Gerardo Scala

Attore
Biografia

Cenni biografici di Gerardo Scala


Gerardo Scala nasce a Napoli nel 1949 da Ciro e Antonietta Pisacane, una famiglia di possidenti terrieri che, come tante altre, subisce la crisi economica del dopoguerra.
Dopo aver frequentato le scuole superiori, nel 1968 partecipa al concorso all' Accademia Nazionale d'Arte Drammatica 'Silvo D'Amico' di Roma in qualità di attore, qualificandosi, fra un centinaio di partecipanti, al primo posto ex aequo con Daria Nicolodi. I suoi insegnanti d'Accademia sono stati: Sergio Tofano, Orazio Costa, Paolo Giuranna, Sandro D'Amico e un giovanissimo Luca Ronconi non ancora famoso come regista. Oltre che con la Nicolodi, Scala ha condiviso il corso con Armando Pugliese, Michele Placido ed altri colleghi. Già nell'estate del '69 partecipa allo spettacolo Il gran teatro del mondo di Pedro Calderòn de la Barca con la regia di Andrea Camilleri, nel ruolo di corista con altri due allievi dell'accademia e con Loris Gizzi, Cesarina Gheraldi e altri. Nel secondo anno accademico, il regista Orazio Costa lo sceglie nel ruolo di Tisbe nel Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare andato in scena al teatro Quirino di Roma come saggio degli allievi del terzo anno. Dopo una tumultuosa occupazione dell'accademia da parte degli studenti, durante la quale ha la possibilità di stringere amicizia con l'attore Gian Maria Volontè e il regista Tonino Calenda venuti a dare man forte all'occupazione, abbandona gli studi per adempiere l'obbligo di leva, finito il quale, rientrato a Roma, partecipa al debutto di Carmelo Bene nel teatro ufficiale con lo spettacolo Nostra Signora dei Turchi (dopo l'edizione del 1966 al Beat 72) andato in scena al Teatro delle Arti in Via Sicilia a Roma il 10 ottobre del 1973. Subito dopo diventa socio del Teatro Libero di Roma lavorando con il regista e compagno d'accademia Armando Pugliese insieme ai colleghi Anna Teresa Rossini, Michele Placido e altri e partecipando in qualità di attore a vari spettacoli fra cui Il barone rampante tratto dal romanzo di Italo Calvino e registrato dalla RAI. La collaborazione con Pugliese continuerà con gli spettacoli: I Vermi, ovvero malavita napoletana, di Francesco Mastriani andato in scena al Teatro Flaiano di Roma nel 1977; Circo Equestre Sgueglia di Raffaele Viviani al Teatro Argentina nello stesso anno; L'opera dè muort 'e famme (1978-1979), Premio Pirandello di Elvio Porta, nel ruolo tragico del muzzunaro che a fine spettacolo viene accidentalmente ucciso con un colpo di pistola e chiede inutilmente una sigaretta che nessuno riesce a procurargli e che gli fa esclamare "cù tutte 'sti sigarette?!", spettacolo andato in scena per l'inaugurazione del teatro Giulio Cesare di Roma e replicato poi a Napoli al teatro Augusteo con la partecipazione di Vittorio Caprioli, Angela Pagano, Antonio Casagrande, Italo Celoro e altri colleghi; Il Risorgimento, un loro vecchio progetto portato a termine da Roberto Lerici e rappresentato al 'Festival Dei Due Mondi' di Spoleto nel 1981 nei ruoli di Ferdinando II di Borbone e Giuseppe Verdi; e ancora nel 1985 ne il Mercante di Venezia di Shakespeare nel ruolo del Doge con protagonista Tino Schirinzi, Raffaella Azim e Paolo Graziosi. Nell'arco di questi anni recita in vari altri spettacoli diretti da registi famosi, quali: Antonio e Cleopatra di Shakespeare, regia di Giancarlo Corbelli, nel ruolo di Enobarbo con Aldo Reggiani, Lino Troisi, Francesca Benedetti, Anna Teresa Rossigni, per il festival di Borgio Verezzi del 1972; Il Caso Liggio di Vittorio Sermonti, regia di Mario Missiroli (1975), nel ruolo dell'onorevole Gatto, protagonista Paolo Bonacelli; Il Barbiere di Siviglia di Beaumarchais, regia di Mario Maranzana (1981), per il Teatro Biondo di Palermo, nel ruolo di Don Bartolo, protagonisti Anna Marchesini e Marco Messeri; L'isola di Sancho di Manlio Santarelli, regia di Gianfranco De Bosio (1984), nel ruolo del Duca di Maddaloni con Nello Mascia e Marina Confalone; Il Coriolano di Shakespeare prodotto dalla compagnia 'I Compagni di Scena' per il circuito ATER con la regia di Cristiano Censi, nel ruolo del 'Capopopolo', protagonisti Isabella Del Bianco e Stefano Satta Flores.

