Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Presentata nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival, The Dressmaker è la black comedy diretta da Jocelyn Moorthouse e basata sull'omonimo romanzo di Rosalie Ham con al centro della storia una Kate Winslet vendicativa quanto impeccabilmente elegante.
Dopo quattro anni termina il percorso cinematografico di Katniss Everdeen, eroina moderna incarnata con carisma e potenza dalla giovane star Jennifer Lawrence.
Di film girati dentro quattro mura o che contrappongono destra e sinistra ne abbiamo visti parecchi, e Dobbiamo parlare non spicca per meriti particolari. Ma se nel giudizio proviamo ad assomigliare di più alla ruspante coppia Bentivoglio-Calzone, ridiamo anche di gusto.
Jessica Chastain non riuscirebbe a non essere brava neppur volendo. L'attrice dona alla sua Julie una vulnerabilità che ricorda quella di un'Ofelia più scostumata e sensuale.
La coppia Bruno-Cortellesi porta al cinema il testo teatrale Gli ultimi saranno ultimi, commedia che sfocia nel dramma con un cast perfetto e tanta voglia di ribellarsi a un presente deludente.
Il film di Billy Ray è un drama thriller emozionante che deve molto, forse troppo, al bellissimo originale di Juan José Campanella. Magnifici tutti gli interpreti: in particolare un intenso Chiwetel Ejiofor, una splendida Nicole Kidman e una mutevole Julia Roberts.
Al suo terzo film da regista, Angelina Jolie torna a collaborare con il marito Brad Pitt a dieci anni di distanza dal set galeotto di Mr. and Mrs. Smith, questa volta mettendo in scena una storia scritta di proprio pugno, che racconta del difficile rapporto di una coppia sposata da anni, ormai in crisi.
Arriva in sala per due giorni, il 10 e 11 Novembre, il film dello Studio Ghibli che racconta il dramma di due fratelli nella Kobe bombardata dagli Americani.
In occasione dell'anniversario, il bellissimo film di Sidney Lumet con Al Pacino è finalmente uscito in alta definizione anche in Italia. Un'occasione da non perdere per rivedere un capolavoro in un'edizione più che buona.
Il Premio Oscar Davis Guggenheim firma la regia di Malala, ritratto declinato alla forma documentario della giovanissima pakistana Premio Nobel per la Pace della quale mostra la vita quotidiana e le azioni straordinarie che l'hanno resa un simbolo della lotta per i diritti civili e all'istruzione.
Dalla carta allo schermo, i personaggi di Schulz acquistano spessore 3D ma non perdono la loro poetica immediatezza.
Presentato all'ultima Festa del Cinema di Roma, Alaska vanta un buon cast e un valido regista, ma naufraga nello scarsissimo approfondimento psicologico: così assistiamo alle assurde peripezie dei due protagonisti uniti, ancor prima che dalla solitudine, dalle scelte più stupide.
Orso d'argento a Berlino 2015 per la miglior regia, la pellicola prosegue la riflessione della regista Małgorzata Szumowska sul corpo introducendo il tema del lutto, che tratta con rispetto, ma nel quale inserisce elementi di ironia e rottura ai quali accosta una velata critica ai limiti sociopolitici dell'odierna Polonia.
Esce in homevideo il film del regista napoletano premio Oscar con un favoloso Michael Caine. Vediamo i punti di forza dell'edizione in alta definizione, che offre una straordinaria resa tecnica.
Dopo averne analizzato le origini e studiato l'icona con Skyfall, Sam Mendes pone fine alla sua visione di James Bond con un film più classico nelle dinamiche, ma insistente nella rappresentazione di un uomo più vulnerabile. Un capitolo finale spettacolare e intermittente, in cui la parabola moderna dell'agente britannico sembra chiudersi.
Uno degli eventi fuori concorso di Alice nella città a Roma 2015, il film di Joe Wright ci porta, con chiassoso spettacolo, nel tempo prima di Peter Pan.
Lo stile registico di Andrew Haigh ricorda a tratti il miglior Terence Davies, ma a fronte della vaghezza di quest'ultimo si contrappone una precisione nella messa in scena del paesaggio esteriore e interiore.
