Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Lo 'scandaloso melodramma vampiresco' di Park Chan-Wook non parte benissimo, anzi sembra accusare la mancanza di una direzione ben precisa, ma cambia decisamente passo nel momento in cui entra in scena la protagonista femminile interpretata in modo perfetto dalla giovane Kim Ok-Bin.
Con la conferma della vitalità del suo talento e della sua sensibilità rappresentata da questo secondo lungometraggio, la poliedrica cineasta del Kent riesce a non farsi fagocitare dagli illustri precedenti e a proporre una personale idea di cinema che fa confidare in una carriera autorevole e interessante.
Zack Efron e Matthew Perry sono i protagonisti di una fantasiosa e divertente commedia sulle magiche inversioni del tempo e sulle ironiche rotte del destino
A proporre un prodotto diverso dal solito, che risente comunque delle influenze delle menti più cool che furoreggiano all'estero, ci provano Massimiliano D'Epiro e Danilo Proietti che fondono e strapazzano realtà e finzione per fare il punto su una società ormai governata dalla cocaina.
Il risultato è quello di una storia incalzante e ritmata, scandita - nonostante l'ambientazione nostrana - da momenti di puro intrattenimento all'americana e da intrecci fantasiosi ed affascinanti che permettono allo spettatore medio di addentrarsi all'interno dei misteri della Chiesa e dei suoi inviolabili confini.
La Pixar inaugura la 62esima edizione del Festival di Cannes con il suo decimo, riuscitissimo film d'animazione, l'avventurosa storia di un vecchietto che vola verso il Sudamerica e il sogno di una vita, e del suo piccolo compagno di viaggio.
Il racconto di formazione si intreccia quindi alla bella storia di rinascita del protagonista, in un film pulito adatto alla famiglia che nei suoi personaggi, nelle loro fragilità e nei punti di forza saprà certamente riconoscersi.
Concepito e realizzato in tempi strettissimi, per tenere il passo con la velocità di internet e dei suoi 'fenomeni', Feisbum è un divertentissimo frullato di stereotipi italici, di dialetti locali e universali, di esagerazioni e di fobie dell'italietta che cerca, a stento, di modernizzarsi.
E' nella regia che San Valentino di Sangue in 3D offre il meglio di sé, regalando agli appassionati quel pizzico di insana follia e di grottesco umorismo che da anni latitava in un genere che vive purtroppo quasi esclusivamente di rendita.
La casa sulle nuvole riesce in parte a comunicare quel senso di scoperta e di meraviglia, dovuto a un talento che ama giocare proprio sui contrasti, per cui l'immagine della mongolfiera che si solleva da una duna figura nel film tra le invenzioni visivamente più suggestive.
Sulla carta, l'operazione di Abrams si presentava come molto rischiosa, ma un'intelligente sceneggiatura, che mescola abilmente presente e futuro, è riuscita a ridare nuova linfa a un mito.
Principessa, opera prima del giovane regista Giorgio Arcelli, ricorda da vicino la struttura di una favola. Ma Matilda è una donna moderna e determinata a vivere tutti gli aspetti positivi della sua giovinezza, e che dovrà trovare soltanto in se stessa la forza per cambiare.
Pop facile e zuccheroso che conferma Miley Cyrus come la teen ager più amata dai giovani dei nostri giorni.
La regia di Eros Puglielli si muove nevrotica negli ambienti, tra i protagonisti, supportata da un montaggio serrato deputato a dare all'azione un ritmo sostenuto piuttosto che a dotarla di suspense.
Simon Pegg affronta il suo primo impegno da leading man in un film hollywoodiano, e sulla carta ci sono tutti i numeri per una performance brillante: il film è tratto infatti dal racconto biografico How to Lose Friends and Alienate People di Toby Young, autoironica narrazione delle vicende del giornalista britannico finito chissà come alla redazione newyorkese di Vanity Fair.
Takashi Miike riesce nell'impresa non facile di adattare la serie di culto degli anni Settanta, scegliendo la strada dell'adattamento fedele e trasferendo su grande schermo la medesima atmosfera anarchica e surreale.
