10 attrici di serie TV che ci hanno fatto innamorare nell'ultimo anno

Per festeggiare l'8 marzo vi raccontiamo 10 donne, 10 ruoli e 10 attrici di cui ci siamo innamorati guardando le serie tv dell'ultimo anno e mezzo.

Maurizio Ermisino

Abbiamo ancora negli occhi il momento della premiazione di Frances McDormand agli ultimi Oscar. Quello in cui l'attrice ha chiamato tutte le altre candidate, e tutte le donne, ad alzarsi in piedi, e a ricevere un applauso. Si respira un'aria nuova a Hollywood, si respira un'aria nuova nel mondo. Le donne si alzano piedi, stand up, che inglese vuol dire alzarsi, ma anche lottare, far sentire la propria voce. Lo scandalo delle molestie, i movimenti come #MeToo che ne sono scaturiti, stanno disegnando un nuovo scenario. Ma lo stanno facendo anche quella grande fucina di creatività che sono oggi le serie tv, prodotti di alto livello dove stanno trovando sempre più spazio ruoli femminili originali, inediti, che ci mostrano donne forti e consapevoli del loro destino. Per festeggiare l'8 marzo vi raccontiamo 10 donne, 10 ruoli e 10 attrici di cui ci siamo innamorati guardando le serie tv dell'ultimo anno e mezzo. Sì, alcune le amiamo da prima, ed è stato come incontrare ancora una vecchia fiamma. E trovarla in gran forma. Alcune sono state delle vere sorprese. Siamo sicuri che molte le amate anche voi...

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1. Winona Ryder (Stranger Things)

Stranger Things: una scena con Winona Ryder

Non posso non partire da lei, la mia donna ideale, la star che ha illuminato il cinema degli anni Novanta, che ha fatto innamorare autori come Burton e Scorsese, star del cinema e del rock (Johnny Depp, David Pirner), fino a far imprimere il suo nome sulla pelle a un suo grande amore (il famoso tatuaggio di Depp, Winona Forever). Dopo aver dominato il cinema di quegli anni, dopo essere stata ingiustamente messa da parte per lo scandalo del furto ai grandi magazzini, Winona Ryder è tornata ad essere considerata dai grandi autori (Aronofsky e Il cigno nero), ma il suo grande ritorno è stato sicuramente Stranger Things, la serie tv dei Duffer Brothers targata Netflix. Uno dei volti più belli del cinema, la donna bambina, ha mortificato la sua bellezza per entrare nel ruolo di Joyce Byers, una madre sconvolta per la scomparsa del figlio e disposta a tutto pur di ritrovarlo. Joyce dimostra fino a dove può arrivare l'amore materno, dimostra cosa significa credere. Credere vuol dire pensare che per parlare con un figlio si possano usare anche delle luci natalizie, o una canzone dei Clash. I Duffer Brothers le hanno chiesto proprio di eliminare gli "occhioni alla Winona Ryder", e lei si è tagliata le ciglia appositamente. Ora che nella vita reale Winona Ryder sembra avere trovato l'amore e la serenità, li troverà anche Joyce Byers? Non resta che aspettare le attesissime stagioni tre e quattro di Stranger Things. Winona Forever!

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2. Sherilyn Fenn (Twin Peaks 3)

I segreti di Twin Peaks: Sherilyn Fenn danza al roadhouse

Di lei mi sono innamorato già nel 1991. Certo, prima si trattava di capire chi fosse, visto che i giornali dell'epoca, visto il nome, facevano una gran confusione tra Sherilyn Fenn e Sheryl Lee. Una volta capito che lei, Sherilyn Fenn, non era Laura Palmer, era la mora, Audrey Horne, ho capito quanto mi piacesse. Quella ragazza vestita in abiti anni Cinquanta, con quelle scarpe bianche e nere. Quella ragazza un po' folle, ribelle, forse l'unica che aveva capito tutto, ma sensibile e passionale. I grandi occhi verdi, le sopracciglia ad ala di gabbiano, il fisico morbido. L'avevamo lasciata con un'esplosione, davanti a una banca. L'abbiamo ritrovata 25 anni dopo (nel frattempo poche apparizioni: lo sfortunato Boxing Helena, diretto dalla figlia di Lynch, Jennifer, un cameo ironico in Friends, qualche serie tv) a Twin Peaks. Molto diversa: un po' appesantita. Molto dolente. La sua Audrey (nel frattempo apprendiamo che ha avuto un figlio) è intrappolata da qualche parte, con qualcuno che non ama. Non sappiamo dove sia lei, né chi sia lui. Ma poi, all'improvviso, la magia: il ritorno al Roadhouse, e quella sua danza straniata e straniante, sulle note che Angelo Badalamenti, 25 anni fa, ha dedicato proprio a lei, Audrey's Dance. Un momento incantato, sospeso, etereo. E poi il brusco risveglio. Resta l'amore che anche tante donne hanno per questo personaggio.