Presentato con successo alla Quinzaine des Réalisateurs dello scorso Festival di Cannes e selezionato dalla Francia per la corsa all'Oscar per il miglior film straniero, Mustang di Deniz Gamze Ergüven è un esordio cinematografico maturo e potente.
Il film costruito su Favij ed altri colleghi youtubers arriva in sala, ma non riesce a dimostrarsi una produzione cinematografica valida e compiuta, quanto un prodotto confezionato per uso e consumo del suo pubblico del web.
Abbinato all'uscita homevideo di Inside Out, la Pixar propone un corto spumeggiante che riprende temi e personaggio del suo ultimo successo.
Due eccellenti interpreti e una sceneggiatura intelligente e anticonvenzionale per un ritratto affettuoso e toccante dell'autore di Infinite Jest.
Un documentario assolutamente speciale che porta sullo schermo quella che viene considerata la Bibbia dei cinefili di tutto il mondo, oltre che un'intervista scorrevole e appassionante.
Joseph Gordon-Levitt è una perfetta reincarnazione cinematografica di Philippe Petit e l'intero film un accorato e spettacolare omaggio all'impresa del 1974, al suo eroe e alle Torri Gemelle del World Trade Center.
Il nuovo lavoro del regista di Himizu guarda al futuro senza dimenticare il passato, con un bianco e nero affascinante e scenografie retrò che lo rendono originale e un ritmo dilatato e ipnotico che potrà scoraggiare qualcuno.
Dopo l'anteprima mondiale del Festival di New York, è stato proiettato anche alla Festa di Roma il primo documentario del cineasta losangelino: un piccolo grande divertissement all'insegna dell'improvvisazione, che mette in ogni istante la musica in primo piano.
Il regista Peter Sollett dimostra di possedere l'intelligenza e l'umiltà necessarie per comprendere che il messaggio insito nella sua storia ha la priorità sul resto.
Il documentario di Amelio è un'opera agile e vivace, un film di montaggio che si sofferma su immagini particolarmente significanti, su scenette curiose e su dichiarazioni significative per raccontare come eravamo e dove stiamo andando.
A catturare l'attenzione dello spettatore è la capacità di Mainetti di stupire in ogni sequenza con svolte narrative che imboccano direzioni impreviste.
Sono molte le cose che lasciano stupefatti alla fine della visione di un film come Room. La principale, tuttavia, è l'apparente semplicità con cui Abrahamson ottiene molto con pochissimo. Due attori; una stanza; pochissime altre location. Una storia narrata dal punto di vista di un bambino. Eppure Room è tante cose: thriller, avventura, crescita, scoperta, separazione, rinascita, tragedia, guarigione, amore.
È un film interessante e appassionante quello di James Vanderbilt, che, partendo dalla vicenda del cosiddetto "Rathergate", racconta le contraddizioni e i paradossi dell'odierno giornalismo televisivo.
Presentato nella sezione Alice della città della Festa del cinema di Roma, The Wolfpack, è l'inusuale processo di formazione di sei fratelli costretti in casa per quindici anni da un padre/padrone che hanno trovato nel cinema, fatto di VHS e DVD, la loro salvezza, il loro ponte con il mondo esterno. In sala dal 22 ottobre grazie a Wanted Cinema.
Lo stagista del titolo é il pensionato De Niro che si ritrova assistente della giovane manager Anne Hathaway in un'azienda di shopping online supercool e super giovane... ma forse il più cool è sempre il vecchio Bob. Dirige Nancy Meyers, un nome che per il genere è oramai un brand.
Dopo lo straordinario successo in Germania nel 2013, arriva anche sugli schermi italiani la colorata ed irriverente commedia Fuck You, Prof!, diretta da Bora Dagtekin ed interpretata dalla riuscitissima coppia Elyas M'Barek e Karoline Herfurth.
Il regista messicano colleziona, nello script scritto a due mani con Matthew Robbins, una lunga serie di spunti che fanno riferimento al genere gotico, senza riuscire a costruire una storia convincente. E del trio di prestigiosi interpreti è Mia Wasikowska l'unica a brillare, insieme alla sontuosa realizzazione tecnica.
