Il fantasma di Diana Spencer continua a parlare, e lo fa con una voce che credevamo di conoscere, ma che in realtà era rimasta intrappolata per decenni in un nastro magnetico. Le case di produzione Love Monday TV e 53 Degrees Global hanno appena rivelato un progetto per l'estate del 2027: si chiama Diana: The Unheard Truth, un viaggio in tre episodi dentro cinque ore di audio totalmente inediti.
Il contrabbando della verità tra le mura di Kensington Palace
Registrazioni catturate nel lontano 1991, quando il mondo era ancora all'oscuro del terremoto che stava per travolgere la monarchia. Solo una manciata di minuti di quel materiale ha visto la luce negli ultimi trent'anni; il resto è rimasto un segreto tra pochi intimi. Fino ad ora.
La scelta di realizzare un documentario dal titolo provvisorio Diana: The Unheard Truth sulla base di questo materiale inedito inerente alla storia di Lady Diana, fissato per il 31 agosto 2027, trasforma l'anniversario dei tre decenni dalla tragedia di Parigi in un momento di verità che promette di riscrivere, di nuovo, i libri di storia.
Tutto nasce da un patto di fiducia quasi clandestino tra la Principessa e il dottor James Colthurst, un amico che ha rischiato grosso per far uscire quei nastri da Kensington Palace. Erano confessioni fatte sottovoce, consegnate poi all'autore Andrew Morton per dare vita alla biografia che cambiò ogni cosa: "Diana: Her True Story".
Nella docuserie, sia Colthurst che Morton - insieme all'editore Michael O'Mara - tornano sul luogo del delitto per raccontare quanto fosse asfissiante il clima di quegli anni. Si parla di una Diana disposta a sfidare i servizi di sicurezza e le etichette di corte pur di far arrivare il suo messaggio fuori da quelle stanze dorate.
È la cronaca di un azzardo psicologico: tre uomini e una donna che hanno giocato una partita pericolosa contro l'istituzione più potente del Regno Unito, vivendo sotto una lente d'ingrandimento che avrebbe schiacciato chiunque.
Oltre la maschera: profezie su Charles e ambizioni private
Dimenticate la timida Diana degli inizi. In questi audio, la donna che parla è lucida, quasi spaventosa nella sua capacità di prevedere il domani. Le registrazioni toccano punti nevralgici: il suo resoconto senza filtri della vita di corte, ma soprattutto le sue intuizioni sul futuro che attendeva Charles e Camilla.
C'è dell'amaro, certo, ma emerge con forza la sua fame di indipendenza, quel desiderio di costruirsi un'esistenza che non dovesse rispondere ai capricci della Corona. Per la prima volta, vedremo davanti all'obiettivo anche Delissa Needham, sua compagna di scuola, affiancata da chi quella quotidianità l'ha vissuta davvero, come il parrucchiere Sam McKnight o la guardia del corpo Ken Wharfe.
Sotto la direzione di Sophie Todd e con la fotografia di Justin Frahm, il progetto - finanziato da Rainmaker Films e Plymouth Films - punta a restituirci una Diana che non è più solo una vittima, ma l'architetto del proprio destino. Un destino che, a quanto pare, aveva ancora molto da dirci.