Affidandosi all'interpretazione di Helen Mirren, Julie Taymor reinventa in The Tempest l'omonimo dramma shakespeariano trasformandolo in un romantico fantasy rock in cui domina l'originale aggiunta della presenza femminile.
Abbiamo incontrato la regista e la protagonista di The Tempest, l'adattamento fantasy del romance di Shakespeare che chiude 'magicamente' la 67ma Mostra del Cinema di Venezia.
Stasera verranno annunciati premi assegnati dalla giuria ufficiale della Mostra del Cinema, ma gli inviati di Movieplayer.it hanno già eletto i loro film del cuore.
Arriva dall'ambizioso Tom Tykwer il dramedy Drei, un'opera complessa, che massimizza il significato di ogni elemento visivo e narrativo sullo sfondo di un delicato menage à trois.
Barney's Version è un film di attori e sentimenti, capace di commuovere e di toccare il cuore senza ricattare emotivamente il pubblico.
Il regista abbandona la fluviale saga di 'The Grudge' per realizzare uno dei primi horror asiatici a tre dimensioni, sfruttando il potere immersivo della stereoscopia per realizzare uno strano esemplare di 'horror tattile', in cui lo spazio claustrofobico diviene metafora della intricata condizione mentale dei protagonisti.
Dopo una pausa di oltre vent'anni il regista Monte Hellman, da sempre ostile alle regole del cinema hollywoodiano, torna al lungometraggio con un esperimento ai limiti dell'indecifrabile, che sfrutta le inedite possibilità espressive del digitale per svincolarsi dalle tradizionali convenzioni narrative.
Il complesso Road to Nowhere viene presentato al Lido dal regista, l'autore di culto Monte Hellman che fa ritorno dietro la macchina da presa a vent'anni dall'ultimo lavoro. Nel film anche l'italiano Fabio Testi.
Il mattatore Paul Giamatti presenta il letterario La versione di Barney al Lido. Con lui a Venezia la bellissima Rosamund Pike e il regista Richard J. Lewis.
La qualità media più che soddisfacente dell'edizione di quest'anno del festival di Venezia trova conferma anche nella giornata di oggi che ha presentato Barney's Version, riuscito adattamento del romanzo di Mordecai Richler. Meno convincente Drei, non facilmente inquadrabile invece il ritorno di Monte Helman con Road to Nowhere. Ma è stata anche la giornata del 3D di Shimizu, attendendo la conclusione con Tempest.
Questo Resident Evil: Afterlife, già dal titolo, intende raccontare il dopo: un dopo in cui il destino del mondo sembra ormai segnato e in cui la guerriera Alice sembra essere ormai rimasta a combattere da sola. Ma un nuovo inizio si rivelerà possibile.
Quattro episodi che strizzano l'occhio all'horror occidentale, tra sequenze da incubo e ironia, per un lavoro riuscito solo a metà.
La solitudine dei numeri primi è un film estremo. O lo si ama o lo si odia, ma se c'è un aspetto che non possiamo mettere in discussione questo riguarda l'abilità registica di Saverio Costanzo.
Il classicismo fa capolino a tempi alterni nella filmografia di Miike che qui si confronta con lo Jidai Geki di Eiichi Kudo del 1963, dirigendo un solido remake, che nella prima parte paga lo scotto di una compassatezza evidente, ma che cambia marcia appena l'azione fa ingresso nel film.
Splende il sole a Venezia e la Mostra accoglie il Maestro Miike, presente con ben due film, e l'ultimo atteso film italiano in concorso, La Solitudine dei Numeri Primi di Saverio Costanzo, fischiato da alcuni e applaudito in maniera ugualmente fragorosa da altri al termine delle proiezioni stampa. '20 sigarette' vince questa edizione di Controcampo Italiano.
Insieme ad Ambra Angiolini e Giuseppe Battiston il regista di 'Una storia semplice' presenta a Venezia un'opera difficile che mescola concetti neoclassici come la bellezza dei reperti archeologici ed emblematici riflessi dell'attualità.
Esordio coraggioso e scabro, 'Et in terra pax' getta uno sguardo veristico e disincantato sulla marginalità dell'estrema periferia romana, che diventa quasi un luogo di desolazione esistenziale e di ineluttabile condanna.
