Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Grazie ad una comicità involontaria che caratterizza azioni e parole, Taken - La vendetta acquista un minimo di personalità rischiando di trasformarsi in un cult movie più vicino alla parodia che alla seria riproduzione di un action.
Il nostro incontro con il grande interprete francese protagonista assieme ad Emmanuelle Riva della pellicola di Michael Haneke, vincitrice della Palma d'Oro a Cannes e in uscita nazionale il prossimo 25 ottobre grazie a Teodora; 'Per Haneke ho lavorato senza rete', ci ha raccontato l'attore.
Carlotta e Mattia, due fratelli squattrinati, si inventano una professione dall'intento lodevole: organizzare funerali che rispecchino la vera essenza del defunto, senza inutili ipocrisie. Il film di Asia Giordano ci parla quindi, non senza una certa ingenuità, di come la strada verso la realizzazione di un sogno non sia sempre quella che ci si aspetta.
Con l'occasione dell'uscita in home video di American Pie - Ancora insieme, abbiamo fatto due chiacchiere con il simpatico attore che ci ha raccontato cosa ha provato a riprendere i panni di Jim Levenstein dopo nove anni dal precedente film del franchise.
Potenza dei temi autobiografici unita al fascino retrò dell'animazione a passo uno, quale che sia l'ingrediente giusto per far funzionare un lavoro, stavolta Tim Burton lo ha azzeccato in pieno.
L'alchimia che sottende alle interazioni tra Jake Gyllenhaal e Michael Peña spazza via nella sua vitalità ogni retorica, la genuina e viscerale devozione che i due sanno incarnare è il miglior viatico per la consegna del messaggio di commovente umanità che è alla base del film di Ayer.
Ironico ma non corrosivo, il film di Virzì si muove leggero nel raccontare la storia di due eccezioni, due ragazzi che non hanno avuto paura a scegliersi.
Il nostro incontro con il cast della nuova commedia del regista livornese, il racconto di una storia d'amore tra due giovani che vogliono disperatamente un figlio; 'I miei protagonisti, antidoto al gelo e alla ferocia di questo mondo', racconta Virzì.
Con la sua nuova casa di produzione Inside, l'attore torinese guarda all'evoluzione della televisione e alle incredibili possibilità creative da offrire ai giovani artisti
Il pubblico del Napoli Film Festival ha incontrato oggi Paul Vecchiali, che ci ha parlato di uno dei suoi film più importanti e amati: quel 'Corpo a cuore' che parla dell'amore, della morte, dell'ossessione e della potenza del sentimento.
L'esordio alla regia di Gianluca Ansanelli prende spunto da un immaginario reality show per collegare insieme, in forma di commedia, quattro storie diverse; accomunate, nelle loro difformità, da personaggi che sono vittime di precarietà esistenziale.
Pietra Montecorvino e Peppe Servillo ripercorrono al Napoli Film Festival la loro esperienza all'interno del cast del film di John Turturro: un viaggio alla scoperta delle origini italiane dell'attore statunitense, e una discesa nella Partenope più vera e autentica.
Il regista, esordiente nel lungometraggio, ha presentato in conferenza stampa il suo film, una commedia ad episodi che si avvale di un cast in gran parte di provenienza teatrale.
Nonostante delle debolezze strutturali e l'utilizzo di dialoghi che hanno la stessa leggerezza di una piroiette, il film custodisce una sorta di seconda anima, un mondo parallelo capace di esplodere con tutta l'energia dell'espressione fisica.
Nel suo più recente lungometraggio, Paul Vecchiali ci sorprende ancora con la sua ironia, il suo sguardo pungente e profondo, la sua capacità di fondere realtà e immaginazione in un insieme coerente e spiazzante al tempo stesso.
Protagonista dell'appuntamento di oggi con Parole di Cinema al Napoli Film Festival è Ivan Cotroneo, e la sua prima opera come regista, quel 'La kryptonite nella borsa' che parla di lui e di tutti i bambini che, dietro gli occhiali, nascondono un mondo pieno di forza e sensibilità.
Lasciate da parte le riflessioni filosofiche del racconto di Dick e le eccentricità del film di Verhoeven, il Total Recall di Wiseman decide di puntare sulla strada più semplice e sicura: quella del classico action movie con venature spionistiche, costruito inanellando una serie di sequenze adrenaliniche.
