Solo un autore come Eastwood poteva lavorare su un materiale simile senza creare un'accozzaglia di simboli, o peggio un pietoso sermone recitato da un comodo pulpito; il suo aldilà non ha nulla di religioso, somiglia, invece, alla fantasia di un artista che si interroga su un argomento così delicato e personale, regalandoci una risposta che non vuole essere definitiva.
Prima della lunga pausa invernale, Glee ci saluta con un episodio vestito a festa che serve a ritrovare tutta la malvagità (?) di Sue Sylvester, i palpiti di Rachel e Finn e una dose massiccia di spirito natalizio.
Un finale di stagione, a conclusione di questo primo segmento di The Walking Dead, che resetta tutto, riportando i protagonisti ad un futuro incerto e senza garanzie, e annullando così vecchie certezze e nuove illusioni.
La vicenda prende una piega decisamente romantica, ma intanto, come era prevedibile considerato che siamo agli sgoccioli, gli eventi precipitano lasciando presagire un finale teso e drammatico.
L'atteso blockbuster dedicato al supereroe mascherato, che uscirà sui nostri schermi a fine gennaio, è stato presentato a Roma dal regista Michel Gondry e dagli interpreti Seth Rogen, Cameron Diaz e Christoph Waltz.
Il nostro incontro con il regista e il cast del terzo adattamento della saga di C.S. Lewis: Le cronache di Narnia: Il viaggio del veliero.
Un film che, nonostante il budget limitato, riesce a sfruttare al meglio le potenzialità della tecnologia a tre dimensioni, arrivando a comunicare un senso di letterale immersione che lascia piacevolmente meravigliati.
Dopo gli errori commessi sul master dell' edizione Blu-ray Collector's de Il gladiatore, Universal edita un'edizione (decimo anniversario) visivamente eccellente in 4k, nata come sostituzione del primo disco dell'edizione precedente.
Guardare questo film vi farà vivere un'esperienza come poche, verrete travolti in un vortice di sovrumana violenza che non ha spiegazione, verrete catapultati in una di quelle avventure che non avreste mai voluto vedere sullo schermo ma che non riuscirete a non guardare fino in fondo.
Il toccante dramma sull'aldilà di Clint Eastwood chiude il 28.mo Torino Film Festival; questa mattina abbiamo incontrato due degli interpreti, Cecile De France e Thierry Neuvic, entrambi concordi su un punto, 'Lavorare con Clint ci ha cambiato la vita'.
In attesa dei vincitori, che saranno annunciati tra qualche ora, e della proiezione del film che chiuderà i battenti della manifestazione, ripercorriamo le tappe più significative della 28.ma edizione del festival cinematografico diretto da Gianni Amelio.
Abbiamo incontrato il regista di Super, film dedicato ad un supereroe sui generis, una commedia dal gusto acre che mescola fumetto e satira; 'Quando ero un bambino desideravo essere un supereroe come Batman. Lui sì che Incarnava lo spirito dell'uomo che sa distinguere il bene dal male. Oggi il primo eroe che mi viene in mente è mia zia che si dedica ai poveri in Mississippi'.
Con due nuovi episodi, The Event saluta il pubblico per la pausa invernale, ma stenta a trovare il ritmo giusto per poterlo mantenere a lungo, nonostante le nuove rivelazioni fornite dagli autori.
Presentato il documentario di Massimiliano Carboni che racconta le vicende degli operai della Fiat di Pomigliano d'Arco attraverso toni ironici, ma non per questo eccessivamente leggeri; merito di un interprete come Paolo Rossi felice di aver preso parte ad un film sospeso 'funambolicamente tra la verità e la finzione'.
Alla vigilia della chiusura della 28ma edizione del Torino Film Festival arriva il momento di Henry, il primo film italiano in concorso, accompagnato dai balletti di Burlesque e dalla comicità a metà tra il grottesco e il trash di Super.
Una commedia nera ferocissima e disturbante, un carosello satirico che racchiude metaforicamente tutte le contraddizioni dell'umanità in un solo personaggio, una sorta di freak in cerca di vendetta per la sua condizione.
Un film a tratti un po' confusionario, dichiaratamente anni '80 ma dal look inequivocabilmente anni '70, con un uso continuo di camera a mano, e dalle immagini sgranate, elementi che contribuiscono a sottolineare la turbolenza dell'età e della passione musicale che scorre nelle vene dei protagonisti.
Un noir contemporaneo, intramezzato dalle confessioni di menti pericolose dritte in camera (quelle dei protagonisti) ma anche coraggioso e teso, forse un tantino prevedibile e confezionato con un piglio grottesco che non riesce a graffiare quanto la caratterizzazione dei personaggi.
Un film che piacerà ai patiti del pop e agli amanti di questo genere di spettacoli grotteschi, colorati e carichi di allusioni erotiche, nati nell'Inghilterra vittoriana ma diventati celebri negli Stati Uniti.
