Una commedia scarna e volgarotta che manca spesso il segno e si rifugia maldestramente in meccanismi banali.
L'unica pellicola veramente ottimista della lunga carriera del regista, in cui attraverso il simbolismo chiave della città rappresentata come magica, paurosa e dispersiva ma al tempo stesso romantica e familiare, Woody Allen celebra la vita, l'amore e la cultura.
Un film affascinante e inusuale che rappresenta una difficile scommessa in fin dei conti vinta per una cinematografia, come tutta quella europea, spesso ferma su sé stessa e poco incline ad incursioni nel cinema di genere.
Edizione non entusiasmante ma nel complesso sufficiente per l'unico film italiano in concorso quest'anno a Berlino
Pallottole su Broadway è una delle migliori opere realizzate da Woody Allen e affronta la questione basilare della riflessione sull'essenza dell'arte, sui compromessi che si devono necessariamente accettare per sfondare e sulla reale consistenza del talento.
Woody Allen riesce ancora una volta nell'impresa di realizzare un prodotto gradevole e raffinato, costellato di riferimenti e citazioni, dall'hard boiled alla detective story, passando per le commedie sentimentali della "guerra dei sessi".
Ottimo lavoro per audio e video con un plauso soprattutto agli extra, numerosi e divertenti.
I due periodi (e mezzo) della carriera cinematografica del geniaccio toscano, nel momento dell'uscita del suo nuovo lavoro, "La tigre e la neve"
Figurativizzato nel personaggio di Cecilia, Woody Allen realizza un omaggio alla filmografia della sua adolescenza generando, allo stesso tempo, una nostalgica e profonda riflessione sul ruolo assolto dalla settima arte, sullo sguardo spettatoriale e sui processi di identificazione attivati dalla narrazione cinematografica.
Lo spettatore non sa più dove si sia e, nella con-fusione delle coordinate, non sa più nemmeno comprendere se ciò che è dato vedere appartiene all'ordine dell'impressione di realtà oppure è soltanto virtualità e fantasmagorìa, che possono sorgere, oramai, e in modo indistinto, dall'immaginazione dell'artista, da quella dei personaggi e, persino, dalla fruizione spettatoriale. Passato, presente e futuro si fondono e negano ogni distinzione.
Con questo grande, frammentato eppure organico affresco, il regista riesce a fondere istanze tipicamente popolari a una visione del cinema come contaminazione di generi e forme estetiche (il documentario, la musica, la poesia) per uscirne con un film che va fruito in modo immediato e istintivo.
Pur delineandosi come una leggera, divertente ed esplicita parodia meta-cinematografica, Misterioso omicidio a Manhattan non rinuncia a una vena crepuscolare e malinconica
Il primo capitolo della saga ci viene presentato dalla Warner in una edizione non del tutto soddisfacente: sicuramente buona la parte dei contenuti extra, ma audio e video non riescono a decollare.
Anche la struttura drammaturgica e la dinamica narrativa dell'opera acquistano un valore decisamente pregnante. 'L'anno scorso a Marienbad' assume valore di testimonianza quasi antropologica: il tempo immobilizzato del racconto serve a meglio esprimere l'impossibilità dell'uomo contemporaneo di percepire distintamente, di provare emozioni e, infine, di produrre azioni consapevoli.
Ci sono voluti nove mesi ininterrotti di lavorazione e un grande sforzo produttivo, ma il risultato è un film che sa parlare al pubblico, con una grande attenzione alla caratterizzazione dei personaggi e contemporaneamente alla cura dell'aspetto spettacolare.
Per quanto il regista continui a negare il fatto che questo sia un tentativo di ricalcare l'esperienza di Paris, Texas, il pallore di questa (quasi) fotocopia ci ricorda impietoso l'incapacità del regista, negli ultimi anni, di realizzare un film degno del suo nome.
L'impero dei lupi è un film confuso e urlato, dove persino l'onesto mestiere e la simpatia di Jean Reno affogano senza lasciar traccia.
Una fiaba come tante, con pretese filosofiche eccessive, ma con una colonna sonora degna di un grande maestro.
Una piacevole commedia romantica diretta dai fratelli Farrelly, che pur mantenendo inalterate le caratteristiche più "codificate" del genere, piazzano in alcune sequenze spruzzate del loro umorismo acido e politically uncorrect.
Natalia Estrada, bellezza mediterranea sempreverde, racconta ai giornalisti il suo ruolo da doppiatrice per il film 'Gaya', con tanta disponibilità ed un pizzico di autoironia.
Paradossalmente l'aspetto romantico del film, nonostante la presenza della veterana Nora Ephron alla regia, è quello meno riuscito e finisce con il cancellare anche quel poco di buono che era stato costruito nella prima metà della pellicola.
Intervista con Kledi e Andrea Barzini, rispettivamente protagonista e regista del film Passo a due.
Dalla fervida mente di Costanzo il primo film italiano sul ballo, che mostra una realizzazione tecnica ai limiti del ridicolo e una banalità di sceneggiatura unica, veicolando un certo tipo di messaggio (e di cinema) che ci sentiamo di respingere con forza.
Un film incerto del (finora modesto) regista di 2fast 2 furious, sempre in bilico tra tensione drammatica e cedimento ad una certa tendenza videoclippara.
