Tre manifesti a Ebbing, Missouri

2017, Poliziesco

Oscar 2018: le previsioni per le categorie principali, dai film agli attori

Dopo le previsioni per le categorie tecniche, ecco la seconda e ultima parte del nostro approfondimento dedicato alla novantesima edizione degli Oscar con i pronostici dettagliati in tutte le categorie più importanti. Chi passerà in testa nel rush finale nella corsa per la statuetta come miglior film del 2017?

Il premio Oscar Damien Chazelle

Se possiamo trarre un insegnamento dalla passata edizione degli Academy Award, potremmo riassumerlo in queste parole: quando si tratta di Oscar, non bisogna dare (quasi) nulla per scontato. Un anno fa, per esempio, praticamente tutti i pronostici consideravano La La Land, forte del record di nomination e di un gigantesco entusiasmo fra critica e spettatori, come lo scontato vincitore del premio come miglior film... fin quando, a qualche minuto dall'apertura della busta (sbagliata), non abbiamo scoperto che le cose erano andate diversamente.

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Per la notte di domenica prossima ci sono diverse certezze (o presunte tali), in numero anche maggiore del solito, data l'eccezionale uniformità dei principali precursors e la loro convergenza sugli stessi, identici nomi nelle categorie principali. In compenso, alcune sfide per gli Oscar rimangono apertissime, inclusa quella per il miglior film, e non è da escludere che almeno uno dei grandi frontrunner di quest'anno possa vedersi superare in dirittura d'arrivo da un vincitore a sorpresa. A ogni modo, dopo aver analizzato tutte le categorie tecniche, passiamo ora ad illustrare la situazione nelle altre competizioni, in attesa di sapere quali fra le nostre previsioni saranno confermate e quali smentite all'annuncio del fatidico "And the Oscar goes to...".

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Miglior Documentario

Faces, Places: JR e Agnes Varda girano una scena del film

Lo scorso 11 novembre la grande Agnès Varda, una delle 'madrine' della Nouvelle Vague, autrice di titoli come Cléo dalle 5 alle 7 e Senza tetto né legge, ha ricevuto il premio Oscar alla carriera; il 23 gennaio invece, a ottantanove anni e otto mesi d'età, è diventata la più anziana candidata di sempre, in qualunque categoria, nell'intera storia dell'Academy. In un'annata, insomma, già trionfale per diversi motivi, la cineasta francese potrebbe mettere a segno un'altra impresa clamorosa, affermandosi come la più anziana vincitrice di sempre grazie al film Visages, villages, in lizza per l'Oscar come miglior documentario e già molto apprezzato negli Stati Uniti (dove ha incassato quasi un milione di dollari). Fra gli altri concorrenti, quello più temibile sembra essere Strong Island di Yance Ford, incentrato sull'omicidio di suo fratello e distribuito da Netflix.

Pronostico: Visages, villages (runner-up: Strong Island)

Una foto che ritrae Agnès Varda e, sullo sfondo, Angelina Jolie

Miglior Film d'Animazione

Coco: un'immagine del film animato

Davvero nessun dubbio in questa categoria: la Disney Pixar ha già ipotecato il suo nono Oscar per il miglior film d'animazione grazie a Coco, commovente racconto sul passato e il confronto con la morte, per la regia di Lee Unkrich.
Coco ha già vinto tutto quel che poteva vincere e dovrebbe sbaragliare senza difficoltà la concorrenza, che include l'apprezzato The Breadwinner, co-produzione fra Canada e Irlanda per la regia dell'iraniana Nora Twomey.

Pronostico: Coco (runner-up: The Breadwinner)

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Miglior Film Straniero

A Fantastic Woman: un primo piano di Daniela Vega

Se di norma è assai difficile elaborare pronostici nella categoria per il miglior film straniero, quest'anno l'impresa è più che mai ardua, e neppure i precursors possono aiutarci: il tedesco Oltre la notte, vincitore del Golden Globe e del Critics' Choice Award, è stato del tutto snobbato dall'Academy, mentre il BAFTA Award è andato al coreano Mademoiselle, escluso in partenza dalla competizione. Fra i cinque nominati, in apparenza quelli con minori chance dovrebbero essere il libanese L'insulto e l'ungherese Corpo e anima (la vera sorpresa della cinquina), mentre si prefigura una sfida a tre fra il cileno Una donna fantastica, il russo Loveless e lo svedese The Square. Fra questi è impossibile individuare un autentico favorito, per quanto The Square di Ruben Östlund abbia vinto la Palma d'Oro; nel dubbio, comunque, noi azzardiamo a puntare sul commovente Una donna fantastica di Sebastián Lelio.