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3. Miriam Leone (1993)

Miriam Leone in TV

La ricordiamo appena eletta Miss Italia. E alle prime presentazioni dei palinsesti Rai. Una ragazza molto bella, alta, un bel sorriso, e dei bellissimi occhi verdi. Ci immaginavamo una carriera come tante, a condurre qualche Unomattina in famiglia, o cose così. È poi arrivata la serialità televisiva, il cinema. Ma siamo balzati dalla sedia fin dalle prime scene di 1992, dalle prime inquadrature di Veronica Castello, la soubrette in cerca spasmodica di apparenza e successo, divisa tra industriali, politici, qualunque persona possa darle qualcosa. Quegli occhi verdi si sono velati di dolore, disillusione, cinismo, sempre più liquidi man mano che la storia avanza, e l'amor proprio di Veronica soccombe alla sua ambizione. Questa dark lady sensualissima e dolente è irresistibile. E colpisce l'aderenza al ruolo di Miriam Leone, la forza e la passione che mette nel personaggio. 1993 finisce con Veronica che scende in politica...
Veronica Castello è un personaggio attualissimo, paradigmatico di un certo modo di intendere la politica, lo spettacolo (ma non sono la stessa cosa?), un certo modo di far carriera, una storia dall'onda lunga che arriva ai giorni nostri. Anche, in parte, al sistema delle molestie e dei divani dei produttori. Perché Veronica è un po' manipolatrice, ma un po' vittima. Di se stessa, ma anche di chi se ne approfitta. Dovremmo detestare Veronica. Ma l'umanità con cui è "disegnata" e la sua bellezza ce la fanno trovare irresistibile.

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4. Gugu Mbatha-Raw (Black Mirror)

Black Mirror: Gugu Mbatha Raw e Mackenzie Davis un'immagine della terza stagione

Una serie tv ti spinge all'innamoramento per un personaggio: ci passi insieme ore e ore, cominci a conoscerlo, ti resta attaccato. Con una serie antologica, e solo un'ora, a volte poco più, a disposizione, non è così facile. Ma a Gugu Mbatha-Raw, attrice inglese con un padre sudafricano (la vedremo presto nel film Nelle pieghe del tempo), complice un episodio perfetto come San Junipero (stagione 3), basta un'ora. Con la sua Kelly, come accade alla coprotagonista Yorkie (Mackenzie Davis), è amore a prima vista, non appena la incontriamo in discoteca, scambiamo due parole, balliamo con lei, in soggettiva. Anche se la canzone di Alexander O'Neil ci ripete "fake"... "Sono una bomba sexy" ci avverte, e la osserviamo ancora più attentamente. I riccioli ribelli, quegli occhi neri che guardano dritti nei tuoi. Per chi ha vissuto gli anni Ottanta è attraente, e familiare anche il suo look: capelli raccolti da un fiocco, giacchino corto tipo Madonna in Cercasi Susan disperatamente o Janet Jackson. Come accade per Yorkie la desideriamo, ce ne innamoriamo, facciamo l'amore con lei. E poi, a mezzanotte, lei sparisce come Cenerentola. Il suo personaggio ammalia per la voglia di vivere - un aggrapparsi letteralmente alla vita, e capiremo perché - per la voglia di innamorarsi, senza dimenticare chi è e qual è il suo passato. Per ricordarci che, se lo vogliamo, il paradiso è un posto sulla Terra, Heaven Is A Place On Earth.

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5. Georgina Campbell (Black Mirror)

Black Mirror: Joe Cole e Georgina Campbell  nell'episodio Hang the DJ

Ci eravamo riproposti di raccontarvi una ragazza per ogni serie. Ma per Black Mirror ci sentiamo di fare un'eccezione. E poi, se Hang the DJ, stagione 4, è considerato il successore di San Junipero, come non considerare Georgina Campbell, anche lei inglese e di colore (il padre è giamaicano) che nell'episodio è Amy, l'erede di Gugu Mbatha-Raw? Complice una storia sognante e romantica, pur nel suo essere inquietante, Georgina Campbell ci incanta da subito. È una ragazza alla ricerca dell'anima gemella, ma questa ricerca sarà regolata da un rigido "sistema" che regola le relazioni nel posto dove si trova. Nel primo appuntamento subiamo subito tutto il suo charme: la sua Amy è affascinante, brillante, ma anche un po' impacciata e titubante. Come siamo un po' tutti noi ai primi appuntamenti. I suoi occhi curiosi, il suo sorriso delicato ci portano subito dentro la storia, e a parteggiare per lei e il suo innamorato. Celata dietro questa grazia c'è una grande forza di volontà. E Georgina ci fa capire, alla fine, che l'amore è più forte dell'algoritmo. Che conta essere se stessi. Come cantano gli Smiths in Panic, "bruciate le discoteche, impiccate quei benedetti d.j. perché la musica che mettono in continuazione non mi dice nulla della mia vita".

