Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Ricco di gag comiche legate alla nostra contemporaneità, di musicalità giovane, caratterizzato da un ritmo frenetico che non dà modo né tempo di annoiarsi e di un'ironia mai banale, il film scorre senza appesantire lo spettatore riuscendo a regalare una semplicità d'altri tempi nonostante lo sforzo tecnico che un progetto di questo tipo ha comportato per i realizzatori.
Alla bravura e maturità registica di Muccino si somma la capacità di riunire per il grande schermo un cast che conferma alcuni attori italiani come i più bravi del cinema contemporaneo.
Una storia raccontata con sensibilità per il debutto di Alejandro Gomez Monteverde, che ha per scenario una New York colorata ma troppo frenetica, nella quale i due protagonisti riescono a tracciare un nuovo percorso ai loro destini, drammaticamente segnati.
Il regista punta tutto sulla potenza visionaria del proprio stile, allestendo una serie di rutilanti sequenze, esteticamente spettacolari, ma lasciate fin troppo a loro stesse: la trama, già di per sé fondata su temi non particolarmente originali, si stempera in troppe diramazioni, privando in film della necessaria unità.
I belgi Aubier e Patar riescono in parte ad emulare sul grande schermo la potenza comica e surreale dei personaggi di culto della propria serie animata, anche grazie all'uso di pupazzi di plastilina tutt'altro che perfetti, nevrotici a livello mentale tanto quanto nei movimenti.
Un film per famiglie, condito dalla tecnologia 3D, che ha come principali destinatari gli amanti della natura e degli animali, grazie all'imponenza dei paesaggi innevati, alle gare di dogsled ed alla recitazione del cane protagonista.
La varietà dello script permette ai fratelli Pang di gestire i diversi momenti del film, alternando scene d'azione e tensione da action thriller, ad altre più delicate e d'atmosfera.
A tratti il film riesce nello scopo di spaventare a morte lo spettatore ma durante la visione non viene mai meno la scomoda sensazione di star assistendo a qualcosa di artificioso, terribilmente sconnesso e troppo contaminato.
Jackson pone l'enfasi sui momenti più sognanti ed immaginifici, più spettacolari e cinematografici, usando le potenzialità e l'abilità della sua WETA per ricreare il limbo che ospita Susie, renderlo vivo e pulsante, sfolgorante e ricco di dettagli, colori e sfumature
Le avventure televisive dei Cuccioli hanno ispirato questo film di animazione in 3D, con epicentro del racconto a Venezia, che testimonia la volontà di strappare un sorriso ai più piccini e assicurar loro qualche emozione.
Omaggio al musical di Broadway e al felliniano 'Otto e mezzo', 'Nine' è un film corale che raggruppa le star del cinema internazionale e punta sui siparietti musicali elettrici, sui costumi sfavillanti e sull'amour fou fatto di gelosie e distacchi.
La recensione di Avatar, il film di James Cameron che si dimostra una vera esperienza sensoriale, che nonostante alcune evidenti contraddizioni, traccia un'importante sintesi tra potenzialità tecniche del nuovo cinema e le ambizioni artistiche.
Attraverso la riconciliazione tra Bruno, quarantenne infelice e disilluso, e la madre Anna, bella e piena di vita anche di fronte alla morte, Virzì ci offre l'occasione di fare pace con gli aspetti irrisolti della nostra esistenza, e di guardare verso il futuro con un po' di speranza.
Un film corale supportato da grandissimi attori che grazie alla brillante sceneggiatura, ad una grossa dose di improvvisazione e a tempi comici perfetti degli attori tutti, regala due ore di piacevole intrattenimento costruito su un intreccio corale ben congegnato e mai pretestuoso, che strappa finalmente le grasse risate di una volta.
Ne Il mondo dei replicanti la morte dell'uomo non è più il risultato diretto e fisico di scelte militari o politiche, ma la cosciente e progressiva spersonalizzazione autoindotta dai propri surrogati. Metafora forte e suggestiva che Mostow maneggia con la giusta ironia.
Con 'Arthur e la vendetta di Maltazard' il regista Luc Besson dà prova di coraggio e dinamismo intraprendendo il suo secondo viaggio nel mondo del fantasy e dell'animazione e coniugando umorismo e tenerezza in una favola ecologica dal ritmo rap.
A differenza di quanto potrebbe sembrare a prima vista, Piovono polpette non è un film citazionista ricolmo di giochi metacinematografici e ammiccamenti a go go, ma vive di vita propria grazie a un plot di matrice letteraria che catalizza l'attenzione del pubblico sui personaggi, in particolare sullo sfortunato inventore Flint Lockwod e sul suo difficile rapporto col padre.