Pronostico: Una donna fantastica (runner-up: The Square)

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Miglior Sceneggiatura Originale

Tre manifesti a Ebbing, Missouri: Woody Harrelson sul set del film

È stata una delle 'partite' più combattute dell'anno, già in fase di nomination, ed è quella su cui si concentrerà gran parte dell'attenzione domenica notte per intuire l'andamento della serata: la gara per l'Oscar alla miglior sceneggiatura originale. Quattro dei cinque titoli candidati sono in lizza pure come miglior film: fra questi, tuttavia, non godono di molte chance né La forma dell'acqua, né tantomeno Lady Bird, a meno che i membri dell'Academy non decidano di voler ricompensare in qualche modo la commedia scritta e diretta da Greta Gerwig. Il vero duello, però, dovrebbe consumarsi fra Jordan Peele per Scappa - Get Out e Martin McDonagh per Tre manifesti a Ebbing, Missouri; e per quanto ci riguarda, noi scommettiamo in una vittoria di Tre manifesti a Ebbing, Missouri, che nell'analoga categoria si è già aggiudicato il Golden Globe e il BAFTA Award.

Pronostico: Martin McDonagh per Tre manifesti a Ebbing, Missouri (runner-up: Jordan Peele per Scappa - Get Out)

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Miglior Sceneggiatura Adattata

Un Oscar prenotato con largo anticipo, quello per la miglior sceneggiatura adattata, che vedrà finalmente ricompensato, a ottantanove anni, il mitico James Ivory, regista di magnifici drammi in costume quali Camera con vista, Casa Howard e Quel che resta del giorno e per la prima volta in gara in questa categoria grazie allo script di Chiamami col tuo nome, tratto dal romanzo di André Aciman. Ivory potrebbe diventare il vincitore più anziano di sempre (o il secondo, in caso di vittoria di Agnès Varda), con un premio che vale da coronamento per una splendida carriera e da riconoscimento per l'amatissimo film di Luca Guadagnino. Davvero scarse le quotazioni per gli altri candidati, fra cui spiccano Mudbound e Aaron Sorkin per Molly's Game.

Pronostico: James Ivory per Chiamami col tuo nome (runner-up: Dee Rees e Virgil Williams per Mudbound)

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Chiamami col tuo nome, Timothée Chalamet in una scena del film di Guadagnino.

Miglior Attrice Supporter

I, Tonya: Allison Janney in una scena del film

Come già accennato, quest'anno le quattro categorie riservate agli interpreti appaiono davvero 'blindate', con quattro superfavoriti e scarsissime chance in termini di sorprese. E nella corsa all'Oscar per la miglior attrice supporter tutti i pronostici sono in favore di Allison Janney, veterana di TV e cinema alla sua prima nomination grazie al ruolo della madre cinica e snaturata della protagonista nel biopic Tonya. La sua inseguitrice più prossima è un altro volto noto del piccolo schermo, Laurie Metcalf, per un altro ruolo materno (ma ben diverso) in Lady Bird: la Metcalf ha fatto incetta di premi della critica, ma sembra molto difficile che possa strappare l'Oscar alla Janney.

Pronostico: Allison Janney per Tonya (runner-up: Laurie Metcalf per Lady Bird)

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Miglior Attore Supporter

Tre manifesti a Ebbing, Missouri: Sam Rockwell sul set del film

Situazione analoga nella gara per l'Oscar come miglior attore supporter, con Sam Rockwell che ha fatto la parte del leone a tutti i principali precursors, nonostante i premi della critica fossero stati attribuiti in maggioranza a Willem Dafoe, alla terza candidatura della propria carriera con Un sogno chiamato Florida. Rockwell, alla sua prima nomination, si prepara dunque a vincere l'Oscar per la parte di un agente di polizia bislacco e razzista, nonostante la concorrenza 'interna' di uno dei suoi comprimari di Tre manifesti a Ebbing, Missouri, il veterano Woody Harrelson, giunto invece alla sua terza nomination (ma che nel film ha una parte piuttosto ridotta).

Pronostico: Sam Rockwell per Tre manifesti a Ebbing, Missouri (runner-up: Willem Dafoe per Un sogno chiamato Florida)

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Miglior Attrice

Quella che, all'inizio della stagione, si prospettava come una lotta serratissima per l'Oscar come miglior attrice si sta risolvendo in una sorta di plebiscito in favore di una delle più raffinate interpreti del cinema americano: a sessant'anni, infatti, Frances McDormand è in procinto di portarsi a casa la sua seconda statuetta come miglior attrice, a ventun anni di distanza da quella vinta per Fargo. La sua performance nel ruolo di una donna in cerca di giustizia per l'omicidio della figlia in Tre manifesti a Ebbing, Missouri le è già valsa una valanga di riconoscimenti, e salvo enormi sorprese non sembrano esserci speranze di vittoria per le sue principali contendenti, la Sally Hawkins de La forma dell'acqua e la Saoirse Ronan di Lady Bird.

