A Roma per presentare il nuovo episodio della saga della single più famosa d'Inghilterra, la regista e la protagonista raccontano la loro esperienza, con il pensiero che vola alla Thailandia.
Gli angeli non hanno paura delle fiamme. I morti non hanno paura di ciò che accade in vita. L'angelo Audrey Hepburn, nella sua ultima e commovente apparizione cinematografica, c'insegna il valore del distacco e del vero amore.
L'ultimo capolavoro di Fassbinder, rappresentazione manieristica di lotte interiori e cammini personali di purificazione.
La trilogia delle "Extended Version" si completa con un'altra edizione sontuosa, caratterizzata da un altissimo livello tecnico e con un quantitativo record di extra.
Ci sono ospiti inattesi all'interno del televisore. La piccola Carol Anne è l'unica che fa gli onori di casa. E se ne pentirà... Una fiaba horror firmata da Tobe Hooper (Non aprite quella porta) e dal re Mida di Hollywood, Steven Spielberg.
Un telefono, un fucile e, all'improvviso, gli spazi vitali di due persone invadono la grande metropoli. Il thriller di Joel Schumacher punta il dito contro le apparenze, criticandole con le stesse armi del visibile.
Sono fantasmagorici effetti speciali e scenografie da brivido a fare da contorno al terzo episodio de La casa. Sam Raimi e il suo staff compiono miracoli con mezzi relativamente ridotti e con tanti ingegnosi accorgimenti.
E' arrivato dal futuro ed ora vuole tornare al presente. E' Ash, l'eroe scapestrato e spaccone che combina guai per poi doverli scongiurare. Sam Raimi approda con il terzo episodio de 'La casa' al suo film fantastico più completo e più ironico.
Toni da fiaba noir, la povertà del ghetto e una coppia di ricchi tra le più pazze al mondo: Wes Craven torna a far sobbalzare il suo pubblico con un tocco di sociologia spicciola in più.
Una commedia americana modesta, in tipico stile natalizio, con qualche trovata esilarante sparsa qua e là. Niente di più, niente di meno.
A Roma, per presentare il suo nuovo film: Un bacio appassionato, il maestro inglese Ken Loach.
Un film che rievoca la serie anni '70 e che mantiene le sue promesse in termini di qualità dell'edizione.
Attingendo a piene mani dal cinema di tutto il mondo, l'industria americana ha sempre fatto uso dei remake per rendere più vicini al suo pubblico film realizzati per il gusto di spettatori diversi, per nazione o per epoca.
Tutto inizio quando Takashi Shimizu frequentava un corso serale tenuto dal regista di 'Kairo', Kijoshi Kurosawa che alla fine del semestre affidò ai suoi allievi il compito di realizzare un corto di tre minuti da sviluppare sulle basi di una sceneggiatura originale...
Le inquadrature sono strette quando si parla dell'esistenza piatta dell'individuo, e si allargano sul mondo esterno, a dimostrare l'invisibilità di un dolore nell'immensità del mondo.
Con l'uscita nelle sale giapponesi di "Ringu" di Hideo Nakata l'horror orientale si rinnovava profondamente: un nuovo movimento stava nascendo nella terra del Sol Levante, un movimento che sarebbe andato a influenzare le industrie dell'orrore di oriente e occidente.
Il neoregista Peter Howitt sfrutta un piccolo inconveniente ordinario per costruire una doppia storia il cui fulcro è rappresentato dalla grazia della sua protagonista, Gwyneth Paltrow
Il film diverte già dai primissimi minuti, mettendo in scena subito questa strana coppia che, fin dalla grottesca sequenza del tentativo di suicidio di Louis, si trova coinvolta in una sequela di situazioni irresistibilmente burlesche e perfino fantozziane.
Il dispiegarsi dell'intreccio, come il chiarimento di alcuni snodi narrativi, conferma ancora una volta come le versioni americane prediligano modulare le frequenze narrative piuttosto che le trovate stilistiche in questo genere di remake.
Allen parla della vita, della sua imprevedibilità e dei meccanismi morali e sociali che la determinano e la condizionano; è questa, da sempre, la materia privilegiata del suo narrare. Ciò che manca al suo nuovo film è però la verve...
A Roma per presentare il suo nuovo lavoro, il regista newyorkese racconta ai giornalisti la sua visione del cinema e della vita.
'Christmas in love' viene presentato alla stampa romana: tante promesse suggellate da una sfida intrigante...
Il film ha la stessa patina cool del predecessore ma non la medesima compattezza, e cerca l'effetto comico con minore misura e discrezione, incorporando vere e proprie parentesi slapstick.
Il regista Siddiq Barmak ritrae la spietata condizione di repressione e violenza vissuta dalle donne nell'Afghanistan dominato dai Talebani.
Un film che farà la gioia di quelle ragazzine che sognano il principe azzurro bello e coraggioso, ma che nell'attesa si accontentano del tizio brutto fuori e bello dentro.
