Il capolavoro di Elia Kazan arriva in alta definizione a 60 anni dalla sua uscita con un'edizione ottima sotto l'aspetto video e degli extra. Sufficiente l'audio italiano.
Film visivamente affascinante che Marcimain dirige al meglio delle sue possibilità, ma che stimola in maniera confusa lo spettatore a riflettere sulla violenza perpetrata ai danni di due adolescenti da uomini senza moralità.
Shell è insieme un film d'amore e una profonda riflessione sul divenire adulti, sul sacrificio e sul destino, e il cinema di Scott Graham è un cinema asciutto, fatto di sottrazioni e che vive di silenzi, di sguardi, di parole non dette e di segreti inconfessabili.
Presentato in anteprima mondiale al Torino Film Festival 2012 nella sezione Festa Mobile il nuovo film del regista di origini sarde ambientato nel campo nomadi di Cagliari e incentrato sull'emarginazione.
Il nostro incontro con l'attore, ospite del BFI London Film Festival con la commovente commedia robotica.
Nell'attesa della premiere neozelandese de Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato, Wellington si è letteralmente trasformata nella Terra di Mezzo, tra mercatini ed eventi ai quali hanno partecipato alcuni artisti che hanno collaborato con Peter Jackson, e con i quali abbiamo fatto due chiacchiere.
A interpretare il cinico Frank non c'è un attore qualunque, ma lo straordinario Frank Langella che, con il suo immenso talento, farebbe la gioia di ogni regista.
Quello humor disincantato, ma mai cinico, tipico della scrittura di Marc O'Brien, viene profuso a piene mani nella sceneggiatura dando vita a momenti realmente esilaranti e ad altri commoventi.
Il film di Berger si muove sinuoso e riesce a catturare lo spettatore trasportandolo in una dimensione altra, incantata.
Sejko colpisce nel segno, ricostruendo con dovizia di particolari quanto avvenuto in Albania all'inizio degli anni '90, caratterizzati da migrazioni di massa in particolare verso l'Italia e nello stesso tempo rendendo merito ad un gruppo di persone che non ha esitato un solo secondo a mettersi in gioco per cercare la libertà altrove.
La regia di Marcias risulta piuttosto anonima, priva di uno sguardo capace di andare in profondità sia nel rapporto speciale che si instaura tra i due protagonisti sia nelle delicate tematiche sociali che la storia si propone di affrontare.
Il nostro incontro il regista partenopeo che quest'anno guida la giuria del TFF; 'Questo è un festival dall'identità certa, c'è sempre stato del grande cinema ed un pubblico meraviglioso', ha spiegato.
Un passo falso dunque per Rob Zombie che, pur offrendo una visione originale e totalmente naif degli Inferi e di Satana, non riesce ad andare oltre il semplice delirio manieristico e a fare il salto di qualità con un'opera solida sia dal punto di vista della scrittura che della cifra stilistica.
Il film possiede i difetti di un'opera prima, ad esempio una 'gestione' non proprio perfetta dei tempi narrativi, ma ha anche tante qualità, in primis quella di evitare in maniera encomiabile ogni tipo di esotismo.
Non mancano le scene esilaranti e le risate, ma usciti dalla sala resta l'impressione di aver assistito ad un'opera dal ritmo altalenante che ha veramente pochi spunti da offrire e che non aggiunge nulla al genere.
L'autore newyorchese non va mai oltre le righe, grazie alle contenute (ma non fredde) interpretazioni dei protagonisti che gli permettono di mantenere intatto il senso profondo della storia, a dispetto di una messa in scena eccessivamente ricercata.
L'incontro con la regista che ha presentato nella sezione Rapporto Confidenziale, il suo ultimo lavoro, un film in cui il protagonista segrega un ragazzino, tenendolo in catene e allevandolo nel culto della violenza; 'Ma io mio padre David non lo uccido, gli voglio bene', ha raccontato questa mattina in conferenza stampa.
