Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Stefano Accorsi è il protagonista della nuova commedia firmata da Giulio Manfredonia: la storia edificante di una "lotta alla Mafia" condotta attraverso il lavoro nei campi, nel tentativo di ripristinare il valore della legalità.
A nove anni dal primo Sin City, Robert Rodriguez e Frank Miller dirigono un sequel che esalta ancor più l'iperrealismo delle storie originali, che si pone cronologicamente a cavallo degli eventi narrati nel primo film.
Straordinaria resa video e audio coinvolgente (ma il lossless inglese è davvero super) per il secondo capitolo a ritmo di musica delle avventure del simpatico volatile Blu. Soddisfacenti gli extra.
Il film di Pietro Germi, uno dei capolavori della commedia all'italiana, arriva in alta definizione con un video molto buono, anche se non perfetto. Discreto l'audio, ottimi gli extra.
Tornano le Tartarughe Ninja nel reboot prodotto da Michael Bay con l'obiettivo di rilanciare sul modello dei Transformers il franchise dei quattro eroi mutanti nato trent'anni fa.
Chloë Grace Moretz è la protagonista di un racconto a tinte soprannaturali basato sull'omonimo romanzo di Gayle Forman: un teen-drama sospeso fra sentimentalismo e tragedia, ma troppo stereotipato e costruito a tavolino per riuscire a coinvolgere davvero.
La popolare serie animata giapponese degli anni Settanta, incentrata sulle avventure di un piccolo vichingo di nome Vicky, approda sul grande schermo con una trasposizione live-action, che dopo il grande successo in Germania è in arrivo anche nelle sale italiane.
Presentato in anteprima al RFF il megamix di avventure vissute da alcuni dei personaggi più amati del mondo Disney, Dottoressa Peluche, Sofia la principessa e Jake e i Pirati dell'Isola che non c'è. In arrivo anche al cinema il 18 e 19 settembre e 25 e 26 ottobre.
Il film che ha trionfato agli ultimi Oscar è arrivato in alta definizione con un ottimo reparto tecnico: video fedele allo stile del film e audio italiano lossless. Soddisfacenti gli extra.
Tra modernità tecnica e tradizione narrativa, l'ape più famosa della televisione riceve il battesimo del grande schermo mantenendo intatta la sua natura di "educatrice" e portatrice di "sani" principi.
Ambientato nel sottosuolo di Parigi, quello dei fratelli Dowdle è un found footage horror di discreta fattura, che supplisce in parte ai limiti di script con il fascino di ambientazione e tematiche, oltre che con alcune buone sequenze.
Uscita direct to video per il film spagnolo di Daniel Calparsoro che si muove fra truffe, triangoli amorosi e corse di auto clandestine senza riuscire a convincere del tutto. Il blu-ray è tecnicamente ottimo.
Kasdan prova a raccontare, sdrammatizzando, tre elementi tra loro apparentemente poco affini come il sesso, la perfetta famiglia americana e la moralità. Questo per dimostrare che il sorriso dona leggerezza alla forma ma non intacca minimamente la sostanza del contenuto.
Gli amici cinematografici di Lavaine mantengono freschezza nella guardo e nelle azioni senza dimenticare, però, di essere degli adulti con le inevitabili "sconfitte" dell'età.
Quello di Ferdinando Vicentini Orgnani è un film che ispira un'istintiva simpatia, per come sceglie un tema poco battuto dal cinema italiano per confezionare una commedia thriller con digressioni oniriche, a tratti sofferente di una certa confusione, ma costruita con gusto e autoironia.
In un futuro in cui ogni sentimento è stato cancellato, in nome di una società razionalmente più giusta e senza discriminazioni, un ragazzino, custode della memoria degli uomini, lotterà per riportare la pace.
Il documentario dei Riahi Brothers racconta le ribellioni in atto negli ultimi anni cercando di trovarvi uno spirito comune, con ambizioni più antologiche che riflessive.
Un video formidabile e un audio estremamente coinvolgente (ma l'inglese è ancora più devastante) caratterizzano l'edizione in alta definizione del secondo capitolo delle avventure di Steve Rogers. Extra invece un po' sottotono.