Pronostico: Frances McDormand per Tre manifesti a Ebbing, Missouri (runner-up: Sally Hawkins per La forma dell'acqua)

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Tre manifesti a Ebbing, Missouri: Frances McDormand in una scena del film

Miglior Attore

Gary Oldman è Churchill in Darkest Hour

In una cinquina composta da due "pesi massimi" della recitazione, Daniel Day-Lewis e Denzel Washington, entrambi già pluripremiati agli Oscar, ed eccezionalmente da ben due neofiti under 30, Timothée Chalamet e Daniel Kaluuya, il vincitore annunciato del trofeo come miglior attore è l'inglese Gary Oldman, che alla soglia dei sessant'anni, e alla sua seconda nomination, è sul punto di aggiudicarsi un Oscar prenotato con larghissimo anticipo grazie alla sua 'trasformazione' in Winston Churchill nel dramma storico L'ora più buia. Sebbene la vittoria di Oldman sia fuori questione, a raccogliere un cospicuo numero di voti sarà probabilmente pure Timothée Chalamet, l'intenso protagonista di Chiamami col tuo nome, che a soli ventidue anni è il terzo più giovane candidato negli annali di questa categoria (e il più giovane in assoluto dall'edizione del 1940).

Pronostico: Gary Oldman per L'ora più buia (runner-up: Timothée Chalamet per Chiamami col tuo nome)

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Miglior Regista

Venezia 2017: Guillermo del Toro con il leone d'oro al photocall dei premiati

Comunque si risolva la competizione per il miglior film, la corsa all'Oscar per la miglior regia non presenta un briciolo di suspense: Guillermo del Toro, alla sua prima candidatura in questa categoria, segnerà quasi certamente la quarta vittoria per un cineasta messicano nell'arco di appena cinque anni, grazie alla sua fiaba romantica dai toni dark La forma dell'acqua. Dovrà consolarsi con la nomination il britannico Christopher Nolan, considerato il potenziale favorito qualche mese fa per il dramma bellico Dunkirk, ma senza alcuna chance di compiere un sorpasso ormai pressoché impossibile.

Pronostico: Guillermo del Toro per La forma dell'acqua (runner-up: Christopher Nolan per Dunkirk)

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Miglior Film

Tre manifesti a Ebbing, Missouri: Frances McDormand in un'immagine tratta dal film di Martin McDonagh

Se quest'anno, in tutte o quasi le categorie principali, c'è un candidato che appare in netto (e talvolta irrecuperabile) vantaggio sugli altri quattro, la situazione è invece assai più incerta nella competizione principale, quella per l'Oscar al miglior film. Fra i nove candidati del 2018, molti non hanno alcuna chance di vittoria; alcuni pronostici azzardano a figurare una rimonta per due titoli campioni d'incassi, Dunkirk e Get Out, ma entrambe le ipotesi, anche alla luce dei precursors, ci sembrano decisamente improbabili. A nostro avviso, la sfida per l'Oscar di maggior peso consiste in un duello fra le due pellicole più quotate di questa awards season, tutte e due distribuite dalla Fox Searchlight (davvero la sua annata d'oro) e tutte e due dominate da grintose protagoniste femminili: La forma dell'acqua e Tre manifesti a Ebbing, Missouri.

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The Shape of Water: l'attrice Sally Hawkins in una foto del film

A livello di incassi, i film di del Toro e McDonagh hanno registrato risultati molto simili negli USA (cinquantasei milioni di dollari per La forma dell'acqua, cinquanta milioni per Tre manifesti a Ebbing, Missouri). La love story a tinte fantastiche di del Toro può vantare un numero estremamente ampio di nomination, ben tredici, e riconoscimenti importanti quali il Producers Guild Award, il Directors Guild Award e il Leone d'Oro al Festival di Venezia. È un'opera meno divisiva rispetto a quella di McDonagh, ma non ha suscitato un entusiasmo così unanime, attirandosi contro fra l'altro diverse accuse di plagio; e un possibile "campanello d'allarme" è rappresentato dalla sua mancata nomination allo Screen Actors Guild Award per il miglior cast, una candidatura che da molti era data per scontata.

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Tre manifesti a Ebbing, Missouri: un primo piano di Frances McDormand

Tre manifesti a Ebbing, Missouri, meno 'classico' nella sua impostazione e più coraggioso nel mescolare i registri del dramma e dell'ironia, non ha messo d'accordo proprio tutti, ma in compenso ha suscitato un sostegno più fervido e acceso rispetto a La forma dell'acqua, come dimostra anche il maggior numero di riconoscimenti conquistati finora: dal premio del pubblico al Festival di Toronto ai trofei come miglior film ai Golden Globe e ai BAFTA Award, passando per lo Screen Actors Guild Award al miglior cast. È pur vero che Martin McDonagh ha mancato la candidatura per la miglior regia, e nella storia recente degli Oscar soltanto due titoli hanno ricevuto il premio principale senza essere nominati per la regia: A spasso con Daisy nel 1989 e Argo nel 2012. La sfida, insomma, si combatterà sul filo di lana fino al termine della cerimonia... eppure, nonostante parta con circa la metà delle candidature del suo avversario, affrontiamo il rischio e pronostichiamo che, a vincere l'Oscar come miglior film del 2017, alla fine sarà Tre manifesti a Ebbing, Missouri.

Pronostico: Tre manifesti a Ebbing, Missouri (runner-up: La forma dell'acqua)

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