Il nostro incontro ravvicinato con il regista pisano, primo autore italiano in concorso al Torino Film Festival con un autodocumentario folle sulla decisione di smettere con le sigarette: 'Dovevo chiudere col fumo e insieme volevo fare qualcosa che mi permettesse di perdere il controllo completamente, anche in maniera dolorosa, spiacevole. Non so quale dei due aspetti abbia prevalso sull'altro', ci ha raccontato Gipi.
Un film leggero, brillante, sagace, mai retorico guidato da quattro grandi istrioni e da un irresistibile Michael Gambon, un film che rispecchia in pieno l'umorismo, l'umanità e l'amore per la musica di un grande attore che a quasi settantacinque anni si è deciso a fare il grande passo dall'altra parte della macchina da presa.
E' la storia di un'ossessione e come tale è eccessivo, debordante, a volte disturbante e in certi punti oscuro e non comprensibile, ma ha un'ironia di fondo che lo fa apprezzare e che lo rende simpatico, perfino amabile.
Un episodio di passaggio, il sesto di Asylum, che risolve alcune questioni, ma getta le basi per nuove linee narrative. Al centro della storia, due abbandoni capaci di dar vita a 'mostruosità'.
Una chiacchierata esclusiva con il regista del film, che ci ha parlato sia degli aspetti tecnici e narrativi del suo ultimo lavoro, dei paragoni con 'Shame' e del confronto con la stampa: 'Ai festival italiani non metterò più piede'.
Il regista Marco Bechis ci parla della genesi del film collettivo Mundo Invisibel, produzione brasiliana che vede tra i partecipanti i colleghi Wim Wenders, Atom Egoyan e Manoel De Oliveira.
A metà strada tra il racconto sociale e quello intimista, il regista e i suoi interpreti Tiziano Talarico, Francesco Scianna e Michele Placido definiscono il ritratto degli immigrati italiani degli anni Sessanta, eternamente divisi tra coraggio e nostalgia, speranze e disillusioni
La gradevole e pungente commedia francese di Canet arriva in alta definizione con un discreto video e un ottimo audio. Sufficiente il reparto dedicato agli extra.
L'Orso d'argento della giuria a Berlino arriva in DVD con un'edizione tecnicamente buona. Scarsi invece gli extra.
Il terzo capitolo delle avventure tratte dai libri di Jeff Kinney arriva in alta definizione con un'edizione curata dal punto di vista tecnico. Solo sufficienti i contenuti speciali.
Il regista romano, tornato al cinema dopo la parentesi televisiva del decennio scorso, ha presentato in conferenza stampa il suo film, incentrato su tre coppie e sul tema della casa. Insieme a lui, gran parte del ricco cast.
I direttori Giorgio Gosetti e Marina Fabbri presentano la 23esima edizione della manifestazione valdostana che, oltre a mostrare un cinema italiano sempre più in noir, tiene a battesimo un Lasse Hallstrom insolitamente black.
Dopo l'uscita di scena di due personaggi fondamentali, la serie AMC prosegue con due episodi ricchi di eventi e svolte importanti, che preparano la fusione delle due storyline principali della stagione.
Al centro di un viaggio creativo iniziato con un laboratorio scolastico ed un cortometraggio trasformato poi in lungometraggio, Pradal pone la figura di Tom le Cancre, ossia Tom il mulo che, insieme ad un gruppo di bambini, prova a descrivere la possibilità di un mondo senza sovrastrutture dove l'istinto e l'esperienza rappresentano l'essenza stessa della conoscenza.
In parte road movie, in parte film musicale, il curioso documentario di Farasi Flani mescola vari strumenti espressivi - dall'hip hop alla street art - e veicola un messaggio di partecipazione collettiva e di unione trasversale tra le culture in nome di alcuni valori universali, come la riappropriazione degli spazi urbani.
Chi ha amato il film precedente non faticherà a riconoscere qui lo stesso tratto benevolo nella descrizione dei personaggi, la mancanza di situazioni triviali, la naturale simpatia del protagonista.
La prima stagione della bella serie tv prodotta da Martin Scorsese arriva in alta definizione con un'edizione a cinque dischi tecnicamente molto buona. Più che abbondanti anche gli extra, peccato che una parte non siano sottotitolati.
