La stravagante opera di Richard Kelly è proposta in alta definizione con un ottimo reparto audio-video, ma gli extra sono totalmente assenti.
Qualche scena di culto non impedisce, però, a Outrage Beyond di galleggiare in quell'aurea mediocritas da cui l'ultimo Kitano sembra incapace di risollevarsi.
Hubel lascia che siano i personaggi a 'fare' il film, limitando i movimenti della macchina da presa e privilegiando la macchina fissa; una scelta stilistica che riduce il dinamismo in favore di una riflessione non sempre coinvolgente.
Non un film politico, non solo almeno, perché le vicende di quegli anni e le lotte dei protagonisti sono solo uno sfondo su cui si mettono in evidenza i sogni, le passioni ed i timori dei ragazzi, facendo sì che il film di Assayas tenda al romanzo di formazione.
I tanti temi affrontati - amore e tradimento, nostalgia e memoria, multiculturalità e perdità di identità di un'intera città - avrebbero meritato un maggiore spazio ed approfondimento anziché questo sforzo di amalgama, la cui artificiosità finisce con il pesare sul risultato finale.
Il primo di quattro film TV prodotti dalla HBO, l'opera di Abdallah Omeish documenta il ritorno in Libia del fotografo Michael Christopher Brown dopo un anno dalla morte di Gheddafi e poco tempo dopo l'attacco a Misurata.
A dispetto di alcuni momenti riusciti, niente sembra eccellere in Cherchez Hortense. Il risultato è un film medio sotto ogni aspetto, che vivacchia senza spiccare mai il volo.
Stefano Mordini opera per sottrazione e preferisce evocare, suggerire piuttosto che mostrare esplicitamente. Nessuna speculazione sui sentimenti dei personaggi che, anzi, a tratti risultano addirittura sfuggenti e difficili da leggere.
Ispirato alle vicende delle due navi cargo danesi Danica White e Cec Future, sequestrate rispettivamente nel 2007 e nel 2008, il film porta sul grande schermo in maniera assai convincente un annoso problema con cui le compagnie di navigazione sono costrette a fare i conti da molti anni.
Attraverso una ingegnosa sceneggiatura in grado di svelarci gradualmente i due protagonisti, il film di Rose lentamente cambia passo e si trasforma da film eccessivamente verboso a dramma claustrofobico di discreto impatto emotivo, riuscendo tra l'altro a includere un interessante sottotesto economico/politico.
Il cast del film arriva al Lido insieme al regista Stefano Mordini e alla scrittrice Silvia Avallone per accompagnare la pellicola ambientata nelle acciaierie di Piombino.
Gli amori, gli ideali e le lotte studentesche nella Parigi degli anni '70 confluiscono in un film che racconta l'esperienza rivoluzionaria dell'epoca attraverso lo sguardo di un gruppo di liceali; "La nostra era una generazione seria e ossessionata dalla politica", ha spiegato Assayas in conferenza.
Kitano torna a Venezia per presentare il seguito di Outrage. Nel suo incontro con la stampa accorsa al Lido, l'autore giapponese ha illustrato le scelte fatte per questo nuovo film ed i temi del film.
Dopo il dramma a sfondo sociale de In un mondo migliore, Susanne Bier cambia tono e registro, dirigendo una commedia romantica. Un'opera che vede la costa sorrentina testimone di una doppia storia d'amore, ma anche dello sfilare di una galleria di caratteri grotteschi ma sempre credibili.
Un film appassionato, che riesce ad essere straordinariamente efficace anche senza le immagini della rivolta, e di altissimo valore simbolico che racconta senza sensazionalismi di una ribellione che si è insinuata nel tessuto sociale di un Paese e che giorno dopo giorno è diventata un gigante buono che ha sconfitto il piccolo esercito del male.
Anche se privo di atmosfere dichiaratamente idilliache, il film di Kirk Jones non riesce a sintetizzare umorismo e riflessione ma continua a proporre un'unica irritante interpretazione della maternità a tutti i costi sempre meno legata alle esigenze attuali.
