Anche se il recente successo cinematografico di fenomeni come Obsession e Backrooms ci danno delle speranze, è evidente che negli ultimi tempi siano stati i titoli consolidati e riconoscibili a raggiungere più facilmente il pubblico. E quindi ha senso che Apple TV abbia destinato uno spazio a Cape Fear, che porta nuovamente su schermo la storia scritta da John D. MacDonald, adattata sia nel film del 1962 che nel remake targato Martin Scorsese con Robert De Niro.
Anche in questo caso il cast è di tutto rispetto, con Amy Adams e Patrick Wilson, nei panni della coppia protagonista dei Bowden, e Javier Barden nel magnetico e minaccioso antagonista Max Cady, ma figurano nel cast anche Ron Perlman, Ted Levine e altri volti noti. E soprattutto tiene bene la tensione promettendo brividi per tutta la sua estesa durata di 10 episodi, che data la nostra predilezione per il genere nei mesi estivi è un valore aggiunto importante.
La vendetta di Max Cady è il motore della storia
Tutto comincia da Max Cady, tutto ruota attorno a Max Cady. Criminale senza scrupoli appena uscito di prigione, l'uomo prende di mira la famiglia Bowden. Il motivo? Molto semplice: Tom e Anna Bowden, marito e moglie, erano stati i suoi pubblici ministeri al processo in cui è stato condannato e avrebbero avuto un asso nella manica che gli avrebbero assicurato una pena inferiore a quella scontata, ma hanno scelto di occultarle. Il ritorno di Cady è quindi una brutta sorpresa per la coppia e i loro figli, perché l'uomo inizia a tormentarli con minacce fisiche e una sottile tortura psicologica che rende la loro vita un inferno.
Javier Bardem contro tutti
Data lo spunto narrativo ben noto, è ovvio che il motore dell'azione di Cape Fear nella sua forma seriale sia Javier Bardem, che regala un ritratto solido, minaccioso, inquietante e magnetico di Max Cady, a cui lo script di questo nuovo adattamento aggiunge alcune sfumature di carattere psichiatrico. L'attore non rinuncia a essere anche sopra le righe, laddove necessario, perché l'approccio al personaggio glielo consente, e detta i tempi del cammino di redenzione dei Bowden.
Se infatti l'antagonista è quello che muove i fili dell'azione, il cuore narrativo della storia batte nelle prove di Amy Adams e Patrick Wilson nei panni dei Bowden, con particolare enfasi sulla prima, che vive il vero ed evidente faccia a faccia con l'uomo che li tormenta mentre il collega lavora di sottrazione: i due sono credibili come coppia e come figure che vivono questo attacco frontale all'istituzione della famiglia americana, mentre vedono pian piano creparsi le loro certezze di vita.
Cape Fear tra brutalità ed espansione
Il formato della miniserie permette di espandere la storia, dar più respiro ai personaggi e gestire il crescendo di tensione che i propositi di vendetta di Max Cady generano. Si lavora sul thriller psicologico, si gestiscono le sfumatura del piano di tortura a cui l'uomo sottopone la famiglia Bowden, ma si sfocia in dinamiche dalla maggior brutalità. Un peccato che questo corpus narrativo sia soggetto ad approcci di regia che cambiano di episodio in episodi, con i professionisti che si susseguono alla guida dei singoli episodi non compatti nel dare una visione del tutto omogeneo alla visione seriale dell'ideatore e showrunner Nick Antosca, ma al netto di questa e altre smagliature nella costruzione della serie, i 10 episodi assicurano due mesi di compagnia nel periodo estivo con un finale previsto per il 31 luglio. Ed è più che sufficiente per giustificare un nuovo adattamento di questa storia.
Conclusioni
Non era facile confrontarsi con i fantasmi del passato cinematografico, ma questa versione seriale di Cape Fear riesce a trovare una propria identità. Nonostante una regia a tratti frammentaria dovuta al cambio di mano tra i vari episodi, la creatura di Nick Antosca si regge su interpretazioni straordinarie, con un Javier Bardem magnetico e disturbante, e su una tensione psicologica costante. Per gli abbonati ad Apple TV, si candida a essere l'appuntamento thriller imperdibile dell'estate.
Perché ci piace
- L'interpretazione di Javier Bardem: Il suo Max Cady è memorabile, inquietante e stratificato.
- Amy Adams e Patrick Wilson sono eccellenti nel mostrare il crollo della famiglia borghese.
- Ottima gestione del thriller psicologico che sfocia in una brutalità mai fine a se stessa.
Cosa non va
- L'avvicendamento dei registi crea qualche calo di ritmo e disomogeneità visiva.