Paul Rudd è anche sceneggiatore per una riuscita commedia che lo vede in un ruolo un po' insolito, spalleggiato da Seann William Scott e dagli irresistibili Christopher Mintz-Plasse e Bobb'e J. Thompson.
Giorgio Capitani ricostruisce nel film tv Rai la parabola del celebre imprenditore, in un prodotto che sotto il profilo tecnico non sfugge alle logiche televisive, ma che riesce comunque ad offrire un'interessante immagine di una figura chiave del dopoguerra italiano.
Una vorticosa giostra visiva, che parte da Sergio Leone per arrivare nei territori iperrealistici e surreali del fumetto e del videogame.
Un'opera che omaggia un modello "alto" come quello del cinema di David Lynch, restando tuttavia molto personale e mantenendo una notevole eleganza formale.
Departures colpisce per la sua capacità di parlare una lingua universale, nonostante la particolarità del soggetto trattato e la sua natura locale: evitando sapientemente un tono facilmente ricattatorio.
Il film di Molina non si allontana da quello che il pubblico-tipo di un prodotto del genere si aspetterebbe da esso: corpi nudi in primo piano, esplorati senza mai cadere nella pornografia hard, che si accoppiano voracemente, in un continuo affanno senza freni inibitori.
Un amore di strega è un prodotto sagace, divertente, mai banale, di buona fattura a livello visivo, non di certo realizzata con pochi soldi ma curata sin nei minimi particolari.
Di ottima fattura la prima parte incentrata sulle gesta 'nuove' dell'X-Team, leggermente sotto tono la seconda che sfocia più volte nel già visto, ma senza dubbio siamo di fronte ad un comic-action di buon livello, forse non proprio in linea con le attese, ma sicuramente di grande impatto visivo e soprattutto narrativo.
Girato interamente in digitale e con un budget limitato, The Way We Are stupisce per la straordinaria capacità di raccontare la moderna Hong Kong e i suoi abitanti, ricorrendo a uno stile minimalista e poetico che cattura piccoli istanti di quotidianità.
Viaggio al centro del cuore e delle radici della popstar Hannah Montana tra realtà e finzione per sorprendere le piccole fan e incantare le famiglie
Il leggendario criminale dalle 20 facce, una sorta di Robin Hood orientale e metropolitano, deve affrontare il suo acerrimo nemico, l'ispettore Akechi Kogoro, in uno scenario che carica il soggetto di valenze sociali che restano comunque, in massima parte, subordinate alle esigenze narrative.
Un film significativo per il grande successo di pubblico riscosso in Indonesia, perché tratto da un romanzo molto popolare in patria, e per lo spaccato sociale che offre di un paese ancora alla ricerca di una sua stabilità, segnato tuttora da una diffusa povertà.
Dall'estro visionario di Tsui Hark, una commedia surreale, stralunata e pop, che punta tutto sulla piacevolezza delle trovate visive.
Il film si regge ovviamente, in primo luogo, sulle doti atletiche dell'ormai collaudato Jaa, per una serie ininterrotta di combattimenti e scontri in cui è la fisicità a farla da padrona.
David Copperfield è un prodotto onesto, rispettoso dell'originale e ben calibrato, che affianca ai bravi protagonisti un cast di comprimari decisamente sopra la media.
La Londra dark dei vicoli, la controcultura dell'alcol e dello spaccio di droga, dei locali notturni e della malavita è divenuta per Ritchie lo scenario ideale in cui ambientare le sue appetitose storie di gangster, un marchio di fabbrica unico (ma non inimitabile) che contraddistingue il suo cinema.
L'ansia della leggerezza svuota inevitabilmente il racconto di aspetti potenzialmente illuminanti, ma il film sa non cadere mai nella frivolezza, sostituendo l'amarezza con un sapore piuttosto malinconico che si avverte in bocca in più di un'occasione.
La regista Gillian Armstrong dedica molti sforzi alla messa in scena, dai costumi alla ricostruzione storica ed alla messa in scena elegante dalla fotografia curata, rendendo 'Houdini - L'ultimo mago' un buon dramma storico, la cui sceneggiatura, però, dà troppo spazio al suo aspetto più debole: la storia d'amore tra Mary ed il mago ungherese.
