Il regista irlandese Ger Leonard, al suo esordio registico, realizza un affresco corale che delinea un'umanità sofferente e violenta. L'operazione si caratterizza per una ricerca elaborata sul piano formale, che però finisce per sconfinare nel manierismo.
L'attore indiano, grande star del cinema di Bollywood, ha parlato al Festival di Roma del suo ultimo film, presentato nella sezione Eventi Speciali.
Gentile e ironico, Jesse Eisemberg si offre alla stampa romana in occasione dell'anteprima del bellissimo The Social Network, evento speciale del festival capitolino.
E' un film cupo e senza speranza Crime d'amour, testamento artistico di Alain Corneau, scomparso il 30 agosto scorso; il racconto procede lento su un'ineludibile catastrofe di avvenimenti fino allo sconvolgente epilogo, mostrando in maniera mirabile la sadica trasformazione di un rapporto di apparente amicizia tra due donne manager in un qualcosa di completamente opposto, che per forza di cose rende necessaria (anche) l'eliminazione fisica dell'altro.
A dominare la quinta giornata del Festival è senza dubbio la proiezione di The Social Network di David Fincher, già ampiamente riconosciuto come un capolavoro. Ma il fitto programma odierno comprende anche tre titoli in concorso: l'americano 'Rabbit Hole', l'italiano 'Una vita tranquilla' e l'irlandese 'Five Day Shelter'.
Shahrukh Khan e il red carpet da sogno che profuma d'India. Il bell'attore, considerato da molti il Tom Cruise indiano, ci svela i suoi segreti in un incontro col pubblico della capitale.
Il bell'attore approda al Festival di Roma presentare Rabbit Hole, drammatica pellicola interpretata a fianco di una incredibile Nicole Kidman.
Darabont riesce a coniugare una regia che è squisitamente cinematografica con una scrittura che si prende il suo tempo per sviluppare i personaggi, fornendo elementi importanti su cui fare ipotesi, diluendo la narrazione in un racconto che sarà anche e soprattutto umano.
Poetico, terrorizzante, tenero e dolente ritratto di un'adolescenza difficile Let me in è per fortuna lontano anni luce dal glamour fantasy di Twilight ma più romanticamente vicino a E.T., specialmente per i tanti riferimenti al cielo, alla Luna, alla passione del ragazzino per i paesaggi lunari e per lo strettissimo legame d'amicizia che si crea con 'la creatura', con il diverso venuto da chissà quale parte dell'universo.
Torna anche quest'anno durante il Festival Internazionale del Film di Roma il consueto appuntamento del duetto artistico dedicato ad attori e registi del cinema italiano. Stavolta è toccato a due bravissimi e simpatici interpreti nostrani comparsi più volte insieme sullo schermo.
Allo scoccare della mezzanotte il Festival di Roma ha offerto un regalo ai 'Dylandogofili' più incalliti, presentando i primi venti minuti dell'attesa (e già controversa) trasposizione cinematografica della celebre creatura a fumetti di Tiziano Sclavi. Le immagini mostrate al pubblico confermano che si è deciso di propendere per un adattamento molto libero e svincolato dall'iconografia del personaggio originale.
Il film della regista messicana María Novaro, una delle più apprezzate autrici del suo Paese, si caratterizza per affrontare il tema dell'Alzahaimer da un insolito punto di vista, sottolineando le strette connessioni esistenti tra mondo naturale ed emozioni umane.
Partendo dal romanzo di Andrea Camilleri, caratterizzato da un notevole sperimentalismo linguistico, il regista Mortelliti realizza un adattamento cinematografico più lineare, puntando soprattutto sulla ricostruzione scenografica e sulla valorizzazione degli interpreti.
Il tono lieve che caratterizza "La scomparsa di Patò", adattamento cinematografico di un romanzo di Andrea Camilleri, è stato riproposto anche nella conferenza stampa, che ha visto protagonisti il simpatico regista Rocco Mortelliti e l'allegro terzetto composto da Nino Frassica, Maurizio Casagrande e Neri Marcorè.
L'apprezzata regista messicana, assieme all'attrice Úrsula Pruneda presentano il film 'Las Buenas Hierbas', che affronta in maniera veristica e senza patetismi il doloroso calvario della malattia degenerativa.
