Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Tratto dal romanzo "Oh..." di Philippe Djian, è un film coraggioso, disturbante e divertente allo stesso tempo quello con cui il regista olandese e la sua impareggiabile protagonista chiudono il concorso del 69. Festival di Cannes.
Presentato in concorso al Festival di Cannes Ma Loute, film di Bruno Dumont dal cast stellare, tra cui spiccano Juliette Binoche e Valeria Bruni Tedeschi, attori trasformati in una squadra di figurine folli.
In un film dal sapore personale, il regista di Like Father, Like Son torna ad affrontare il tema della paternità riflettendo sulla difficoltà di essere come si vorrebbe nella vita.
In concorso al Festival di Cannes, il film di Sean Penn racconta la storia d'amore, lunga e tormentata, tra Javier Bardem e Charlize Theron sullo sfondo degli orrori della guerra nel continente africano.
Fischiato e sbeffeggiato, il film con protagonista l'incantevole Elle Fanning sublima i luoghi comuni del mondo della moda, sciorina provocazioni ma fondamentalmente è banale e sterile in ciò che comunica.
Personal Shopper, seconda collaborazione tra il regista Olivier Assayas e l'attrice Kristen Stewart, è stato presentato in concorso al Festival di Cannes, dove è stato accolto da fragorosi fischi: il thriller paranormale, con la protagonista intenta a parlare con i fantasmi tra un vestito Chanel e l'altro, non ha convinto la critica.
La prima co-produzione europea dello Studio Ghibli è un film incantevole, delicato, toccante, che trasuda emozione dal primo all'ultimo fotogramma.
Senza dubbio lodevole e interessante nelle premesse, questo nuovo film dei fratelli Dardenne difetta per tensione narrativa e qualità delle interpretazioni rispetto alle loro opere migliori.
L'edizione 20th Century Fox in alta definizione del film di Inarritu, vincitore di tre statuette, propone un video dalla bellezza quasi commovente, oltre a un audio straordinario da ascoltare preferibilmente in originale. Per gli extra invece si poteva fare di più.
Un piccolo film in stop-motion cala un velo di malinconia sull'edizione 2016 della Quinzaine des realizateurs di Cannes, lasciando gli spettatori sorridenti e commossi.
Un'opera che ha diversi punti in comune con il precedente Tom at the Farm, ma allo stesso tempo molto diversa dalle opere precedenti, e per questo ha spiazzato un po' la critica.
Un piccolo e delizioso film che, giorno dopo giorno, tassello dopo tassello, compone un riuscito character study tra felicità domestica e aneliti creativi.
Un film elegante, magnetico e denso di sottotesti questo firmato da Kleber Mendonça Filho e interpretato da una maestosa Sonia Braga.
Un brillante Viggo Mortensen e una piccola irresistibile banda di giovani e giovanissimi animano questo divertente e toccante secondo film di Matt Ross, applaudito prima al Sundance e ora a Cannes.
Un passo indietro sia dal punto di vista estetico che da quello dei contenuti per il regista filippino che qualche anno fa era uno degli autori più coraggiosi del panorama festivalierio, ma che con questo Ma' Rosa scivola nel déjà vu.
Claudio Giovannesi continua a declinare la sua idea di adolescenza, e stavolta lo fa dall'interno delle carceri con Fiore, piccolo e intimo racconto dell'amore (im)possibile tra due esistenze piegate ma non spezzate.
Storia d'amore e perdono, Julieta racconta il rapporto travagliato tra una madre e una figlia che si dividono dopo una tragedia improvvisa: Pedro Almodovar presenta la sua ultima fatica, ispirata ai racconti di Alice Munro, in concorso al Festival di Cannes, insieme alle sue splendide protagoniste, Emma Suarez e Adriana Ugarte.
Messa in scena spettacolare e di grande effetto, per un film duro e dal grande valore politico e sociale, che si prepara a far discutere in Patria, ma aiuta anche a far capire cosa è successo nell'estate del 2013 in Egitto.
Un film che funziona molto bene come pellicola di genere, ma non per questo rinuncia a riflettere e far riflettere su temi importanti e dilemmi morali di non facile soluzione.
Nicole Garcia porta al cinema il romanzo dell'italiana Milena Agus, "Mal di pietre", ma lo spoglia della sua unicità e veste l'umana e profonda eroina di una letterarietà innecessaria, che allontana il pubblico e non riesce a funzionare fino in fondo.
Nichols torna a Cannes con un film che conferma il suo talento ed affronta un tema delicato quanto importante: quello del riconoscimento dei matrimoni interrazziali nell'America tra gli anni '50 e '60.
Proiezione di mezzanotte di Cannes 2016, Train to Busan è un action-zombie-movie veloce ed eccessivo, che punta sul ritmo e l'azione senza soffermarsi ad approfondire i suoi protagonisti umani.
Il regista cileno torna a Cannes, ancora una volta nella Quinzaine des Realizateurs, per lasciare nuovamente il segno con un biopic anomalo che si prende spunto dalla figura di Pablo Neruda.
Maren Ade realizza un film intelligente ed esilarante sui rapporti familiari, trascinato da un incredibile tour de force attoriale di Sandra Hüller.
I due divi si ritrovano al centro di un complicato intreccio hardboiled e scherzano sulla loro fama da "duri", e formano una "coppia improbabile" che funziona benissimo sullo schermo, grazie anche alla regia di Shane Black.
Il nuovo lavoro di Andrea Arnold è un potente film di sensazioni, quasi antinarrativo, splendidamente realizzato ma forse privo di quel pizzico di coraggio che l'avrebbe reso indimenticabile.
