Roberto Pischiutta, in arte Pivio, ci racconta il percorso affrontato in trent'anni di carriera con l'amico e collega Aldo De Scalzi: una collaborazione che ha dato i suoi frutti a teatro, al cinema e sul piccolo schermo, mantenendo sempre un'impronta originale e capace di evolversi.
La regista ha presentato a Roma il suo nuovo, sperimentale e anarchico The Gang of Jotas: un divertissement che è stato una pausa e uno svago dopo le precedenti, acclamate opere.
Amato e i suoi sceneggiatori dimostrano di saper modulare il tempo della storia e quindi quello dei protagonisti, mossi prima da un desiderio forte, incapaci di pianificare alcunché, poi vicini all'abisso, ma pronti a ritrarsi quando la catastrofe sembra ormai inevitabile.
La star di L'alba del pianeta delle scimmie si racconta in un lungo incontro in cui parla delle sue esperienze nell'mabiente della sperimentazione artistica.
Non possiamo negare a Tutto parla di te e alla sua autrice il merito di aver scoperchiato, seppur con poca lucidità, un tabù che i tanti retaggi culturali della nostra società hanno sempre tentato di insabbiare: la maternità non è solo sinonimo di gioia e felicità ma anche di disorientamento, paura e, in qualche caso, di tragedia.
Il nostro incontro con il regista Franceso Amato e gli interpreti Riccardo Scamarcio e Clara Ponsot; 'Mi piace fare film vitali, per questo spremo gli attori', ci ha raccontato il regista piemontese.
Due fratelli dietro la macchina da presa e due (fictional) davanti. Gli autori e il co-protagonista ci parlano di una delle pellicole più apprezzate del concorso romano.
Illuminato da una fotografia dalle tonalità cromatiche accese e sovraccariche, disseminato di dialoghi surreali e nonsense, pervaso da situazioni sempre sopra le righe e al limite del demenziale, il colorato ed enigmatico film della Satrapi è una sorta di fumetto vivente, un cartoon live action che stordisce lo spettatore, suscitando sensazioni che vanno dal divertimento al disorientamento.
Accantonate le atmosfere più patinate che hanno caratterizzato prodotti hollywoodiani come Il matrimonio del mio migliore amico, P.J. Hogan s'impossessa nuovamente di una voce australiana più grezza che, mitigata con una comicità black, riesce a ricondurlo alle atmosfere de Le nozze di Muriel, per poi superarle.
Due episodi stilisticamente differenti che si muovono coraggiosamente su temi narrativi delicati, e sconvolgono il pubblico con la rivelazione sull'identità di BloodyFace.
Il campione dei generi estremi e muscolari ci parla della sua concezione di cinema nel corso di un appassionante incontro.
Roman Coppola realizza un film intimo e personale utilizzando ciò che conosce meglio e che gli è più vicino: il microcosmo di Hollywood in cui è nato e cresciuto.
Johnny To torna al noir (ed esordisce nella Cina mainland) con una pellicola magistralmente diretta, che annulla definitivamente qualsiasi epica gangsteristica, e in cui l'intreccio è all'insegna di un irriducibile cinismo.
Il regista di Hong Kong approda al Festival di Roma con il suo primo film girato interamente nella Cina continentale: la conferenza stampa di presentazione, all'Auditorium, ha visto anche la partecipazione di Wai Ka-Fai e di parte del cast.
A gestire un insieme di personalità ed etnie in cui l'italiano, forse per la prima volta, viene posto allo stesso livello degli altri, è una regia giovane e fresca che, dovendo affrontare i problemi produttivi di un'opera prima, sopperisce alla mancanza di fondi con leggerezza e creatività.
Il film diretto da Madonna arriva in alta definizione con un'edizione discreta, nella quale il vero punto di forza è il reparto audio.
Spettacolare versione in 3D per il film di Bekmambetov: video e audio non deludono le attese, buono il reparto degli extra.
Il pluripremiato docu-fiction di Alessandro Comodin arriva in homevideo con un'edizione soddisfacente in tutti i reparti.
Il regista di una delle pellicole più applaudite del concorso romano ci svela i segreti del suo film onirico e visionario, interpretato dalla controversa star Charlie Sheen.
Presentato al Festival Internazionale del Film di Roma nella sezione CINEMAXXI il film d'esordio nella fiction della documentarista Alina Marazzi, un dramma tutto al femminile interpretato dalla grande Charlotte Rampling.
Preso da una celebrazione personale e dalla necessità di dimostrare la sua abilità con fotografia e montaggio, Paolo Franchi compone un'estetica sempre eccessiva dove i sentimenti non trovano mai il giusto spazio di espressione...
La nuova serie targata Disney ha tutte le carte in regola per entrare nel cuore dell'adolescente moderno: i primi amori, i pacati conflitti in famiglia, la passione per l'arte scenica, diventata negli ultimi anni sempre più mainstream.
Il portoghese Carlos Saboga, già sceneggiatore piuttosto noto, passa con questo Photo dietro la macchina da presa: l'interesse suscitato dal tema viene tuttavia, in parte, depotenziato da una messa in scena troppo anonima.
Un film da non perdere Bullet to the Head, che in un crescendo di violenza, humor e scene cult cattura lo spettatore risvegliando, a suon di cazzotti e pistolettate, l'amore nei confronti di genere che negli ultimi anni si è ripiegato su se stesso stupendoci con troppi effetti speciali e senza mai farci innamorare dei personaggi.
Strutturando il lavoro non come un'inchiesta politica, ma come un vero e proprio studio antropologico, Durzi e Fasanella tentano di ricostruire attraverso i ricordi di chi ha incrociato la sua strada, l'immagine di Silvio Berlusconi e del paese che è rimasto immobile a guardare la sua ascesa.