Col suo esempio Benazir Bhutto ha ispirato milioni di giovani donne musulmane, non solo pachistane, ma di tutto il mondo, le ha incoraggiate a lottare per i proprio ideali con coraggio aprendo loro la strada a mestieri di prestigio, allo sport, fornendo loro assistenza sanitaria. Nonostante gli aspetti controversi sfiorati dalla pellicola, l'eredità lasciata da Benazir Bhutto nel Pakistan di oggi non si cancella.
Nigel Cole firma un film piacevole nella confezione ed interessante nei contenuti, che ha il suo elemento di maggiore potenza nel talento della deliziosa Sally Hawkins.
Abbiamo incontrato Matt Reeves, giovane regista e sceneggiatore dell'acclamato remake americano di Lasciami entrare, a Roma per presentare fuori concorso l'avvincente thriller che vede protagonisti due ragazzini alle prese con le prime turbative sentimentali, con l'amicizia e con la diversità.
Il regista tedesco presenta alla stampa il suo terzo lungometraggio, incentrato sulla figura della poetessa Oda von Siering e sul suo incontro, appena quattordicenne, con un rivoluzionario che le insegnerà a raccontare, a pensare e a vivere.
Nel suo terzo lungometraggio, Kraus racconta l'evoluzione morale di una giovanissima poetessa e, insieme, i cambiamenti sociali a cui l'Europa si stava preparando, e lo fa con grande forza espressiva, senza rinunciare alla sensibilità.
Domenica tutta al femminile con gli europei Gangor e The Poll Diaries in concorso. Pomeriggio scandito da un imperdibile duetto tra Margherita Buy e Silvio Orlando in attesa della serata horror con il remake americano Let me in.
Accompagnato dalla straordinaria Mahasweta Devi, l'italiano Italo Spinelli presenta in concorso a Roma il drammatico Gangor.
Jim Loach dà al film un taglio realistico e niente affatto declamatorio, rendendo evidente la volontà di affrancarsi dall'ingombrante figura paterna, e controllando accuratamente l'aspetto emotivo della vicenda.
Il nostro faccia a faccia con Il padre e lo straniero, i due attori protagonisti del nuovo film di Ricky Tognazzi presentato fuori concorso alla quinta edizione del Festival di Roma.
Il figlio di Ken Loach ha presentato il suo lungometraggio d'esordio al Festival di Roma, insieme alla protagonista, la straordinaria Emily Watson, e alla sceneggiatrice Rona Munro.
Minuziosa ricostruzione storica, sfrenata visionarietà della favola, messaggio morale e omaggio alla magia del cinema si fondono in maniera prodigiosa in questo capolavoro di Miyazaki, straordinaria testimonianza della libertà espressiva che è in grado di concedere l'animazione.
In un divertente incontro con il pubblico il regista che ha risollevato le sorti dei B movies negli anni '80 e '90 ha ripercorso alcuni dei suoi più popolari successi rivelandoci i trucchi usati sui set e parlandoci senza esitazioni della drammatica morte dell'amico e attore feticcio John Belushi.
Abbiamo incontrato Nigel Cole, il regista di We Want Sex, che è arrivato a Roma in compagnia di due delle vere scioperanti dello stabilimento della Ford a Daganham, Eilieen Pullen e Sheila Douglass.
In occasione del 50esimo anniversario de La Dolce Vita il regista di Goodfellas arriva nella Capitale per presentarci in anteprima mondiale la versione restaurata di uno dei film che più l'ha ispirato.
Al Festival di Roma 2010 è il giorno di Ricky Tognazzi e del suo film tratto dall'omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo presentato Fuori Concorso e interpretato da Alessandro Gassman, Amr Waked e Ksenia Rappoport. Ecco il nostro incontro con il cast.
La miniserie in due puntate 'Sotto il cielo di Roma' alterna, incrociandole, due prospettive diverse sui tempi oscuri della II Guerra Mondiale, raccontandoci le scelte prudenti di papa Pio XII e le storie sentimentali di tre giovani ebrei romani che ne subirono le conseguenze.
