Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Habemus Papam è un successo, e ciò arriva quasi come una sorpresa in un ambiente che sembrava auspicare un passo falso di Nanni Moretti, per noi una voce unica e preziosa del nostro cinema che si prepara a renderci orgogliosi, insieme a Paolo Sorrentino, in quel di Cannes.
Il nostro incontro con il regista ed il cast del film tratto dall'omonimo racconto di Franco Lucentini; guariscono assieme dalle sofferenze di una vita Giuseppe Battiston e Ambra Angiolini che ammette 'E' una faccia che racconta tanto quella che ho visto sullo schermo. Quell'essere speciale ha molto della mia vita. Che adesso fa ancora meno male'.
In occasione dell'uscita del nuovo atteso cinecomic dell'universo Marvel, abbiamo incontrato il regista Kenneth Branagh, cineasta shakespeariano che si è cimentato con un progetto per lui inedito.
A Roma insieme a Kenneth Branagh per presentare l'atteso cinecomic targato Marvel, il simpatico attore protagonista ci ha raccontato la sua esperienza sul set e il suo rapporto con il personaggio.
Che ci si trovi di fronte a vampiri o a licantropi poco importa, perché sia la saga di 'Twilight', sia questa rielaborazione fiabesca sui generis (che intreccia l'archetipo di Cappuccetto Rosso con la leggenda del lupo mannaro), non sono tanto dei racconti horror, quanto piuttosto vere e proprie metafore dei turbamenti e dei languori emotivi della pubertà, legati alla prima scoperta del sesso.
Presentata a Roma l'attesa pellicola del regista capitolino, in concorso al prossimo festival di Cannes, in cui un papa appena eletto, lo straordinario Michel Piccoli, cerca l'aiuto di uno psicanalista per guarire dalla depressione; "Il mio silenzio stampa? I registi fanno troppa confusione quando parlano dei loro progetti. Spero che questo film parli da solo".
Un nuovo inizio per la saga di Scream, in cui Wes Craven è apparso ispirato come non mai, tanto cinico quanto brillante, sicuro di aver finalmente ritrovato la vena artistica di un tempo.
Il dodicesimo film di Nanni Moretti è perfettamente centrato nella cinematografia dell'autore capitolino, che continua a mostrare con assoluta fermezza la crisi di una società, lasciandone intravedere crepe e abissi, mascherandoli dietro ad un riso quasi isterico.
Lo scrittore statunitense, giunto alla notorietà con i suoi libri per ragazzi incentrati sul personaggio di Greg Heffley, ha presentato stamattina il primo film ispirato alla serie, che uscirà in Italia a luglio.
Incuriosisce che un regista come Eugenio Cappuccio, per sua stessa affermazione indifferente al panorama televisivo, si sia lasciato coinvolgere da un progetto deciso a raccontare le ricchezze e le miserie vissute all'ombra del piccolo schermo, ma ancora più che come co-protagonista abbia scelto colei che della tv sembra aver fatto un regno personale. Un mistero presto svelato, visto la produzione ad opera di Antonio e Pupi Avati.
Il plot di Faster è semplice, nitido, cristallino. Si potrebbe definire cinema d'azione basilare, tanto che i tre principali protagonisti non possiedono nemmeno un nome, ma sono semplicemente Driver, Cop e Killer, quasi entità astratte. L'ipercinetico film di George Tillman Jr. sembra omaggiare tanto gli archetipi del cinema action - come il film di vendetta e il road movie - quanto l'estetica del videogame.
Nato da un soggetto di Antonio Avati e prodotto insieme al fratello Pupi dalla DUEA, il film si appoggia completamente sulla versatilità di un attore d'esperienza come Emilio Solfrizzi a cui è affidato il compito di tratteggiare il profilo dolce-amaro della meteora Piero Cicala, ex cantante pugliese anni ottanta diventato famoso con il brano Io, te e il mare.
L'orsetto di pezza più famoso del mondo torna sul grande schermo con spirito e immagine immutata, per raccontare non solo di miele, ma anche di misteriosi mostri e code scomparse.
Le immagini del viaggio della nave, del suo equipaggio, di quelle acque che non hanno nazionalità, danno coesione a un concept in ogni caso profondamente organico nonostante la sua poliedricità e la frammentarietà delle sue voci, perché Il colore del vento è un'unica storia, la nostra, come il Mediterraneo è il Mare Nostrum.
Guardando da un lato al linguaggio delle avanguardie, dall'altro alla pittura e ai nuovi media, Nero cerca di costruire una sorta di onirico docu-drama in cui la figura del mistico Rasputin emerga nella sua complessità, distanziandosi dalle ricostruzioni più convenzionali.
