Video in alta definizione per nulla convincente quello del film di Zampaglione. Buono invece l'audio, sufficienti gli extra.
Presentata al Festival Internazionale del Film di Roma l'opera seconda in concorso dei due giovanissimi registi cileni incentrata sull'incontro di due anime ribelli nella Santiago di oggi.
Presentato al Festival Internazionale del Film di Roma il secondo film italiano in concorso. Si tratta dell'opera seconda di Guido Lombardi che narra la storia di cinque uomini, cinque 'irregolari' alle prese con una rapina milionaria nel cuore di Napoli.
Una chiacchierata con l'autore della web series, in onda anche su RaiDue fino a metà Novembre con gli episodi della seconda stagione, tra scelta del cast e possibili sviluppi futuri.
Dopo il recupero di un agente sotto copertura e di importanti informazioni, la squadra di Coulson viene coinvolta in una grossa operazione dello S.H.I.E.L.D. per impedire una guerra civile. Gli operativi sul campo della pericolosa missione di infiltrazione saranno Ward e... Fitz! Mentre la 'strana coppia' rischia la vita in territorio nemico, il resto del team, in attesa in uno dei quartier generali S.H.I.E.L.D. dovrà decidere se fidarsi del sistema o salvare la vita dei loro compagni.
Nobody Owns Me è un realistico (melo)dramma familiare, dispiegato sullo sfondo di una società, quella svedese del welfare state, che vende benessere e felicità come vuoti prodotti da supermarket.
Dopo la cattura di Majid Javadi, Homeland arriva ad un'importante fase di transizione nella storyline della terza stagione: da una parte Saul Berenson impegnato a mettere a frutto i suoi ultimi giorni da direttore della CIA, dall'altra Carrie Mathison intenzionata a dimostrare l'innocenza di Nicholas Brody.
Presentato in anteprima mondiale a Roma l'ultimo imponente lavoro di Aleksey Yuryevich German, morto nel febbraio del 2013. Un film a cui il cineasta russo ha lavorato per quattordici anni e che ritrae l'umanità nel suo spirito più animalesco, retrivo e istintivo.
Al di là dell'immenso Giamatti, difetti e sbavature non mancano del dramma di Carlei, ma l'insieme risulta comunque armonico e appassionante.
Abbiamo incontrato i produttori, gli attori e i familiari di Aleksei Yuryevich German, morto lo scorso febbraio, di cui qui al festival è stato presentato l'ultimo lavoro, Hard to be a God. Con l'occasione a German è stato assegnato anche un premio postumo alla carriera.
Messa da parte la sua attività di produttore, il neo regista si lascia conquistare dalla mitologia interpretata in chiave moderna e da una Sharon Stone Afrodite senza tempo.
Il giovane Nicolas Bary presenta Fuori Concorso la sua trasposizione cinematografica del romanzo a metà tra fedeltà narrativa e stile personale
Nicolas Bary, pur non essendo visionariamente ardito come Pennac e non avendo il medesimo tocco noir, può ritenersi soddisfatto di aver prodotto un'opera capace di esprimere un gusto estetico preciso, come quello della commedia fantastica francese, e di non aver dimenticato nemmeno per un attimo l'ironia arguta dell'autore.
Il regista nipponico, già protagonista (ma non solo) del J-Horror di inizio anni 2000, ha presentato al Festival di Roma il suo ultimo lavoro, un atipico thriller spionistico.
In concorso al festival di Roma un'opera criptica e di difficile fruizione del portoghese Vitor Gonçalves: tra riflessioni sulla morte e frammenti di ricordi indecifrabili, non si ricompongono i pezzi del puzzle della vita di un uomo che si nasconde tra le ombre di una non vita e che mette a dura prova la resistenza dello spettatore.
Il secondo film del regista Scott Cooper, che con Crazy Heart aveva regalato l'Oscar a Jeff Bridges, presentato in concorso a Roma, è una lenta e dolente ballata, ambientata nella depressa provincia americana ai tempi della crisi. Un film più riuscito nelle suggestioni e nelle atmosfere che crea che nella storia poco originale, nobilitato però da un grandissimo cast.
