Il regista capisce che il problema palestinese è troppo complesso per essere rappresentato al cinema da una sola angolazione e si accontenta quindi di rappresentare la realtà.
Una disumanizzazione rappresentata in modo calibrato e sobrio che raggiunge l'apice nel ritorno in patria del protagonista: uno strepitoso ragazzo rispondentente al none di Marcell Nagy.
Il film racconta gli ultimi mesi di vita di François Mitterand, storico presidente francese in carica per quasi 3 lustri
Risultando equilibrato nelle sue due diverse anime, quella puramente informativa e quella prettamente cinematografica, il film di Lu Chuan è sicuramente riuscito nel suo intento di rendere noti eventi di cui la nostra informazione poco si occupa, ma non trascura l'esigenza di spettacolarità ed emotività che uno spettatore cinematografico richiede.
Un film bellissimo e ricco di momenti di grande intensità e struggenza che ha il grande pregio di prendersi tutto il tempo necessario per raccontare la solitudine inconciliante di questa donna contrastata tra spinte vitali e momenti regressivi.
Per l'intenso film di Stephen Daldry un'edizione non pienamente convincente nel reparto video ma ricchissima di extra
Protagonista e regista fanno tappa a Roma per presentare alla stampa Constantine, che vede Reeves in un altro ruolo fantastico dopo la trilogia di Matrix.
Dopo Eros, altri tre grandi registi contemporanei si riuniscono per realizzare un film ad episodi con un tema comune, ma anche questa volta il risultato è deludente.
Il maestro newyorkese trova un modo completamente nuovo e diverso per accostarsi a quella che è, forse, la storia più famosa di tutte, e questa scelta gli ha procurato non poche critiche, in particolare da parte dei vertici della chiesa cattolica.
Elegante, surreale, contornato di una vena di umorismo grottesco che lo colloca idealmente a metà tra Taxi Driver e Fuori Orario, Al di là della vita riflette ancora una volta il mondo della New York notturna e allucinata e dei suoi bassifondi, in particolare l'Hell's Kitchen popolato di esseri miserabili, ma anche di tanta umanità.
L'azienda del Paradiso contro l'azienda dell'Inferno. Modernissima sfida per salvare l'anima di un pugile dal trascorso violento combattuta da due angeli d'eccezione: la diabolica Penélope Cruz e la divina Victoria Abril
Film profondamente imperfetto, che emoziona poco e quando lo fa è in gran parte merito delle belle canzoni di Darin.
Il film non vuole affrontare discorsi retorici né vuole dare giudizi ma semplicemente offrire una visuale diversa (ma mai compiaciuta) di personaggi tristemente noti.
Ricca di momenti di assoluto divertimento, Childstar è una commedia sobria e caustica, dotata di un ottimo equilibrio e lontana da qualsiasi stucchevolezza e sentimentalismo
La storia ovviamente è tragicamente vera e questo rende quasi impossibile emettere un giudizio esclusivamente cinematografico, perché, oltre le questioni squisitamente tecniche, molto del valore del film risiede nell'importanza e l'interesse che sottendono l'evento raccontato.
Il film di Mackenzie sembra nato vecchio. E' questo il limite più evidente di una pellicola che per ambientazione, temi e narrazione non riesce mai a catturare lo spettatore sotto nessun aspetto.
Una commedia fresca ed intelligente, sorretta da un ottimo cast e da una eccellente sceneggiatura.
Il film non si può affidare ad una sceneggiatura particolarmente solida o ad una regia esaltante, e anche il cast, seppur variegato, non brilla mai se non quando in scena sono presenti i due "selvaggi", al loro esordio cinematografico.
Regista e protagonisti a Berlino per presentare Man to Man.
Anche la Berlinale, come tutte le kermesse dedicate alla settima arte, non è solo cinema, ma anche glamour: per questa 55esima edizione della Berlinale, è attesa, salvo forfait dell'ultimo minuto, una pioggia di stelle.
Il diario di una famiglia che si guarda allo specchio, che riflette su passato, presente e futuro di una realtà difficile da vivere, ma che va affrontata perché il dolore non se ne va via col silenzio.
Se Mordini ha un ottimo punto di partenza in questo suo bizzarro nucleo familiare e gli sa costruire attorno ambienti realistici, è la vicenda in cui coinvolge i suoi eccentrici personaggi che risulta poco credibile.
Nella sua smania di inventare, di arricchire la storia di trovate, di tocchi personali, di dettagli unici, Jeunet sembra perdere il controllo del progetto nel suo insieme.
Una buona edizione per il cult di Dennis Hopper. Particolarmente interessante tra gli extra il lungo documentario che ricostruisce la folle atmosfera in cui fu girato il film.
Attraverso lo "strumento" teatro permette ai suoi ragazzi di lottare davanti ai palazzi grigi e di esprimersi. Grazie all'opera di Marivaux, infatti, il regista ci invita a condividere la vita di questi adolescenti della periferia parigina con il loro gergo, il loro sistema di valori, il loro immaginario.
