Un film interessante, sicuramente coraggioso per il modo in cui affronta (per sottrazione, potremmo dire) temi non nuovi per il nostro cinema come la crisi di coppia e il tradimento.
In veste di attrice protagonista e co-produttrice del film, Gina Gershon è a Roma per presentare il film Prey for Rock & Roll.
A Roma per presentare Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, nelle sale italiane dal 4 giugno in oltre 700 copie, il regista Alfonso Cuaròn e il produttore David Heyman rispondo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa.
Oliver Stone nel 1991 ha trasposto in versione cinematografica la storia di una delle band più innovative degli anni a cavallo fra i '60 ed i '70.
E' musica calda, a volte gioiosa, sempre piacevolmente sensuale, in naturale contrasto con il titolo del film...
Il terzo e ultimo dvd di una trilogia che rimarrà nella storia. Audio e video eccezionali, come per i due episodi precedenti, ed extra sempre interessanti.
Ottima e ricca edizione a doppio disco per l'immortale film con Humphrey Bogart.
Un terzo episodio che riesce finalmente ad elevarsi a prodotto artistico, laddove i predecessori erano state semplici e lucrose operazioni di marketing.
Bella edizione per un buon sequel, carente solo nell'ambito dei contenuti extra.
Il regista iraniano Leone d'oro nel 2000 è stato a Roma per presentare la sua ultima fatica, osteggiata in patrai come tutto il cinema indipendente.
Divertente commedia degli anni '80 con una Diane Keaton in grande forma e basata sul tema della donna in carriera ma non solo...
Un esempio di commedia di spessore, che nonostante i difetti di sceneggiatura si rivela decisamente interessante per la sua urgenza di raccontare "piccole" storie in cui troviamo riflessi temi universali.
I discepoli del buio avrebbero forse gradito una scaletta più dark-oriented, ma questo disco tutto sommato non sfigura affatto accanto a classici del calibro di Pornography, Disintegration, Closer ed Unknown Pleasures.
Anche se a lungo andare la pellicola può risultare inutilmente fracassona, non si riduce ad essere esclusivamente, come c'era da aspettarsi, un interminabile assolo ad opera dell'ottimo e truccatissimo Mike Myers.
L'idea di accompagnare la pellicola con un soundtrack lo-fi ed un taglio noise ??" rock piuttosto obliquo/alternativo sostanzialmente naufraga davanti ad una serie di canzoni che non rappresentano il meglio del genere.
Edizione a doppio disco per il capolavoro di Sergio Leone, caratterizzata da un buon video e un discusso ridoppiaggio.
Panahi ci guida tra le trafficate e grigie vie di una gelida Tehran, dipingendo un quadro opprimente, drammatico ma anche sottilmente ironico dei paradossi e delle ingiustizie della società iraniana.
Il film regala un paio d'ore di convincente intrattenimento e veicola comunque un positivo messaggio "ambientalista", rispettando implicitamente le indubbie differenze tra verità o teorie scientifiche e finzione cinematografica.
Uno dei più bei packaging dell'ultimo periodo accompagnato da una realizzazione tecnica eccezionale e da una valanga di extra.
La vita nella nuova Belgrado è piena di sorprese, aperta all'occidentalizzazione, ma conservando l'ironia della quotidianità.
Il capolavoro del surrealismo firmato da Luis Buñuel.
Una commedia bizzarra ed ottimista che, attraverso la disarmante semplicità dei suoi protagonisti, racconta la durezza di un'umanità alla deriva, abbandonata nella sua emarginata condizione, che sopravvive senza lavoro ed assistenza.
Una drammatica storia sull'intreccio di destini ed identità tra due uomini così diversi da esser complementari. Tagliato sul talento dei protagonisti, il film ci regala due intensi ritratti di esistenze deluse, di anime in solitudine.
Sufficiente edizione, con audio e video accettabili, ma con una deludente mancanza di contenuti speciali.
Un'escursione dentro la bottiglia che evita il moralismo facile: un dramma sociale in tutta la sua crudezza che Wilder racconta, come al solito, in maniera magistrale.
Pontormo ha una regia d'attesa, sguardo mai partecipe, se non per i primi piani dei personaggi che oscurano gli ambienti e i luoghi rinascimentali, e per le carrellate sugli affreschi, protagonisti allo stesso modo degli attori.
"Gli anni spezzati è la storia di due ragazzi sulla strada dell'avventura, che attraversano i continenti e gli oceani, scalano le piramidi e passano atttraverso i deserti dell'Egitto fino al loro appuntamento con il destino a Gallipoli" (Peter Weir, Cineforum, n.215, 1982).