Una valida ed esauriente edizione a doppio disco che rende giustizia a uno dei capolavori di Martin Scorsese
In un incontro con la stampa dalle parentesi decisamente spigolose, Placido e la sua squadra, con tanto di intero cast al seguito, hanno presentato a Roma l'atteso Romanzo criminale.
In un cinema Trevi più affollato che mai, si è svolta la conferenza stampa di presentazione di Terra di Siena Film Festival, la manifestazione ospitata dalla città toscana che si svolgerà dal 26 settembre fino al 2 ottobre giunta alla nona edizione.
Per creare il fantastico immaginario di La fabbrica di cioccolato, Tim Burton ha necessitato del fondamentale contributo dei tecnici dell'animazione e dell'effettistica più di avanguardia.
Il film non ha un target di pubblico ben definito, ma è diretto a tutti coloro che amano i mondi immaginati un po' strampalati di Burton, adulti, bambini e...cani, come sostiene candidamente lo stesso regista.
Un'edizione ottima per audio e video, ma scadente sul fronte extra. L'ennesima occasione per attirare l'acquirente in attesa di una special edition degna di questo nome.
Un film dall'alto tasso comico, vulcanico allo stesso tempo nell'esibizione di una fantasia magica e contagiosa.
La scelta estetica e programmatica di Smith è quella di pedinare fin dall'inizio la sua protagonista abusando delle angolazioni delle posizioni di camera che vogliono indurre in chi guarda l'impressione che qualcuno stia spiando la ragazza.
Purtroppo l'operazione, in Italia, subisce il peso del doppiaggio di Aldo che conferisce al pargolo la propria caratteristica inflessione siciliana e tutti i modi di dire che gli hanno dato successo insieme a Giovanni e Giacomo.
Il film di Vinterberg e Trier si configura apparentemente come un romanzo di formazione, un tragico percorso di crescita di un gruppo di ragazzi che prendono coscienza, quasi per caso, delle contraddizioni e dei dolori del nostro tempo, mentre la politica e l'attualità si fondono con il loro dramma esistenziale.
Si cerca di restituire, con mezzi stilistici evocativi, una violenza vera, talvolta terrorizzata e, talaltra, raggelante, perché è un flusso che passa, in una ininterrotta relazione di scambio, tra il soggetto personaggio e il soggetto spettatore.
Edizione caratterizzata da un video molto scadente per il film di Saverio Costanzo. Sufficiente invece l'audio e interessante il backstage
Edizione a due dischi buona dal punto di vista tecnico. Extra discreti, ma con un intero disco a disposizione si poteva fare di più.
Documentario/denuncia/propaganda. C'è tutto (e niente) nell'ultima fatica cinematografica di Sabina Guzzanti
Il film di Donaldson è distribuito da Buena Vista con un'edizione di tutto rispetto: buoni i reparti audio e video, interessanti gli extra.
Meirelles sembra sentirsi con le spalle sufficientemente coperte da potersi concentare sullo stile visivo e sulla tecnica, non sembre rispettando le esigenze del copione.
Grandi applausi e soddisfazione generale nel cast di 'La bestia nel cuore', pellicola accolta con caloroso entusiasmo sia dalla critica che dal pubblico veneziano. Il cast quasi al completo si stringe intorno alla sua regista in conferenza stampa.
Il film si prende troppo sul serio e dopo un inizio equilibrato sprofonda nella più triste comicità involontaria. Allo spettatore non resta che chiedersi il perché di una scelta registica tanto inspiegabile da sfiorare il suicidio artistico.
Claustrofobico a livelli di guardia, cruento ed estremo come pochi horror contemporanei sanno essere, nonchè privo di sbavature nella messa in scena e nell'uso delle musiche, The Descent è un grande film di genere, tutto al femminile, a cui è davvero difficile trovare punti deboli.
Alternando bianco e nero al colore, rallentando le immagini e sovrapponendo didascalie tratte dai dialoghi, Patrice Chéreau si avvale con parsimonia di tecniche cinematografiche per arricchire l'impostazione teatrale del soggetto.
Un'ottima edizione per audio ed extra. Purtroppo il video non è sullo stesso piano anche se si mantiene sempre su buoni livelli.
L'esordio registico di Shreiber non delude né come film a se stante né tanto meno come adattamento, i motivi sono probabilmente da rintracciarsi proprio nel personale e profondo attaccamento di questo neo-regista alla storia che racconta.
Quello che stupisce di più e che più irrita del film di Turturro è la sua falsità, la sua evidente artificiosità, il suo essere il prodotto di un regista che sentendosi profondamente intellettuale gioca a fare lo sboccato, lo sregolato ed il filmicamente anarchico.
Burton mette tutta la sua onnivora passione cinefila e il suo sguardo da eterno bambino, nel disegnare i luoghi e personaggi del suo film, dandoci in pasto alcuni dei momenti più spassosi che si siano visti da molto tempo a questa parte.
Sottratto di ogni orpello e enfasi drammaturgica, tanto da generare anche nel pubblico più aperto una sensazione erronea di esagerata distanza e di presunto estetismo, Everlasting Regret è in realtà un saggio di cinema che cattura per vie diverse ed impervie.
Un'edizione di tutto rispetto, dove spicca un audio decisamente coinvolgente e una sezione extra con contributi forse non molto numerosi ma piuttosto interessanti e divententi.