A due anni dalla cancellazione ufficiale del suo FlashForward da parte della ABC, David Goyer arriva al RomaFictionFest per presentare Da Vinci's Demons, serie di cui firma la sceneggiatura focalizzando la sua attenzione sugli anni giovanili del geniale artista italiano impegnato a vedere e costruire il futuro attraverso una personalità passionale e idealista.
L'attrice e cantante italo-giapponese ci racconta la sua prima volta nello studio di doppiaggio. Sua è la voce della sensuale e selvaggia Shira, la tigre che farà impazzire Diego.
Un giovane hacker sa chi c'è dietro l'attentato che hanno attribuito a un gruppo di estremisti islamici, e vuole che giustizia sia fatta: il vincitore del Napoli Film Festival ci parla del ruolo dell'immagine e della percezione della sicurezza nella società contemporanea.
Zambrano confeziona un film di grande intensità, crudo e spietato nel presentare l'orrore della dittatura, ma anche in grado di far guardare con fiducia a un mondo in cui qualcuno riesce a mantenere la propria onestà, e la propria capacità di amare.
Dopo l'applaudita proiezione al Festival di Cannes, l'intenso film di Audiard si prepara ad approdare sui nostri schermi; in un interessante incontro, il regista francese ci ha parlato della genesi della pellicola e di come essa si inserisca nella sua filmografia.
Step Up 4 Revolution si prepara ad arrivare sul grande schermo dal 4 ottobre, tenendo a battesimo una nuova coppia di protagonisti come sempre uniti dall'amore e, questa volta, dal flashmob.
Giunti al quinto episodio della saga è come se Paul W. S. Anderson avesse scoperto le sue carte, rinunciando del tutto a qualsiasi pretesa di costruzione narrativa e di definizione dei personaggi per mettere in scena esclusivamente le componenti più strettamente di derivazione videoludica, ricorrendo al suo tipico stile sovraccarico e grottesco.
Più che essere un saggio rigoroso sul fenomeno della prostituzione tra le studentesse, Elles mette a confronto un'esistenza 'normale' come quella della protagonista e una realtà particolare come quella delle ragazze che si vendono per pagarsi gli studi.
Il regista americano ci ha parlato del suo nuovo film: un noir tratto da un romanzo di Don Winslow che si vale di un cast d'eccezione, tra cui spiccano John Travolta e Salma Hayek.
Il direttore del doppiaggio de L'era glaciale ci svela i segreti del suo mestiere e ci racconta la sua esperienza sul set del quarto capitolo del franchise che ha conquistato i più giovani.
L'esordio alla regia di Ruggero Dipaola e la qualità del prodotto, rintracciabile ad esempio in una fotografia sofisticata e in una direzione tenuta sempre fermamente sotto controllo, dimostrano che il nostro cinema potrebbe avere tutte le possibilità per cercare una nuova dimensione a metà strada tra le storie generazionali e la tradizione del romanzo storico.
Presentata a Roma la pellicola vincitrice del Gran Prix della Giuria all'ultimo Festival di Cannes, una favola nera sulla perdita d'identità interpretata da un cast superbo; 'Impossibile raccontare al cinema la tv senza sfracellarsi. I reality? Non sono in crisi. E' il Paese ad esserlo e quando succede si cerca sempre il biglietto della lotteria', racconta Garrone.
Rifiutando un linguaggio tecnico e spesso oscuro, Mark Cousins compone, come prima di lui solo Martin Scorsese, un personale inno all'immagine e al suo incredibile potere narrativo
Dopo aver ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali, il regista Ruggero Dipaola porta sul grande schermo il suo film d'esordio offrendo un ritratto inedito del conflitto e del nostro cinema
Di modesta rilevanza dal punto di vista strettamente documentaristico - troppo esiguo il materiale mostrato, qualche scatto e copertina, pochi filmati e spot - il lavoro di Greenfield-Sanders spicca il volo quando a parlare sono le splendide protagoniste.
Distribuito dalla BIM dal 25 settembre per un periodo di sette settimane, il documentario non poteva che essere accompagnato dal regista Mark Cousins che cerca di sdebitarsi con il cinema per averlo condotto in luoghi lontani dalla realtà.
