Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Un film piccolo, ma soprattutto intimo e delicato, che colpisce proprio per la sua capacità di emozionare e coinvolgere con una narrazione ed una messa in scena essenziale.
Parti 'tribali' e attacchi di appetito smodati per J.Lo, che dopo essere diventata mamma nella vita, al cinema è di nuovo in dolce attesa. Una commedia che lascia il sorriso, nonostante l'umorismo di grana grossa.
'Adam' è una love story che utilizza la formula classica dei romance hollywoodiani, ma riesce a intrecciare alla storia sentimentale quella emozionale di una meravigliosa favola attuale, mai banale né glicemica.
Una storia d'amore tra Raoul Bova e la Cucinotta, il continuo susseguirsi di drammi famigliari e molto altro ancora, per questa pellicola ambientata in Sicilia e resa a tratti indigesta dall'eccessiva enfasi del racconto.
Menno Meyjes dirige un film di grande eleganza formale, persino sontuoso, che si regge tuttavia, oltre che sulla forza delle immagini, soprattutto sull'alchimia che si crea tra i suoi due protagonisti.
Il loro amore è iniziato dieci anni fa ormai e per celebrare la grande empatia professionale che li unisce la coppia d'oro Ridley Scott - Russell Crowe torna sul grande schermo con uno strepitoso Robin Hood, un kolossal in cui si torna a respirare aria di leggenda.
Senza preoccuparsi di ammorbidire troppo la materia lavica che riprende in una scuola di Ostia, Claudio Giovannesi fotografa con sensibiltà gli immigrati di seconda generazione lasciando parlare le immagini come in un film-inchiesta di Rosi. Ne esce un ritratto preoccupante dell'Italia in cui il melting pot è ancora una chimera.
Per il suo debutto nel genere fantasy, Paul Weitz sceglie di non lasciarsi alle spalle la teen comedy, restando però nell'ambito di un prodotto dedicato a tutti il cui risultato finale è sicuramente accattivante, ma un po' freddo e poco coraggioso per quanto riguarda i dialoghi e la messa in scena.
Senz'altro apprezzabile il tema 'verde' come anche la partecipazione di Brooke Shields, che torna sul grande schermo dopo le numerose escursioni televisive degli ultimi anni, ma Puzzole alla riscossa resta lungi dall'esser un film fruibile e divertente per tutta la famiglia nonostante il plot sia ben congegnato e l'ambientazione splendida.
La controversa vicenda della Papessa Giovanna, donna che nell'Alto Medioevo sarebbe salita al soglio pontificio sotto mentite spoglie, torna sul grande schermo grazie a una pellicola impreziosita da ottimi interpreti, ma fiacca e convenzionale nella messa in scena.
Notte folle a Manhattan è una commedia degli equivoci sul classico tema dello scambio d'identità, che non riesce a sfruttarne a pieno le potenzialità del cast e del plot, causa una scrittura indecisa nel coniugare il messaggio familistico con il verbo comico più slapstick.
Nonostante la retorica finale, gli eccessi patriottici e qualche sentimentalismo da fiction, Le ultime 56 ore riesce nel difficile intento di coniugare spettacolo e riflessione rappresentando un raro esempio di cinema impegnato e 'scomodo' che non disdegna però l'intrattenimento.
Le intermittenze del cuore dei due protagonisti, arrotolati in un amore che si riscalda al chiar di luna, risultano funzionali ai lacrimoni in agguato, ma l'amour fou non domina la storia e viene sospeso per accogliere esorcismi politically correct ben più romantici.
L'inchiesta cinematografica di Sabina Guzzanti colpisce nel segno, spaziando con feroce ironia dalle macerie del terremoto alle ferite altrettanto profonde che L'Aquila ha subito, e continua a subire, nel nome dei sordidi interessi che legano imprenditori privi di scrupoli a una classe politica irrimediabilmente corrotta.
Enfatico e magniloquente nello stile, dall'impostazione eccessivamente didascalica, il film è un interminabile 'tazebao' di propaganda che ricostruisce minuziosamente gli anni di ascesa del Partito comunista cinese e della nascita della Repubblica popolare.
Diviso nettamente in due parti, il film concilia la messa in scena melodrammatica e sontuosa, tipica dei blockbuster cinesi, con sequenze d'azione ipercinetiche e realistiche che omaggiano il grande cinema di Hong Kong del passato.
Il curioso film di Lee Hey-jun, bizzarra favola metropolitana dal tocco stralunato e leggero, è la storia dell'incontro tra due solitudini, quella di un insolito naufrago e quella di una hikikomori, che riescono a completarsi a vicenda.