Pur seguendo un impianto di tipo tradizionale, che alterna immagini di repertorio con le testimonianze delle persone del luogo, il documentario si caratterizza per seguire un'insolita doppia traccia, quella del personale viaggio nella memoria dell'autrice e quella del recupero storico e cinematografico.
Incontro stampa blindato per Saverio Costanzo, in concorso a Venezia con La solitudine dei numeri primi. Con lui gli interpreti del film, Alba Rohrwacher e Luca Marinelli, e l'autore del romanzo, Paolo Giordano.
Film intimo e familiare, risultato del laboratorio di cinema che Bellocchio tiene da più di dieci anni, Sorelle mai, nonostante la sua natura sperimentale, mantiene tutte le caratteristiche che fanno grande il cinema del regista piacentino, sospeso tra lo sguardo per i suoi personaggi e l'acutezza con cui racconta il macro.
Un film perentorio Venere Nera, in cui Kechiche che non fa sconti alla cultura occidentale né usa artifici di tipo scenografico e narrativo per addolcire la pillola e costruisce sullo schermo il dolente viaggio nella psiche e nel corpo di una vera e propria donna oggetto, una donna violata in tutti i modi.
Arriva su MTV la nuova serie prodotta dal network musicale che racconta le (dis)avventure di RJ, nerd superdotato alle prese con la difficile vita nella scuola superiore americana. Dall'8 Settembre, ogni mercoledì in seconda serata.
Dopo l'acclamato esordio con Gone Baby Gone, l'attore e regista hollywoodiano torna alla regia con un interessante poliziesco ambientato a Boston e interpretato da un cast d'eccezione che vanta la presenza di Rebecca Hall, Jeremy Renner e Jon Hamm.
In una giornata ricca di film e di numerose opere italiane spicca il secondo film alla regia di Ben Affleck e la durissima e straordinaria opera di Adbellatif Kechiche dal titolo Venus Noir.
Marco e Pier Giorgio Bellocchio approdano sul Lido per ricordare l'importanza degli affetti con un piccolo film sperimentale.
E' una delle più chiacchierate serie dell'estate 2010 quella creata da Christopher McQuarrie, che sta per debuttare anche in Italia in seconda serata su RaiDue.
La video-maker Paola Randi esordisce con un insolito film ambientato nel cuore della Napoli multiculturale che, pur con qualche ingenuità da opera prima, è una piacevole commedia fondata sulla leggerezza dei dialoghi e sulle interpretazioni dei tre protagonisti.
La recensione di Attenberg, piccolo film sperimentale del 2010 che scava nella psiche di personaggi eccentrici e contraddittori, finalmente al cinema con Trent Film; nel cast anche il regista Yorgos Lanthimos.
Cast al completo a Roma per la presentazione della quarta serie, da domani di nuovo in onda su Canale 5; nonostante un palinsesto "ballerino" si rinnova l'appuntamento con i personaggi più amati del piccolo schermo.
Con il kolossal 'Noi credevamo' Mario Martone restituisce un'immagine della storia risorgimentale assolutamente interessante e scevra di facili ideologismi. Eccezionale la performance di Luigi Lo Cascio, che rende omaggio alla lotta sanguinosa di chi nell'Ottocento inseguì l'unità d'Italia.
Cineasta originale e sofisticato, de la Iglesia costruisce il suo film più bello sulle ceneri del suo passato e di quarant'anni di storia spagnola, un'opera molto personale che mette in scena i patimenti intimi e al contempo i singhiozzi nichilisti di un artista di straordinaria inventiva in preda ad un rigurgito emotivo convulso e incontrollabile, dannatamente liberatorio.
All'incontro con la stampa alla 67esima Mostra del cinema di Venezia il regista napoletano ha raccontato la genesi del suo kolossal risorgimentale insieme al nutrito cast e al co-sceneggiatore Giancarlo De Cataldo
La settima giornata del festival è monopolizzata dall'imponente affresco risorgimentale di Mario Martone. In concorso presenti altri due titoli insoliti e controversi: l'enigmatico 'Promises Written in Water' di Vincent Gallo e il tarantiniano 'Balada triste de trompeta' di Álex De la Iglesia. La sezione retrospettiva omaggia invece il maestro Sergio Corbucci.
Michele Placido dirige con efficacia un grande cast senza risparmiare nulla allo spettatore nella ricostruzione della biografia del Vallanzasca uomo e bandito.