Dopo aver guardato con cinismo alle contraddizioni alto-borghesi, Paolo Virzì ritorna ai suoi amati toni tragicomici, innamorandosi e facendoci innamorare di due donne ferite, ma talmente folli da voler vivere ancora, di nuovo, nonostante tutto.
Presentata fuori concorso al Festival di Cannes, in anteprima mondiale, The BFG, pellicola ispirata al romanzo Il GGG - Il grande gigante gentile di Roal Dahl, in cui il regista americano condensa il meglio del suo cinema, con citazioni evidenti a Hook ed E.T.
Violetta approda al cinema e cambia nome: storia di un percorso di crescita, che coinvolge la protagonista Martina Stoessel e i suoi fan, diventati grandi insieme a lei. Dal 12 maggio in sala.
Da un libro così poco moralista come quello di Giuseppe Ferrandini, era lecito aspettarsi un adattamento adeguato, per il cinema. Il film di Stefano Mordini però priva il romanzo di tutta la sua bellezza, normalizzando la storia.
Ken Loach racconta, con rigore e sensibilità inarrivabili, fatti che accadono ogni giorno, protagonisti che meriterebbero di essere chiamati eroi. A schiacciarli, un sistema previdenziale kafkiano, paradossale, disumano.
Puiu non si limita solo a riprodurre la realtà, ma riesce a parlare ancora una volta del suo paese e dell'enorme cambiamento che ha dovuto affrontare, con realismo e ironia.
Marco Bellocchio trasferisce in immagini le pagine del libro autobiografico di Massimo Gramellini, e torna a parlare di assenza, di fede e di identità attraverso un lutto mai del tutto superato. Un film sentito e curato, di estrema delicatezza.
Presentato fuori concorso al Festival di Cannes Money Monster, quarta pellicola da regista di Jodie Foster, che, grazie alla consolidata coppia formata da George Clooney e Julia Roberts allestisce una moderna tragedia greca tra giornalismo superficiale ed economia spericolata. In sala dal 12 maggio.
Un altro film originale, selvaggio e misterioso per Alain Guiraudie, ma qui è un po' più difficile individuare un'organicità narrativa e tematica rispetto al bel Lo sconosciuto del lago.
Dagli zombie ad una bambola inquietante, Lauren Cohan di The Walking Dead è ancora impegnata in una storia di tensione nell'horror The Boy.
L'adattamento di Mark Osborne del celebre romanzo gode in alta definizione di un video buono ma un po' penalizzato dalla compressione e dalla scelta del disco a singolo strato. Ottime l'audio con due tracce lossless, extra non molto numerosi ma simpatici e interessanti.
Il film di Woody Allen che apre Cannes ha qualcosa del fascino malinconico di Radio Days e due protagonisti davvero azzeccati in Jesse Eisenberg e Kristen Stewart.
Un anno di scontri tra supereroi illustri, questo 2016: peccato che gli X-Men di Bryan Singer non sappiano approfittare della loro esperienza sul campo. Questo Apocalypse è un film con tanti elementi affascinanti - ma tutti già visti però nelle precedenti pellicole - e grossi limiti narrativi.
La poetica dell'evoluzione tanto cara a Mamoru Hosoda ritorna anche nel suo ultimo lungometraggio animato, in arrivo i prossimi 10 e 11 maggio. Un viaggio tra due mondi diretto verso la crescita e l'accettazione di sé.
Presentato ial Future Film Festival il film dell'animatore spagnolo Raul Garcia ispirato a cinque celebri racconti di Egar Allan Poe.
Al suo terzo lungometraggio il regista indipendente Giorgio Amato sorprende con una commedia nera non priva di difetti ma nel complesso riuscita e appassionante.
Lo specialista dei disaster movie ricostruisce in versione romanzata gli eventi che nel 1969 portarono alle rivolte di Stonewall, a New York, e alla diffusione del movimento per i diritti dei gay, in un tipico racconto di formazione con protagonista l'attore Jeremy Irvine.
Susanna White adatta per il grande schermo Il traditore tipo, nuova trasposizione cinematografica tratta da un romanzo del prolifico John Le Carré. Un cast importante che annovera Ewan McGregor, Stellan Skarsgård, Damien Lewis e Naomie Harris per uno script un po' limitante.
A quasi un anno di distanza dall'uscita in Francia e dopo essere stato accolto positivamente dalla critica internazionale e nel contesto di diversi festival in giro per il mondo, finalmente arriva in Italia il nuovo lavoro del cinquantatreenne regista transalpino.
Tradimento, vendetta, femminismo, business, politica, citazioni cinematografiche e musicali, denuncia sociale ed intima guarigione personale. Il secondo visual album di Beyoncé, rilasciato lo scorso 25 aprile sulla HBO, è l'ambizioso progetto con il quale l'artista accompagna il suo omonimo sesto album, e l'attestazione definitiva dell'artista ed imprenditrice più influente del nostro tempo.
L'edizione in alta definizione del film di Stefano Sollima, oltre a un alta qualità audio-video, stupisce per la presenza di un making of di oltre due ore davvero interessante e ben curato, quasi inedito nel panorama italiano.
Cosimo Alemà raduna tre giovani attori per il primo film italiano sulla generazione rap che fallisce nell'obiettivo di rappresentare un mondo giovanile credibile.
Orso d'Argento a Berlino65 per la migliore sceneggiatura, l'ultima pellicola di Patricio Guzmán è un'affascinate racconto costruito per analogie con le quali il cineasta affianca l'eccidio degli indios della Patagonia a quello dei desaparecidos cileni vittime della dittatura di Pinochet.
Arriva nelle sale quello che il produttore J.J. Abrams ha descritto come un "consanguineo" del film di fantascienza uscito otto anni fa. Un thriller sorprendente ed incalzante, da vedere.