L'opera di Velilla non suggerisce alcuna ricetta all'evoluzione della famiglia in quest'epoca, ma si diverte a prendere nota dei cambiamenti in corso e delle difficoltà che ne conseguono per adattarsi ad essi. Lo fa col sorriso sulle labbra e un sincero ottimismo di fondo, ed è già una gran cosa.
Da un esordiente di talento, ci arriva il surreale apologo sui call center che terrà in bilico lo spettatore tra crasse risate e momenti di malinconia.
Accompagnati dalla voce di Paolo Bonolis, affronteremo un viaggio appassionante, quasi epico, tra un estremo e l'altro del nostro pianeta. Seguendo il disperato cammino di tre famiglie animali verso la salvezza, saremo testimoni di bellezze a cui non siamo abituati, e capiremo quanto siano preziose per tutti noi.
Il nuovo Fast & Furious farà senz'altro felici i fan di Vin Diesel, gli amanti dell'alta velocità e dei film d'azione che troveranno pane per i loro denti in questo pazzesco carosello di auto truccate e imbizzarrite che corrono alla velocità della luce, sterzano, si ribaltano, sbandano ed alla fine inevitabilmente si accartocciano su se stesse.
Un'opera matura dal ritmo discontinuo e dai risvolti sorprendenti, un film che si mantiene su un equilibrio rarissimo e magico tra dramma e commedia impegnata, tenendosi alla larga dalla frivolezza becera cui il cinema nostrano ci ha purtroppo abituati, sia dalle patetiche velleità narrative in cui spesso annegano le 'nostre' fiction tv.
Il ritorno di Stefano Incerti con 'Complici del silenzio', un film che s'iscrive come nuovo cinema d'impegno che piace al pubblico, gli apre gli occhi e lo fa ragionare sulla Storia e su una storia non solo d'amore.
Nella seconda parte del biopic dedicato a Jacques Mesrine, Richet conferma il suo stile ricercato, attento ai dettagli, spesso eccessivo nel dare troppa enfasi ad ogni azione in atto, ma che restituisce splendidamente un personaggio dal grande potenziale di coinvolgimento.
Il film di Levinson ha difetti evidenti, in primis quello di non riuscire a trovare una propria identità nel succedersi di tanti tableau e molteplici trovate, ma ha anche una sua ragion d'essere nello sguardo inedito con cui descrive la Mecca del cinema e nella sfrontatezza con cui ne demolisce i miti.
Franco Cristaldi e il cuo cinema paradiso è un lungo ed esaustivo cammino nel percorso artistico e produttivo di una delle figure più importanti nel cinema italiano
Thriller un po' farraginoso ma non privo di spunti interessanti, con un agguerrito staff di giornalisti pronto a sostituirsi alla polizia, nelle investigazioni che porteranno a far luce su un grosso scandalo politico.
Finalmente in DVD l'assedio di Bertolucci. Ghiotta occasione per valorizzare un piccolo grande film di uno dei registi più preziosi del nostro cinema. Peccato per un'edizione senza extra.
Mal'Aria non lesina in argomenti ed intrighi ed è una piacevole ventata di originalità nel panorama televisivo italiano, grazie ad un soggetto interessante impreziosito dal una convincente performance degli attori.
Assolutamente essenziali a livello tecnico e stilistico, la docu-fiction del pugliese Nico Cirasola strappa simpatia per l'approccio genuino a una disfida gustosa e dall'esito per noi sorprendente, che ha visto contrapporsi la più nota catena di fast food e un orgoglioso focacciere di Altamura.
Considerato il culto che circorda l'anime di Akira Toriyama, il regista James Wonge lo sceneggiatore Ben Ramsey, nell'adattare per il grande schermo le gesta dell'invincibile Sayan, rischiano un po' di fare la figura degli infedeli che violano un testo liturgico con fare sacrilego.
Un family-movie dolce come il miele ma che sfiora temi delicati e importanti e vive di eccellenti interpretazioni, al femminile e non.
In un'inedita compenetrazione di documentario e fiction, Burchielli indaga sul rapporto sempre più complesso tra i giovani e la droga, e parallelamente esplora le angosce di un padre moderno che, preso da se stesso e dal lavoro, teme di non conoscere davvero suo figlio.