Giornata calda in tutti i sensi quella di oggi al festival di Cannes. In mattinata tutti gli occhi puntati sull`evento più altisonante tra i fuori in concorso: l`ultimo episodio della saga Star Wars, il conclusivo La vendetta dei Sith
I primi maestri approdano sulla Croisette: la seconda giornata di festival è in nome di Woody Allen, Kim Ki-Duk e Gus Van Sant.
La famiglia Huston con questo film diventa una famiglia veramente vincente, e il cinema d'avventura diventa il depositario di un'opera che spalancherà orizzonti dorati a tutti gli Indiana Jones a venire...
Fin dal prologo il regista ci avverte che quello a cui stiamo per assistere è un film che non contempla la speranza: ce lo dicono le immagini di una donna che si nasconde terrorizzata dal suo stesso figlio, ce lo dice la musica, e ce lo dice il titolo.
Scott è un accentratore nel suo approccio alla regia: un autore che ha una chiara, limpida visione dell'opera che sta realizzando, che ha la capacità tecnica di intervenire e controllare molti aspetti del prodotto creativo e cerca quindi di dare la sua impronta di autore estensivamente a tutta l'opera.
Un'edizione, questa del 2005 del Far East di Udine, in cui la quantità delle proposte ha superato complessivamente la qualità, complice il chiudersi su sé stesse di alcune realtà come quella coreana: nonostante questo, gli ottimi film non sono mancati, e l'organizzazione è stata come sempre impeccabile.
A ventiquattro ore dalla conclusione della giornata che il Far East ha dedicato al cinema horror, l'evento, seppur apparentemente rappresentativo, e con dei paletti, solo dello stato d'arte dell'horror orientale, ci fornisce lo spunto per un'istantanea riflessione sul genere, per quanto breve e solo accennata.
L'uomo invisibile di James Whale è un film che ha rivoluzionato per sempre l'impiego degli effetti speciali nel cinema del fantastico, con tecniche che ancora oggi dettano legge.
Si è svolta a Firenze la terza edizione del festival dedicato al cinema coreano, in gran parte dedicata alla figura di Kim Ki-Duk.
Lumet sovverte i cliché della fiction legale per raccontare storie trascinanti in cui il buon senso e l'umanità finiscono per trionfare, stimolando allo stesso tempo una riflessione illuminante e durissima sistema giudiziario americano.
I soldati di Ridley Scott popolano i teatri delle operazioni a solo ed esclusivo uso dell'occhio che li osserva e non hanno che i loro occhi per rimanere vivi. Per continuare a popolare l'universo di immagini che sembra essere rimasto il solo dotato di realtà.
Lungi dal credere che scrivere un film sull'amore sia il veicolo per trovare finanziatori che lo producano perché sanno di correre meno rischi al box office, è curioso con quale frequenza la parola stessa venga scelta ed usata nei titoli.
A solo un anno di distanza dal commovente Big Fish, Tim Burton è atteso sugli schermi con due nuovi lavori: La fabbrica di cioccolato e The Corpse Bride.
Tra dati di cronaca, teorie extradimensionali e introspezione psicologica, Mark Pellington ha creato un film in cui i tre elementi distintivi citati combaciano alla perfezione.
"Questo è il mio corpo... Questo è il mio sangue...": è da questi elementi che Cristo offre in sacrificio per noi che Mel Gibson legge la sua Passione. Esaltandone il significato più profondo.
Iniziato con la direzione della fotografia di Paul Cameron, Collateral è proseguito, dalla terza settimana di riprese in poi, con Dion Beebe poiché il primo cinematographer ingaggiato è stato allontanato per divergenze creative con il regista Michael Mann.
Il digitale è un formato, un lessico non ancora standardizzato e l'utilizzo di tale mezzo comporta, ineluttabilmente, la necessità di sperimentare, di "improvvisare, seguire il flusso dell'imprevedibilità del jazz", come, per tutto il film, è costretto a fare ed a ripetere il grigio-killer/Vincent/Cruise.
Le nuove procedure non hanno stravolto l'immagine della cerimonia, ma hanno contribuito ad accelerare il ritmo dello spettacolo, che si è rivelato sobrio e sintetico soprattutto nei discorsi di ringraziamento.
La 55° edizione della Berlinale, partita in sordina a causa della mancanza di film di grande richiamo per il pubblico, si è fatta notare comunque un programma valido e variegato, nonchè per l'impeccabile organizzazione.
E' una delle uscite più attese dell'intero 2005, e minaccia di essere uno dei più grandi comic movie mai realizzati. Per sapere se manterrà le promesse dovremo aspettare il giorno 1 aprile, quando il film debutterà nelle sale americane.
Anche la Berlinale, come tutte le kermesse dedicate alla settima arte, non è solo cinema, ma anche glamour: per questa 55esima edizione della Berlinale, è attesa, salvo forfait dell'ultimo minuto, una pioggia di stelle.
In un perfetto incastro tra forma e contenuto, la Kuras mette in fotografia il concetto chiave del film con immagini a volte completamente sfocate, rese come fossero solo delle ombre, delle macchie di colore.
Come tutti i grandissimi creatori, Martin Scorsese non separa mai la vita dalla professione: queste si ricongiungono in un moto segreto, intimo, che trova la sua espressione nei suoi film così come nei suoi articoli e nei suoi libri.
Grande successo al Future Film Festival 2005 per l'incontro di Angus Mac Lane, animatore della Pixar che ha lavorato per Gli Incredibili.
Una coppia (felicemente?) sposata è messa in crisi dal solito aitante giovinastro che seduce la donna. Il maritino capisce tutto e si vendica. Tra thriller e morbosità leccate, Adrian Lyne ripropone il suo gioco delle coppie.