Interessante faccia a faccia con il regista e la produttrice del nuovo film d'animazione Disney-Pixar, la storia di una principessa scozzese che rompe ogni regola pur di cambiare il suo destino; 'Cosa amiamo della Pixar? Sono artisti, non affaristi', ci hanno raccontato.
Quello che lascia la visione non è solo l'interessante ritratto di un personaggio, ma anche la descrizione di un fenomeno come quello dei cineclub ed un'acuta riflessione su un'epoca diversa dalla nostra e sull'importanza culturale di un'attività nata da una grandissima passione.
Con un linguaggio diretto e un umorismo metropolitano Roberto Proia riesce a costruire una narrazione fluida dal ritmo incalzante, in cui il rispetto della realtà non cede mai il passo all'esagerazione della finzione.
Pensato inizialmente come un documentario, il film è una descrizione spietata e realistica, ma piena di energia, della vita di un gruppo di ragazzini di strada che vogliono formare una band.
Thriller dalle venature esistenzialiste, la pellicola non riserva in realtà alcun momento chiave e quello che dovrebbe far sussultare lo spettatore diventa solo un pretesto per mettere in scena un elenco di simboli impossibili da decifrare.
Una delicata storia di amore familiare che ricorda, nella declinazione al femminile, nei toni discreti e nell'ambientazione circoscritta, le opere di Jane Austen.
La fusione coerente tra le immagini di repertorio e le dichiarazioni dei protagonisti crea un legame molto saldo, soprattutto dal punto di vista emotivo, tra la vecchia storia di un intero Paese e quella dei singoli individui che sono riusciti a ricostruire la propria vita lontano dalla madre patria.
Il regista reatino ha presentato Fuori Concorso il documentario dedicato allo sbarco della Vlora, la nave che nel 1991 portò a Bari 21 mila cittadini albanesi, tra loro un giovanissimo Kledi Kadiu; "Ogni essere umano ha diritto a sognare un futuro migliore e quelle persone volevano solo questo", ha spiegato Vicari.
Il regista ormai adottato dagli americani lancia i suoi strali contro la sciatteria visiva di certo cinema italiano, contro il doppiaggio e contro la critica, rea di averlo preso di mira.
La deliziosa Rachel Bilson torna sul piccolo schermo, dal 4 Settembre su Mya, con un ruolo che le si addice particolarmente, quello di una giovane dottoressa in carriera, tra un susseguirsi di storie d'amore sfortunate e bizzarri casi clinici. Un medical infarcito di love story, con un cast davvero ben collaudato.
Dopo una prima ora di struggente bellezza, To the Wonder perde fluidità e coesione. Lo sguardo di Malick si conferma capace di bellezza assoluta, ma il film ha il sapore di capolavoro mancato.
Le due attrici sono presenti a Venezia in rappresentanza del cast del film di Terrence Malick presentato quest'oggi in concorso.
Silvia Giralucci, figliia di un militante missino ucciso dalle BR, racconta la vicenda di suo padre e quella più generale degli anni '70, cercando di dare una sua lettura di uno dei più difficili periodi della storia italiana recente.
Tanti festival in uno, quello che si svolgerà a Bari dal 16 al 23 marzo 2013 e che sarà presieduto dal grande Ettore Scola e diretto da Felice Laudadio. Cinema, Teatro, Musica e il premio speciale Federico Fellini che verrà consegnato ad Adriano Celentano per l'eccellenza artistica.
Senza concessioni al pietismo, l'autore padovano mostra al meglio la tempra di questi uomini e donne per nulla intimoriti dalle difficoltà e riesce a restituire il rapporto di profondo rispetto che si instaura tra medici e pazienti.
Quella di Daniele Ciprì è un'opera matura e sorprendente che riesce a descrivere i perversi meccanismi di un microcosmo familiare rovinato dalle fondamenta, attraverso una lente deformante che ne amplifica a dismisura gli abominevoli difetti.