L'autore inglese, che ha ricevuto il Gran Premio Torino, ha parlato del cinema ('I film buoni escono sempre fuori, è un miracolo') e del suo sogno di portare sul grande schermo Le memorie di Adriano; 'Non ci sono i soldi, ma non demordo'.
Realizzato usando un linguaggio diverso dalla solita cronaca giornalistica e dotato di un insolito tocco farsesco, lontano dai toni drammatici che spesso gravano su questi argomenti, RCL sfrutta per il suo scopo unicamente il mezzo cinematografico e l'estro di un grande attore teatrale come Paolo Rossi.
Il nostro faccia a faccia con Daniel Stamm autore dell'horror L'ultimo esorcismo, un mockumentary sui finti esorcisti e i veri diavoli che bazzicano per le strade delle nostre città, spesso nascosti dietro rispettabili facciate.
Due episodi non eccezionali ma, come spesso succede, lo show si fa perdonare la debolezza del plot con la forza dei numeri musicali: l'esibizione dei Sectionals è riuscita, anche e soprattutto grazie alle scelte 'alternative' di Will Schuester.
Il nostro incontro con il regista di The Hunter - Il cacciatore, film iraniano che racconta la discesa agli inferi di un uomo che perde la moglie in un conflitto a fuoco tra polizia e manifestanti
Al Torino Film Festival è il giorno del divertente mockumentary belga Vampires, che racconta la finta testimonianza di una famiglia di vampiri moderni, dei quattro improvvisati kamikaze di Four Lions e di RCL - Ridotte capacità lavorative, il docu-film tragicomico di Massimiliano Carboni ambientato a Pomigliano d'Arco con uno spassoso Paolo Rossi.
Un film che non segue regole L'ultimo esorcismo, che non imita nessuno dei suoi predecessori e che riesce a portare una ventata di freschezza nel genere demoniaco nonostante la pratica dell'esorcismo sia uno dei temi più gettonati del cinema orrorifico.
Scordatevi i vampiri di Twilight; i discendenti di Dracula che animano il film del belga Vincent Lannoo amano il sangue umano, non si fanno problemi ad uccidere i bambini o gli handicappati, sono promiscui, incestuosi e ninfomani; ma sono anche ironici e divertenti, e per questo riusciamo a guardarli senza quella paura tipica che gli horror incutono.
Il brillante autore britannico esordisce al cinema dirigendo una commedia da brivido davvero pazzesca, dove la farsa illumina il moderno jihadismo e le situazioni tragicomiche in cui i protagonisti si ritrovano mettono in risalto le fragilità e le paure di quattro improvvisati terroristi.
Presentata l'opera collettiva che racconta la città partenopea attraverso 24 micrometraggi firmati da altrettanti registi; Pietro Marcello, vincitore dello scorso TFF con La bocca del lupo, divide i meriti con i produttori Angelo Curti, Nicola Giuliano e Giorgio Magliulo, 'Senza la loro ostinazione questo lavoro non sarebbe stato possibile. I veri autori sono loro'.
Nel giorno che precede l'auspicato arrivo dell'amministratore delegato di Fiat ironicamente invitato alla proiezione di Ridotte Capacità Lavorative, il concorso celebra i minatori francesi di Jéremy Gravayat e i fotografi sudafricani che raccontarono la fine dell'Apartheid; spazio anche al nuovo lavoro di Peter Mullan e al documentario Napoli 24.
The Bang Bang Club è un film d'avventura a tratti romanzato, talvolta altamente drammatico, con ampi sprazzi di cinema verità, ritmato, dettagliato e veloce seppur convenzionale nella messa in scena e nella narrazione.
Nel film di Peter Mullan tutto è come deve essere: la descrizione degli ambienti proletari, l'utilizzo del turpiloquio come lingua a sé; se qualcosa non convince, però, è l'accumulo di informazioni che riceviamo sul giovane protagonista, senza che nessun elemento riesca ad essere la chiave giusta per spalancare il suo mondo.
Lo show di Terence Winter si prepara al gran finale con due episodi focalizzati in particolare su Nucky e Jimmy e le loro relazioni con Margaret e Angela, ma anche sulle tribolazioni dell'agente Van Alden, ormai pericolosamente fuori controllo.
Annunciata oggi, durante la movimentata conferenza stampa della Giuria, la proiezione dell'opera I compagni, film del cuore del grande autore toscano, scomparso ieri sera a 95 anni; e Ciment loda il festival, 'Il cinema è vivo ed è bello poter scoprire nuovi talenti'
In lutto per la scomparsa tragica di Mario Monicelli, il festival del cinema di Torino, giunto al quinto giorno, fa i primi bilanci e propone in concorso Last Chestnuts e Winter's Bone e fuori concorso la commedia Cyrus, tre storie familiari incentrate sul rapporto genitori-figli.