Un serial killer, alcuni efferati omicidi, sesso e ancora sesso. Anzi. Sesso soprattutto. Jane Campion affronta il thriller per esorcizzare le (sue) fobie femminili. Ottenendo un risultato appena accettabile.
Il potere e l'ingiustizia, la vendetta e la passione, il sangue e l'orgoglio. Due personaggi che si fronteggiano costantemente ma che, probabilmente, non sono poi tanto diversi. In altri termini: la nascita di una nazione secondo Martin Scorsese.
Nonostante il marasma che lo ha sempre circondato, in tutti questi anni Oliver Stone è andato avanti nel proprio lavoro senza lasciarsi intimorire né dagli attacchi immotivati né dalle critiche giustificate, dimostrando un coraggio ed una tenacia rarissimi, conditi con una buona dose di incoscienza.
Vediamo insieme queli sono i più importanti, i più attesi, i più costosi, i più chiacchierati film in uscita nell'anno appena iniziato.
Un telefono, un fucile e, all'improvviso, gli spazi vitali di due persone invadono la grande metropoli. Il thriller di Joel Schumacher punta il dito contro le apparenze, criticandole con le stesse armi del visibile.
Sono fantasmagorici effetti speciali e scenografie da brivido a fare da contorno al terzo episodio de La casa. Sam Raimi e il suo staff compiono miracoli con mezzi relativamente ridotti e con tanti ingegnosi accorgimenti.
Attingendo a piene mani dal cinema di tutto il mondo, l'industria americana ha sempre fatto uso dei remake per rendere più vicini al suo pubblico film realizzati per il gusto di spettatori diversi, per nazione o per epoca.
Tutto inizio quando Takashi Shimizu frequentava un corso serale tenuto dal regista di 'Kairo', Kijoshi Kurosawa che alla fine del semestre affidò ai suoi allievi il compito di realizzare un corto di tre minuti da sviluppare sulle basi di una sceneggiatura originale...
Con l'uscita nelle sale giapponesi di "Ringu" di Hideo Nakata l'horror orientale si rinnovava profondamente: un nuovo movimento stava nascendo nella terra del Sol Levante, un movimento che sarebbe andato a influenzare le industrie dell'orrore di oriente e occidente.
A Roma per presentare il suo nuovo lavoro, il regista newyorkese racconta ai giornalisti la sua visione del cinema e della vita.
'Christmas in love' viene presentato alla stampa romana: tante promesse suggellate da una sfida intrigante...
In una cittadina qualunque e sempre uguale a se stessa, Brad Anderson "trova" il nastro magnetico con la decima seduta di Mary Hobbes. E il testimone passa dal Gordon di Session 9 all'insonne Trevor Reznik.
Un assassino o forse due. Sei donne o forse più. E tanti manichini che dimorano in un luogo in cui la violenza e la miseria umana sono al massimo grado. Mario Bava decreta così l'inizio del giallo all'italiana.
"Autore" hongkonghese per eccellenza, apprezzato maggiormente all'estero che non in patria, Wong Kar-Wai è un cineasta che ha fatto dell'ossessione per l'amore e per la memoria la sua cifra stilistica fondamentale, pur nei diversi generi affrontati.
Shyamalan avanza nella sua esplorazione dell'anima senza mai abbandonare i meccanismi consolidati della suspence, meccanismi di cui è maestro, che gli assicurano successo e presa emotiva sul pubblico e che lo legano indissolubilmente al grande cinema di genere.
La cosiddetta new economy e le sue nuove tecnologie hanno un ruolo dominante anche nei processi classici di creazione di miti e leggende.
La forza del film non è nella risoluzione dei misteri della trama, perché Donnie Darko non è un mystery; si può tentare, ad ogni modo, di dare un'interpretazione degli avvenimenti in modo da fare tornare i conti anche narrativamente.
Quello che nelle intenzioni del regista risultava essere il tentativo di spiegare e coinvolgere di più, alla prova dei fatti ha un effetto quasi opposto: l'eccesso di esplicazione si tramuta in un aumento della cripticità e della complessità dei concetti.
Quando i fantasmi del cinema prendono il sopravvento ed importunano lo spettatore con falsi giochi visivi, non si può essere certi della differenza tra un vero film ed un semplice giocattolo...
E' quanto meno singolare che, con le centinaia di artisti cimentatisi nell'interpretazione di canzoni dei Beatles, sia proprio il CD di una colonna sonora, a mio avviso, il lavoro piú convincente ed il tributo piú esaltante ai quattro intramontabili baronetti inglesi.
Pregare non serve più a nulla perché il demone Pazuzu, nel nuovo (vecchio) episodio de L'esorcista, non è temibile come in quel lontano 1973, anno che segnò l'inizio (e la fine?) di tutto...
Se non è un horror, se non è un thriller, se non è un'allegoria, che cosa è dunque The Village? A questa domanda si vuol tentare di rispondere, facendo appello all'indulgenza del lettore verso quello che è solo un punto di vista fra tanti e non si propone di essere la definitiva chiave di lettura.
Shyamalan con The Village è entrato in un bosco sconosciuto suonando una campana diversa dal solito. E forse qualcosa di nuovo sta arrivando nel suo cinema...
Cronaca di un incontro con regista e cast del film 'Volevo solo dormirle addosso'.
A loro modo anticipatori, quindi, di tutte le vicende finanziarie che hanno investito lo stivale tricolore negli ultimi due anni, i figli di Steno, che da sempre, come precisato da Carlo, si propongono di rileggere la commedia all'italiana rielaborando ed attualizzando argomenti che fecero grandi le opere del padre, Risi, Germi e Monicelli, senza mai dimenticarsi di far divertire il pubblico.