Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Il film vincitore del Gelso d'Oro - il premio del pubblico del Far East - è un dramma bellico con protagonista un pilota costretto al sacrificio per la sua patria, il Giappone.
I momenti di tensione non mancano e anche se alla fine La stirpe del male risulta meno terrozzante di quanto potrebbe, svolge il suo compito con diligenza.
Dal Far East arriva un thriller sudcoreano capace di mettere in discussione le istituzioni politiche del proprio paese e di emendarsi dal debito nei confronti di alcuni grandi film americani sul tema della 'morte in diretta', da Quinto potere a Mad City - Assalto alla notizia.
Presentato in anteprima al Festival di Berlino, Back to Front - Peter Gabriel Livein London festeggia i venticinque anni dello storico successo di 'So', considerato dalla rivista Rolling Stone tra i 500 migliori album di tutti i tempi
Il giapponese Nobuhiro Yamashita, regista di Linda Linda Linda, torna al Far East con un altro stupendo ritratto al femminile: una ragazza che, rientrata nella provincia natale dopo la laurea, è preda di una sfiducia generalizzata verso il futuro, sia il proprio che quello del suo paese.
Torna al Far East il regista di maggior successo della Cina continentale, Feng Xiaogang, che porta a Udine la storia di una Dream Factory atta a realizzare - sia pur temporaneamente - i sogni delle persone. Un film a metà tra satira e commedia, venato di populismo ma con qualche buono spunto.
Assente la dimensione 'politicizzata' delle Ferie d'agosto di Paolo Virzì, il tempo 'straordinario' delle vacanze viene analizzato grazie agli spunti forniti dai rumorosi personaggi.
Diverte il modo in cui è strutturata la storia, che è tutta un contravvenire alle regole (tema su cui si gioca amabilmente) e un riscrivere finali; il film si contraddistingue per un certo brio nella scrittura e appena sembra andare nella direzione consueta, arriva una svolta che, se non proprio inaspettata, riesce a catturare l'attenzione.
Seguito di The Raid, il nuovo film del regista gallese naturalizzato indonesiano Gareth Evans è una mirabile girandola di combattimenti e inseguimenti al fulmicotone, riuscendo quasi a far dimenticare una parte iniziale troppo dialogata
Davide Marengo e lo sceneggiatore Francesco Piccolo si sono proposti con il remake dell'argentino Un novio para mi mijer è la ricostruzione di un racconto che, pur scegliendo delle note allegre, sia in grado di non perdere mai di vista la realtà dei fatti
Secondo film di Dante Lam, dopo Unbeatable, presentato alla 16esima edizione del Far East Film: un thriller dai toni luciferini oscuro, violento e visionario, smorzato purtroppo da una eccessiva approssimazione di scrittura.
Dopo il passaggio alla Berlinale, approda anche al Far East il nuovo lavoro di Fruit Chan, uno sci-fi che gioca su diversi piani, tra il demenziale e l'horror, per un risultato tutto sommato divertente ed efficace.
Lepeniotis, dopo aver terminato nel 2005 il cortometraggio Surly Squirrel, ha ampliato la trama inserendo personaggi più solidi anche se il cuore della narrazione è rappresentato dall'evoluzione del protagonista attraverso l'esilio, la scoperta delle proprie possibilità, il ritorno come eroe nella comunità e il nascere di uno spirito scoiattolesco inaspettato.
Un film duro nell'urgenza della sua denuncia, che sceglie di raccontare la sgradevole pratica del comparaggio messa in atto dalle aziende farmaceutiche sullo sfondo della crisi economica, presentando con lucido cinismo contenuti adatti ad un documentario d'inchiesta, attraverso la storia di un gretto protagonista e della sua discesa nell'abisso di azioni mostruose indotte ma non giustificate dalla società che lo circonda.
Ospite consueto del Far East, il regista hongkonghese Pang Ho-Cheung porta quest'anno a Udine un film a metà tra dramma e commedia sul bisogno di sentirsi accettati. Eleganza registica, manierismo di messa in scena e mezzi toni alla lunga un po' stucchevoli.
Uno dei grandi registi di action hongkonghese, Dante Lam, presenta al Far East uno spettacolare dramma d'ambientazione sportiva: grandi sequenze d'azione, nonostante qualche eccesso lacrimevole.