Insolito thriller di provincia che, prendendo spunto da modelli come 'Memories of Murder' e 'The Chaser', si caratterizza per un rifiuto deliberato delle convenzioni del genere, prediligendo una regia minimalista e anti-spettacolare.
Definito come l''Harry Potter coreano', il blockbuster natalizio 'Woochi' è in realtà una mescolanza sregolata e disarmonica di svariati elementi, dall'action, al fantasy, passando per la commedia fracassona, interpretato dal divo coreano Gang Dong-won.
Dramma sentimentale per teenager romantici, 'The Last Song' prova a lanciare la popstar disneyana Miley Cyrus nel mondo dell'entertainment per adulti, ma la storia, straziante melodramma familiare per cuori teneri scritta dal famoso Nicholas Sparks, non la fa decollare.
Sulla scia del successo commerciale del precedente '4bia', la casa di produzione GTH rilancia con un nuovo horror a episodi dallo stile variegato e fluttuante. Degni di nota in particolare l'episodio 'Backpackers', originale rivisitazione dello zombie-movie, e 'In the End' esilarante satira metacinamatografica sulle convenzioni del genere horror.
Insolito tentativo di rivitalizzare l'horror asiatico inoculando riflessioni sul tema della fede, 'Possessed' riesce ad affascinare per l'amalgama di suggestioni religiose evocate, dal cristianesimo alla ritualità pagana, e per l'originalità di alcune soluzioni visive.
L'esperimento meta-cinematografico di Lee Je-yong si situa in maniera unica al confine tra realtà è finzione, attraverso la messa in scena di un finto documentario che è soprattutto un omaggio alle diverse sfaccettature estetiche e recitative incarnate dalle sei straordinarie attrici protagoniste.
Il regista Shin Dong-il, da sempre attento a tematiche sociali, affronta con coraggio inusitato per il cinema sudcoreano l'argomento delle relazioni multietniche, affidandosi a uno stile minimale e ai piccoli gesti quotidiani per descrivere il particolare rapporto di 'amicizia amorosa' sbocciato tra i protagonisti.
Interessante mix tra il racconto storico, ambientato durante il conflitto sino-giapponese, e il giallo classico sulla falsariga di 'Dieci piccoli indiani', 'The Message' è un ben congegnato e teso thriller spionistico, che testimonia il rinnovamento del cinema di genere cinese.
Iron Man 2 è uno scanzonato e divertente blockbuster che non tradisce origini e aspettative. Hard rock come la musica che ne accompagna le pirotecniche trovate sceniche, gigione come il suo protagonista Robert Downey Jr., ricco di humour e di personaggi carismatici.
Aldo, Giovanni e Giacomo, nei panni di tre uova di tartaruga in viaggio per gli abissi, ci raccontano la bellezza dell'ecosistema sottomarino attraverso l'incontro con i suoi abitanti, dal minaccioso squalo martello ai simpatici pesci pagliaccio.
Sorta di favola dalla morale pacifista, 'Little Big Soldier' è una commedia d'ambientazione storica dalla sceneggiatura piuttosto tradizionale, ma in grado comunque di offrire onesto intrattenimento grazie alla carismatica interpretazione di Jackie Chan.
Divenuto il caso dell'ultima stagione cinematografica con oltre 11,4 milioni di biglietti venduti, il film di Yoon Je-kyoon, al suo primo grosso progetto dopo aver realizzato una serie di commedie demenziali, è un giocattolone catastrofico pieno di effetti speciali pensato solo per un intrattenimento di massa.
Dopo sei anni dalla fine delle riprese, il film di Farina arriva in sala: la storia di Alessandro, un bambino inspiegabilmente ostile nei confronti dello zio, racconta l'esigenza insopprimibile di verità che si nasconde in tutti noi, ed esplora gli abissi della coscienza umana, anche nei suoi aspetti più sordidi.
Opera coraggiosa, quasi del tutto antiretorica, lirica e profondamente umanista, 'The City of Life and Death', rievocazione dell'ignominiosa strage di Nanchino, entra a pieno diritto nel novero degli affreschi antimilitaristi che hanno segnato la storia del cinema.
Il giovane Yang Qing, alla sua prima opera cinematografica, firma una commedia grottesca interamente ambientata in un supermarket notturno, riuscendo a sopperire alle limitazioni di budget con uno stile dinamico e ritmato.
Il ritorno alla regia di He Ping dopo una pausa di sei anni è un wuxiapian anomalo, un'opera manifesto d'impostazione pacifista, incardinata nella tradizione filosofica cinese, con una messa in scena quasi operistica e formalmente raffinata.
Opera difficilmente classificabile, anche rispetto all'eccentricità che ha da sempre contraddistinto la filmografia di Pang Ho-cheung, 'Dream Home' è un sadico e ferocissimo slasher che non lesina in smembramenti splatter, ma che al tempo stesso incanala la brutalità dell'horror in uno spietato atto d'accusa accusa contro la società consumista e materialista di Hong Kong.
