Con due nuovi episodi, The Event saluta il pubblico per la pausa invernale, ma stenta a trovare il ritmo giusto per poterlo mantenere a lungo, nonostante le nuove rivelazioni fornite dagli autori.
Presentato il documentario di Massimiliano Carboni che racconta le vicende degli operai della Fiat di Pomigliano d'Arco attraverso toni ironici, ma non per questo eccessivamente leggeri; merito di un interprete come Paolo Rossi felice di aver preso parte ad un film sospeso 'funambolicamente tra la verità e la finzione'.
Alla vigilia della chiusura della 28ma edizione del Torino Film Festival arriva il momento di Henry, il primo film italiano in concorso, accompagnato dai balletti di Burlesque e dalla comicità a metà tra il grottesco e il trash di Super.
Una commedia nera ferocissima e disturbante, un carosello satirico che racchiude metaforicamente tutte le contraddizioni dell'umanità in un solo personaggio, una sorta di freak in cerca di vendetta per la sua condizione.
Un film a tratti un po' confusionario, dichiaratamente anni '80 ma dal look inequivocabilmente anni '70, con un uso continuo di camera a mano, e dalle immagini sgranate, elementi che contribuiscono a sottolineare la turbolenza dell'età e della passione musicale che scorre nelle vene dei protagonisti.
Un noir contemporaneo, intramezzato dalle confessioni di menti pericolose dritte in camera (quelle dei protagonisti) ma anche coraggioso e teso, forse un tantino prevedibile e confezionato con un piglio grottesco che non riesce a graffiare quanto la caratterizzazione dei personaggi.
Un film che piacerà ai patiti del pop e agli amanti di questo genere di spettacoli grotteschi, colorati e carichi di allusioni erotiche, nati nell'Inghilterra vittoriana ma diventati celebri negli Stati Uniti.
L'autore inglese, che ha ricevuto il Gran Premio Torino, ha parlato del cinema ('I film buoni escono sempre fuori, è un miracolo') e del suo sogno di portare sul grande schermo Le memorie di Adriano; 'Non ci sono i soldi, ma non demordo'.
Realizzato usando un linguaggio diverso dalla solita cronaca giornalistica e dotato di un insolito tocco farsesco, lontano dai toni drammatici che spesso gravano su questi argomenti, RCL sfrutta per il suo scopo unicamente il mezzo cinematografico e l'estro di un grande attore teatrale come Paolo Rossi.
Il nostro faccia a faccia con Daniel Stamm autore dell'horror L'ultimo esorcismo, un mockumentary sui finti esorcisti e i veri diavoli che bazzicano per le strade delle nostre città, spesso nascosti dietro rispettabili facciate.
Due episodi non eccezionali ma, come spesso succede, lo show si fa perdonare la debolezza del plot con la forza dei numeri musicali: l'esibizione dei Sectionals è riuscita, anche e soprattutto grazie alle scelte 'alternative' di Will Schuester.
Il nostro incontro con il regista di The Hunter - Il cacciatore, film iraniano che racconta la discesa agli inferi di un uomo che perde la moglie in un conflitto a fuoco tra polizia e manifestanti
Al Torino Film Festival è il giorno del divertente mockumentary belga Vampires, che racconta la finta testimonianza di una famiglia di vampiri moderni, dei quattro improvvisati kamikaze di Four Lions e di RCL - Ridotte capacità lavorative, il docu-film tragicomico di Massimiliano Carboni ambientato a Pomigliano d'Arco con uno spassoso Paolo Rossi.
Un film che non segue regole L'ultimo esorcismo, che non imita nessuno dei suoi predecessori e che riesce a portare una ventata di freschezza nel genere demoniaco nonostante la pratica dell'esorcismo sia uno dei temi più gettonati del cinema orrorifico.
Scordatevi i vampiri di Twilight; i discendenti di Dracula che animano il film del belga Vincent Lannoo amano il sangue umano, non si fanno problemi ad uccidere i bambini o gli handicappati, sono promiscui, incestuosi e ninfomani; ma sono anche ironici e divertenti, e per questo riusciamo a guardarli senza quella paura tipica che gli horror incutono.
Il brillante autore britannico esordisce al cinema dirigendo una commedia da brivido davvero pazzesca, dove la farsa illumina il moderno jihadismo e le situazioni tragicomiche in cui i protagonisti si ritrovano mettono in risalto le fragilità e le paure di quattro improvvisati terroristi.
Presentata l'opera collettiva che racconta la città partenopea attraverso 24 micrometraggi firmati da altrettanti registi; Pietro Marcello, vincitore dello scorso TFF con La bocca del lupo, divide i meriti con i produttori Angelo Curti, Nicola Giuliano e Giorgio Magliulo, 'Senza la loro ostinazione questo lavoro non sarebbe stato possibile. I veri autori sono loro'.