Con uno scoppiettante ed inarrestabile susseguirsi di trovate, il film di Felix Herngren diverte con intelligenza ed intrattiene con garbo.
Il regista belga Felix Van Groeningen si confronta con i temi della malattia e del dolore, ma anche con la descrizione di una travolgente passione amorosa, in un melodramma scandito dalla musica bluegrass che gli ha fatto conquistare la nomination all'Oscar.
Tra tanto sesso suggerito, mostrato, consumato e sofferto, ciò che manca è l'eccitazione. Neppure per un momento lo spettatore viene chiamato in causa carnalmente in quello che, alla fine, si rivela un gioco intellettuale tanto sofisticato quanto distante.
Più che per la tragica casualità di rappresentare l'ultimo film in cui ha recitato Paul Walker o per il fatto di essere il remake del francese Banlieue 13, Brick Mansions, esordio alla regia di Camille Delamarre, si fa notare soprattutto per uno spudorato richiamo al cinema carpenteriano, da 1997: Fuga da New York a Distretto 13.
L'esordio alla regia di Emanuele Cerman racconta uno dei più scioccanti casi di cronaca nera della storia italiana: ma il suo motivo di interesse principale sta in una rilettura che, lungi dal dire una parola definitiva sulla vicenda, dissemina dubbi e trasmette inquietudine.
Con Transcendence, l'esordiente Wally Pfister mette in scena un racconto sci-fi visivamente ipertrofico, squilibrato ma ricco di fascino, che riesce a lavorare sottopelle e a fissarsi nella memoria dello spettatore per molto tempo dopo la visione.
The Amazing Spider-man 2 è un film diverso dal suo predecessore, ma ne prosegue lo spirito ed approfondisce i temi, completando quanto introdotto nel primo capitolo e gettando le basi per quello che sarà il prosieguo della serie.
Blu è l'eroe per antonomasia della commedia familiare. Un personaggio che, una volta inserito in situazioni per lui improbabili e fantascientifiche, sembra destinato ad un fallimento dal risvolto comico.
Dopo aver dato vita alla rossa e carnale Tula, amante generosa di Gandolfini in Romance & Cigarettes, con Gigolò per caso John Turturro conferma ancora una volta il suo grande amore per il gentil sesso che, andando oltre la definizione di oggetto sessuale, riacquista il diritto alla tenerezza ed alla visibilità affettiva.
Nel complesso un film interessante che riesce ad ammaliare lo spettatore con la bellezza dirompente delle immagini e lo stile pulito di una regista che dimostra di saper muovere e posizionare la macchina da presa.
Film dal respiro internazionale e dai toni favolistici, Giraffada intrattiene, diverte e intenerisce per la grazia e per la delicatezza e l'originalità con cui riesce a trattare temi difficili come la guerra e l'elaborazione del lutto.
Per non brillando per originalità, Ti sposo ma non troppo è frutto di un piacevole mix di ingredienti in cui la classica struttura da romcom si fonde con la commedia degli equivoci di derivazione teatrale e con la capacità di fotografare la realtà contemporanea.
Un'opera marcatamente autoriale che trascina lo spettatore in un viaggio negli inferi dell'animo umano, nel dolore di una solitudine raccontata attraverso sguardi, gesti, silenzi, rumori e pianti, da un telefono che squilla ininterrottamente e da una luce che non riesce più a filtrare dalle finestre de dagli occhi.
La ricostruzione dell'epoca vittoriana, dei suoi oscurantismi e delle sue classi sociali è molto intrigante, e Fiennes riesce anche ad evitare alcuni dei cliché con una narrazione inusuale per il genere.
Nick Cassavetes approda nella commedia di genere mostrando una buona padronanza dei meccanismi comici e una predisposizione ai film 'in rosa' che non solo ci fa piacere ma ci allontana dai soliti cliché.
Il regista Mike Flanagan trasforma in lungometraggio un suo precedente, apprezzato corto, tornando a una paura molto frequentata, e quasi archetipica per il genere, come quella generata dalla propria immagine riflessa in uno specchio.
