Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Questa pellicola piccola, delicata, ma così ricca di suggestioni trova il proprio sbocco in una consapevolezza superiore, quella per cui, qualunque cosa accada, è l'amore a muoverci.
Il cineasta svedese debutta nel cinema statunitense con un thriller montanaro affidato alle interpretazioni di Anthony Hopkins, Julia Stiles e Ray Liotta.
Il regista cinese scavalca i pronostici per il concorso del Festival di Venezia 2015 con un film stupefacente, a metà strada fra un documentario sociale e un poema visivo: il racconto per immagini delle miniere di carbone nella Mongolia contemporanea, mostrandoci paesaggi maestosi e inquietanti città fantasma.
Quello di Giuseppe M. Gaudino è uno dei film più estrosi in concorso a questa Mostra del cinema numero 72, ed è il perfetto veicolo per una vibrante e incantevole Valeria Golino.
In concorso a Venezia 2015, il nuovo lavoro di Atom Egoyan è un viaggio verso la vendetta interpretato da un grandissimo Christopher Plummer.
Vasco è tornato più in forma di prima, per chi lo ama e per chi lo detesta, ma come direbbe lui "va bene, va bene così".
Dalle giornate degli autori di Venezia 2015, il nuovo lavoro dell'autore romano è un mosaico di personaggi al limite della disperazione che vuole raccontare una parte dell'Italia di oggi.
I primi supereroi creati da Stan Lee e Jack Kirby tornano al cinema, ma i risultati non sono poi così diversi da quelli del 2005.
Con una freschezza che è raro trovare in un regista plurisettantenne, Jerzy Skolimowski racconta undici minuti che vivremo da tanti punti di vista diversi.
Un ispirato Johnny Depp dimostra di aver fatto pace col suo lato oscuro interpretando un personaggio glaciale, violento, sanguinario e vendicativo che, però, a tratti lascia trapelare ancora un briciolo di umanità.
Il grande regista americano si racconta in un documentario elementare ma divertente diretto a quattro mani da Noah Baumbach e Jake Paltrow.
Tre anni dopo Bella addormentata, Marco Bellocchio torna in concorso al Festival di Venezia con uno dei suoi lavori più sperimentali ed ermetici: una rivisitazione di alcuni temi chiave dell'opera del regista di Bobbio attraverso un film enigmatico che si muove su un doppio binario narrativo, in una dimensione sospesa fra il reale e l'onirico.
Una cornice ad effetto, un Owen Wilson incredibilmente action e una storia (un po' troppo) esagerata: è il film d'azione No Escape - Colpo di Stato, scritto e diretto dai fratelli John e Drew Dowdle.
Il primo film animato di Charlie Kaufman conferma l'originalità e l'estro dell'autore con la sua toccante riflessione animata sulla solitudine.
Amos Gitai firma un'opera potente e rigorosa dall'impronta documentaristica in cui esplora il clima al tempo dell'omicidio del primo ministro e le conseguenze che ancora oggi si riflettono su Israele e sul resto del mondo.
Dalle Giornate degli autori di Venezia 2015, un'opera prima che sa emozionare nonostante alcuni difetti.
Presentato in concorso alla 72. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, il nuovo film di Xavier Giannoli diverte trasponendo in Francia la storia vera (americana) di una cantante priva di talento.
Il bravissimo Frabrice Luchini è il protagonista de La corte, in concorso al Festival di Venezia 2015, per la regia di Christian Vincent: un film di ambientazione processuale che dietro la sua apparente leggerezza cela un impagabile senso dell'ironia e la capacità di delineare alla perfezione le sfumature psicologiche dei suoi personaggi.
Man Down è tutt'altro che perfetto, ma la carica vitale e la sincerità contenuta nel film traspaiono da ogni inquadratura rendendo la visione sorprendente.
L'ultimo regalo di Claudio Caligari è un film che individua i colpevoli, senza sconti di pena. Il pubblico sarà in grado di recepire il suo messaggio?
Tilda Swinton, Ralph Fiennes, Matthias Schoenaerts e Dakota Johnson in un quadrilatero di rivalità e attrazioni incrociate nel nuovo film di Luca Guadagnino, ispirato a La piscina di Jacques Deray: un'opera imprevedibile e affascinante, che si smarca dalle convenzioni narrative e azzarda scelte rischiosissime, lasciandosi ammirare pur nella sua imperfezione.
Il regista argentino si conferma uno dei migliori registi sudamericani dell'ultimo decennio con una pellicola tesa e ben interpretata, senza per questo rinunciare alle caratteristiche tipiche del suo cinema, come la spettacolarità e il coraggio di alcune sorprendenti sequenze.
Fuori concorso a Venezia 72, il documentario di Amy Berg sa mettere in evidenza il contrasto tra il pubblico ed il privato dell'artista.
Pur non privo di qualche ingenuità, quello di Piero Messina è un esordio convincente e che già dimostra l'indubbio talento del trentaquattrenne regista siciliano. Ottime le interpretazioni delle protagoniste Juliette Binoche e Lou De Laâge.
In concorso a Venezia 2015 la love story futuristica tra Kristen Stewart e Nicholas Hoult che convince in parte.
Eddie Redmayne regala una performance meravigliosa nel ruolo di Einar Wegener, un giovane pittore alla scoperta della propria identità femminile nell'Europa degli anni Venti; al suo fianco nell'emozionante film di Tom Hooper una strepitosa Alicia Vikander, co-protagonista di una storia d'amore che riesce a toccare nel profondo.