Il regista italiano ha presentato ai giornalisti romani il suo ultimo film, un singolare esempio di docu-drama in bilico tra cinema, videoarte e linguaggio dei nuovi media, insieme agli attori Francesco Cabras, Daniele Savoca e Franco Nero.
Nel rifare un classico del cinema coreano come The Housemaid, il regista Im Sang-soo mette in scena una cupa odissea nell'umiliazione di una donna, che sarà preludio a una vendetta all'insegna del nichilismo.
Presentato a Roma il thriller-action fantascientifico che tra colpi di scena e viaggi avanti e indietro nel tempo regala un'avventura mozzafiato come non se ne vedevano da tempo.
Arrivata nelle sale americane alla fine di febbraio, l'ultima fatica della coppia Patrick Lussier/Todd Farmer (San Valentino di Sangue in 3D) ha diviso immediatamente la critica. Apprezzato per il suo Grindhouse style o disprezzato senza nemmeno tanta veemenza per l'eccessivo cattivo gusto dimostrato, Drive Angry è in verità un prodotto dalla natura molto semplice che non promette quasi nulla che non possa offrire.
Paul Haggis si conferma ottimo narratore, anche laddove si tratta di rielaborare soggetti non suoi: la fonte, qui, è un thriller francese del 2008 intitolato Pour Elle, e l'intenzione del regista è quella di approfondire alcuni temi delineati, ma solo sfiorati, dallo script originale.
La vera rivoluzione operata da Pisanelli nel suo documentario è la scelta di far parlare liberamente gli aquilani. Al silenzio che domina sulle macerie di quella che, da due anni a questa parte è diventata una città fantasma, si contrappongono le voci di coloro che rifiutano questo stato di cose e che lottano per riprendere possesso della propria città.
In C'è chi dice no si prende di petto un male atavico e apparentemente immodificabile della società italiana, come quello delle raccomandazioni: il film di Giambattista Avellino lo fa con l'arma della commedia, strappando risate che, come da tradizione del nostro cinema, sono risate amare.
Dopo aver conquistato il box office americano, l'attore arriva a Roma per presentare l'action/thriller diretto da Niel Burger in sala dal 16 aprile.
L'annuncio del nuovo reboot targato Warner conferma un trend sempre più allarmante. E intanto, nelle nostre sale, lo scarso riscontro di Boris il film attesta i limiti dello sfruttamento di soggetti non originali al cinema.
La nuova commedia diretta da Giambattista Avellino, dedicata alla piaga delle raccomandazioni sul lavoro, è stata presentata oggi ai giornalisti romani, alla presenza del regista e dei protagonisti Luca Argentero, Paola Cortellesi e Paolo Ruffini.
Rio vive dei colori e del calore della città sudamericana, una terra delle favole dove tutto è possibile; gli ingredienti giusti per una riuscita ci sono tutti: un protagonista buffo e problematico, un soggetto semplice, ma non per questo meno diretto e sincero, una serie di co-protagonisti dal fascino indiscutibile, una regia capace di sfruttare pienamente le grandi possibilità del 3D.
Il regista premio Oscar per Crash ha presentato a Roma il suo nuovo film, in una conferenza stampa in cui si è spaziato anche sui temi forti del suo cinema e sul suo modo di raccontare storie per immagini.
Il nostro incontro con il cast vocale della nuova pellicola d'animazione creata dallo staff di L'era glaciale, una favola divertente e colorata ambientata a Rio de Janeiro dove un pappagallino trova l'amore, salva dall'estinzione la sua specie e sventa un traffico illegale di animali; tra i doppiatori italiani, Fabio De Luigi, Victoria Cabello, Mario Biondi e i debuttanti assoluti Josè Altafini ed Emilio Carelli.
Il regista coreano ha presentato a Roma, in conferenza stampa, il suo ultimo interessante film, remake di un classico del cinema della Corea del Sud datato 1960.
Niente di nuovo sul fronte della commedia sentimentale made in USA, ma sono diversi i momenti esilaranti che strappano sorrisi e anche qualche grassa memorabile risata.
A tratti l'ingenuo Teo ricorda un Candido voltairiano calato in un contesto contemporaneo, capace di sbagliare e di apprendere dai propri errori senza, però, darvi mai troppo peso.
Dopo il premio per la migliore sceneggiatura al Festival di Cannes, il regista coreano ha presentato il suo intenso film ai giornalisti romani, in una breve ma interessante conferenza stampa.
Il regista presenta il suo terzo lungometraggio, Questo mondo è per te, storia d'amore, di crescita e di precariato ambientata sul litorale toscano. Con lui il giovane protagonista Matteo Petrini.
