Project Hail Mary, l'autore del romanzo pazzo per Ryan Gosling: "Sono etero, ma tutti abbiamo dei limiti"

Lo scrittore di fantascienza Andy Weir ha confessato il suo debole per Ryan Gosling durante il BookCon di New York. Tra una battuta sul fascino dell'attore e i segreti del set di Project Hail Mary, l'autore ha spiegato quanto la star abbia stravolto il copione.

Una scena di Project Hail Mary

Vedere un proprio libro trasformarsi in un film è un'esperienza strana, ma se il protagonista è Ryan Gosling, tutto cambia. Andy Weir, l'uomo che ci ha portato su Marte con The Martian, è tornato a parlare del suo rapporto con il cinema durante un panel a New York.

Un set dominato dall'improvvisazione

In questa nuova avventura spaziale diretta da Phil Lord e Christopher Miller, Gosling interpreta Ryland Grace, un insegnante che si ritrova a dover salvare l'umanità da solo. L'autore Andy Weir stavolta non è rimasto a guardare dalla finestra come capitato con altri adattamenti.

Lultima Missione Project Hail Mary Ryan Gosling Scena
Ryan Gosling sul set

Ha voluto partecipare come produttore, mettendo bocca ovunque, dalla sceneggiatura al montaggio finale di L'Ultima Missione: Project Hail Mary. "Ero lì per tutte le riprese. Ho dato pareri sul copione e poi sui tagli dei video" ha spiegato. Quello che però lo ha lasciato a bocca aperta è stata la libertà degli attori. Non si limitavano a leggere le sue battute, le reinventavano continuamente.

Quando gli hanno chiesto se Gosling fosse davvero così bello dal vivo, Weir non ha usato giri di parole, scatenando le risate del pubblico del BookCon. "Direi di più. Sono etero, ma tutti abbiamo i nostri limiti", ha scherzato l'autore. Una dichiarazione d'amore platonica che nasconde però una stima professionale molto profonda nata sul set di Project Hail Mary.

Ryan Gosling, il cardigan con le volpi di Project Hail Mary diventa virale e detta tendenza Ryan Gosling, il cardigan con le volpi di Project Hail Mary diventa virale e detta tendenza

Pare infatti che metà del film sia frutto di pura improvvisazione. "Andavano fuori copione tutto il tempo. Ryan lo faceva sempre, così come James Ortiz, che dà la voce a Rocky. Facevano dei riff tra di loro" ha svelato Weir. Vedere questa dinamica ha fatto capire allo scrittore che il cinema non è solo tradurre parole in immagini, ma è un'energia creativa che nasce sul momento grazie agli interpreti.

Gli attori non sono semplici esecutori di emozioni, ma pezzi fondamentali della creazione della storia. Per Weir è stata una lezione importante: la performance conta quanto, se non più, della trama scritta sulla carta.

Il piccolo miracolo di Hollywood

Durante il dibattito sono intervenute anche altre autrici come Emily St. John Mandel e Robinne Lee, portando un punto di vista più crudo sulla realtà editoriale e cinematografica. Se Weir ha avuto la fortuna di vedere i suoi lavori approdare al cinema con budget enormi, la Mandel ha ricordato quanto sia difficile che un progetto arrivi davvero nelle sale. "È un piccolo miracolo che qualcosa venga prodotto, e ancora di più che sia fatto bene" ha detto l'autrice di Station Eleven. Ci sono migliaia di script fantastici che restano chiusi nei cassetti per colpa di decisioni aziendali o mancanza di fondi.

L Ultima Missione Project Hail Mary Ryan Gosling  2
L'Ultima Missione: Project Hail Mary: una scena

Per Weir, invece, l'alchimia sembra aver funzionato perfettamente ancora una volta. La sua presenza attiva sul set gli ha permesso di sentire il film come una sua creatura, evitando quel senso di distacco che spesso provano gli scrittori quando vendono i diritti.

Il mix tra la sua precisione scientifica e l'estro di Gosling ha creato qualcosa di unico. L'autore si è detto convinto che il risultato finale sia eccellente proprio per questo lavoro di squadra. Nonostante le difficoltà di girare un thriller fantascientifico, la sensazione è che il film sia riuscito a catturare l'anima del libro, pur concedendosi il lusso di deviare dal percorso tracciato per merito di un cast che ha saputo metterci del suo.