De Niro torna dietro la macchina da presa, regalando al pubblico un film complesso, dal tema spinoso, frutto di lunghi anni di ricerche e studi sui servizi segreti americani. Nelle sale italiane dal 20 Aprile.
Più di una semplice commedia sentimentale, un tentativo di delineare, attraverso situazioni e reazioni emozionali diverse, le sfaccettature del cuore, quell'irrazionalità che domina su ognuno, che compone caratteri, umori, stati d'animo e personalità.
Discreta edizione Cecchi Gori per un'opera italiana a basso budget. Incuriosisce soprattutto la parte riservata agli extra.
Cambia il genere cinematografico di riferimento, ma regista e sceneggiatore tornano a parlare di un gruppo più o meno ristretto di persone che si trovano ad affrontare il collasso della civiltà, si osservano le loro dinamiche interne, i loro conflitti, le loro posizioni.
Le immagini visionarie del pittore si fondono alla perfezione con l'espressione dell'inconscio del regista in un film che, apparentemente insensato, riesce a mantenere una sua coerenza interna senza trascurare il tessuto narrativo.
Colpisce la freschezza e la genuinità con la quale l'ultimo film di Luchetti affronta un periodo, quello degli ideologizzati anni '60, mai veramente pacificato nelle coscienze degli italiani e nel dibattito pubblico della penisola.
Incontro con il regista ed il cast di 'Mio fratello è figlio unico', ultimo, riuscito, lavoro di Daniele Lucchetti.
Molte conferme sullo stile del regista americano e qualche sorpresa.
Buona edizione dal punto di vista tecnico per il poliziesco di Michael Mann. Nota dolente sono gli extra: scarni e poco approfonditi.
Arriva in sala una nuova avventura adolescianziale con lo scenario esotico di Marrakesch e dintorni, a firma del toscano Francesco Falaschi.
Realizzato durante il primo piano quinquennale di Stalin affrontando un tema analogo all'ejzenstejniano Il vecchio e il nuovo, Dovzhenko consegna alla storia un dramma epico sui primi tentativi di collettivizzazione dove l'attualità e gli aspetti propagandistici vengono assorbiti da quella che è definita la poesia della natura.
Il film di Forman fatica ad entrare a regime e, sul più bello, si perde in riflessioni socio-politiche ridondanti ed inattuali, descrivendo un '700 irreale ed enfatizzato, guardato con occhi dogmatici e privi di acume.
Un contraltare 'estivo' del recente Notte prima degli esami, che tenta, con poco successo, di mescolare la tematica socio-culturale con una fresca commedia generazionale. Obiettivo non pienamente centrato.
Un film poetico nelle sue forme più varie: dalla caduta dei piumini che segnano l'inizio della primavera alla danza nella nebbia dei ragazzi, dalle luci del transatlantico alla neve "inaspettata", alle parole dei protagonisti.
Le nuove avventure di Felix approdano in un DVD che sostiene la campagna internazionale dell'Unicef "Uniti per i bambini. Uniti contro l'Aids"
In arrivo nelle sale il film che racconta la storia vera del giovane anarchico catalano Salvador Puig Antich, ultima vittima della pena capitale in Spagna. Lo hanno presentato a Roma regista e protagonista.
Il regista britannico è passato dalle nostre parti per promuovere Sunshine, la storia di un viaggio fisico, mistico e mentale verso un Sole morente.
Insolito questo film sull'universo maschile, troppo spesso proposto in stereotipi meschini; qui vanno in scena paure e debolezze autentiche, rappresentate con la stessa illusoria semplicità del quotidiano.
Rivisitiamo il cinema di Tim Burton attraverso i tre Edward più importanti della sua filmografia: Mani di forbice, Ed Wood e edward Bloom di Big Fish.
Lungo tutto il film corre il brivido della morte: per chi non riesce più a vivere normalmente nonostante sia tornato sano, salvo e pluridecorato, per chi cerca la morte considerandola l'unica vera emozione della sua vita, per chi forse avrebbe preferito morire in Vietnam.
Gordon racconta così il proprio punto di vista sulla follia, sulla paura e sul desiderio, lasciando il giudizio sospeso, cercando in facili eccessi di messa in scena una soluzione che, come per il suo protagonista, è impossibile a trovare, forse perché inesistente.
Ottima versione DVD del film con l'eroina Keira Knightley, molto curata in tutti gli aspetti e in linea con la regia adrenalinica di Tony Scott.
La regista e i protagonisti del film, tra cui Luca Zingaretti, hanno presentato il film alla stampa romana.
Le gesta della supergirl Uma Thruman in DVD con un'edizione valida dal punto di vista tecnico e soddisfacente anche riguardo al pacchetto degli extra.