Dopo la rivelazione di Martyrs, il francese Pascal Laugier sbarca oltreoceano con un film che ripropone molti degli elementi iconografici e tematici cari all'autore, questa volta però con uno stile più edulcorato e normalizzante e senza la forza e la coerenza del predecessore.
Casagrande si lascia prendere la mano da una lunghezza eccessiva, da una struttura costantemente cadenzata da sketch comici che finiscono con l'appesantire l'intera narrazione, e da un cast fin troppo affollato. Ci pensa la Impacciatore a regalare al film momenti di grande divertimento.
Dopo venticinque anni passati a far ridere il suo pubblico, Maurizio Casagrande prova a vestire i panni di regista per portare sullo schermo la vicenda normale e fantastica di Maurizio, uomo conteso tra due donne che nascondono più di quanto può sembrare a prima vista.
Il raffinato intarsio narrativo - in cui si intrecciano, seguendo un intricato gioco di parallelismi e corrispondenze, il presente con il passato, la fiction con la realtà - rappresenta il cardine su cui ruota l'architettura filmica di The Words, costituendo paradossalmente il principale pregio del film, ma anche il suo limite.
Emozionante, divertente e appassionato,quello di Piccioni è il film che non ti aspetti e che è capace di toccare il cuore dello spettatore di ogni età.
Seth MacFarlane riesce a rinnovare una struttura narrativa alquanto prevedibile, quella del racconto di formazione e di crescita personale, innestandovi l'inconfondibile umorismo delle sue serie animate, caratterizzato da gag volgarissime e scorrette, ricche di situazioni surreali, e di riferimenti alla pop-culture anni Ottanta.
Riccardo Scamarcio, Margherita Buy, Roberto Herlitzka e il regista Giuseppe Piccioni hanno presentato stamattina a Roma la malinconica commedia Il rosso e il blu, interamente ambientata tra i banchi di una scuola romana con tre protagonisti d'eccezione.
La commedia di Roach non ambisce certo ad essere un'analisi satirica di un meccanismo politico discutibile e di quegli elettori che in fin dei conti chiedono inconsciamente di essere gabbati e si limita a qualche sporadica zampata contro il famigerato sistema.
Nonostante le numerose perplessità sulla sceneggiatura, il tanto atteso ritorno alla sci-fi di Ridley Scott rimane un'opera ricca di suggestioni visive e contenutistiche, purtroppo non sfruttate appieno.
Abbiamo incontrato a Venezia la celebre performer artist, giurata del concorso internazionale insieme al presidente Michael Mann, per parlare della sua concezione di arte e del documentario incentrato sullo spettacolo teatrale dedicato alla sua vita.
Con un'estetica gotica e fiabesca, in parte debitrice alle opere del primo Tim Burton, il francese Jean-Pierre Améris porta sullo schermo, per la terza volta, un noto romanzo di Victor Hugo.
Quanta vita c'è nelle pagine chiare e nelle pagine scure di questo diario segreto nato da riflessioni e pensieri di un uomo come tanti che ha riempito notti insonni e giornate malinconiche con il dolce ticchettio della sua macchina da scrivere.
Sono tutti non professionisti gli attori del cast, ma riescono a dare il tono corretto alle surreali conversazioni che intrattengono i personaggi, dialoghi dai quali in più di un'occasione si riescono ad estrapolare battute ad effetto, frasi che colpiscono e restano nella mente dello spettatore.
Nella Cina di oggi, superpotenza economica e paese in piena trasformazione culturale e sociale, c'è davvero spazio per la libertà? E' questo che si chiede la giovane regista colpita dalle mille contraddizioni di un paese che sta forse cambiando troppo velocemente.
Un tesissimo dramma familiare ambientato esclusivamente tra scantinato, casa e cortile, ma che si dipana nel tempo per circa settant'anni attraverso cinque episodi che vedono protagonista ogni volta le nuove generazioni di questa tragica famiglia.
Il documentario di Stefano Pistolini offre un interessante ritratto di uno dei più rappresentativi esponenti della musica d'autore italiana, che si racconta attraverso interviste alternate a spezzoni di esibizioni.
Quello di Vendemmiati è un lavoro non innovativo dal punto di vista stilistico, che però riesce a restituire tutta la complessità dell'uomo Ingrao, un anarchico per nulla innamorato del potere, capace di dire 'No' al PCI in anni in cui il dissenso veniva interpretato come un tradimento.