Presentato fuori concorso a Roma, Come il vento di Marco Simon Puccioni, racconta la vita di Armida Miserere, prima donna a dirigere un carcere alla fine dello scorso secolo: non è un film carcerario e nemmeno un film sulla mafia, ma il ritratto di un personaggio tragico e appassionato, interpretato alla perfezione da un'intensa Valeria Golino.
Il musicista rock Cui Jian, vera e propria icona musicale in Cina, ha presentato al Festival di Roma il suo film d'esordio, un musical sui generis che racconta un periodo chiave come quello della Rivoluzione Culturale.
Il regista esordiente ha presentato al festival romano il suo interessante film, accolto con successo nella sezione collaterale Alice nella Città, dedicata al pubblico più giovane.
In partenza su Foxcrime il 14 novembre e in prima assoluta Low Winter Sun, cop drama torbido con un intenso Mark Strong.
Sarà per la sua attitudine al linguaggio documentaristico o per l'abitudine ad affrontare personalmente una quotidianità poco magnanima, ma Mirko Locatelli riesce nel tentativo non scontato di costruire un impianto drammatico senza utilizzare le note alte del compiacimento, ma parlando di una fragilità comune con un sussurro capace di farsi comunque sentire chiaramente all'esterno.
Con questo mediometraggio, Kiyoshi Kurosawa affronta un genere per lui inusuale come quello del thriller spionistico, ribadendo tuttavia una poetica e un'anima 'nera' che nel suo cinema non è mai venuta meno.
A sei anni di distanza da Hostel II, Eli Roth torna a dirigere un horror crudo e violentissimo, e lo fa omaggiando i grandi cult del nostro cinema dell'orrore che negli anni '70 e '80 facevano scalpore.
Per il suo esordio nel lungometraggio, Fabio Mollo racconta un Sud che è luogo dell'anima prima che territorio fisico, governato da un silenzio spietato e doloroso, a volte capace di uccidere.
Con un elegante bianco e nero, e una regia votata all'essenzialità, il film di Andrei Gruzsniczki racconta l'impatto esercitato da un regime oppressivo sulla vita di uno dei suoi cittadini, ma anche su quelle di coloro che gli vengono messi contro.
Documentario dallo stile molto classico, il film di Dror Moreh vede per protagonisti i più recenti direttori dell'intelligence israeliana, lo Shin Bet, rievocando così la controversa storia d'Israele. Una testimonianza preziosa, che avrebbe però potuto essere più ficcante.
Ancora tanta confusione e pochi brividi nel terzo episodio della serie con Jonathan Rhys Meyers nel ruolo di un novello Dracula, tra flashback sulle origini del vampiro, una riconciliazione fra i giovani innamorati Jonathan Harker e Mina Murray e i bizzarri rituali del fantomatico Ordine del Drago.
Tempi duri al Grey Sloan Memorial Hospital: l'emotività ha preso il sopravvento e gli scontri fra i medici in corsia iniziano a farsi più seri, soprattutto tra Meredith e Cristina.
Due storyline camminano parallele nel corso dell'intero episodio, per svelarci nuovi, incredibili colpi di scena in un'altra puntata ricca di avvenimenti inaspettati.
Abbiamo incontrato il regista americano giunto a Roma per presentare il suo violentissimo horror ambientalista che omaggia il cannibal-movie all'italiana di cui i nostri maestri del brivido sono stati pionieri.
Ad animare la sezione CinemaXXI oggi sono i lavori sulla resistenza della Sgarbi, impreziositi dalle musiche dell'eclettico cantautore.
La serie cult della AMC regala ai suoi fan un altro ottimo episodio, riuscendo in un colpo solo a proseguire l'ottimo lavoro sui personaggi e ad accontentare chi reclamava una buona dose di azione.