Il film di Shyamalan approda in DVD con un'edizione di buon livello tecnico, anche se forse dal reparto extra ci si attendeva qualcosa di più.
In un panorama cinematografico sempre più spento e a corto di idee, questo film, che riporta sul grande schermo la spinosa tematica del sospetto, della diversità tra culture, e la relativa non accettazione del diverso, non passa di certo inosservato.
La Dolmen prosegue il suo percorso trasversale nel cinema giapponese dedicando al capolavoro di Kurosawa un'edizione a disco singolo decisamente soddisfacente.
Esordio alla regia per il leader dei Tiromancino che firma una commedia nera, ironica e graffiante. Nelle sale dal 13 Aprile.
L'opera seconda del giovane regista inglese Christopher Smith ci trascina nei boschi della Transilvania al seguito di un gruppo eterogeneo di manager rampanti alle prese con problemi estranei alle "logiche aziendali".
Inutile stare a puntualizzare come e perché il film non sia nemmeno lontanamente assimilabile ai suoi modelli, e di come banalizzi gli aspetti psicologici privilegiando l'effetto (speciale o no) di bassa lega.
A 7 km da Gerusalemme un pubblicitario in cerca di sè stesso incontra uno strano personaggio, aderente in tutto alla descrizione evangelica di Gesù Cristo. Un ottimo spot, penserà all'inizio, ma poi...
Huerga si impantana in un caos di colori e rumori, ma quando si parla di eventi così tragici e di tali ingiustizie ingiustificabili si può forse perdonare qualche lacuna ed apprezzare comunque il tentativo.
Incontriamo a roma il regista de Gli innocenti, Per Fly, che ci parla di giovani terroristi e cattivi maestri.
Cast hollywoodiano e grande qualità su RaiUno. Dopo 'Pompei', Giulio Base conferma il suo talento di regista di film storico-drammatici.
Donnersmark costruisce un meccanismo perfetto che tiene alta la tensione dalla prima all'ultima sequenza e fa de Le vite degli altri un appassionante thriller dell'anima, a tratti scanzonato, a tratti disperato, ma ricco di speranza.
Svalvolati on the road si posiziona in un generico limbo del comico che riunisce sguardo nostalgico al passato, gag slapstick e un sottofondo omofobico, fil rouge che unisce molte delle pellicole che spopolano attualmente negli USA.
A dieci anni da 'L'ultima catastrofe' torna a far danni Mr. Bean, nelle sale italiane dal 6 Aprile.
Il regista ha presentato alal stampa romana il film che ha vinto, tra le altre cose, il premo Oscar per il miglior film straniero.
Frank Miller sollecita, nello spettatore, uno degli istinti più antichi e radicati nel cuore umano: il fascino della violenza, del truculento, della guerra.
Nonostante alcuni elementi stimolanti, il film è nel complesso molto poco interessante ed ha l'enorme difetto di affrontare un tema narrativo già esaurito dalla grande produzione cinematografica al riguardo.
La splendida attrice interviene alla presentazione romana della rassegna dedicata al suo lavoro dal Centro Sperimentale di Cinematografia e dal Comune di Roma.
Tirard costruisce una commedia solida e fresca, ma, per troppo amore, ne diluisce eccessivamente i tempi narrativi e quelli comici, facendole perdere di precisione e incisività.
Benchè più vicino alle atmosfere degli esilaranti episodi televisivi, questo secondo film di Mr. Bean non riesce comunque a divertire se non negli ultimi venti minuti.
Ottima e curata edizione a due dischi per il visionario film di Alfonso Cuarón. Buono il video e soddisfacenti gli extra, ma va apprezzato soprattutto un audio da applausi.
Un film moderno, girato con uno stile pulito che però, nella sua parte finale, ha il difetto di diventare improvvisamente un po' troppo artificioso.
Un film disperato e sincero che non ha pudore di mostrare l'ipocrisia né la lotta alla sopravvivenza, nel tentativo di scardinare le false certezze della società danese.
Il primo documentario di Sydney Pollack soffre di un atteggiamento un po' troppo celebrativo nei confronti di Gehry, dipinto come un genio assoluto e indiscutibile.
La bravura di Olmi sta nel dare a questo suo deciso attacco antiecclesiastico i toni delicati di una storia semplice, assestando al momento giusto delle energiche stoccate che mettono in ginocchio il proprio bersaglio.
Lì dove sembrava impossibile che l'immagine potesse riscattare il potere evocativo e sobrio della parola, ci ha messo lo zampino (e soprattutto la fantasia) Neil Burger.
Il regista ha presentato a Rom il suo primo documentario, la storia di uno dei più famosi e innovativi architetti del mondo.