Il regista newyorkese, in conferenza stampa, ha soddisfatto le curiosità dei cronisti sul nuovo musical basato sulla pièce di Andrew Lloyd Webber.
Tra le gag più esilaranti, quelle frutto dello scontrarsi continuo dei tre caratteri diversi, l'esasperazione della macchietta già collaudata nei precedenti film funziona.
Il trio di comici, giunto al quinto film, per queste feste presenta 'Tu la conosci Claudia?'.
Abbracciando il punto di vista di Tony D'Amato che, pur schiacciato fra tensioni e pressioni di ogni tipo, tiene alti valori come integrità e onore, Stone firma l'ennesima opera dura e pura, ben girata e sostenuta da ottime interpretazioni, che corre però il rischio di riproporre cliché scontati sulle dinamiche umane e professionali del football, mancando di cogliere la complessità della realtà.
In una cittadina qualunque e sempre uguale a se stessa, Brad Anderson "trova" il nastro magnetico con la decima seduta di Mary Hobbes. E il testimone passa dal Gordon di Session 9 all'insonne Trevor Reznik.
I due divi e il produttore, ospiti "personali" del Campidoglio, hanno raccontato alla stampa l'esperienza gioiosa delle riprese di Ocean's Twelve.
E' possibile tradurre efficacemente il materiale tipico della commedia musicale bollywoodiana in un musical all'americana? Gurinder Chadha, a due anni da Sognando Beckham, attinge a piene mani dal suo grande amore, il cinema di Bombay per l'appunto, portando in porto un'operazione per niente banale.
Un capolavoro mortificato da un'edizione non all'altezza.
La regista promossa da Almodovar si è concessa ai cronisti nella conferenza stampa organizzata per presentare il suo ultimo film.
Un sussurro, un lavoro in sospensione che stanca nell'immediato, ma si rivela a lungo termine ingravidando la mente dello spettatore di riflessioni più o meno consistenti.
Dimentichiamo le solite scene strappalacrime e i classici equivoci da commedia romantica, perchè i quattro protagonisti di Closer formano un circolo di sgradevolezze e falsità come raramente ci era capitato di veder ritratto su schermo.
In bilico tra commedia e film d'azione, il plot disperso in mille rami che ben presto si rivelano rivoli secchi, con dozzine di personaggi secondari grossolanamente caratterizzati, The Resurrection è un film visionario confuso e confusionario.
Edizione pregevole, con l'unico difetto di essere priva di sottotitoli in italiano.
Ci sono i nomi nel soundtrack, ci sono anche belle canzoni, manca l'omogeneità e spesso la musica risulta non ben collegata alle immagini del film, come se fosse lei la vera protagonista.
Shrek, Fiona e Ciuchino tornano nelle sale a tre anni di distanza dal loro folgorante debutto in società, con tutto il cast confermato ed arricchito da nuovi, straordinari personaggi.
Nulla è nuovo o inventato ma il cocktail di avventura e mistery intrattiene e a affascina, grazie anche al ritmo sostenuto e ai continui colpi di scena.
L'amore, la solitudine, l'identità e la libertà sono i temi portanti di un film retto su un equlibrio magico e poetico dove niente è scontato o prevedibile e dove il tocco dolce ed artistico di Kin Ki-Duk raggiunge spesso vette di rara bellezza.
Pur calcando eccessivamente la mano su dialoghi e situazioni estreme, che rischiano di sfiorare in più riprese la retorica, il film pone sul tavolo questioni di urgenza umana e politica, contrapponendosi in maniera radicale e violenta ??" alla maniera di Stone ??" ai classici di guerra hollywoodiani.
Un quartetto d'eccezione presenta a Roma il film già campione d'incassi in patria.
Tre versioni dell'erotismo, tre modi diversi di definirlo e di rappresentarlo. Tutto nella stessa scatola.
White Chicks intrattiene in maniera efficace per tutta la sua durata senza annoiare mai lo spettatore, ma, allo stesso tempo, ci invita a riflettere ancora una volta sul fatto che le apparenze ingannano.
A Roma per presentare il suo ultimo lavoro, il maestro francese si racconta come i protagonisti di Confidenze troppo intime.
Un film riuscito a metà, che risulta piacevole soprattutto quando assume i toni della commedia e nei momenti di comicità lieve sapientemente disseminati per tutta la sua durata allo scopo di evitare lo spettro della noia.
Ben lontano dal rimanere intrappolato dalla semplice morale, ormai trita e ritrita, dell'importanza della fantasia e dell'immaginazione nella vita di ognuno di noi, è l'intero itinere filmico a convincere in modo assoluto.
E' visivamente accattivante e ricco di inventiva, quest'esordio di Flavio Moretti nel lungometraggio: purtroppo, però, il film manca di una vera sceneggiatura e soffre della presenza di attori poco convincenti e fuori parte.