Ripercorrendo le orme del film originale di Susanne Bier, un melodramma danese dai toni estremi, questo rifacimento americano firmato da Jim Sheridan si presenta come un'opera dalle molteplici sfumature: affresco antimilitarista, lucido ritratto di una famiglia disfunzionale, riflessione sui concetti di responsabilità, senso di colpa, peccato e redenzione.
Buona resa tecnica per il Blu-ray de L'ultima casa a sinistra, remake del disturbante horror di Wes Craven e presentato anche in una versione estesa priva di tagli censori.
Tra emozionanti riprese aeree e qualche accenno di retorica, ecco il biopic dedicato all'eroina dell'aviazione americana Amelia Earhart, con protagonista Hilary Swank.
Bizzarro, divertente, a tratti eccentrico e velato di malinconia, così ci è apparso Io & Marilyn, il nuovo film di Leonardo Pieraccioni che allieterà le vacanze natalizie degli italiani raccontando una piccola storia d'amore a metà strada tra il classico e il fantasy.
Il delicato ma a tratti pungente affresco di una difficile amicizia nella Tunisi del 1942, sconvolta dai bombardamenti e dalla temporanea occupazione nazista.
Considerato il pericolo del confronto con i capolavori del passato, alla Dinesy si è voluto trasformare una debolezza in una risorsa: numerosissime sono infatti le autocitazioni che, pescando a mani basse nel repertorio che noi tutti amiamo, traghettano la storia in una dimensione più rilassata e divertente, ancora una volta grazie soprattutto ai personaggi secondari.
Ispirato alla serie per ragazzi del 1974, arriva nelle sale italiane la commedia fantastica con Will Ferrell nei panni di uno scienziato intrappolato in una dimensione in cui passato, presente e futuro coesistono.
Se l'intenzione dell'autrice Diablo Cody è di creare ruoli diversi per le attrici americane, ed in particolare in questo caso di sovvertire l'immagine della classica protagonista femminile di film horror, possiamo senza dubbio considerare l'impresa riuscita.
L'esordiente Mona Achache dirige un film in cui il rispetto per l'opera letteraria, la sua vicenda e i suoi personaggi, si coniuga con soluzioni cinematografiche che trasmettono la stessa sensibilità e poesia che avevamo imparato ad amare nel best seller della Barbery.
Tra il dolore vissuto ieri e le sorprese piacevoli oggi 'L'uomo nero' trova un suo delicato equilibrio nella realtà di una visione accumulata di fantasiose e divertenti memorie fanciullesche e di sogni realizzati tra i sospiri da adulti.
Amore, sessualità in crisi, ripicche, vendette, veleni, amicizia e tradimenti, scontri, incontri e situazioni paradossali su cui i realizzatori costruiscono una commedia divertente, piena di spunti interessanti, di gag esilaranti, ma anche funzionale ad una mega-promozione turistica e paesaggistica di Haiti e dei suoi atolli paradisiaci.
Arriva dal Belgio questa sorprendente pellicola, che riesce ad esplorare il disagio giovanile da prospettive piuttosto insolite.
Moon è uno di quei piccoli gioielli che ogni tanto il cinema indipendente riesce a proporre, quasi a voler ricordare la natura visionaria e inventiva del cinema, in un contesto mediamente molto avaro di opere dotate di personalità caratterizzante
Formatosi alla scuola dei fratelli Wachowski, James McTeigue firma un funambolico e ipercinetico esercizio di stile, che guarda da una parte alle stilizzazioni estetiche del cinema orientale e dall'altra alla virtualità. dell'azione da videogioco.
Il nuovo approccio tridimensionale di Zemeckis traduce la progressione lineare del racconto dickensiano in una chiave inedita, che tenta di stimolare soprattutto le reazioni sensoriali e percettive degli spettatori. Recuperando l'atmosfera gotica che animava la novella originale, il film getta il pubblico in una dimensione oscura e orrorifica, dando vita a una rappresentazione turbinosa e allucinatoria.
Quello che si fa di Moana Pozzi in Moana non è un ritratto che la santifica, che la giustifica o che la mitizza, non è neanche una docu-fiction quanto più una favola hard(rock) che si allontana dalla realtà mimetica per raccontare un'epoca di grandi cambiamenti per l'Italia.
Irriverente e anarchico come Borat, Checco è una valanga che travolge tutto e tutti con la sua sfrenata terronaggine: i preti, i gay, gli extracomunitari, uomini e donne, vecchi e giovani, terroni e polentoni.