Terminato da appena due settimane, il film che rappresenterà l'Italia alla prossima Berlinale è stato presentato a Roma in presenza del regista e di gran parte del cast.
Nel complesso, pur ritenendolo divertente e abbastanza riuscito, Sideways è per noi un film decisamente sopravvalutato, così come lo è il suo (elitaristico) ammiccare al mondo dell'enologia e del vino.
Buona edizione per il pluripremiato film di Wolfgang Becker. La cosa più pregevole è l'audio, che presenta anche una validissima traccia in Dts
Uscito quattro anni dopo il successo di 'Ti presento i miei', questo sequel, che vede i tre protagonisti tornare nei rispettivi ruoli con l'aggiunta dell'accoppiata Hoffman-Streisand, mantiene le caratteristiche di base che avevano fatto la fortuna del film precedente.
In un perfetto incastro tra forma e contenuto, la Kuras mette in fotografia il concetto chiave del film con immagini a volte completamente sfocate, rese come fossero solo delle ombre, delle macchie di colore.
Il limite più evidente del nuovo lavoro di Avati è questo suo cercare ossessivamente di dare alla storia un carattere di universalità, scomodando addirittura la magia delle stelle che vagano nell'universo, finendo però col sacrificare la spontaneità.
Il film si propone di raccontare la vita, le emozioni, l'eccitazione e la paura di chi, quotidianamente, rischia la vita per lottare contro un nemico letale come il fuoco: il tentativo, purtroppo, è fallito, principalmente a causa di una sceneggiatura superficiale, che banalizza la vicenda e i suoi protagonisti.
Dopo la felice parentesi di 'L'età dell'innocenza', Scorsese torna, con questo film, a raccontare la sua America, spostando il centro della sua attenzione sul mondo del gioco d'azzardo.
Nonostante la trama squisitamente natalizia, quasi dickensiana e addirittura disneyana in senso ultraclassico, inevitabilmente sentimentalistica, il rischio di melensaggine è abilmente e fortunatamente scongiurato.
Come tutti i grandissimi creatori, Martin Scorsese non separa mai la vita dalla professione: queste si ricongiungono in un moto segreto, intimo, che trova la sua espressione nei suoi film così come nei suoi articoli e nei suoi libri.
L'ultimo valzer è un prezioso archivio di memorie capace di testimoniare un momento nevralgico di cambiamento per l'intero sistema musicale, al quale sarebbe seguito un nuovo modo di creare, vendere e promuovere la musica, anche in relazione al pianeta cinematografico, oggi sempre più dipendente dalla componente sonora.
Pupi Avati porta sul grande schermo la storia di un'amicizia a ritmo di jazz, l'incontro tra due appassionati di musica destinati a contendersi gloria e donne. Prodotto da suo fratello Antonio e dai Rai Cinema, il regista bolognese presenta alla Casa del Cinema di Roma il suo trentaquattresimo film, accompagnato dall'intero giovanissimo cast.
Soddisfacente edizione Medusa per il film di Phillip Noyce. La cosa migliore è comunque l'audio
Una pallina corre sul panno verde, come la vita di Eddie, Vincent e Carmen. Un mito del biliardo e il suo pupillo con l'astuta fidanzata, affrontano i campi da biliardo per conquistare gloria e soprattutto denaro.
Ottima edizione Medusa per il film di James Foley. Su tutto spicca un video quasi da riferimento
Kundun è un film reverenziale che non s'interroga sul valore dei riti e dei rituali del buddismo. È un'opera visivamente bella, interessante ma spiacevolmente semplicistica.
Il regista francese sbarca a Roma in compagnia della sua Amèlie per presentare la loro seconda collaborazione cinematografica.
Il film, malgrado sia a tratti piuttosto volgarotto e grossolano, riesce a rendere con una certa efficacia le difficoltà dei giovani gay che vogliano provare ad affermarsi in settori a loro tradizionalmente preclusi (come lo sport).
Il regista, complice anche qualche virtuosismo tecnico che ben si sposa con la cultura delle vignette disegnate, ci regala avvincenti e riuscite sequenze d'azione.
Edizione Medusa di discreto livello per il film drammatico di Peter Kosminsky. Ma per gli extra si poteva fare di più.
Un'ottima edizione restaurata per un film che ha dettato le basi del cinema Horror. Un capolavoro a tutti gli effetti.
Alì è stato più di un campione dello sport, è stato - è - un simbolo e il film di Mann omaggia ciò che lui stesso ha sempre saputo, di non essere uno qualunque, ma il più grande di tutti.
Un ritratto graffiante e realistico di uno dei più grandi pugili della storia e allo stesso tempo una profonda analisi, ricca di significati extrabiografici e simbolici, su di un personaggio ossessionato e soverchiato dall'abbraccio matrigno della sua cultura.
Per l'inquietante film di Brad Anderson un'edizione molto curata sotto l'aspetto tecnico
Buona edizione per il film di Pupi Avati, anche se qualche ulteriore extra sarebbe stato apprezzabile