Negli anni settanta comincia la sua collaborazione col 'Teatro in Piazza' di Perugia diretto da Guido Mazzella. In qualità di attore, con la regia di Mazzella interpreta: il ruolo del Servo ne La Càsina di Plauto (estate 1973) con Stefania Corsini, Paolo Lombardi, Aldo Mirando e altri colleghi; il ruolo di Ligurio ne La Mandragola di Machiavelli (estate 1975) con Fausto Tommei, Oliviero Dinelli, Gaetano Campisi e altri colleghi; il ruolo di Messenione il servo ne I Menecmi di Plauto (estate 1976) con Stefania Corsini, Rosario Galli, Gaetano Campisi e altri colleghi. Sempre in quest'anno va in scena con il teatro in piazza Poveri comici, povero Ruzzante scritto, diretto e interpretato da Gerardo Scala nel ruolo di Pantalione con Stefania Corsini, Gaetano Campisi, Guido Cerniglia. Per l'estate 1977 con la regia di Guido Mazzella interpreta il ruolo di Lubin in George Dandin con Gaetano Campisi, Gabriele Carrara, Daniela Gatti. Sempre nel 1977 per il teatro in piazza dirige e interpreta Sik sik, artefice magico di Eduardo De Filippo e infine scrive, dirige e interpreta sempre per quella stagione la novità Dopo la luce, la guerra, spettacolo ambientato alla vigilia della seconda guerra mondiale, nel personaggio di Primitivo, con Gaetano Campisi, Armando Cianchella, Liliana Dell'Aquila e Fabio Maraschi. Nell'estate 1978 scrive dirige e interpreta Totò Principe e Clown nel ruolo del protagonista con Gabriele Carrara, Daniela Gatti, Liliana Dell'Aquila, Luciano D'Amico e Fabio Maraschi. È stata questa una felicissima stagione di entusiasmo e lavoro in giro per l'Italia portando il teatro popolare dalle città più grandi ai paesetti più isolati, sfruttando come scenografie degli spettacoli gli scenari naturali e architettonici che ogni località offriva: dalle piazzette medioevali dell'Umbria e del Lazio ai cortili dei castelli e dei chiostri della Puglia e della Campania, fino alle distese prative dei paesi montani. Per la regia di Guido Mazzella, è da ricordare ancora la sua partecipazione al Re Mida di Domenico Rea (1979) nel ruolo di Lubuk, l'intellettuale di corte, con Renzo Palmer e Paola Mannoni, spettacolo andato in scena per il Festival di Caserta Vecchia e replicato nel cortile del Palazzo Reale di Napoli. In questo periodo data anche la sua collaborazione con Elvio Portacome autore attore nella stesura del testo La Perla Reale (1982) dove interpreta il ruolo del protagonista 'Salvatore Cammarano', impresario teatrale e scrittore all'epoca dello sventramento dei quartieri popolari di Napoli, che viene ricattato da un impresario rivale di basso rango fino al silenzio e alla morte con la straziante frase finale 'Nannì, nun chiagnere, murì è niente, è nun campà che è brutto', spettacolo portato in giro per l'Italia grazie anche al prezioso e decisivo contributo della Compagnia Di Canto Popolare. C'è anche da ricordare un divertentissimo 'Seneca' interpretato da Gerardo Scala nello spettacolo Nerone di Sergio Lambiase e Lamberto Lambertini (1994) con protagonista Peppe Barra nel ruolo di Nerone e Angela Pagano in quello di Agrippina.

Negli anni '80 ha inizio la sua attività televisiva partecipando a varie serie di spettacoli musicali per la produzione RAI di Roma con le prestigiose regie di: Paolo Poeti in Bevi qualcosa (1981) dove Gerardo Scala fa da spalla al protagonista Pino Caruso; Angelo Zito in una lunghissima serie di preserali per la RAI di Torino dal titolo L'Università delle canzonette (1982) con Simona Marchini; Romolo Siena in Ci pensiamo Lunedì (1983) con Alida Chelli, Gigi Reder, Enzo Garinei; Antonello Falqui in Un altro varietà (1986) con Marina Confalone nelle spassose scenette di 'Marì e Geggè'; Salvatore Baldazzi in Il piacere dell'estate (1988) con Marta Flavi. Sempre per la RAI partecipa a vari episodi di serie come Aeroporto Internazionale (1985) con Gianni Garko, Don Fumino (1992) con Renzo Montagnani, Un posto al sole alla RAI di Napoli. Nell'attività di attore autore è rimasto famoso il personaggio del 'Professor Savoia' andato in onda per un lungo periodo nella trasmissione Tandem (1986-1987) dove Fabrizio Frizzi gli faceva da spalla nelle esilaranti scenette.