Renato De Maria torna, per il secondo anno consecutivo, alla sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia con il suo documentario dedicato alle imprese e alle storie personali dei protagonisti della malavita, strumenti per raccontare anche l'Italia post bellica.
Quattro anni dopo aver conquistato il Leone d'Oro con Faust, il grande regista russo torna in concorso al Festival di Venezia con Francofonia: un ammaliante esperimento cinematografico che conduce lo spettatore fra i corridoi del Louvre, seguendo una sorta di flusso di coscienza in cui il documentario si mescola alla rievocazione storica.
Il film dell'australiana Sue Brooks è un'opera piccola e delicata con molti momenti divertenti e una svolta drammatica inaspettata. All'inizio e alla fine del film, spicca un ritratto adolescenziale vibrante e credibile.
Uno straordinario inno al giornalismo d'inchiesta, ma anche un'opera che rimarrà a lungo impressa nella memoria degli spettatori grazie a sceneggiatura e interpretazioni memorabili.
Cary Fukunaga porta in concorso al Festival di Venezia la trasposizione del romanzo di Uzodinma Iweala: lo scioccante racconto della perdita dell'innocenza del piccolo Agu, testimone dell'eccidio della propria famiglia e costretto a diventare un bambino soldato, in un film di inusitata durezza.
Non merita il silenzio costernato e glaciale che l'ha accolto in sala, l'opera diBaltasar Kormákur, che non è paragonabile alle grandi aperture festivaliere degli ultimi anni ma è un film coinvolgente e ben realizzato
Sulla carta più film interattivo che gioco vero e proprio, questo videogame ci ha spiazzati e poi conquistati, tanto che abbiamo deciso di recensirlo mettendo da parte le questioni "tecniche" e concentrandoci invece su quelle narrative.
Dopo l'esordio con Il primo incarico, la regista Giorgia Cecere torna con questo lungometraggio interpretato da Isabella Ragonese e Alessio Boni. Tra la vita di provincia e la paura del diverso il film si concentra sul bisogno della protagonista di trovare il proprio io più autentico. In sala dal 27 agosto in 60 copie grazie a Teodora Film.
Dopo il successo ottenuto allo scorso Sundance Film Festival, arriva anche in Italia Partisan, intenso e sconvolgente film d'esordio dell'australiano Ariel Kleiman.
Action dai forti accenti comedy, Operazione U.N.C.L.E. racconta una storia che si svolge durante il periodo caldo della Guerra Fredda, ma ribalta gli schemi con un'alleanza russo-americana (Hammer-Cavill) che non potrebbe coesistere e che infatti viene tenuta in vita solo da incessante ironia. Tutto il resto è azione.
Storia di formazione che nasconde un retrogusto amaro; dopo una prima parte in cui vengono gettate le fondamenta della storia, il film cambia passo, richiedendo uno sforzo ulteriore allo spettatore e mettendo in campo dinamiche narrative che saranno apprezzate dal pubblico più adulto.
Mai un film ci ha mostrato in modo così umano un'esperienza comune a molte donne, ma sempre trattata con superficialità o in modo stereotipato.
La pellicola aderisce ai canoni del cinema indie scommettendo su interpreti giovani e relativamente poco famosi, sfoggiando uno stile registico informale e contando su una notevole libertà produttiva, ma a differenza di altre opere dello stesso tipo non rinuncia alla varietà sfruttando un range di ingredienti diversi e bilanciandoli alla perfezione.
Innovativo nella sua asciuttezza, Genitori è uno dei documentari più significativi prodotti negli ultimi anni perché affronta il tema della disabilità da un punto di vista inedito dando voce a chi finora non l'ha mai avuta.
Torna sullo schermo l'ultima generazione dei Griswold, la famiglia del National Lampoon's Vacation, un fenomeno di culto degli anni '80 adorato oltreoceano da milioni di americani.
Sta allo spettatore cogliere gli insegnamenti del passato per modificare il presente in vista di un futuro migliore.
La missione che Amy Schumer si era prefissata, è stata portata a termine con successo. Dopo la visione del film, l'immagine tradizionale delle protagoniste delle commedie romantiche non sarà più la stessa.
Se il cinema di Antoine Fuqua può essere percepito come 'arrogante', la profonda umanità dei personaggi messi in scena compensa l'eccesso di testosterone stilistico.
Dove eravamo rimasi è un prodotto costruito a tavolino per valorizzare al massimo Meryl Streep. Non per questo Jonathan Demme rinuncia al suo stile registico fresco e sincero.
Il cyber-thriller del grande regista è andato male sul piano commerciale, ma è un'opera ricca di fascino con scene memorabili e uno stile inconfondibile. Buon video in HD, con audio spettacolare ed extra discreti.
La star di Transporter e Crank è al centro del remake di un film del 1986, Black Jack, basato su un romanzo di William Goldman.
Il nuovo capitolo di Mission: Impossible, scritto e diretto dall'ormai fido collaboratore di Tom Cruise Christopher McQuarrie, usa con efficacia e a più riprese le armi dell'autoironia. E convince proprio perché non ha nessuna intenzione di prendersi troppo sul serio.
Lo spettacolare film di Bryan Singer è uscito in una versione large alternativa con 17 minuti in più, scene aggiuntive e contenuti speciali interamente rinnovati. E la qualità audio-video resta sempre eccezionale.
La commedia romantica sull'arte della truffa con Will Smith e Margot Robbie è arrivata in alta definizione con un prodotto Warner di livello tecnico eccezionale con video super e audio ottimo. Solo discreti gli extra.