Il film della figlia di David Lynch, dalle atmosfere malsane e stranianti tipiche del padre, arriva direttamente in homevideo con una discreta edizione.
Edizione molto valida dal punto di vista tecnico per il curioso e divertente film di animazione. Sufficienti gli extra.
Il nostro incontro con il regista e il cast del 'sequel' di 'La peggior settimana della mia vita', una commedia che sfida Fabio De Luigi e Cristiana Capotondi a vivere l'incubo delle vacanze di Natale; "Non chiamateci cinepanettone, la nostra è una fiaba comica", racconta il regista.
Metodi diversi, più lavoro di squadra e collaborazione con i sospettati: ecco la ricetta dello spin-off di The Closer per colmare l'assenza di Kyra Sedgwick nelle indagini dell'unità Crimini Maggiori di Los Angeles
Il saggio Doillon gioca con il pubblico maneggiando la materia sentimentale con consumata destrezza e variando le dinamiche di coppia secondo necessità.
In attesa dell'arrivo in sala del divertente, sfrenato e citazionista esordio alla regia del rapper RZA, abbiamo incontrato l'attore di origini sudcoreane, tra i molti nomi noti presenti nel cast.
Gerardo Panichi e Luciano Barcaroli evitano per fortuna la lettura più facilmente biografica e aneddotica, o ancora peggio quella più encomiastica e celebrativa, e si concentrano invece interamente sul processo di creazione artistica, tracciando un percorso di evoluzione della poetica di Giuseppe Tornatore, sia attraverso le confessioni del regista, sia attraverso le testimonianze dei suoi principali collaboratori.
Emile Hirsch ci ha abituato a perfomance di alto livello, ma l'interpretazione più sorprendente arriva dal biondo Stephen Dorff che mette a nudo le proprie fragilità regalando allo spettatore una figura debole e tormentata.
Un ritratto impietoso del maschio di oggi, trasformatosi nel nuovo sesso debole per sua propria incapacità e colpa. Tuttavia lo sguardo di Cesc Gay non è mai cinico e spietato, né scade nel ridicolo o nella farsa; ma anzi racconta i fallimenti e le incapacità dei propri personaggi con molta umanità e partecipazione, lasciando trasparire un affetto e una condivisione simpatetica delle loro vicissitudini.
Judge Archer, interessante gongfupian presentato nella sezione CinemaXXI del Festival di Roma, è l'opera seconda del regista cinese Xu Haofeng, già scrittore di successo nonché sceneggiatore del prossimo (e attesissimo) The Grandmasters di Wong Kar-Wai.
Al di là della straordinaria unicità di Pinuccio Lovero, personaggio insieme ingenuo e sornione, innato talento comico che sembra uscito dalla Commedia dell'arte, forse a stupire di più in questo secondo documentario di Pippo Mezzapesa è notare come gli altri candidati non siano poi così distanti dalle eccentricità e dalla goffaggine del suo protagonista.
Per la prima volta, dopo che la stampa ha sprecato fiumi d'inchiostro per mettere in evidenza i limiti di Silvio Berlusconi come politico ed uomo, due giornalisti cambiano il punto di vista e si rivolgono direttamente ad una nazione intera chiamandola alla responsabile compartecipazione.
Il medical migliore del dopo-House è inglese. Monroe, prodotto da ITV, risolleva il glorioso genere, recentemente bistrattato dalle serie americane.
Dopo sei anni di assenza, il regista torna al Festival di Roma come oggetto cinematografico all'interno del documentario 'Giuseppe Tornatore - Ogni film un'opera prima' realizzato da Luciano Barcaroli e Gerardo Panichi, per un viaggio attraverso la nostalgia dei ricordi e l'energia dei progetti futuri.
Per il suo esordio alla regia, Gassman porta al cinema il suo pluripremiato spettacolo teatrale Roman e il cucciolo in una versione estrema e violenta. Il regista e interprete ci parla della sue scelte artistiche insieme al cast.
Incluso nella selezione Prospettive Italia del Festival di Roma, il singolare documentario di Mezzapesa è stato presentato, in un'informale conferenza stampa, dal regista e dal simpatico protagonista.