Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
L'arma con cui Bruni definisce situazioni spesso inafferrabili come i sentimenti non poteva che essere la personalità decisa ed evidente dei suoi personaggi. Però, forse per colpa di una tematica eccessivamente aleatoria e di una vicenda con un scarso potenziale emotivo, la caratterizzazione si sente fin troppo, andando, a volte, a forzare la mano alla realtà e renderla poco fluida.
Il drammaturgo e regista ceco Petr Zelenka mette in scena I fratelli Karamazov per un pregevole gioco d'attori e con una riflessione sottotesto sul disfacimento dell'ex blocco sovietico.
Film e videogiochi, un connubio non propriamente felice fino ad ora. Prova ad invertire la tendenza Need For Speed, prodotto da Dreamworks e EA Entertainment, con Aaron Paul di Breaking Bad. Sceneggiatura snella, le protagoniste come nel videogame sono le super auto mozzafiato, le corse e gli inseguimenti.
Traendo spunto da una vicenda iconica per la cultura giapponese, l'esordiente Carl Rinsch dirige un film che inserisce la storia su una matrice fantasy di marca tipicamente occidentale.
Arriva in Digital Download dal 14 Marzo il film a lungo atteso che riprende il personaggio di Veronica Mars, e mantiene lo spirito ed il feeling della serie originale.
Attori in parte per una commedia briosa e divertente che analizza il lato tragicomico di un doppio tradimento.
Ben vengano escamotage narrativi dal gusto infantile come macchine del tempo, un cane parlante e riferimenti a film storici per far comprendere che il cambiamento del nucleo famigliare non solo è necessario, ma è già avvenuto in modo naturale sotto i nostri occhi.
Laddove Peter Howitt avrebbe potuto tentare il "salto di qualità", ovvero esplorando il conflitto etico alla radice della storia, il film compie un passo indietro e ritorna su una posizione di schematico manicheismo, in cui l'ambiguità morale introdotta nelle prime sequenze si scioglie come neve al sole.
Più che un sequel, quello di Noam Murro è una sorta di 'midquel' del film di Zack Snyder, e ne riprende pienamente l'estetica, raccontando una battaglia svoltasi contemporaneamente a quella delle Termopili.
Pur interessante negli intenti, il progetto di una coproduzione internazionale per ridare visibilità al personaggio di Burroughs non sembra in grado di competere con altre versioni del passato per imporsi e conquistare il pubblico di tutto il mondo.
Racconto esistenziale, sotto forma di road movie, per un trentenne che soffre di autismo ed è in cerca di una donna: è il coraggioso esordio alla regia del friulano Carlo Zoratti.
Non è solo la costruzione dei piani a risultare interessante o la capacità di illuminare in maniera appropriata i paesaggi colombiani, ma è soprattutto il modo di portare avanti il racconto della storia di Chocó.
Nonostante la discontinuità della narrazione, la sceneggiatura scritta a quattro mani con Gianni Romoli consegna alcuni ritratti umani in cui sarcasmo, ironia e senso della realtà compongono una forza tutta al femminile.
Un film piacevole, a metà tra realismo e commedia, che però si ferma in superficie senza offrire né spunti di approfondimento né riflessioni degne di nota in materia di sentimenti che si intrecciano e subiscono un'evoluzione.
itoshi è un grande estimatore del lavoro svolto dalla Pixar e questo apprezzamento si avverte chiaramente nella volontà di dotare i suoi personaggi di caratteri definiti e ricchi di sfumature, cercando di avvicinarsi così alla pienezza narrativa sdoganata con successo dal gruppo creativo americano.
Fasulo ha dimostrato di avere le qualità necessarie per imporsi come un sofisticato illusionista. Il trucco con cui coinvolge gli spettatori è tra i più complessi, anche se realizzato solamente con la presenza di un unico interprete e della sua intimità, perché li porta a credere senza alcun tentennamento nella veridicità di ciò che si vede
Lo scozzese Paul Wright, al suo primo lungometraggio, dirige un poema lisergico con protagonista il sopravvissuto di una tragedia in mare: nel ruolo centrale, il giovane e promettente George MacKay.