Un edizione sontuosa sotto il profilo audio e video per uno dei blockbuster di fantascienza più chiacchierati di sempre.
Ottima edizione dvd molto curata, sia dal punto di vista video che audio, per questo bellissimo film. Di rilievo anche la dotazione di extra che rendono questa edizione degna delle migliori edizioni speciali.
Nuova versione di un classico del cinema horror ambientata ai giorni nostri e che riesce a coniugare magistralmente le atmosfere del gotico classico con quelle della società moderna.
Se in altri film l'equilibrio tra estetica ed intrattenimento era perfetto, in questo film viene meno a causa di un'evidente mancanza di convinzione nel progetto da parte del regista, e il risultato è un sexy-thriller alla moda che non annoia e si lascia guardare, ma non è certamente tra i migliori di Mario Bava.
Il film racconta la difficile ed indigesta storia di una ragazza che rinuncia a se stessa, preferendo vivere da testimone silenziosa di una vita che le scorre davanti come un film di cui non è mai protagonista.
Il film di Edward Norton gode di un settore video eccezionale mentre latita il reparto extra.
Un film valido che ci viene proposto in modo molto maldestro da Warner e che si salva solo per una qualità Audio elevata e una qualità Video discreta.
Buon prodotto sia per qualità Audio/Video che per qualità degli extra, anche se si poteva optare per un edizione a due dischi e con una traccia audio in DTS.
Un incontro breve, quello che ha seguito la proiezione stampa di "Signora", in cui il regista Francesco Laudadio ha cercato di spiegare ai giornalisti presenti la scelta di adottare un tono grottesco per la sua pellicola.
Un film dotato di un fascino indescrivibile, immortale come il tema che sviluppa, quello della ricerca della libertà e della felicità, pena la necessità di infrangere la natura delle cose e di superarla.
Sulla scia di Minority Report, Winterbottom ci regala un film, probabilmente troppo formale, ma sicuramente affascinante.
Buona edizione per il film di Alan Parker, molto curato anche nella corposa sezione extra.
Eccezionale incrocio tra horror, road movie e western, Il buio si avvicina catapulta lo spettatore in un mondo cinematografico tutto nuovo, costruito con un ritmo vertiginoso ed una grande maestria nei movimenti di macchina che già preannunciano i picchi adrenalici di Point Break.
La pellicola si contraddistingue per una notevole eleganza nella regia, che alterna piani fissi a sapienti movimenti di macchina atti a costruire il regime di suspence che avvolge lo spettatore fin dal lento ingresso nel castello del vampiro.
Quello a cui assistiamo è un vero e proprio western ambientato nel deserto del New Mexico e nei villaggi-fantasma disseminati ai confini di esso.
Il binomio cinema-vampiri ha origini antichissime: dal primo Nosferatu di Murnau del 1922 al recente Van Helsing di Sommers, pare proprio che i signori delle tenebre abbiano trovato nel grande schermo una dimora talmente confortevole da non volerla più abbandonare.
Nonostante si sviluppi molto più lentamente rispetto ai canoni narrativi cinematografici moderni, il film è indubbiamente un'opera affascinante e non priva di un certo magnetismo, di atmosfere sinistre ed oniriche.
Alla fine Intervista con il vampiro, anche se intelligente e poeticamente doloroso, risulta essere tutt'altro che perfetto: a momenti folgoranti per ricchezza di invenzioni narrative e figurative si alternano pause in cui pesa la monotonia dell'estenuante esistenza dei vampiri.
Nonostante il naturale tradimento del testo, se Troy può vantare un certo valore questo va ricercato nei versi scritti da Omero quasi tremila anni fa. Le sue riflessioni sull'ambivalenza della guerra, sulla tragicità della storia umana, sulla passione e sulla memoria, resistono all'annacquamento imposto dalla produzione.
Probabilmente sottovalutato dalla critica per la convenzionalità dell'indagine sull'alterità tra culture, Witness evidenzia il parallelismo che avvicina Rachel e John, e sul quale Weir costruisce questo thriller anomalo ed interiore.
Il film è una continua citazione/celebrazione del genere Blaxploitation, compreso il soundtrack interamente composto da gioiellini di black music di gustosa fattura.
Il tema trattato poteva essere interessante, tuttavia i due registi riescono a rendere grottesca ogni situazione, trattandola in modo superficiale e a tratti al limite del ridicolo.
Il film di Walter Salles è una sorta di atipico road-movie, dove il viaggio non simboleggia la fuga dalla realtà o dal quotidiano, ma funge da formazione di una coscienza politica e civile.