Il suo impegno cinematografico, secondario rispetto al teatro e alla televisione, inizia con partecipazioni ai film: H2S di Roberto Faenza (1968), Il lumacone di Paolo Cavara e Tutto a posto e niente in ordine di Lina Wertmuller entrambi del 1974. Le interpretazioni importanti cominciano nei film diretti da Nanni Loy: Cafè Express (1980) nel ruolo di un controllore di treno divertente e cattivello, con protagonisti Nino Manfredi e Adolfo Celi; Mi manda Picone (1983) nel ruolo di Gennaro, il costruttore di bombe non vedente, con protagonista Giancarlo Giannini; Scugnizzi (1989) nel ruolo di Gerardo, un accorato assistente sociale, protagonisti: gli scugnizzi di Napoli; Pacco, doppio pacco e contropaccotto (1993) nel ruolo del folle servitore di un mago, con protagonista Marina Confalone. La sua esperienza cinematografica continua con Luciano De Crescenzo nei film: Così parlò Bellavista (1984) e il suo seguito Il Mistero Di Bellavista (1985) con la memorabile l'interpretazione di 'Luigino il poeta' che continuamente si intromette nei discorsi con l'interrogativo 'permettete un pensiero poetico?'. Ancora oggi tutti ricordano la storica poesiola su Diego Armando Maradona:
San Gennà non ti crucciare,
tu lo sai, ti voglio bene...
ma 'na finta e Maradona
squaglia ò sangue dint' e vene!

Sempre con De Crescenzo, recita nel film 32 Dicembre (1988) interpreta il divertentissimo ruolo di una comparsa cinematografica che si spaccia per il filosofo Diogene. Straordinariamente umana è stata l'interpretazione del personaggio del 'Professore' nel film Pummarò di Michele Placido (1990). In questo ruolo Gerardo Scala ha disegnato magistralmente un povero intellettuale rifiutato dalla società che per sopravvivere si riduce a raccogliere pomodori con degli immigrati clandestini e a vivere con loro. Nell'anno 2000 ha collaborato con Guido Mazzella alla stesura e alla messa in scena del testo Gli anni del giubileo, spettacolare e grandiosa rappresentazione prodotta col contributo del Comitato ufficiale per l'Anno Santo, andata in scena al Teatro Argentina di Roma con, oltre Gerardo Scala, Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini, Mario Maranzano. Negli ultimi anni ha dedicato tutta la sua esperienza alla compagnia del Teatro Giovane diretto da Guido e Michele Mazzella, dirigendo e interpretando numerosi classici per i ragazzi delle scuole medie e superiori, come George Dandin di Moliere, il Miles gloriosus di Plauto, un collage di scene Pirandelliane ecc; spettacoli portati in giro in varie regioni italiane.
Come autore, Gerardo Scala ha scritto altri testi fra cui Suicidio per il Fratel Sagrestano, La Cipria, L'anno Santo di Caravaggio. Quest'ultimo lavoro fu segnalato dalla commissione del premio IDI (1982). Ma è solo grazie all'attività di autore di spettacoli e riviste televisive che è diventato da anni socio SIAE. L'ultimo lavoro in teatro scritto e interpretato da Gerardo Scala è stato Michelangelo l'ultima sera per la compagnia del Teatro Giovane, rappresentato nei licei di Roma e del Lazio.
Nel 2002, continuando il lavoro di sempre, aveva già preparato lo spettacolo de L'avaro di Moliere in qualità di regista e protagonista. Mancavano pochi giorni all'andata in scena quando un infarto improvviso bloccava la sua attività.
Attualmente, Gerardo Scala, superati i postumi del male, vive a Castellammare di Stabia dedicandosi con molto impegno e convinzione alla poesia. Ne offre una piccola piccola a tutti i suoi ammiratori:

CONSTATAZIONE

Triste è il passo dei giorni
lenti a finire, la noia
macera come in un sogno
favole senza decoro.


G. Scala