Dopo cinque giorni il Festival capitolino presenta in concorso il primo film italiano, un dramma toccante interpretato da Filippo Timi e Jaouher Brahim. Ecco la cronaca della conferenza stampa ufficiale.
Nel Fuori Concorso di Roma trova spazio Border, produzione italiana dedicata al dramma della Siria. Ce ne parlano il regista Alessio Cremonini e le due interpreti.
Forse l'episodio meno brillante dell'intera quinta stagione fino ad ora, The Next Week è focalizzato su Alicia e le sue difficoltà, mentre Will la evita e si profonde in un caso enigmatico, ma mal gestito in fase di scrittura.
Il regista non dice nulla di nuovo, ma lo dice in maniera estremamente accattivante, dimostrando come sia possibile strutturare un'opera godibile, che mescola efficacemente commedia e poliziesco, a partire da pochi, semplici, ingredienti.
Il regista portoghese, allievo del grande Antonio Reis, presenta a Roma in concorso il suo film insieme al protagonista Filipe Duarte e al produttore Pedro Fernandes Duarte.
In concorso al festival internazionale di Roma, quella del turco Tayfun Pirselimoglu è un'opera contraddittoria e anti dinamica che indaga sull'identità e sul desiderio di vivere una vita diversa dalla nostra, qualunque essa sia: fatta di silenzi, vuoto e solitudine, ha una messa in scena che mette alla prova lo spettatore più paziente, ma stimola la riflessione e crea diverse suggestioni.
Il regista Fedor Bondarchuk incontra la stampa insieme al produttore Alexander Rodnyansky per parlare del kolossal russo Stalingrad 3D, costato 30 milioni di dollari e successo senza precedenti in patria, è stato presentato fuori concorso al festival di Roma.
Geniale, modesto, spiritoso, Spike Jonze approda a Roma incontrando il pubblico nella cine chat offerta da Studio Universal.
Strepitosa resa audio-video in alta definizione per l'ottimo film di Paolo Sorrentino. Peccato che gli extra siano al di sotto delle attese.
Ottima resa in alta definizione per il film di James Ivory con Anthony Hopkins. Discreto l'audio, corposi i contenuti speciali.
Il film di Elisa Fuksas ambientato all'Eur arriva in homevideo con un'edizione tecnicamente soddisfacente, ma povera di contenuti speciali.
Il film d'esordio di Kiarash Asadizadeh è un dramma corale e circolare, che rappresenta l'istituzione familiare nella società iraniana, tra spinte verso la modernità e contraddizioni difficili da superare.
In occasione della presentazione al Festival di Roma, in concorso, del suo interessante film d'esordio, il regista iraniano ha incontrato la stampa per spiegarne la genesi e i legami con l'attuale, complessa realtà del suo paese.
Nella conferenza tenutasi a Roma prima della presentazione ufficiale del film in concorso a Roma, il regista turco, insieme al cast del film, ci parla dei temi del film e della sua visione circolare e pessimistica della vita.
Il nostro incontro con Nils Malmros e col cast di Sorrow and Joy, drammatica pellicola autobiografica presentata oggi in concorso a Roma.
La nuova versione della più celebre tragedia sentimentale inglese ci viene raccontata dal cast, dal regista Carlo Carlei e dallo sceneggiatore inglese Julian Fellowes.
Una recitazione sempre tenuta sotto controllo, anche se mai trattenuta, tra cadute, incidenti casuali, cicogne sfrattate da un incendio improvviso e coppie alla ricerca di un equilibrio inesistente in natura, contribuisce a costruire un'atmosfera da sofisticated comedy destinata a perdere d'efficacia solo verso l'epilogo della vicenda.
Muovendosi agevolmente tra action, noir e atmosfere western il regista torna dietro la macchina da presa per realizzare un film in cui l'uomo si fa preda e cacciatore nel nome di una gretta religiosità. L'incontro festivaliero con Alemà e il cast del film.