Daniel Day-Lewis

Attore
Biografia

Cenni biografici di Daniel Day-Lewis


Figlio del celebre scrittore Cecil Day-Lewis e dell'attrice Jill Balcon, nipote del produttore capo degli storici Ealing Studios, Sir Michael Balcon, Daniel Day-Lewis è stato all'altezza di tanta nascita: da adolescente frequenta le lezioni di teatro della British Old Vic Theatre School, e già a diciotto arriva l'esordio cinematografico, con un piccolo ruolo in Sunday Bloody Sunday di Peter Schlesinger. Tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta il giovane attore si dedica quasi esclusivamente al palcoscenico, con la Bristol Old Vic Theater Company, con la Royal Shakespeare Company e infine con il Royal National Theater.

Negli anni Ottanta arrivano i primi ruoli significativi per il grande schermo, in opere come Ghandi e Il Bounty, dove ha ancora delle parti secondarie, e soprattutto il meraviglioso Camera con vista di James Ivory, dove è un nobile snob fidanzato con Helena Bonham Carter, e My Beautiful Laundrett di Stephen Frears, nel quale è invece un ragazzaccio di strada, gay e razzista.
Il vero successo arriva, però, con i ruoli da protagonista nell'acclamato L'insostenibile leggerezza dell'essere, tratto dal celebre romanzo di Milan Kundera, e soprattutto nel toccante Il mio piede sinistro, in cui Daniel interpreta uno scrittore e pittore tetraplegico dalla nascita, guadagnandosi un Oscar meritatissimo, frutto di un intenso lavoro di meticolosa immedesimazione.

Dopo la consacrazione dell'Academy giungono altri ruoli memorabili, come quello nell'epico L'ultimo dei Mohicani di Michael Mann, grande successo anche di pubblico, e nello straordinario affresco di Martin Scorsese L'età dell'innocenza, dove è un facoltoso avvocato che si invaghisce della contessa Michelle Pfeiffer, nonché nel toccante Nel nome del padre di Jim Sheridan, dove per la sofferente interpretazione di martire dell'indipendenza irlandese è nuovamente candidato all'Oscar. L'attore tornerà a essere diretto dall'amico Sheridan anche in The Boxer, ancora incentrato sui tumulti dell'I.R.A., che gli vale una candidatura al Golden Globe.

La celebrità (segnata anche da una burrascosa relazione con Isabelle Adjani) però stanca presto il talentuosissimo Daniel, che si ritira a vita privata a Firenze con la moglie Rebecca, figlia del drammaturgo Arthur Miller, e si impiega in un laboratorio di calzature. È Martin Scorsese a convincerlo a tornare sul set offrendogli il ruolo di Bill il Macellaio nel suo poderoso Gangs of New York, con il quale ottiene l'ennesima nomination dell'Academy.
Dopo Scorsese è Paul Thomas Anderson che lo consacra in un altro monumentale personaggio, quello dell'inarrestabile e spietato affarista de Il petroliere, divenuto subito un'icona, che gli consente di vincere oltre al suo secondo Oscar, anche il suo primo Golden Globe.
In seguito si cala nei panni che furono di Marcello Mastroianni nell'omaggio musicale di Rob Marshall Nine, duettando insieme a Marion Cotillard e Penélope Cruz.