Nel giorno che precede l'auspicato arrivo dell'amministratore delegato di Fiat ironicamente invitato alla proiezione di Ridotte Capacità Lavorative, il concorso celebra i minatori francesi di Jéremy Gravayat e i fotografi sudafricani che raccontarono la fine dell'Apartheid; spazio anche al nuovo lavoro di Peter Mullan e al documentario Napoli 24.
The Bang Bang Club è un film d'avventura a tratti romanzato, talvolta altamente drammatico, con ampi sprazzi di cinema verità, ritmato, dettagliato e veloce seppur convenzionale nella messa in scena e nella narrazione.
Nel film di Peter Mullan tutto è come deve essere: la descrizione degli ambienti proletari, l'utilizzo del turpiloquio come lingua a sé; se qualcosa non convince, però, è l'accumulo di informazioni che riceviamo sul giovane protagonista, senza che nessun elemento riesca ad essere la chiave giusta per spalancare il suo mondo.
Lo show di Terence Winter si prepara al gran finale con due episodi focalizzati in particolare su Nucky e Jimmy e le loro relazioni con Margaret e Angela, ma anche sulle tribolazioni dell'agente Van Alden, ormai pericolosamente fuori controllo.
Annunciata oggi, durante la movimentata conferenza stampa della Giuria, la proiezione dell'opera I compagni, film del cuore del grande autore toscano, scomparso ieri sera a 95 anni; e Ciment loda il festival, 'Il cinema è vivo ed è bello poter scoprire nuovi talenti'
In lutto per la scomparsa tragica di Mario Monicelli, il festival del cinema di Torino, giunto al quinto giorno, fa i primi bilanci e propone in concorso Last Chestnuts e Winter's Bone e fuori concorso la commedia Cyrus, tre storie familiari incentrate sul rapporto genitori-figli.
Il norvegese Bent Hamer continua ad offrirci i suoi ritratti agrodolci di viva solitudine, le sue storie minimali di uomini e donne che il gioco degli affetti ha ridotto spesso ad outsider, ma nondimeno vivi, mai arresi, mai pacificati.
Un nuovo episodio di passaggio, seppur con alcuni momenti emotivamente molto forti, che prepara il terreno per un finale di stagione che si rivelerà, probabilmente, denso di eventi e d'azione.
Una storia dolce e amara come sa essere la vita, che racconta come si cambia per amore di qualcuno, ma anche un film triste, intenso e a tratti incredibilmente divertente, di chiara impronta teatrale, recitato in maniera impeccabile e commovente da tutti gli attori, bravissimi nel trascinare chi guarda in un turbinio di emozioni forti che sfiorano il cuore lasciando addosso una velata malinconia.
Napoli 24 è un piccolo miracolo, un gioiello in cui le pietre preziose spuntano dove meno te l'aspetti; un'opera che riesce ad emozionare per la verità che trasmette; e non parliamo di quel tanto sbandierato realismo che viene invocato dai più quando ci si trova a dover raccontare un materiale così sfaccettato e complesso, ma di quella poesia che traspare dall'umanità.
E' una vera sorpresa il documentario di Giovanni Piperno, non tanto per lo stile, quanto per la portata del messaggio che tra mille imbarazzi si trova ad incarnare; il fascino degli Agnelli è stato sì lo splendente biglietto da visita dell'Italia che piace, ma ha lasciato dietro di sé morti e feriti.
Al Torino Film Festival è il giorno dell'esordio dietro la camera da presa dell'attore di Magnolia Philip Seymour-Hoffman con Jack Goes Boating, il racconto di amori che iniziano e finiscono sullo sfondo di una romantica New York.
Capolavoro o esperimento non riuscito alla perfezione? La verità, forse, sta nel mezzo, perché The Hunter, opera del regista iraniano Rafi Pitts presentata fuori concorso al 28.mo Torino Film Festival, parte come un potente affresco dell'attuale società iraniana, un mondo in cui le contraddizioni sono all'ordine del giorno, così come i conflitti politici, per poi affondare nelle sabbie mobili di un confusionario racconto della mediocrità umana.
Faccia a faccia con Giovanni Piperno autore del documentario Il pezzo mancante, un'opera che tenta di mettere a fuoco i misteri e i drammi della famiglia più amata e odiata d'Italia, attraverso le vicende dimenticate (o volutamente annullate) delle eccezioni di casa Agnelli, Giorgio, il fratello dell'Avvocato ed Edoardo, secondogenito di Gianni, entrambi morti suicidi.
Nonostante l'infinita venerazione per Carpenter e per tutto ciò che il suo cinema ha rappresentato per gli appassionati del fanta-horror, The Ward non brilla per originalità, ma fa la sua degna figura sul grande schermo, d'altronde la classe c'è ed è innegabile.
Il nostro incontro con il regista del film dedicato alla "relazione speciale" tra Bill Clinton e Tony Blair, un'amicizia vera messa alla prova dalla Ragion di Stato e allo stesso tempo un patto strategico tra i rappresentanti di due superpotenze; e come ci ha confidato lo stesso autore britannico, In politica bisogna sempre guardarsi alle spalle.