Riuscita la missione ambiziosissima degli autori Giacomo Ciarrapico, Luca Vendruscolo e Mattia Torre di adattare al grande schermo la fortunata 'fuoriserie' Boris, che metteva e continua a mettere in scena una satira pungente sulla politica, sui network privati, sui cinepanettoni, sul precariato dei giovani e sull'Italia dei nostri giorni.
Dopo The Illusionist Neil Burger torna a raccogliere la sfida di raccontare il fascino perverso e altamente seducente di una realtà indotta.
Il nostro incontro con il regista di Mother e Memories of Murder, innovatore innamorato di Fellini capace di scombinare le regole canoniche dei generi per piegare il cinema all'esigenza di narrare la società coreana.
Si è tenuta stamattina a Roma l'anteprima del film scritto e diretto da Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo che hanno adattato per il grande schermo le atmosfere, la satira pungente e la verve dei loro mitici personaggi per il grande pubblico e per i fan della fortunata fuoriserie di Sky.
Le dichiarazioni della controfigura de Il cigno nero, la ballerina professionista Sarah Lane, sembrano mettere in discussione i meriti della Portman. Che per noi restano assolutamente incontestabili.
Il regista Jo Baier, pur avvalendosi della collaborazione del figlio Fosco nella stesura della sceneggiatura, non riesce a veicolare con voce chiara e potente la brillante arguzia del giornalista esploratore Tiziano Terzani.
La storia semplice e minimale raccontata da Jafar Panahi, con protagoniste un manipolo di combattive ragazzine che lottano contro il divieto imposto alle donne iraniane di accedere agli stadi, acquista un significato simbolico ben più grande: rappresentare la condizione di un'intera nazione soggiogata da un regime oscurantista e discriminatorio, imposto da decenni con la violenza e senza alcun consenso popolare.
A sette anni dalla scomparsa di Tiziano Terzani il suo romanzo testamento assume nuova forma e consistenza per arrivare sul grande schermo. Hanno presentato a Roma la pellicola di Jo Baier gli interpreti Bruno Ganz e Elio Germano, affiancati dal figlio dello scrittore, Folco Terzani.
Uno dei motivi di interesse di Silvio Forever sta nella sua singolare struttura, che ne fa un esperimento inedito nel panorama del documentarismo italiano: gli autori ricostruiscono una narrazione coerente della vita del personaggio, assemblando le sue parole senza mai modificarle e mettendo insieme una linea narrativa che ha l'andamento di un'autobiografia.
Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata è un melò camuffato da thriller hitchcockiano che promette ai suoi spettatori il rilancio di un genere ma finisce per affondare nel sentimentalismo da soap.
Il nostro incontro con James Marsden e con i doppiatori italiani Luca Argentero e Francesco Facchinetti, voci italiane del film che ha per protagonista un coniglietto pasquale desideroso di diventare un celebre batterista; e sull'importanza del messaggio di questa favola i tre concordano in pieno: 'Non bisogna mai rinunciare ai sogni'.
In occasione dell'uscita in homevideo dell'ultimo film di casa Disney, abbiamo incontrato i due registi per una lunga chiacchierata sui tanti aspetti del loro lavoro.
Sucker Punch è per certi versi il film più personale di Snyder, certo quello più ambizioso, in cui la sua visionarietà è (teoricamente) in grado di liberarsi dai lacci di storie e personaggi creati da altri, per esprimersi in tutta la sua libertà creativa.
Secondo progetto nato dalla collaborazione tra Universal Pictures e Illumination Entertainment dopo l'ottimo exploit di Cattivissimo me, il film di Tim Hill fa propria la struttura delle favole, neutralizzando ogni situazione perturbante, in favore di una storia in cui tutti riescono a brillare di luce propria, anche i cattivi; nel cast vocale italiano Luca Argentero e Francesco Facchinetti (al secondo doppiaggio 'animato' dopo Robots).
Il nuovo documentario su Silvio Berlusconi, il cui trailer è stato oggetto della censura dei dirigenti Rai, è stato presentato a Roma dai registi Roberto Faenza e Filippo Macelloni, nonché dai due autori e giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella.
E' l'equilibrio il punto di forza della commedia di Ivan Reitman; non siamo trascinati da esilaranti situazioni comiche, né rimaniamo invischiati in un romanticismo eccessivamente zuccheroso; Amici, amanti e....è il godibile racconto dell'evoluzione di due protagonisti classicamente 'incasinati', quindi veri nelle loro fragilità.
Nell'immaginario prolungamento di una guerra fredda combattuta sul più rassicurante piano artistico, la Russia risponde all'esperta industria cinematografica americana con la sua prima opera di animazione in 3D.