Bernard Rose, conquistato dal genio e sregolatezza espressi di pari passi dal maestro genovese e puntando proprio sulla parte più oscura e misteriosa della sua personalità, ha scommesso tutti le sue "qualità" artistiche su un'atmosfera noir al limite dell'occulto.
La regista Jehane Noujaim dimostra tutto il suo talento nel creare un invidiabile equilibrio tra la ricostruzione storico-politica e la dimensione lirica dell'opera.
L'esordio di Giuseppe Marco Albano, classe 1985, è una divertita commedia, che racconta in forma grottesca le vicende, e le frustrazioni, di un regista non più giovanissimo che cerca di realizzare la sua opera seconda.
Grazie alla caratterizzazione dei personaggi e alla loro interazione la storia passa dall'action alla commedia, senza disdegnare il fantasy, con una agilità di cui i personaggi Lego non sono normalmente dotati.
L'artefice della saga di Resident Evil, Paul W.S. Anderson, dopo aver affrontato I tre moschettieri si lancia in una impresa ancora più rischiosa, mettendo in scena l'eruzione più famosa della storia.
Sergio Basso porta lo spettatore in un mondo dove l'imponderabile e l'imprevisto spingono a rintracciare il lato infantile nascosto in qualche parte del nostro animo, esponendolo nuovamente ad un sogno che chiamavamo infanzia.
Difret è un film articolato eppure diretto allo stesso tempo, non un freddo resoconto di un caso reale denso di tecnicismi legali, ma toccante racconto che emoziona e colpisce con forza ed eleganza.
Il tradizionalismo di Yôji Yamada potrà non accontentare gli spettatori desiderosi di novità, ma l'eleganza composta e l'intensità delle passioni sopite imploderanno nell'animo di chi accetterà di entrare senza pregiudizi nella piccola casa sulla collina.
Nel corposo secondo atto del suo film, con lo scontro armato fra i quattro giovani marine e i guerriglieri talebani, Peter Berg ha occasione di sfoggiare un'ampia quantità di virtuosismi tecnico-registici, fin quasi al punto di farsi prendere la mano.
Narrativamente poco equilibrato, ma visivamente curato ed imponente, La bella e la bestia non riesce a trasmettere la componente romantica che coinvolge i due protagonisti.
'Un noir mediterraneo, uno psico-cardiogramma esistenziale fatto di parole e silenzi', come lo ha definito lo stesso regista Yannis Economides: in concorso a Berlino, Stratos è una pellicola controversa, piuttosto monotona e ripetitiva, destinata probabilmente a dividere.
Delicato e toccante ritratto del percorso di crescita di un bambino, chiamato a realizzare una missione improba per un ragazzino della sua età, ovvero la separazione dal proprio padre, e soprattutto dall'idealizzazione di questo.
Con l'usuale ricorso a tempi dilatati ed immagini che fanno della staticità la propria forza, Tsai Ming-Liang mette in scena il viaggio di un monaco buddista tra le frenetiche strade di Marsiglia.
Boyhood colpisce, emoziona, commuove, diverte. Come il grande cinema riesce a fare. Forse di più, come solo la vita può fare.
Tre ore di passione, palpiti, amori segreti, relazioni fedifraghe, tuffi in laghi gelati e lunghe passeggiate in campagna in perfetto stile Sturm und Drang. L'accurata fotografia e il taglio pittorico di molte sequenze rendono la pellicola elegante e piacevole da seguire.
Claudia Llosa torna a Berlino dopo il successo del 2009 con Aloft, un film tanto ambizioso quanto piuttosto inconcludente, dove dietro il misticismo e le trovate new age rimane ben poco dei personaggi e di una sceneggiatura prevedibile che sbiadisce insieme al bianco del paesaggio.
Volker Schlöndorff porta a Berlino nella sezione Special Gala la pièce teatrale di Gély che racconta la lunga notte del 25 Agosto 1944, in cui in una stanza d'albergo due uomini si giocano il destino di Parigi. André Dussollier e Niels Arestrup riprendono i loro ruoli dal palcoscenico fornendo una grande prova di attori per un film dalla messa in scena teatrale orchestrata alla perfezione.
