Edizione nel complesso sufficiente per il film di Wim Wenders. La parte migliore sono sicuramente gli extra.
Una lunga chiacchierata con il regista ed il protagonista di Vai e Vivrai, intensa storia umana sullo sfondo dell'Israele di oggi e ieri, visto attraverso gli occhi di un giovane ragazzo dell'Etiopia.
Già presentato alla Quinzaine del Festival di Cannes di quest'anno, e ora passato a Roma all'Asian Film Festival, questo The Buried Forest ha le cadenze e gli umori di un sogno che lentamente invade la realtà.
Breve carrellata su un autore emergente e anticonformista del cinema statunitense.
Riproposizione del personaggio che aveva reso famoso Rodriguez, in un film molto ben orchestrato, che ha la pecca, però, di prendersi troppo sul serio.
Buona edizione a disco singolo per il film con Bruce Willis, soddisfacente sotto il profilo tecnico e discreta anche sul piano degli extra.
Un film interessante e problematico come tutte le opere di Kim Ki-duk, pur nei limiti della riproposizione di formule e "marchi" autoriali che forse il regista dovrà rivedere criticamente.
Napoleon Dynamite e il suo sfigato, ma strano universo raccontato da Jared Hess e Jon Heder.
A poco meno di un mese dall'arrivo nelle sale, le ultime notizie e curiosità sul quarto film dedicato ad Harry Potter.
Il clima spensierato e multilinguistico dell' "appartamento" e dell'età del divertimento, qui si trasforma in un approfondimento sul tema dei trentenni che navigano a vista.
Un'interessante produzione indipendente che, nonostante le evidenti pecche e una certa debolezza d'impianto, va encomiata per il coraggio e la passione infusi in un progetto alquanto lontano dal gusto comune.
Arriva in sala il film di Marc Rothemund su Sophie Scholl, una delle poche eroine della resistenza tedesca durante la seconda guerra mondiale: una gelida ricostruzione degli ultimi sei giorni della sua vita.
E' un film riuscito solo in parte, questo secondo episodio della "trilogia americana" del regista danese: qualche lungaggine narrativa e scelte estetiche discutibili ne smorzano in parte il messaggio, ancora una volta comunque in grado di suscitare riflessioni e discussioni.
Un thriller elegante, dal sapore di altri tempi, sorretto da buone interpretazioni e affascinanti ambientazioni, che manca solo in parte l'obiettivo nella sua anima più politica.
Un film divertente e adrenalinico, con azione mozzafiato coniugata nei modi più vari ma che sa ritagliarsi i suoi momenti romantici e regalare sprazzi di commedia. Avvincente e ben fatto, poco più di due ore che passano veloci in un'orgia di esplosioni, corse e acrobazie.
Il 14 dicembre si avvicina e cresce la febbre per King Kong, il remake più prestigioso dell'anno, e un sogno che diviene realtà per Peter Jackson, hobbit neozelandese incoronato da Hollywood.
All'interno di un'operazione a tal punto imponente, anche il linguaggio e lo stile del Cinema hanno subito un processo di messa in discussione, al fine di scoprire e inventare nuove modalità di comunicazione, più pronte ad esprimere l'entità incommensurabile di riflessioni, tracce e relazioni contenute nel progetto coppoliano.
Dentro la chiave interpretativa del viaggio abissale, ultimo e definitivo, viaggio della conoscenza dopo il quale non può esistere altro viaggio e altra conoscenza, si riassorbe tutto il dicibile sul film.
Edizione datata ma sufficiente per il capolavoro di Scorsese. Spicca su tutto il bel documentario sul film.
Edizione di buon livello tecnico, dove spicca soprattutto un video ben curato, anche se non privo di qualche piccola pecca. Soddisfacenti anche gli extra.
Un film che, nonostante qualche difetto di script, coglie nel segno per la sua capacità di descrivere un mondo con precisione e ricchezza di dettagli, riuscendo a renderlo credibile e nello stesso tempo dando ad esso una forte valenza simbolica.
L'ultimo lungometraggio di Shinya Tsukamoto rappresenta, sia nei contenuti che nell'estetica, un'ulteriore conferma dell'evoluzione artistica del regista giapponese; la ricerca che attraversa tutta la sua carriera, quella sulla metamorfosi dell'uomo in relazione all'ambiente metropolitano, raggiunge con questo film uno dei migliori e più complessi risultati.
In visita a Roma per presentare il suo nuovo Oliver Twist, Roman Polanski ha incontrato la stampa per una lunga ed interessante chiacchierata sul cinema e la società di oggi e del passato.
Non il film più compiuto e riuscito di Allen - a mancare è soprattutto quell'ironica leggerezza che solitamente connota la sua opera - ma rimane uno dei film preferiti dal regista e uno dei più arditi tecnicamente.
Edizione eccezionale sotto ogni punto di vista. Un fantastico lavoro targato Warner che brilla a partire dalla confezione.
Non si propone come un film innovativo o particolarmente originale, ma punta tutto sulla bellezza e la simpatia dei protagonisti, dimenticandosi però di sviluppare un intreccio sufficientemente accattivante o dialoghi particolarmente brillanti.