Non si dubita degli intenti sinceri che hanno spinto il regista a portare sullo schermo una storia che deve averlo sconvolto nel profondo, fino al punto da esporsi in primo piano recitando come attore e svolgendo anche all'interno del film una vera e propria funzione di "testimone". Ma tradurre i propositi iniziali sottoforma di racconto e di immagini cinematografiche è purtroppo tutt'altra questione.
Il film di Luketic deve la sua efficacia principalmente alla coppia Heigl-Butler: un'eroina sofisticata e romantica alle prese con un nacisista, sessista, cinico anti-eroe, che finirà per caderle ai piedi nonostante la "solidità" delle sue teorie.
In un adattamento rispettoso, Parker declina in immagine il capolavoro di Oscar Wilde, esaltandone le atmosfere cupe e orrorifiche e stimolando, ancora una volta, la riflessione sull'illusorietà del piacere e della bellezza.
Luis Prieto affianca al mondo adolescente uno spaccato di un'altra fase, forse altrettanto problematica, della vita umana: quella dai trenta ai quarant'anni, e attraverso l'amicizia tra Allegra e Luisa dichiara il valore di un rapporto tutto al femminile.
Se si riescono a mettere da parte i ricorsi pretenziosi e posticci del plot, Le Roi de l'évasion resta un film evasivo, seppure poco persuasivo, e senza troppe reticenze che annacqua le sue numerose tematiche con sketch divertenti e corrosivi, che provano in tutti in modi a oltrepassare i tabù piuttosto che a discuterli.
Un film velato di amarezza, bizzarro nella sua unicità, brillante nei pochi e rarefatti dialoghi, un piccolo gioiello intriso di solitudine e di silenzio capace a momenti di far anche sorridere di gusto.
Realizzato dalla iberica Ilion Animation, costola della società produttrice di videogames Pyro Studios, "Planet 51" è film per ragazzi che ribalta i tradizionali stereotipi della fantascienza anni Cinquanta per veicolare un messaggio sull'accettazione della diversità.
Leggendario innovatore e impavido vagabondo del cinema, Francis Ford Coppola si racconta e si reinventa in un film di rara bellezza, che racchiude nel titolo originale - Tetro - l'essenza del suo inimitabile genio narrativo, spesso cupo ed intriso di patimenti e inquietudini.
Attraverso uno stile delicato e mai ovattato mette in scena una violazione familiare e sessuale, temi di certo non autentici per il cinema, ricorrendo però a metafore e metonimie contorte, materializzate ma soprattutto metabolizzate all'interno del plot, dotate di poeticità e di purezza innegabili e percepibili allo sguardo indagatore di chi vorrà riflettere ben oltre l'immagine schermica immediata.
La regista oscilla tra un caldo piglio documentaristico, reso con effetto sicuro sul grande schermo dall'estrema vicinanza della macchina da presa ai corpi e ai volti dei personaggi, che in certe inquadrature ci sembrano quasi palpabili, e un metallico stile amatoriale espresso dalle incertezze della steadycam nelle direzioni sghembe.
Il film di Melchionna stimola una riflessione sul senso della vita e dei rapporti umani attraverso il confronto tra Gianluca, aspirante suicida, e i suoi amici superficiali ed egocentrici, con l'onnipresente audience a guidarne i percorsi e i destini.
De Maria affronta un periodo tragico e doloroso della storia d'Italia attraverso le vicende di un uomo che, inseguendo un sogno al di fuori di ogni tempo e luogo, perderà ogni innocenza, e della sua dolorosa strada verso la consapevolezza.
Il secondo episodio della saga introduce il tema inevitabile della crisi sentimentale adolescenziale, ammiccando a suggestioni shakespeariane e mantenendo inalterate atmosfera e look del prototipo.
Anderson riesce a modellare e a far sua la storia di Mr. Fox rendendola visivamente vicina al look bizzarro e brillante di tutti i suoi film, pervasi come questo da colori caldi, da un'atmosfera frizzante e romanticamente retro, accentuata da tonalità autunnali che contribuiscono a rendere ancor più realistici e familiari sia i personaggi che i paesaggi.
L'opera prima dello sceneggiatore di Liscio è un buddy movie all'italiana che sciorina una storia d'amicizia e inimicizie e si configura subito come un tripudio di riferimenti nel segno del prosaico riduzionismo cui ci ha abituato il piccolo schermo di Distretto di polizia.
Sotteso a uno squilibrio psicologico dei personaggi costante e all'urgenza prepotente di una crisi furibonda degli eventi, il film di Silva, alla sua seconda opera, riesce a evitare gli impianti narrativi banali dei drammoni che costipano lo stile e l'originalità.