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6. Lorena Cesarini (Suburra)

Anche l'Italia ha una sua bellezza di colore. In Suburra, dopo poche puntate, ci siamo appassionati subito alle vicende di Isabelle, una prostituta che diventa presto una dei motori drammatici della vicenda. La incontriamo già dalle prime scene, nel festino in cui è coinvolto un alto prelato. Senza freni, e senza scrupoli quando si tratta di filmare tutto, Isabelle a prima vista ci sembra una donna cinica e spietata. La conosceremo meglio poco dopo, la scopriremo insieme all'Aureliano Adami di Alessandro Borghi, boss in ascesa della mala di Ostia. Una ragazza con un cuore, con dei sogni, come tante. Sogni che sono destinati a scontrarsi con una realtà dura. Aureliano e Isabelle sono come Romeo e Giulietta, Capuleti e Montecchi nella Roma di oggi, una ragazza di origini africane e un criminale nato e cresciuto in un ambiente di estrema destra. Il destino di Isabelle è segnato. Lorena Cesarini, conosciuta anche per lavori come Il professor Cenerentolo di Pieraccioni, mette tutta se stessa, corpo e anima, nel ruolo: fisico atletico, profondi occhi neri, labbra carnose e imbronciate e capelli dalla pettinatura afro, per un ruolo difficile, duro, estremo. Lorena Cesarini è laureata in storia contemporanea: è stata notata per caso, in un supermercato, dalla casting director di Fandango, e ha sbaragliato tutti al provino per Arance e martello di Zoro. All'inizio era spaventata da qualsiasi scena d'amore, anche un bacio. E poi, dopo 5 mesi di provini, ingaggiata da Netflix per Suburra, ha dovuto affrontare la scena di un'orgia. Non ha avuto paura, e ce l'ha fatta. Intensa e sexy.

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7. Margarita Levieva (The Deuce)

Si parla di prostituzione, e di pornografia, in The Deuce, serie ambientata nella sordida New York negli anni Settanta. The Deuce è a walk on the wild side, una passeggiata nel lato selvaggio, come cantava Lou Reed. Tra papponi, prostitute, gangster, registi e baristi che provano a farcela, un mondo dove ognuno prova a trovare la propria strada, il proprio modo per sopravvivere, c'è anche Abby, interpretata da Margarita Levieva. È una studentessa, che arriva in città per frequentare l'università. Inquieta, viva, tra una relazione con un professore e una serata a base di droghe che finisce con una retata, arriva per caso nel bar gestito da Vincent (James Franco). Il feeling con lui è evidente, anche se la scintilla non scatta subito. Ma la vita che pulsa in quel bar, in quelle strade, la affascina più dell'università. E a fare la cameriera, ma in succinto body nero come vuole lo stile Vincent, è bravissima. Dove l'abbiamo vista? Ci chiediamo subito questo. Era Amanda Clarke, la provocante e infida amica di Emily in Revenge. Lì forse ammiccava troppo. In The Deuce trova la giusta miscela di innocenza e provocazione, curiosità e sex appeal. Margarita Levieva è nata in Unione Sovietica, in quella Leningrado che oggi si chiama San Pietroburgo, dall'età di tre anni ha cominciato a fare ginnastica ritmica (ha continuato per 13 anni) e a 11 anni si è trasferita negli Stati Uniti con la madre e il fratello. Il suo passato da ginnasta si vede nel suo fisico, minuto, muscoloso ed elegante. Ma quello sguardo capace di trafiggere non si può creare con gli allenamenti. Ce l'hai o non ce l'hai.

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8. Hannah Gross (Mindhunter)

A proposito di sguardi. Hannah Gross con uno sguardo ti trafigge. E anche con le parole. Nel primo episodio di Mindhunter, serie creata da David Fincher, si incontrano subito in un locale Ford (Jonathan Groff), il protagonista, e Debbie, interpretata da Hannah Gross. Sono l'agente FBI e la hippie, gli opposti che si attraggono, e lei, brillante studentessa, gli tiene testa a base di Durkheim e di sociologia. Il loro dialogo è degno di certi scambi tra Edward Norton e Helena Bonham Carter in Fight Club. Poco dopo li vediamo a letto: il sesso tra Ford e Debbie appare sempre gioioso, sfrenato, in contrasto con le devianze, quasi sempre ti tipo sessuale, dei killer. Hannah Gross ha un fisico nervoso e atletico e occhi blu che trasudano profondità e intelligenza. Se la Debbie di Hannah Gross ci ha colpito, in Mindhunter c'è anche la professoressa Wendy Carr di Anna Torv, enigmatica e sexy nelle sue gonne attillate a vita alta e le camicette stampate. Intrigante, ha il sorriso enigmatico della Gioconda, o, se volete, il sorriso arcaico di cui parlava Henri-Pierre Rochè in Jules e Jim.