Al Festival Internazionale del Film di Roma è il giorno di una delle star più amate di Hollywoo:, l'indimenticabile interprete di Rocky e Rambo è giunto nella Capitale insieme al grande Walter Hill per presentare il loro nuovo film, un action mozzafiato incentrato sul tema della vendetta.
Una pellicola interessante e imperfetta, questo Ixjana, che colpisce l'occhio con una fotografia accattivante, ma si rivela a tratti un po' pretestuoso (e furbo) nella sua voglia di sorprendere a tutti i costi.
Dopo La spettatrice e Nessuna qualità agli eroi, il regista torna al cinema con un film troppo manierista sull'intimità coppia e le sue molte variabili autolesioniste interpretato da Isabella Ferrari e Jean-Marc Barr.
E' uno di quei progetti che suscitano istintiva simpatia e partecipazione, Il sole dentro: principalmente per l'importanza dei temi che tratta, ma anche per la capacità di arrivare al pubblico in modo semplice e diretto, con una buona cura della confezione.
Dando per scontato di trovarci nell'era dei reality e del dolore raccontato in diretta nazionale, Pappi Corsicato gioca con colori, sfumature, forme e costumi per mostrare il punto di non ritorno di una società culturalmente incivile.
Il messicano Enrique Rivero firma un'opera dall'incedere evocativo e meditativo, per quanto pervasa da un alone di cripticità, che si affida alle suggestioni naturali degli scenari di Xochimilco per riflettere sullo scorrere dell'esistenza e sull'accettazione della morte.
Liberamente ispirato a un racconto di Robert Louis Stevenson, Waves è un atipico noir ad ambientazione marittima, esordio nel lungometraggio del fotografo e videoartista Corrado Sassi.
Arriva il gran finale delle avventure di Bella e Edward, costretti a dimostrare ai temibili Volturi che la straordinaria figlioletta Renesnee non è una minaccia per il popolo dei succhiasangue.
Il nostro incontro con lo staff produttivo e il regista del nuovo lungometraggio d'animazione della DreamWorks, presentato al Festival di Roma e in uscita il prossimo 29 novembre; 'Si vive una volta sola e produco solo ciò che amo', ci ha raccontato Guillermo Del Toro.
Il regista Bibo Bergeron, insieme alle voci italiane Arisa, Raf, Enzo Decaro, Maurizio Mattioli e Simona Borioni, incontrano un gruppo di entusiasti piccoli fan del film.
Abilissimo dietro la macchina da presa nelle scene action, Placido perde i colpi quando si tratta di amalgamare le diverse fasi della narrazione, le sottotrame (troppe) e le singole evoluzioni dei personaggi coinvolti non riuscendo a sopperire alla lacuna più grande dell'opera, una sceneggiatura priva di centralità e di equilibrio.
Nathan Fillion sa tenere alta l'attenzione sullo schermo (Castle) come nella realtà: incontrarlo è come assistere ad un brillante monologo da cabaret.
Dopo aver ottenuto riconoscimenti con I Simpson e Futurama, il regista arriva alla guida di Ralph Spaccatutto, dimostrando che anche i videogiochi hanno un'anima.
Una pellicola che poco concede alle gag in favore di un racconto decisamente più maturo, che non tocca vertici stilistici straordinari, ma che saprà comunque impressionare (anche il pubblico degli adulti) con la semplicità di una storia ben diretta e sviluppata.
Il film sulla Monroe impegnata sul set de Il principe e la ballerina arriva in homevideo con un'edizione buona sotto il profilo audio-video, ma con extra appena sufficienti.
Espandendo il progetto della serie intitolata 'Life', la BBC Earth insieme a network francesi, tedeschi e italiani è riuscita a produrre e a realizzare questo kolossal della documentaristica che giunge nelle sale dopo ben quattro anni di lavorazione.
Un video di gran livello caratterizza l'edizione in alta definizione della commedia francese di stampo culinario. Sufficiente il reparto dei contenuti speciali.
Il film muto di Mel Brooks arriva in alta definizione con un'edizione soddisfacente dal punto di vista tecnico ma povera di extra.
Marfa Girl è sì provocazione, sì gusto per l'eccesso e per il non filmabile, ma è anche qualcosa di più. Larry Clark affonda il coltello in una realtà complessa, contraddittoria, solo apparentemente immobilizzata in ruoli definiti e cristallizzati.
Con Back to 1942 il regista Feng Xiaogang firma il suo progetto più personale e ambizioso, una vibrante e toccante epopea popolare che ha l'obiettivo di riportare alla memoria un tragico episodio collettivo rimosso anche dai cittadini cinesi.
Da sempre interessato a un'adolescenza autodistruttiva, questa volta il regista e fotografo americano si lascia sedurre da un gruppo di ragazzi divisi dai conflitti culturali e personali ai confini con il Messico.
A quattro anni da Il seme della discordia, il regista napoletano affronta, accanto a Laura Chiatti e Alessandro Preziosi, l'ossessiva ricerca della bellezza e la necessità di apparire ad ogni costo per confermare il proprio successo personale.
Presentato in concorso nella sezione Prospettive Italia il film d'esordio di Matteo Pellegrini, un'interessante riflessione sulla società di oggi, sempre più spaccata, multietnica e piena di contrasti.
Al suo esordio alla regia Régis Roinsard dimostra di conoscere alla perfezione tutti i meccanismi della commedia romantica, confezionando un prodotto impeccabile sotto ogni punto di vista che omaggia in chiave affettuosa e nostalgica il cinema degli anni Cinquanta.
Presentato a Roma il nuovo film d'azione diretto da Michele Placido che vede impegnato un grande cast internazionale ma anche la figlia Violante e Luca Argentero.