I Vanzina riescono, come sempre, a costruire un'ironia garbata e pulita ma che si ripete con puntuale prevedibilità nei suoi schemi
L'ultimo amore di Mister Morgan, solitario vedovo americano trapiantato a Parigi, che ritorna alla vita grazie all'amicizia e alle attenzioni di una giovane e vivace ragazza francese. Tratto da 'La Douceur Assassine' di Françoise Dorner, un film che parla di depressione, solitudine e legami familiari.
Il film non è esente da difetti, soprattutto dal punto di vista della sua costruzione narrativa, ma possiede quella forza genuina e quella bellezza legata ad un momento cardine della nostra vita, come l'adolescenza.
Evoluzione e conservazione, archetipi mitologici e letterari si mischiano confusamente in una storia che in sostanza è quella di una famiglia, l'unica sopravvissuta all'apocalisse che ha cancellato dal mondo tutte le malvagità della razza umana.
Giulio Base torna al cinema con una commedia satirica adattata da un romanzo di Piero Chiara e ambientata durante il fascismo. A fare da mattatore c'è Francesco Pannofino nei panni di un burocrate crudele e lubrico, ma il tono della farsa sfugge dalle mani del regista.
Il documentario racconta la riscoperta del lavoro, e dell'arte, di una dei più importanti esponenti della fotografia del XX secolo: Vivian Maier, che per decenni ha lavorato come bambinaia in varie città d'America, facendo contemporaneamente i suoi scatti, pezzi di vita 'rubati' alla quotidianità.
Divergent, primo romanzo dell'acclamata trilogia scritta dalla giovanissima Veronica Roth, è solo l'ultimo dei grandi successi letterari della nuova narrativa popolare young adult che approda al cinema: condivide con i predecessori tematiche e situazioni comuni al genere ed è ambientato in un futuro distopico come Hunger Games. Nonostante possieda una sua filosofia e dei protagonisti non privi di appeal, il limite maggiore è proprio l'essere uscito sulla scia della saga della ragazza di fuoco, di somigliargli troppo, talmente tanto da rischiare di diventarne solo una replica cinematograficamente meno interessante.
Nottetempo è un'opera che affonda le radici nella solitudine dei nostri tempi, un'opera sensoriale, intrisa di incertezza, ricca di suggestioni sonore e visive, folgorante nelle scelte musicali.
Ravello dimostra la rara capacità di tenere sotto controllo la storia, con un punto di vista originale, senza calcare la mano con macchiettistiche descrizioni delle situazioni strampalate legate alla malattia dei protagonisti, e concedendosi le giuste pause drammatiche.
L'otto aprile le sale italiane ospitano Coriolanus, impetuosa versione della tragedia shakespeariana con l'impressionante prova d'attore di Tom Hiddleston.
Sergio Mafio porta nuovamente al cinema i suoi Cuccioli per dimostrare che la comunicazione nei confronti dei più piccoli non è certo un gioco da ragazzi.
Veltroni ha composto non una elegia né una commemorazione, ma un album di ricordi che, a metà strada tra la ricostruzione storica e quella affettiva, appartiene ad una parte numerosa di Italiani disillusi.
La seconda avventura dell'eroe Marvel assume una forte valenza politica, occhieggiando al miglior cinema americano degli anni '70, ed espandendo in dimensioni e complessità il suo universo di riferimento.
L'esordiente Elisa Amoruso racconta con Fuoristrada la storia di Pino, un meccanico che da anni si veste da donna e ormai si fa chiamare Beatrice. Una vicenda umanissima raccontata con tatto e senza sensazionalismi.
Al netto di ogni ingiusta critica 'preventiva' e delle perplessità che spontaneamente nascono davanti ad operazioni del genere, il film delle iene Pio e Amedeo possiede più difetti che pregi.
Ricostruzione storica e gusto del racconto si intrecciano alla perfezione, per un risultato finale che, pur non essendo particolarmente originale, arriva al cuore.
F come falso ma anche come Frédéric Bourdin, il vero nome del giovane che nel 1997, grazie alle sue capacità di trasformista, riuscì ad assumere l'identità di un ragazzo scomparso nel nulla tre anni prima: una vicenda raccontata da Bart Layton nel documentario L'impostore.
Ferlito, nonostante le atmosfere noir arricchite da tocchi onirici tanto cari al suo personale gusto cinematografico, dà voce ad una vena romantica d'altri tempi che trae ispirazione da ambientazioni shakespeariane