Clamoroso hit commerciale in tutta l'Asia, grazie alla ricercatezza della confezione e alla presenza delle due divine cinesi Zhang Ziyi e Fan Bingbing, la commedia sofisticata 'Sophie's Revenge', al di là degli effettivi meriti artistici, testimonia l'incredibile trasformazione dell'industria cinematografica cinese.
Un rifacimento non necessario, ma indispensabile per comprendere come nulla sia cambiato negli ultimi quarant'anni, a parte il cinema. Un film di intrattenimento di livello superiore, estremizzato, adrenalinico e spettacolare, che non rinuncia all'ironia e alla citazione del suo predecessore ma che ne fa una extended version di grande qualità.
Un horror a scatole cinesi, per Federico Zampaglione, non originalissimo, ma sicuramente non prevedibile. Scenari suggestivi - tra boschi fitti di vegetazione e bunker sinistri - per una storia alla quale non mancano scene molto forti.
Pericolosi triangoli d'amore, scandalosi innamoramenti transgenerazionali, famiglia allargata, critiche alla borghesia e alla generazione televisiva sono le tematiche della commedia romantica di Nina Di Majo. Protagonisti la brava Margherita Buy e un sorprendente Fabio Volo.
Il viaggio di Worthington si colora di toni fantasy che risultano debitori in parti uguali dell'ultimo George Lucas, di un Peter Jackson rigorosamente "depurato" dalla sua componente più fisica, e delle trasposizioni cinematografiche delle storie di Harry Potter.
'From Paris with Love', tratto da un soggetto di Luc Besson, è un film di puro intrattenimento, ricco di situazioni al limite e povero di spunti di riflessione, da guardare scollegando il cervello per poter essere apprezzato.
Arrivano dalla Spagna le nuove icone cinematografiche del male, personaggi terribilmente violenti che inchiodano il grande pubblico alla poltrona e lo trascinano in prigione tra sommosse di rivoltosi, complotti governativi e misteriose fatalità. In un viaggio di sola andata.
I gatti persiani è un viaggio avventuroso in un mondo insospettabile, quello dei musicisti underground di Teheran, per i quali la musica è uno strumento di lotta e di resistenza all'insensatezza del regime, ma anche un modo per esprimere tutto l'amore che li lega al loro vitale e martoriato Paese.
L'uscita in DVD de Il Solitario è un'ottima occasione per dare visibilità a un piccolo film coraggioso, che al di là di alcune evidenti ingenuità spicca per la volontà di realizzare un noir in Italia, con un entusiasmo e una sincerità contagiose.
Una diversa e più umana dimensione del vivere fa sì che gli aspri paesaggi della Lucania regalino un'anima profonda a questo insolito 'road movie', picaresco e a tratti molto divertente, arricchito peraltro da alcuni siparietti musicali che restano impressi.
E' interessante il tentativo di Greengrass di coniugare intrattenimento e impegno, cinema mainstream e ricostruzione cronachistica: ma il climax costruito dal film si basa su sviluppi che lo spettatore conosce bene.
Ancora un furgone e una famiglia disfunzionale per i produttori di 'Little Miss Sunshine', ma stavolta toni più drammatici, anche se non privi di note di colore, sottolineature ironiche e trovate fantasiose.
Con Gerard Butler duro dal cuore tenero da un lato, ed una Jennifer Aniston seducente come non mai dall'altro, questa commedia che strizza l'occhio al poliziesco sa far valere uno script vivace e ricco di spunti accattivanti, regalando allo spettatore un intrattenimento di livello quantomeno discreto.
Con l'aiuto del digitale, una storia semplice nelle mani di un regista di talento come D'Alatri diventa qualcosa di totalmente nuovo, un viaggio meraviglioso nell'isola di Ventotene, nei suoi fondali, nei suoi anfratti, nel cielo limpido e a volte tempestoso che la sovrasta, nelle case e nel cuore della gente che ci vive.
Nonostante la serietà del tema trattato e la gravità della scottante questione delle intercettazioni telefoniche, che pesanti strascichi ha lasciato e lascia tuttora nell'attualità politico-finanziario-istituzionale del nostro paese, i Vanzina decidono di trattare l'argomento con tanta (forse troppa) leggerezza e realizzano una commedia degli equivoci come tante altre.
Hatchet è un piccolo e riuscito horror che non ha il minimo interesse nel raccontare qualcosa di avvincente in termini di suspense, quanto piuttosto omaggiare un certo horror sanguigno e artigianale, lontano anni luce dalla deriva contemporanea del genere.