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9. Martha Higareda (Altered Carbon)

Altered Carbon: una scena della serie

Come si vede nel caso di Margarita Levieva, nonostante quello che pensi Donald Trump, l'America vive e respira anche grazie alle forze che arrivano da altri paesi. Questo è il momento del Messico: Guillermo del Toro stravince agli Oscar con La forma dell'acqua - The Shape of Water, Coco tra i film d'animazione. E in una serie di Netflix, la distopica e "dickiana" Altered Carbon, spicca un'attrice messicana, Martha Higareda, 34 anni. È l'agente Kristin Ortega, forse il personaggio più onesto e risoluto della serie. Nonché estremamente determinato. In un mondo dove le coscienze sono digitalizzate e possono trasferirsi in un altro corpo, che viene chiamato custodia, Kristin segue come un'ombra Takeshi Kovacs, il protagonista: ha amato quel corpo, non chi ora lo abita. Sarà ancora amore? Martha Higareda finora aveva lavorato quasi sempre in patria: aveva sfiorato un ruolo in Y tu mamá también di Alfonso Cuarón, ma aveva dovuto rifiutare a causa delle molte scene di nudo e perché troppo giovane. In Altered Carbon ha dimostrato di non temere questo tipo di scene. Gli occhi piccoli, neri, dalla forma allungata, i tratti latini, un corpo minuto e perfetto, che sembra disegnato da un fumettista, fanno sì che la sua Kristin Ortega sia un personaggio inedito e molto originale nel panorama odierno. Se Altered Carbon ha un'anima, lo deve anche a lei.

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10. Rachel Brosnahan (The Marvelous Mrs. Maisel)

The Marvelous Mrs. Maisel: un'immagine di Rachel Brosnahan

Non ci aveva lasciato indifferenti già ai tempi di House of Cards, dove era Rachel, la donna che sapeva troppo, la squillo invischiata nell'affare Russo, esiliata e tenuta d'occhio da Doug Stamper, il capo dello staff di Frank Underwood. Doug, che la seguiva per gli interessi del suo capo, finiva per seguirla perché sempre più intrigato da lei, fino a diventarne ossessionato. Rachel era uno dei personaggi, e dei volti, più belli della serie, e siamo rimasti increduli che si sia fermato alla terza stagione. Ma Rachel Brosnahan è ora la protagonista assoluta di una serie firmata Amazon Prime Video, The Marvelous Mrs. Maisel. Se in House Of Cards non la vedevamo mai sorridere, qui ride in continuazione. E così, scopriamo anche il suo bellissimo sorriso, oltre agli occhi verdi, che prima erano velati da lacrime e oggi brillano come smeraldi. Rachel Brosnahan è una donna ancora diversa da quelle che abbiamo visto fin qui. Americana del Winsconsin, ma di madre inglese, Rachel appartiene al classico fototipo irlandese: capelli rossi, carnagione chiarissima, occhi verdi. Nonostante sia esplosa solo ora, con un Golden Globe per la serie in questione, è una veterana di cinema e tv (Il mai nato sul grande schermo, e poi Gossip Girl, The Good Wife, Grey's Anatomy e In Treatment, in singoli episodi, prima dei ruoli in Manhattan e House Of Cards). In The Marvelous Mrs. Maisel interpreta una moglie, e casalinga, nella New York degli anni Cinquanta, che scopre un talento per stand up comedy e decide di seguirlo. Contro tutto e tutti. È un altro ruolo simbolo di una nuova era per le donne. Libere di scegliere, libere di essere chi vogliono.

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Fuori concorso...

The Handmaid's Tale: Elisabeth Moss nell'episodio Offred

Una bellezza atipica, che non balza subito agli occhi. Una bellezza mortificata, perché così vuole il ruolo. E lei è l'attrice adatta. Parliamo di una delle serie dell'anno appena concluso, forse "la" serie dell'anno, The Handmaid's Tale. E di quell'attrice straordinaria che si chiama Elisabeth Moss. Conosciuta finora per Mad Men, la vediamo entrare in scena castigata in quegli abiti rosso scarlatto e in quella cuffia bianca: gli occhi spenti, lo sguardo fisso, l'espressione quasi paralizzata, gli angoli della bocca rivolti verso il basso. I flashback, e un incontro inaspettato, ce la fanno vedere sotto un'altra angolatura: conosciamo il suo sorriso, la sua ironia, la sua sensualità. Anche la sua lotta per i diritti di tutte le donne è una delle cose più attuali che le serie di oggi possano regalarci.

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