L'opera di Hao ci accompagna in un turbinante e catastrofico vortice di eventi in cui i carnefici si distinguono tutti per stupidità
Con Il mistero di Dante, Louis Nero conferma il suo interesse per i personaggi-emblema della storia, offrendo un nuovo sguardo su uno dei massimi testi della letteratura, e sul suo autore. In questo caso, però, il regista rischia di coinvolgere solo un pubblico già interessato di suo all'argomento.
Il Cesar Chavez di Diego Luna è un uomo vicino al suo popolo, legato alla tradizione, ma anche profondamente moderno.
Opera scritta con grande intelligenza, quello di Yi'nan è un noir capace di attrarre lo spettatore con i suoi ritmi alternati, le atmosfere giuste, dominate dagli ipnotici paesaggi glaciali della Cina del nord, e dei personaggi descritti a tutto tondo.
Quella del regista è una riflessione intima sulla conseguenze delle difficoltà della vita, il percorso di un uomo che rischia di perdere efficacia perché a tratti macchiato da un accenno di troppo di retorica.
Winspeare prende spunto dalla crisi per riflettere sul modo in cui conduciamo le nostre vite, sugli eccessi, gli sprechi e la deriva di un mondo che ha perso il controllo di sé.
Celina Murgia agisce per sottrazione lavorando sui silenzi del suo protagonista e sulla sua crescente avversione nei confronti del genitore machista e autoritario.
Un film capace di raccontare con grande cuore, sincerità, divertimento e un pizzico di malinconia la difficoltà di essere genitori e l'incapacità di entrare in contatto a livello 'umano' con le persone che ci stanno intorno.
La via crucis di padre Brendan Gleeson verso il suo Golgota alla prese con le anime perse dela sua comunità. Calvary è un riuscitissimo esempio di film che riesce a trattare tempi importanti come la pedofilia, la fede e il ruolo della Chiesa senza rinunciare all'intrattenimento, con i risvolti drammatici spruzzati di humor nero, il tutto incastrato in un meccanismo narrativo esemplare.
L'opera prima di Hossein Amini, interpretata da un trio di attori di grande talento e carisma, punta sul sicuro sfruttando le bellezze naturali della Grecia e il suo fascino millenario.
Tra sensi di colpa mai sopiti e slanci passionali, il lavoro di Aïnouz si focalizza essenzialmente, e in maniera asfissiante, sui tormenti del protagonista, senza avere la capacità di inquadrarlo nel rapporto con gli altri.
Il film di Denis Côté non imbocca il pubblico, non trasuda ideologie e non fornisce facili risposte. Si limita a evocare il lavoro nei suoi vari aspetti quotidiani rappresentando in maniera simbolica la fatica, la ripetitività, l'impegno e la dignità dei lavoratori.
La grazia e la vivacità dei personaggi e delle situazioni rappresentano il segno distintivo di un autore che continua a subire la fascinazione dell'arte mettendosi in gioco e confrontandosi con le difficoltà produttive ed esecutive del cinema.
L'esordio alla regia dell'acclamato sceneggiatore Akiva Goldsman ha il merito di costruire una favola per adulti, riuscendo a miscelare la ricostruzione storica di una doppia New York in cui la città industrializzata dei ponti di inizio novecento fa da controcanto a quella moderna e tecnologica dei grattacieli.
Non buttiamoci giù è caratterizzato da un gran brio che lo rende piacevole e divertente, una commedia brillante che però non si sofferma mai ad approfondire i personaggi ed i loro drammi con passo a tratti sbrigativo.
Se dovessimo scegliere tre colori per riassumere la visione di In Order of Disappearanc punteremmo sul bianco delle sterminate distese di neve in cui la storia si svolge, sul rosso del sangue e sul nero della notte in cui Stellan Skarkgard agisce calandosi nei panni di una sorta di Ispettore Callaghan.