Il terzo giorno del Torino Film Festival si divide tra horror e politica estera con il nuovo attesissimo lavoro firmato dal maestro del brivido John Carpenter che arriva dopo quasi dieci anni di assenza dal grande schermo e con I due Presidenti, il film che vi racconterà quello che non avete mai osato chiedere sull'intesa speciale nata agli inizi degli anni '90 tra Bill Clinton e Tony Blair.
Cinema civile e politico dunque quello di Loncraine e Morgan, sperimentale a suo modo ma anche tradizionale nella narrazione, intrecciata tra eventi privati e pubblici dei due personaggi, Clinton e Blair, che sono stati per anni al centro della scena mondiale.
In 127 Hours ritroviamo il Danny Boyle di sempre, quello che non ha paura a mescolare linguaggi diversi, ma che sa fermarsi davanti alla vera tragedia di Aron Ralston, un uomo disperatamente solo, interpretato dallo strepitoso James Franco.
Primi due film in concorso per il TFF, si tratta di Las Marimbas del Infierno e il britannico Infedele per caso; spazio poi allo spettacolare biopic di Danny Boyle, e all'horror di Brad Anderson; senza dimenticare l'omaggio a John Huston e l'inedito ritratto della famiglia Agnelli offerto dal documentario di Giovanni Piperno, Il pezzo mancante.
Surreale, divertente, ironico, onesto. 'Infedele per caso' non è un film rivoluzionario ma un piccolo, bizzarro gioiellino semplice e irriverente capace di parlare al pubblico senza mezzi termini sulla 'questione' religiosa, farcito con un gustoso umorismo inglese in salsa agrodolce.
Con uno stile asciutto, in cui i movimenti di macchina sono quasi sommessi, completamente asserviti ai corpi e ai volti degli attori, i bravi Kristin Scott Thomas e Pio Marmai, Lola Doillon propone una sua visione personale del mondo e dei rapporti umani, ponendo interrogativi interessanti su quale sia il confine tra violenza e desiderio di vedere il proprio partner finalmente privo di ogni corazza.
In un hotel al centro di Roma, il regista norvegese ha presentato il suo bel film alla stampa, parlando anche della festività che fa ad esso da sfondo.
Francia e Canada protagonisti dell'apertura del 28° Torino Film Festival con Contre Toi, film d'apertura che inaugurerà la kermesse all'insegna del dramma, e due opere cinemusicali destinate a lasciare il segno.
Il fenomeno trans-mediale di Jackass è la perfetta incarnazione di tutti i paradigmi che dominano l'attuale immaginario dei media; uno degli indicatori più efficaci per misurare la spettacolarizzazione della società in cui viviamo. La terza dimensione accentua il grado di immersione dello spettatore, che viene così proiettato nelle squinternate e incoscienti esibizioni messe in scena da Johnny Knoxville e compari.
Eccezionale Extended Collector's Edition per il film di Cameron campionissimo di incassi. In tre blu-ray vengono sfoderati una tecnica perfetta e una marea impressionante di contenuti speciali per entrare nel mondo di Pandora.
Dopo 'I Cesaroni' un'altra famiglia allargata con protagoniste divertenti, due eccezionali Lunetta Savino e Angela Finocchiaro, e uno stile insolito si appresta a riconquistare il pubblico di Mediaset.
La rivisitazione contemporanea (e non priva di umorismo) che la Disney opera della classica fiaba di Raperonzolo comprende una principessa niente affatto rassegnata a rinunciare ai suoi sogni di libertà e un protaonista maschile declassato da principe a ladruncolo dalle grandi speranze.
Scapestrata commedia corale prenatalizia, 'A Natale mi sposo' si aggiunge a una tradizione tutta italiana che funziona da quasi trent'anni, ma apporta qualche cambiamento giocando d'anticipo, con un titolo significativo, un'ambientazione non esotica e la strana coppia Salemme-Boldi.
Presentata a Roma la nuova commedia prenatalizia che riporta sul grande schermo il duo Vincenzo Salemme-Massimo Boldi, questa volta nei panni di due personaggi agli antipodi che provano in tutti i modi a non imparentarsi...
La Fox Home Entertainment ci porta a bordo della Destiny con un'edizione ricca di contenuti dedicati ai fan della serie di SyFy.
L'equazione matematica è quasi lapalissiana: c'è la solita trentenne in crisi, Katherine Heigl, l'oggetto del desiderio, Josh Duhamel, e una bimba che li inchioda alle loro responsabilità; non ci si aspettava qualcosa di diverso, ma una maggiore caratterizzazione dei protagonisti, quasi obbligatoria in presenza di storie dall'andamento immaginabile.
Continua la terza stagione della serie Fox con due nuovi episodi che sono un'ulteriore conferma della bontà della strada intrapresa e dello sviluppo delle due storyline parallele in corso di svolgimento.