P.T. Anderson torna al cinema dopo il capolavoro Il petroliere, e lo fa con una prova di enorme densità tematica e di grandissimo spessore tecnico, impreziosita dalle straordinarie interpretazioni di Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman.
Ramin Bahrani ignora la sua origine iraniana e realizza una pellicola profondamente radicata nella cultura, nel sistema e nei valori americani.
Quello di El impenetrable è un viaggio affascinante, diretto con chiarezza e trasporto, in modo da spiegare la situazione allo spettatore e coinvolgerlo nella bizzarra disavventura legale del protagonista.
Lo Cascio dimostra di possedere notevole intuito registico e di avere ben chiari gli obiettivi da perseguire. La scelta di aderire a un genere diviene strumento per raccontare una storia profondamente personale, legata alle sue origini e alla sua percezione della vita da emigrante.
Il film di Giada Colagrande sembra generarsi spontaneamente dalle testimonianze dei suoi protagonisti, dalle loro parole evocative, capaci di chiarire dubbi, di rendere esplicite simbologie e caricature.
Gli equivoci culturali e linguistici "fanno" buona parte del divertimento di questa commedia di Sólveig Anspach, presentata nelle Giornate degli Autori nell'ambito dell'ultima edizione del Festival di Venezia.
Il regista australiano arriva al Lido fuori concorso con al seguito il branco di squali protagonisti del suo catastrofico Shark 3D, il primo film in tre dimensioni realizzato in patria in co-produzione con Singapore.
Presentata oggi la prima pellicola italiana in lizza per il Leone d'Oro, in cui la tragedia di una famiglia di Palermo, colpita dalla mafia, diventa l'occasione per un'analisi spietata dell'egoismo umano; 'La disperazione dei protagonisti ci appartiene', ha raccontato il regista.
Il regista austriaco osserva impietosamente il fanatismo della protagonista e, come accadeva per il film precedente visto a Cannes, non lascia indifferenti, fornendo più di uno spunto di riflessione.
A rendere ostica la fruizione di una pellicola del genere non è tanto l'accumulazione dei temi, dalla necrofilia alle riflessioni sulle 'mutazioni' del corpo e su ogni tipo di devianza psicologica, quanto il modo in cui l'autore li mette in scena, con una freddezza chirurgica che li rende quasi insostenibili.
Al Lido col regista le star Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix, intervenute per presentare l'immenso The Master. Ruggirà per loro il Leone d'oro?
Presentato nella sezione Orizzonti della 69esima edizione del Festival di Venezia, Wadjda è l'esordio nel lungometraggio della regista saudita Haifaa Al Mansour, prima pellicola interamente girata nel regno arabo.
Nel racconto della vita di Kuklinski il regista non è mai banale, fulminando lo spettatore con lampi improvvisi di furore disseminati lungo il cammino, tanto meno lo è Shannon, chiamato ancora una volta ad interpretare un uomo violento, lacerato dalla precaria condizione psicologica.
Da attore di cinema e teatro a regista ecologista. Luigi Lo Cascio, ospite della Settimana della Critica, ci racconta la sua prima esperienza da regista.
Il Pinocchio di d'Alò dà la sensazione di sfogliare velocemente un libro illustrato, soffermandosi su alcuni passaggi per assaporarne le suggestioni, ma sorvolando superficialmente su altri. Uno sviluppo che non riesce a rendere la storia di Collodi nella sua complessità.
Presentato Fuori Concorso a Venezia il documentario che il regista ha dedicato a Jackson e al venticinquesimo anniversario della pubblicazione di Bad; 'E' una lettera d'amore ad un artista incredibile, un genio della musica', ha raccontato il regista in conferenza stampa.
Niente più High School Musical, ma film di spessore per una delle star più attese alla Mostra veneziana.
Giustamente celebrativo, trascinante, emozionante, Bad 25 di Spike Lee è uno dei documentari musicali più belli visti negli ultimi anni e colpisce al cuore per la capacità del regista di 'rileggere' in maniera personale la grande quantità di materiale raccolto su Michael Jackson.