20 sigarette si lascia guardare piacevolmente ma soffre della sindrome da esordio evidenziando pregi e difetti dell'opera prima senza mai trovare un equilibrio convincente o una chiave di lettura particolarmente originale.
Minimalismo naif in bianco nero in cui già i credits dei titoli di testa sono un manifesto d'intenti: Gallo, scrive, dirige, interpreta, musica, monta e produce il film probabilmente più a basso costo di sempre. E lo fa credendo di essere Jean-Luc Godard nei '60 se non Andy Warhol.
Con il mockumentary I'm Still Here, l'attore Casey Affleck, alla prima regia, compie la complessa impresa di delineare un ritratto esplosivo dell'antidivo Joaquin Phoenix, che ha deciso di ritirarsi dalla scena hollywoodiana per dedicarsi alla musica.
Tratto da un romanzo che documenta le indicibili condizioni dei detenuti politici in un campo di prigionia cinese, il primo film di finzione del documentarista Wang Bing possiede il rigore morale della grande letteratura di prigionia, da 'Se questo è un uomo' a 'I racconti di Kolyma', e delinea un desolante ritratto della condizione umana.
Arguto e ricchissimo documentario di montaggio firmato da un maestro del genere come Gianfranco Pannone, 'Ma che storia' racconta l'unità d'Italia e il suo risultato politico e sociale attraverso il ricorso a un vastissimo archivio di materiali di repertorio filmografici, musicali e fotografici modellati secondo un sistema stratificato e mai didascalico
Polemiche al Lido di Venezia per la proiezione del crime movie biografico dedicato a Renato Vallanzasca. Michele Placido presenta il film alla stampa insieme al protagonista Kim Rossi Stuart.
Abbiamo incontrato l'attore, regista e produttore Casey Affleck in Mostra oggi con l'atteso I'm Still Here, il discusso documentario che ha realizzato seguendo il cognato, il due volte candidato all'Oscar Joaquin Phoenix, nel corso dell'anno più difficile e tumultuoso della vita.
Giafranco Rosi realizza un vero e proprio 'unicum', un documentario che si regge interamente sulla presenza fantasmatica di un autentico sicario in incognito, capace di evocare l'intero mondo dei cartelli messicani della droga con la sola forza della propria voce e del proprio corpo.
In 'Noi credevamo' il giovane attore cilentano interpreta il rivoluzionario Salvatore, ma non credeva che avrebbe lavorato con Mario Martone, un giorno. O almeno, aveva quasi perso le speranze. Nella nostra intervista esclusiva, ci racconta il suo debutto sul grande schermo dopo anni di teatro.
Un thriller con un'ambientazione insolita, con un killer "artigiano" che rifiuta la tecnologia, stringe amicizia con un prete e inizia una storia d'amore con una prostituta. Ma al proprio passato (e presente) è difficile sfuggire.
La Mostra del cinema prosegue con una giornata un po' sotto tono, con soltando due film in cartellone per il concorso. La pellicola-sorpresa The Ditch di Wang Bing. Applausi dalla stampa per Essential Killing.
Il polacco 'Essential Killing' è un profondo e toccante dramma esistenziale, l'atroce viaggio di un uomo, l'intenso Vincent Gallo, che sprofonda nel nulla mentre si sforza di sopravvivere a costo di perdere la propria umanità.
Riuscito esperimento di Salvatores che sceglie una via ibrida tra documentario di repertorio e racconto di finzione per raccontare al tempo stesso la storia di un individuo e quella dell'intera società italiana del Boom.
Tsui Hark sfonda il genere dall'interno attraverso un'infernale contaminazione, disseminando nel suo Detective Dee and the Mystery of the Phantom Flame il germe del thriller e della commedia e abbracciando temi da fantasy.
Arricchito dalle canzoni e dalle testimonianze di Ligabue e dei suoi fan il film-documentario 'Niente paura' ritrae tra amarezza e disillusione l'Italia della nostra epoca, fasciata dall'inciviltà e dal mancato rispetto per la Costituzione-chimera.
Michelle Williams diserta la conferenza stampa di Meek's Cutoff, ma Bruce Greenwood e la regista Kelly Reichardt sono presenti al Lido per offrirci una prima chiave di lettura del drammatico western.