diventata oggi... credo sia uno dei luoghi più belli del mondo".
Parlando dell'immaginario visivo di Spider-Noir (rifacendosi al cinema e alla letteratura Hard-Boilerd), Uziel dice che "abbiamo raccolto moltissimi fotogrammi dai grandi classici del noir e li abbiamo appesi alle pareti degli uffici di produzione dicendo: 'Questo è esattamente ciò che vogliamo'". Un processo che ha coinvolto soprattutto il lavoro sulla fotografia e sull'illuminazione: "abbiamo studiato l'espressionismo tedesco e quel tipo di illuminazione dura e spietata che si discosta completamente dallo stile moderno. Niente riflessi, niente luce diffusa: solo luci dirette, ombre profonde e forti contrasti". A completare il quadro, "un po' di grana" per restituire l'atmosfera dei film degli anni '30 e '40.
Secondo Uziel, però, il centro di Spider-Noir resta la fragilità di Ben/Il Rango, un disilluso investigatore privato con un passato da supereroe. Cage ha affrontato la sua interpretazione come se fosse "70% Humphrey Bogart e 30% Bugs Bunny". "Per me l'umanità è l'unico vero motivo per raccontare una storia", continua lo showrunner. "Se un personaggio non è fragile e non ha punti deboli, allora non capisco perché dovrebbe interessarci o da dove possa nascere il conflitto". Ben Reilly, continua, "si porta addosso tutto il peso della sua vita, quasi fisicamente, sulle spalle", ed è proprio questa vulnerabilità a renderlo vicino al pubblico: "credo sia un personaggio in cui sia facile identificarsi".
La colonna sonora della serie e il ritmo di Spider-Noir
In otto puntate (la prima e l'ultima dirette da Uziel) la narrazione gioca continuamente sul contrasto tra normalità ed eccezionalità "Non credo che essere 'normali' basti davvero. In fondo tutti cercano di distinguersi in qualche modo" come "essere gentili con qualcuno, far ridere le persone oppure semplicemente seguire il proprio ritmo".
Grande entusiasmo anche per la colonna sonora, firmata da Chris Bowers e Michael Dean Parsons. "Hanno lavorato duramente e abbiamo collaborato molto da vicino", racconta Uziel. "Erano velocissimi nel rimettere mano al lavoro da una prospettiva diversa". E ancora "Spider-Noir mescola commedia, mistero, romanticismo e melodramma. E loro sono riusciti a creare temi musicali adatti a tutte queste sfumature, integrandoli in modo perfettamente armonioso".