Venezia 2018: il programma della Mostra, da Suspiria ai Coen

La nostra panoramica della 75° edizione della Mostra del Cinema di Venezia, con quello che sulla carta si preannuncia come uno dei programmi più ricchi degli ultimi anni.

Dakota Johnson (al centro) in Suspiria (2018) - una immagine dal trailer del film di Guadagnino

Tantissime conferme, qualche splendida sorpresa e abbastanza buone premesse per attendersi un'altra, eccellente edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Un grande ottimismo, in tal senso, è stato sfoderato anche dal direttore artistico del Festival, Alberto Barbera, che questa mattina a Roma, insieme al Presidente della Biennale Paolo Baratta, ha presentato a una platea di giornalisti il programma dell'edizione numero 75 del festival: un programma, per l'appunto, molto interessante e variegato, perlomeno sulla carta.

"Sarà un'edizione ricca e curiosa, con tanti film di genere che sono però anche film d'autore: è il segno più caratteristico di questa edizione", ha dichiarato Barbera in conferenza stampa, accingendosi a rivelare i titoli di Venezia 2018; "Ci sono autori importanti e moltissime sorprese, con registi esordienti inseriti nelle sezioni principali". Una notazione significativa, con una lieve nota ironica, arriverà dal direttore più tardi, nel bel mezzo dell'esposizione delle pellicole in concorso: "Preparatevi, perché quest'anno ci sono tantissimi film lunghissimi!".

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Il Concorso: dopo Il primo uomo arrivano Audiard e Cuarón

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Partiamo dalla sezione più prestigiosa, il Concorso: confermate praticamente tutte le indiscrezioni che, nei giorni passati (e in particolare ieri, con l'annuncio della line-up di Toronto), ci avevano suggerito quali titoli avremmo trovato al Festival di Venezia. Ventuno i titoli in lizza per il Leone d'Oro e gli altri trofei principali; e come già annunciato in precedenza, ad aprire la Mostra sarà per la seconda volta il giovane regista americano Damien Chazelle, che quest'anno porterà in concorso Il primo uomo, un ritratto dell'astronauta Neil Armstrong e della sua storica spedizione sulla Luna, con protagonista Ryan Gosling. "È uno dei film più attesi", commenta Barbera, "ma non aspettatevi qualcosa di simile a La La Land: siamo in un territorio completamente diverso".

Alfonso Cuaron e Alberto Barbera a Venezia 2013

Come previsto, in concorso avremo poi alcuni pezzi da novanta del cinema mondiale. La Francia schiera due autori affermatissimi: Olivier Assayas con Non Fiction, commedia sentimentale con Juliette Binoche, e Jacques Audiard con The Sisters Brothers, western girato in lingua inglese, con Joaquin Phoenix e Jake Gyllenhaal: "Un western europeo con un cast americano, per una riflessione sulla mitologia western, rispettandola ma anche smostandola". Grande attesa anche per Roma, il ritorno dietro la macchina da presa del messicano Alfonso Cuarón: "Cuarón ci ha messo cinque anni per realizzare questo film autobiografico, in bianco e nero, sulla sua famiglia e la sua adolescenza". Dal cinema indipendente americano arrivano The Mountain di Rick Alverson, con Tye Sheridan e Jeff Goldblum, e Vox Lux, opera seconda del giovane talento Brady Corbett, con Natalie Portman e Jude Law.

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Fra Mike Leigh e Lanthimos spunta la serie western dei fratelli Coen

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Ma altri grandi registi da tutto il mondo hanno trovato spazio in concorso: come da pronostici, a Venezia avremo infatti Paul Greengrass con 22 July, ricostruzione del massacro del 2011 a Oslo; The Favourite di Yorgos Lanthimos, commedia in costume ambientata nella corte inglese all'inizio del diciottesimo secolo, con un tris d'attrici del calibro di Olivia Colman, Emma Stone e Rachel Weisz; Peterloo, dramma storico che segna il ritorno del maestro britannico Mike Leigh; At Eternity's Gate di Julian Schnabel, con Willem Dafoe nel ruolo di Vincent Van Gogh. E poi ancora The Nightingale di Jennifer Kent (l'autrice di Babadook), unica regista donna in concorso, Sunset dell'ungherese László Nemes, il polar Frères Ennemis di David Oelhoffen, Nuestro Tiempo di Carlos Reygadas e Killing di Shinya Tsukamoto.

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Cannes 2015: Joel e Ethan Coen, presidenti della giuria internazionale

Si prospetta come un titolo particolarmente ambizioso Opera senza autore di Florian Henckel von Donnersmarck, monumentale affresco della storia della Germania dall'ascesa del Nazismo agli anni Settanta, per un totale di tre ore di durata. È un salto nel buio, invece, Acusada di Gonzalo Tobal, dal Messico: "Una scommessa, un film tesissimo che ci ha sorpreso", commenta Barbera. Ma la vera, grande sorpresa di questo concorso è costituita ovviamente dai fratelli Coen con The Ballad of Buster Scruggs, con James Franco, Liam Neeson e Tom Waits: una serie antologica a sfondo western diretta da Ethan e Joel Coen per Netflix e inserita nel cartellone veneziano in una versione di due ore... difficile capire cosa aspettarsi. Sfumata, infine, l'altra potenziale 'sorpresa' di Venezia 2018, ovvero La mia vita con John F. Donovan: il primo film in inglese di Xavier Dolan, in post-produzione ormai da un anno, salta così anche quest'altra tappa festivaliera, a dispetto delle speranze di un'inclusione all'ultimo minuto.