Il ritorno di Vittorio Moroni al cinema di finzione è un racconto di formazione malinconico e doloroso: la parabola dell'adolescente Kiko, immigrato di seconda generazione, e la sua inaspettata amicizia con il misterioso benefattore Ettore.
Court di Chaitanua Tamhane riesce a raccontare la realtà processuale indiana senza perdere di vista un aspetto importante di essa: le vite dei personaggi che la animano.
Uscito direttamente in homevideo, il film con Gabriella Wilde si fa guardare grazie alla dignitosa regia di Martin Weisz, ma la sceneggiatura presenta delle imperdonabili pecche. Il DVD è buono tecnicamente ma povero di extra.
Ann Hui dirige un'opera ambiziosa, in cui la vita della scrittrice Xiao Hong (tra le personalità più importanti della letteratura cinese del '900) è raccontata sullo sfondo di un periodo fondamentale, e travagliato, per il paese: la lunga transizione che condurrà, tra i conflitti interni e la guerra col Giappone, alla presa del potere dei comunisti e alla fondazione della Cina moderna.
Presentato in concorso nella sezione Orizzonti della 71ª Mostra del Cinema di Venezia, il lungometraggio d'esordio della regista Salomé Alexi, incentrato sulla crisi economica che ha investito la Georgia e tutti i paesi post-sovietici, è un'opera asettica la cui staticità narrativa si frappone in maniera invasiva tra la protagonista, la sua vicenda personale e lo spettatore.
Nove episodi di dieci minuti, realizzati da diversi registi, rielaborando i materiali d'archivio dell'Istituto Luce, allo scopo di raccontare la storia del nostro paese, ma soprattutto per restituire lo spirito di un'Italia sospesa fra passato e futuro, fra legame con la tradizione e spinta alla modernità.
La complessità de L'urlo e il furore sembra aver risvegliato nel vulcanico James Franco un senso di responsabilità che lo porta a ripensare il linguaggio cinematografico con inedita serietà.
Cinque migranti clandestini, un piccolo gruppo di "complici", un rocambolesco viaggio attraverso l'Europa e una macchina da presa pronta a cogliere ogni momento di questo percorso: sono gli ingredienti di Io sono la sposa, curioso ed affascinante esperimento ai confini del mockumentary.
Diego Bianchi, in arte Zoro, firma ed interpreta una commedia dai toni satirici in cui una rivolta di quartiere per la chiusura di un mercato rionale si trasforma in un'ironica riflessione sullo stato di salute della sinistra italiana e sul turbolento rapporto fra cittadini, istituzioni e politica.
Interessante ed affascinante il lungometraggio d'esordio di Naji Abu Nowar presentato in concorso nella sezione Orizzonti che ci racconta l'avventura del giovane Theeb, un ragazzino che si ritrova a combattere da solo contro predoni e rivoluzionari in un incantevole ma dimenticato angolo dell'Impero Ottomano. Il tutto mentre, a sua insaputa, il resto del mondo è in guerra.
L'ultimo film di Andrei Konchalovsky, in concorso a Venezia, è un esempio di cinema lirico, potente, che descrive un mondo apparentemente immutabile, ma consapevole del suo imminente tramonto. Lo fa con gli strumenti della fiction e con quelli del cinema verità, lasciando parlare le storie impresse sul volto dei suoi interpreti non professionisti.
Presentato erroneamente come un thiller, Red Amnesia segue le vicende di una vedova alle prese con i fantasmi che porta dentro di sè e le paure della vita quotidiana.
Da sempre Niccol, più che un bravo regista, è un ottimo soggettista, e anche in questo caso l'idea di partenza è particolarmente interessante. Peccato che la realizzazione non sia altrettanto soddisfacente, e che manchi il coraggio di portare fino in fondo un discorso politico o etico più approfondito o graffiante.
Un avvocato d'ufficio, che non ha mai rischiato nulla nella vita, deve invece giocarsi il tutto e per tutto per proteggere l'amata figlia Tea dalla relazione con un criminale. Per la sua opera seconda, Edoardo De Angelis ci offre una storia a tinte fosche, con personaggi ambigui e in crisi morale.
Un'altra follia firmata Quentin Dupieux, un incastro di sogni in cui lo spettatore si smarrisce alla ricerca della realtà del titolo.