Il norvegese Bent Hamer continua ad offrirci i suoi ritratti agrodolci di viva solitudine, le sue storie minimali di uomini e donne che il gioco degli affetti ha ridotto spesso ad outsider, ma nondimeno vivi, mai arresi, mai pacificati.
Un nuovo episodio di passaggio, seppur con alcuni momenti emotivamente molto forti, che prepara il terreno per un finale di stagione che si rivelerà, probabilmente, denso di eventi e d'azione.
Una storia dolce e amara come sa essere la vita, che racconta come si cambia per amore di qualcuno, ma anche un film triste, intenso e a tratti incredibilmente divertente, di chiara impronta teatrale, recitato in maniera impeccabile e commovente da tutti gli attori, bravissimi nel trascinare chi guarda in un turbinio di emozioni forti che sfiorano il cuore lasciando addosso una velata malinconia.
Napoli 24 è un piccolo miracolo, un gioiello in cui le pietre preziose spuntano dove meno te l'aspetti; un'opera che riesce ad emozionare per la verità che trasmette; e non parliamo di quel tanto sbandierato realismo che viene invocato dai più quando ci si trova a dover raccontare un materiale così sfaccettato e complesso, ma di quella poesia che traspare dall'umanità.
E' una vera sorpresa il documentario di Giovanni Piperno, non tanto per lo stile, quanto per la portata del messaggio che tra mille imbarazzi si trova ad incarnare; il fascino degli Agnelli è stato sì lo splendente biglietto da visita dell'Italia che piace, ma ha lasciato dietro di sé morti e feriti.
Al Torino Film Festival è il giorno dell'esordio dietro la camera da presa dell'attore di Magnolia Philip Seymour-Hoffman con Jack Goes Boating, il racconto di amori che iniziano e finiscono sullo sfondo di una romantica New York.
Capolavoro o esperimento non riuscito alla perfezione? La verità, forse, sta nel mezzo, perché The Hunter, opera del regista iraniano Rafi Pitts presentata fuori concorso al 28.mo Torino Film Festival, parte come un potente affresco dell'attuale società iraniana, un mondo in cui le contraddizioni sono all'ordine del giorno, così come i conflitti politici, per poi affondare nelle sabbie mobili di un confusionario racconto della mediocrità umana.
Faccia a faccia con Giovanni Piperno autore del documentario Il pezzo mancante, un'opera che tenta di mettere a fuoco i misteri e i drammi della famiglia più amata e odiata d'Italia, attraverso le vicende dimenticate (o volutamente annullate) delle eccezioni di casa Agnelli, Giorgio, il fratello dell'Avvocato ed Edoardo, secondogenito di Gianni, entrambi morti suicidi.
Nonostante l'infinita venerazione per Carpenter e per tutto ciò che il suo cinema ha rappresentato per gli appassionati del fanta-horror, The Ward non brilla per originalità, ma fa la sua degna figura sul grande schermo, d'altronde la classe c'è ed è innegabile.
Il nostro incontro con il regista del film dedicato alla "relazione speciale" tra Bill Clinton e Tony Blair, un'amicizia vera messa alla prova dalla Ragion di Stato e allo stesso tempo un patto strategico tra i rappresentanti di due superpotenze; e come ci ha confidato lo stesso autore britannico, In politica bisogna sempre guardarsi alle spalle.
Il terzo giorno del Torino Film Festival si divide tra horror e politica estera con il nuovo attesissimo lavoro firmato dal maestro del brivido John Carpenter che arriva dopo quasi dieci anni di assenza dal grande schermo e con I due Presidenti, il film che vi racconterà quello che non avete mai osato chiedere sull'intesa speciale nata agli inizi degli anni '90 tra Bill Clinton e Tony Blair.
Cinema civile e politico dunque quello di Loncraine e Morgan, sperimentale a suo modo ma anche tradizionale nella narrazione, intrecciata tra eventi privati e pubblici dei due personaggi, Clinton e Blair, che sono stati per anni al centro della scena mondiale.
In 127 Hours ritroviamo il Danny Boyle di sempre, quello che non ha paura a mescolare linguaggi diversi, ma che sa fermarsi davanti alla vera tragedia di Aron Ralston, un uomo disperatamente solo, interpretato dallo strepitoso James Franco.
Primi due film in concorso per il TFF, si tratta di Las Marimbas del Infierno e il britannico Infedele per caso; spazio poi allo spettacolare biopic di Danny Boyle, e all'horror di Brad Anderson; senza dimenticare l'omaggio a John Huston e l'inedito ritratto della famiglia Agnelli offerto dal documentario di Giovanni Piperno, Il pezzo mancante.
Surreale, divertente, ironico, onesto. 'Infedele per caso' non è un film rivoluzionario ma un piccolo, bizzarro gioiellino semplice e irriverente capace di parlare al pubblico senza mezzi termini sulla 'questione' religiosa, farcito con un gustoso umorismo inglese in salsa agrodolce.