'Sky High' finisce per apparire come un incrocio tra Harry Potter e 'Gli Incredibili', e si candida per essere uno dei migliori film per famiglie dell'anno.
Puntuale come sempre nei momenti di tensione sociopolitica, il cinema, nelle sue varianti horror/thriller/fantascientifiche, si fa nuovamente catalizzatore delle inquietudini e delle paure della società contemporanea.
Un cinema fatto di piani e campi, pensato e sentito da un autore dalla sensibilità e dalla padronanza non comune, oltre che sorretto dalle intense interpretazioni dei suoi protagonisti, da affascinanti ricostruzioni scenografiche e da una fotografia plumbea e ricca di fascino.
Edizione datata ma di buon livello per il film di Milos Forman. Peccato per gli extra non sottotitolati.
Il film è stato girato con il metodo Dogma e questo si ripercuote su un video a dir poco disastroso. L'edizione è comunque nel complesso insufficiente.
A pochi giorni dall'uscita anche nelle nostre sale di The Descent ??" Discesa nelle tenebre, eccellente opera seconda di Neil Marshall, pubblichiamo il resoconto di un'interessante chiacchierata che abbiamo avuto col regista inglese a Venezia.
Il regista di Nightmare ha presentato a Roma il thiller Red Eye, raccontandoci la sua sul rapporto tra Hollywood e il moderno cinema horror.
Bel packaging e ottima edizione dal punto di vista tecnico per il pluripremiato film di Clint Eastwood. Superlativo l'audio, ma gli extra lasciano un po' a desiderare.
Si fa fatica a provare empatia per l'Attilio del film e per la sua amata. Non si riesce a rintracciare molta poesia nel suo viaggio folle e disperato verso Baghdad, né nei sui tragicomici tentativi di salvare la vita della donna che ama.
L'inaspettato successo internazionale del film I guardiani della notte, porta alla ribalta nuovamente una cinematografia, quella russa, di nobili natali e di grande tradizione teorica, ma assai poco presente, negli ultimi anni, nelle classifiche dei botteghini dei cinema europei ed internazionali.
Valiant risulta un film bizzarro, non tanto nella sua realizzazione, quanto nelle scelte alla base, lasciandoci perplessi sull'effettivo target a cui si rivolge, non essendo abbastanza profondo e complesso da interessare un pubblico adulto, ma nemmeno abbastanza divertente e immediato per poter intrattenere una platea di bambini.
Spaccato efficace di una situazione e di un genere, attenzione alle novità che potrebbero rappresentare il futuro del genere e riscoperta dei classici più o meno segreti. Il Ravenna Nightmare Film Festival è stato questo e molto altro.
L'atteso compact disc con i temi principali dei due film, alterna buoni momenti a spunti non propriamente originali, anche se pur sempre accattivanti.
La storia del rapporto tra Wes Craven e il cinema è singolare, come del resto tutta la sua produzione, sempre a metà fra il capolavoro e il quasi ridicolo, sempre a cavallo dei generi, e sempre vissuta nel tentativo di superare il genere horror, a cui sente di appartenere, ma a cui teme di finire incatenato.
Una girandola di personaggi immobili, sconfitti o destinati al fallimento, che aprono la bocca solo per riempire il silenzio, per non doverci fare i conti, che si amano svogliatamente e si tradiscono con indifferenza, che vivono il vuoto delle loro vite come eredità ingombrante del territorio che abitano.
Darkman, pur essendo un supereroe nato dalla celluloide, non ha nulla da invidiare ai colleghi più famosi... della carta stampata! Il film riserva i soliti avvincenti momenti che è lecito attendersi da Raimi.
Il cinema di Haneke è fatto di sistematica destabilizzazione, ambiguità, elisione delle certezze nello spettatore, ricerca della non indifferenza, attraverso un esercizio intellettuale un po' fine a sé stesso, nella sua pretenziosa oggettività che demanda allo spettatore il ruolo di unico testimone della vicenda narrata.
Edizione discreta sul piano audio-video ma assolutamente deficitaria per quanto riguarda i contributi aggiuntivi
Buona edizione della Eagle Pictures: gli extra sono interessanti, il reparto video fa il suo dovere più che degnamente e l'audio è sufficiente.
In Sonatine tutto si sospende e rallenta, la temporalità delle statiche inquadrature si dilata per poi accelerare all'improvviso e la loro successione narrativa si frammenta in piccoli segmenti; uno spiazzante teatro di orrore e poesia, dove la violenza e la crudeltà non sono che una routine insapore dettata unicamente dalla paura e dall'inquietudine del vivere.
Ottima edizione sotto tutti i punti di vista. Qualità video, audio ed extra curatissime e quasi perfette. Un punto di riferimento per il suo genere.
Dai ritmi latino-americani alla techno, dal jazz al rock, dal sinfonismo all'hip hop: la Los Angeles di Michael Mann non poteva essere più trendy e cool di così.
Un'edizione buona e in sostanza nella norma considerando il film e il target. Da segnalare un audio decisamente sopra la media.
Salles guarda dall'alto, osserva, usa camere all'interno degli ascensori e si perde nello scrutare dal superiore i protagonisti, in una visione distorta di chi vive la propria passione personale.