Stranger Things

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Ted Sarandos: "Netflix? Un parco giochi in cui ognuno può scegliere la propria attrazione"

Al See What's Next Event di Roma il CEO di Netflix presenta le novità in arrivo, dalle sette nuove serie originali al primo film d'animazione prodotto dalla piattaforma streaming.

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Netflix fa le cose in grande. Per il CEO Ted Sarandos il See What's Next Event è l'occasione per snocciolare i successi della piattaforma streaming, in crescita costante. Nel primo quadrimestre del 2018 le nuove sottoscrizioni hanno superato il numero previsto arrivando a quota 7,4 milioni, incrementando i 125 milioni di abbonati sparsi in buona parte del mondo. L'intento della piattaforma è quello di accontentare il pubblico di ogni tipo con una proposta la più varia possibile. "Lo scaffale di Netflix è illimitato" specifica Sarandos. "Consideriamo Netflix un museo o un parco giochi in cui il pubblico possa scegliere quale attrazione sperimentare". L'ammiraglia è Stranger Things, ormai una realtà assodata giunta alla terza stagione. La serie è stata vista da una quantità di pubblico venti volte superiore a quella di un film di successo e ha generato traffico social quattro volte più di The Walking Dead. Perfino la serie dei record Il trono di spade è stata battuta dalla Stranger Things mania e dall'effetto nostalgia degli Eighties, che rappresenta uno dei punti forti dello show.

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Ted Sarandos al See What's Netxt Event di Roma

Cosa ci aspetta in futuro? Netflix punta molto su The Rain, serie post-apocalittica danese ambientata nel folto delle foreste scandinave. Evento nell'evento, a Roma sono stati mostrati i primi due episodi in un'atmosfera silvestre con tanto di cast al seguito. A capitanare lo show la giovane e volitiva Alba August, figlia di Pernilla e Bille August. Per adesso possiamo dire che la serie, in uscita il 4 maggio, si apre quando una misteriosa pioggia contenente un virus letale si abbatte sulla Danimarca decimando la popolazione. Simone (Alba August) si rifugia in un bunker insieme al fratellino per uscirne sei anni dopo, in una nazione desolata e selvaggia in cui i superstiti vagano in cerca di cibo.

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La serialità fa la parte del leone

Ted Sarandos al See What's Netxt Event di Roma

Nella lunga carrellata di novità in arrivo su Netflix, Ted Sarandos annuncia con orgoglio gli accordi stretti con Ryan Murphy e Shonda Rhimes. I due autori creeranno contenuti esclusivi per Netflix, Ryan lavorerà in esclusiva per la piattaforma fino a fine estate. Per quanto riguarda le serie, a far la parte del leone è l'annuncio della terza stagione dell'hit La casa di carta, che Netflix ha acquistato da Antena 3 e ora ha deciso di produrre in proprio, vista l'incredibile accoglienza riservata alla heist series spagnola. In produzione anche la terza stagione di Stranger Things, che vedrà l'arrivo di Cary Elwes nei panni del sindaco Kline e di Jake Busey. Entrambi gli show dovrebbero arrivare nel 2019.

Maniac: una foto della nuova serie Netflix

Dopo aver presentato in concorso a Venezia il suo Beasts of No Nation, Cary Fukunaga tornerà a collaborare con Netflix per Maniac, serie tv interpretata da Emma Stone e Jonah Hill. Maniac racconta una sperimentazione farmaceutica che, però, non andrà secondo i piani. Annunciata anche la seconda stagione di Ozark. Assente a Roma perché impegnato sul set, Jason Bateman ha salutato la platea in un videomessaggio seguito dalla proiezione esclusiva di una clip della nuova stagione, un delicato dialogo tra Bateman e Laura Linney, che interpreta sua moglie. Tra le novità più interessanti, Sarandos ha anticipato i primi dettagli di Turn Up Charlie, che vede protagonista Idris Elba nei panni di un deejay donnaiolo costretto a occuparsi della problematica figlia di un amico. La serie entrerà in lavorazione a maggio nel Regno Unito. Tra le sette serie originali annunciate anche l'Italiana Luna nera, l'inglese The English Game, sulla nascita del calcio, e la tedesca The Wave, ispirata a fatti realmente accaduti. Ai fan del fantasy non sfuggirà The Dark Crystal: Ages of resistence, serie prequel ispirata al classico degli anni '80 diretto da Jim Henson che vede la firma di Louis Leterrier.

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Tra film e documentari, ce n'è per tutti i gusti

Outlaw King: Chris Pine nella prima foto ufficiale

Oltre a lanciare il trailer di Rimetti a noi i nostri debiti primo lungometraggio italiano prodotto da Netflix, Ted Sarandos ha mostrato le prime immagini del primo film d'animazione, il musical Over the Moon diretto da Glen Keane. Parlando di animazione, Netflix ha fatto il colpaccio assicurandosi la collaborazione di Matt Groening per l'irriverente Disenchantement. L'esilarante trailer, che mostra personaggi dal look molto simile a I Simpson, ma calati un contesto medievale, ha strappato una risata allo stesso Sarandos all'apparizione sullo schermo di Bean, eccentrica principessa amante dell'alcool. La rivelazione di Chiamami col tuo nome Timothée Chalamet sarà Enrico V nello shakesperiano The King, che vede nel cast anche Joel Edgerton. In fase di ripresa anche il film su Robert the Bruce con Chris Pine e Aaron Taylor-Johnson, Outlaw King, primo lungometraggio inglese della piattaforma, e la commedia Murder Mystery, con Jennifer Aniston e Adam Sandler, girata in parte in Italia, mentre a fine anno uscirà Norvegia, di Paul Greengrass, sull'attacco terroristico del 2011.

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Ozark: Jason Bateman nel ruolo di Marty Byrde

Ted Sarandos sottolinea, inoltre, l'impegno profuso dalla piattaforma nella produzione di documentari e docuseries, settore che trova una fitta schiera di appassionati. Dopo il successo di Icarus, primo film Netflix a vincere un Oscar, è in arrivo The Pope, focus sulla transizione tra Papa Benedetto e Papa Francesco, diretto da Fernando Meirelles. Annunciati anche The Staircase, che ricostruisce il caso del romanziere Michael Peterson, accusato di aver ucciso la moglie Kathleen, trovata morta in fondo alle scale di casa, 13 novembre, documentario in tre parti dedicato agli attacchi terroristici di Parigi del 2015, e una docuserie basata su uno dei più grandi casi di cronaca nera della storia francese, l'omicidio di Gregory Villemin del 1984.

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