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Suspiria c'è, tra gli italiani anche Martone e Minervini

Tilda Swinton è Madame Blanche in Suspiria (2018) immagine dal trailer

Non che ci fossero veri dubbi al riguardo, ma in ogni caso Suspiria, il remake horror firmato da Luca Guadagnino, si prepara ad elettrizzare le platee veneziane. "La sorpresa sarà il film in sé", promette Barbera; "È il film più ambizioso di Guadagnino, con Tilda Swinton impegnata in tre parti... farete fatica a riconoscerla!". Accanto a Guadagnino, a competere per il Leone d'Oro ci saranno altri due autori italiani. Mario Martone porta in concorso Capri - Revolution: "L'ideale conclusione della trilogia sul Rinascimento: un film ambientato alla vigilia della Prima Guerra Mondiale e che rilegge le radici della società italiana". Sposta invece l'obiettivo sull'America e sulla sua recente ondata di razzismo Roberto Minervini con il suo nuovo documentario, What You Gonna Do When the World's on Fire?.

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Fuori concorso L'amica geniale, Lady Gaga e il film 'perduto' di Orson Welles

A Star is Born: la prima immagine di Bradley Cooper e Lady Gaga

Per la sezione Fuori Concorso si parte con la nuova versione di A Star Is Born, opera prima da regista di Bradley Cooper, con Lady Gaga nel ruolo già interpretato in passato da Janet Gaynor, Judy Garland e Barbra Streisand; Barbera già parla di "percorso verso gli Oscar" e fa montare l'attesa: "Scopriamo che Lady Gaga è anche una grandissima attrice e Bradley Cooper è anche un grandissimo cantante". L'evento speciale di questa sezione sarà però L'altra faccia del vento, una 'ricostruzione' del progetto che Orson Welles aveva tentato invano di portare a compimento, dopo aver girato un'enorme quantità di materiale: "Un lavoro incredibile, che ha richiesto anni e anni", dice Barbera, che promette "una versione molto vicina a quella pensata da Welles".

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Il legame fra Venezia e il mondo della serialità televisiva sarà ribadito dall'anteprima dei due episodi iniziali de L'amica geniale, miniserie basata sul ciclo letterario di Elena Ferrante, per la regia di Saverio Costanzo. Nell'ambito delle opere di finzione si segnalano poi gli italiani Roberto Andò e Valeria Bruni Tedeschi, e ancora Amos Gitai, Pablo Trapero e due progetti in costume particolarmente ambiziosi, perlomeno a livello produttivo: Un peuple et son roi, con Gaspard Ulliel, ricostruzione degli anni della Rivoluzione Francese, e Shadow del maestro cinese Zhang Yimou. Sul film di Zhang, già vincitore di due Leoni d'Oro a Venezia, Barbera si sbilancia: "Un film straordinario a livello visivo e un salto di qualità rispetto agli ultimi film di Zhang". Nell'ambito dei documentari, invece, spiccano nomi quali Emir Kusturica, Sergei Loznitsa, Errol Morris, Tsai Ming-liang e il grande Frederick Wiseman con Monrovia, Indiana (altro lavoro fluviale, come da tradizione: quasi quattro ore di durata).

Le altre sezioni: gli Sconfini di Terrence Malick e il film sul caso Cucchi

Brad Pitt e Jessica Chastain in una scena familiare di The Tree of Life

"Sconfini" è il nuovo nome attribuito a quella sezione particolare precedentemente conosciuta come "Cinema nel giardino" ("Nessuno capiva cosa volesse dire", ammette Barbera), e il pezzo forte, in questo caso, è l'extended cut di una delle opere più celebrate del decennio: The Tree of Life di Terrence Malick, Palma d'Oro a Cannes nel 2011 e presentato a Venezia in una nuova versione di centottantanove minuti, curata dalla Criterion per un'imminente pubblicazione in home video. Ad aprire la sezione Orizzonti sarà Sulla mia pelle di Alessio Cremonini, dramma dedicato alla controversa morte di Stefano Cucchi, uno dei più discussi casi di cronaca degli ultimi anni: "Un tema affrontato con grande intelligenza", anticipa Barbera, che si sofferma in particolare sulla prova di Alessandro Borghi, artefice di un'interpretazione definita "impressionante".

Isadore: Vanessa Redgrave

Risale invece alla giornata di ieri la notizia del secondo Leone d'Oro alla carriera del Festival di Venezia 2018: accanto al grande regista canadese David Cronenberg, maestro dell'horror d'autore, quest'anno la Mostra celebrerà anche una delle più importanti attrici britanniche di sempre, Vanessa Redgrave, già premiata a Venezia nel 1994 per Little Odessa. L'appuntamento con questa ricchissima edizione numero 75 del Festival cinematografico più antico del mondo è fissato per il 29 agosto e, a questo punto, le aspettative sono veramente altissime...

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