Tanti i film presentati in e fuori concorso alla manifestazione romana, oltre agli appuntamenti, in serata, con la versione restaurata de La dolce vita e con Porco Rosso, finalmente approdato in Italia
Bella e idealista, Fanny Ardant ha scosso il festival di Roma facendo discutere con il suo cortometraggio a favore della cultura nomade e dei Rom. Una scelta coraggiosa per un'artista da sempre fuori dagli schemi che di recente ha scelto di passare dietro la macchina da presa.
La volitiva regista danese, accompagnata dal suo cast, capitanato dal popolare Ulrich Thomsen, approda a Roma per presentare il crudo In a Better World.
Hossein Keshavarz riesce a trasformare gli inevitabili limiti produttivi in mezzi espressivi, attraverso i quali veicolare un affresco della vita di Teheran che ha un forte taglio realistico e non esclude una scrittura molto accurata.
Dopo lunghi anni di assenza del regista americano dalla scena cinematografica, Landis torna con una produzione indipendente made in England, racconta alla stampa i motivi del suo silenzio e ci descrive le dinamiche produttive del piccolo schermo.
Il nostro incontro con il cast di La scuola è finita, prima opera italiana in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma, dramma giovanile sulla mancanza di passione di certi insegnanti e sulla crisi dei nostri ragazzi.
Dopo la proiezione al Festival di Roma dell'interessante e problematico Dog Sweat, il regista e la produttrice hanno parlato della genesi del film e dei suoi legami con la società iraniana.
Rigoroso, ambizioso, emozionante, il film di David Michod punta sull'autenticità per raccontare con piglio maturo e documentaristico il mondo della criminalità di Melbourne e un'agghiacciante vicenda familiare.
Nella seconda giornata dell'edizione 2010 del Festival di Roma, il regista David Michod ha presentato alla stampa il suo Animal Kingdom, vincitore del premio della giuria all'ultimo Sundance Film Festival.
Giornata ricchissima di eventi, tra cui il debutto di Landis e dei suoi ladri di cadavere, e Les Petits Mouchoirs di Guillaume Canet, entrambi accolti positivamente. Tra i film in concorso, La scuola è finita di Jalongo.
Stavolta non vi è nessuno a rubare la scena a Guillaume Canet che, in veste di regista, presenta a Roma il suo lavoro più personale, il bellissimo Les Petits Mouchoirs.
Forte di un cast eccezionale, Guillaume Canet rifiuta ogni facile stereotipo tratteggiando con accuratezza relazioni affettive costellate di quelle piccole crudeltà che spesso sono proprio gli amici più intimi a infliggerci.
Dopo l'exploit mondiale di Irina Palm il regista tedesco (innamorato del cinema italiano e di Anna Magnani) torna dietro alla macchina da presa per raccontare la storia di un uomo catapultato nella sua adolescenza; un film tratto dal celebre manga di Jiro Taniguchi.
Doveva essere un atto d'accusa verso la scuola italiana e le sue storture ed in piccola parte Valerio Jalongo riesce nell'impresa, ma la prima opera italiana in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma perde molta della forza originaria per l'incertezza del registro usato nella narrazione.
Attesissimo ritorno di John Landis, Burke & Hare - Ladri di cadaveri è uno spregiudicato e grottesco showtime, una commedia nera sovversiva e spassosa che unisce sullo schermo due strepitosi Andy Serkis e Simon Pegg.
La quinta edizione del Festival di Roma ci ha offerto una succosa anticipazione dell'atteso sequel di Tron, cult targato Disney degli anni '80: 23 minuti sempre in bilico tra rievocazione vintage e sguardo al futuro.
Il film d'esordio di Massy Tadjedin potrebbe esser definito un thriller dei sentimenti e al contempo un dramma sentimentale incentrato sul sospetto, raccontato con dovizia di particolari visivi, ma allo stesso tempo elegantemente asciutto per quanto riguarda i dialoghi.
Abbiamo incontrato Iginio Straffi, a cui forse il mondo glamour e prettamente femminile delle Winx sta ormai stretto: ci ha infatti parlato dei propri progetti per il futuro, destinati a un pubblico molto meno esclusivo.
Per il film ispirato all'omonima serie tv degli anni '80, la Fox offre l'innovativa versione "Plays everywhere": nella stessa confezione blu-ray, DVD e copia digitale. Da sottolineare la resa video eccezionale in alta definizione.