Dopo le due stagioni di Romanzo criminale - La serie, Stefano Sollima torna a Roma per completare la sua ideale trilogia sulla capitale, mettendo a nudo il male e la sete di potere che la percorre su più livelli.
Nuovo capitolo della serie diretta da Genndy Tartakovsky non molto diverso dal precedente: ritmo e divertimento, personaggi dal design accattivante, ma poca profondità e trama esile.
Il blockbuster Disney è una meraviglia per occhi e orecchie anche in homevideo e infatti è balzato subito in vetta alle vendite: vi spieghiamo i 5 motivi per cui non dovete perdere il blu-ray 3D e 2D. Ma in un settore si poteva fare di più.
Nonostante la ricchissima selezione musicale realizzata per il lungometraggio che racconta l'ascesa e lo scioglimento degli N.W.A., non è stata messa in vendita una tradizionale compilatio/colonna sonora del film ma dei brani inediti di Dr. Dre.
Un atleta imbattibile o il più grande abbaglio sportivo degli ultimi anni? Un bugiardo patologico o l'eroe romantico del ciclismo? Stephen Frears indaga l'enigma Armstrong partendo dal libro del giornalista sportivo David Walsh che per primo intravide l'ombra del doping dietro le inarrestabili vittorie del sette volte vincitore del Tour de France.
Gabriele Muccino confeziona il suo film più maturo, più riflessivo, con attori fuori dal cliché che Hollywood vorrebbe cucir loro addosso.
Ice Cube, Dr. Dre e Eazy-E portano anche al cinema quell'energia e quella sfrontatezza che ha caratterizzato i loro esordi musicali, ha sancito l'ascesa del gangsta rap e ha cambiato per sempre l'America.
L'irridente mockumentary di Alberto Caviglia affronta la scomparsa del giovane Leonardo Zuliani, un immaginario eroe romano dei nostri tempi, per ribaltare il nostro sistema di valori e far riflettere sull'antisemitismo da un punto di vista nuovo: candidamente antisemita.
Sfrontato ed energico, il nuovo film del regista britannico ci restituisce un autore ispirato, capace di raccontare la sopravvivenza senza retorica e di rappresentare lo spazio in modo non convenzionale. Un'opera brillante che si pone quasi in voluta antitesi con il suo grande capolavoro Alien.
Premiato con la Caméra d'or al Festival di Cannes, la pellicola dolente del colombiano César Acevedo è un racconto intimo e sociale, attraversato da sentimenti contrastanti. Il senso di appartenenza ad una terra si alterna ad una rabbia profonda per lo sfruttamento umano, in un'opera prima che sa essere potente nonostante il tocco delicato.
Presentato al Festival di Venezia nella sezione Giornate degli Autori, l'ultimo film di Vincenzo Marra non mantiene le promesse iniziali e, nonostante la buona prova del protagonista Riccardo Scamarcio, si affida a personaggi e situazioni troppo superficiali e poco credibili.
Dopo Stai lontana da me, Alessio Maria Federici, torna in sala affidandosi ancora una volta alla comicità di Enrico Brignano con il quale ha presentato la sua ultima commedia, Tutte lo vogliono, insieme a Vanessa Incontrada e Giulio Berruti. In sala con 350 copie, dal 17 settembre, grazie alla 01 Distribution.
Arriva in sala Inside Out, ma lo accompagna un'altra delle piccole perle che compongono la collana dei cortometraggi Pixar: Lava.
Il regista danese Thomas Vinterberg riporta sul grande schermo il celebre classico della letteratura inglese, con Carey Mulligan nel ruolo dell'orgogliosa Bathsheba Everdene, giovane proprietaria terriera divisa fra tre uomini; al suo fianco nel film Matthias Schoenaerts, Michael Sheen e Tom Sturridge.
Il regista propone una storia d'amore atipica riflettendo sul progressivo allontanamento emotivo di una coppia sposata da tempo.
Uno straordinario duetto di interpreti per l'interessante esordio di Lorenzo Vigas, incentrato su temi "caldi" - omosessualità, pedofilia, vendetta - esplorati con tatto ed eleganza.