Cinque anni dopo The Hole 3D, Joe Dante regala al suo pubblico un film che trasuda divertimento e passione, parlando alla nostra memoria di spettatori, e ribadendo un legame, cinefilo e affettivo, impossibile da scindere.
Francesco Pannofino e Roberto Citran sono i protagonisti di Patria, presentato in concorso alle Giornate degli Autori al Festival di Venezia 2014: una stentata tragicommedia che punta a rievocare tre decenni di storia italiana.
Il film di Scorsese arriva in alta definizione con un'edizione purtroppo non convincente. Il video potenzialmente ottimo è penalizzato dal DNR. Audio sufficiente, scarsi gli extra.
Il Pasolini di Ferrara non è un giallo o un poliziesco, e nemmeno un documentario o una biopic. E forse il problema principale è proprio questo, il film racconta le ultime ore della vita del grande intellettuale senza trovare una vera identità e senza provare a illustrare una personalità tanto complessa.
Sivas di Kaan Mujdeci mette in scena con insistenza i combattimenti tra cani nelle campagne della Turchia orientale, senza riuscire ad andare oltre e trasmettere il messaggio che vorrebbe comunicare.
Da Alix Delaporte un film intimista e sincero che utilizza le immagini e la musica per raccontare i suoi protagonisti, riducendo i dialoghi all'osso.
Grande cinema epico e morale impreziosito dall'interpretazione di Viggo Mortensen e dalla colonna sonora minimal ed evocativa firmata da Nick Cave e Warren Ellis.
Affrontando lo spinoso tema della trattativa stato-mafia, Sabina Guzzanti dirige un'opera al confine tra i linguaggi, ambiziosa ma onesta: la sua lettura degli ultimi 20 anni di storia italiana è una delle tante possibili, ma l'artista romana non abdica al ruolo di indagine, e proposta di interpretazione, che un cinema come il suo dovrebbe sempre far proprio.
Una grande cura estetica, la consueta ironia amara, un piglio antropologico e surreale ed ecco servito un oggetto estremamente raro: un nuovo gioiello firmato Roy Andersson.
Per risultare accattivante nei confronti del pubblico giovane, Cymbeline abbonda in scene action e violenza e il sangue sgorga dai corpi copioso.
Le sei fate più famose della televisione tornano con una terza avventura cinematografica a tematica ecologista, tanto per dimostrare che si può essere impegnate ma con stile.
Un dramma duro e rigoroso, quello di Im Kwon-taek, che tratta in modo diretto il tema della malattia e della morte, affiancandolo a quello delle pulsioni che si agitano, incontrollabili, nella mente dell'individuo.
Il kolossal di Darren Aronofsky con Russell Crowe nei panni di Noè, approda in alta definizione con un video di eccellente livello sia in 3D che in 2D. Ottimo l'audio italiano, ma l'inglese lossless ha un'altra marcia. Buoni gli extra.
Un ragazzo ad un bivio. Da un parte, la donna che ama e che presto lo renderà padre, dall'altra un gruppo di persone poco raccomandabili che rappresentano per lui un mondo da cui distaccarsi in fretta. Su questo, lo spettro di una malattia misteriosa. Il talento britannico Duane Hopkins torna alla regia con un thriller innovativo, in concorso a Venezia71 nella sezione Orizzonti.
Per il suo quinto lungometraggio Ivano De Matteo torna ancora una volta sul tema della famiglia come prototipo della società odierna raccontandoci una storia agghiacciante e provocatoria che indaga sull'essere genitori, sull'etica, sulla giustizia e sull'onestà. Un film con pregi e difetti e con un grande Alessandro Gassmann.
Con il suo consueto tocco lieve, e ribadendo i riferimenti cinematografici che da sempre gli sono propri, Hong Sang-soo racconta la storia di due vite che si ritrovano, offrendo anche una riflessione sul tempo e sulla sua natura.
Senza nessuna pietà trasfigura la Roma che conosciamo privandola dei tratti distintivi e rappresentandola come una metropoli anonima. Una perferia sterminata come tante in cui si muovono personaggi feroci, dotati di famelici appetiti economici e sessuali.