Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Se l'opera è comunque interessante da un punto di vista puramente estetico, grazie ad alcune scelte di fotografia piuttosto originali, un montaggio frenetico ma mai fastidioso e la solita ottima colonna sonora ad accompagnare il tutto, questo nuovo film della Coppola viene a mancare proprio in quello che era stato il suo punto di forza anni or sono, ovvero la sceneggiatura.
Emozionante senza mai essere sentimentale e asciutto nella sua ricchezza, Giovane e bella è la prova della crescita di un cineasta da sempre interessante, ma oggi più completo e sensibile.
Il regista israeliano arriva sulla Croisette per aprire la Quinzaine con il suo nuovo film in cui, tra live action e animazione, racconta le futuribili conseguenze di un mondo diviso nettamente tra realtà e illusione indotta.
Il presidente della giuria, Steven Spielberg, e gli altri membri raccontano come ci si trova ad essere dall'altra parte della barricata.
Baz Luhrmann presenta il suo film alla stampa europea accompagnato dalle star Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire e Carey Mulligan.
Se nella prima parte della pellicola, forse anche a causa di un certo distacco nella narrazione, l'anacronismo del commento hip-hop alle sequenze di danze, eccessi e libagioni stride anche ai sensi dello spettatore non nuovo al cinema di Luhrmann, con l'avanzare della pellicola la visione si ricompone e anche questa volta riesce quel miracolo universalizzante che ha caratterizzato le più riuscite opere del regista australiano.
Il lungo razzle dazzle con cui si apre il film non riesce - nonostante l'indubbio sfarzo e l'incredibile lavoro di scenografi e costumisti - ad introdurci alle atmosfere dell'epoca, ma piuttosto crea un quasi oltraggioso contrasto con il voice over fitzgeraldiano e con il tono malinconico che la pellicola comincia ad assumere soltanto con l'entrata in scena di Leonardo DiCaprio.
L'esordio alla regia di Giorgio Bruno, classe 1985 e una formazione nel cinema di genere, si rivela un thriller risaputo e dalla sceneggiatura carente, nonostante la presenza nel cast, in ruoli di contorno, di alcuni importanti nomi dell'horror italiano che fu.
Nonostante spunti di indubbio interesse, supportati da uno stile accurato e originale, è la totalità dell'opera a lasciare perplessi, in particolare lo squilibrio sostanziale nello sviluppo della storia.
Il nuovo lavoro di Ilmar Raag racconta due solitudini diverse, ma complementari, sullo sfondo di una capitale francese malinconica, luogo della memoria e delle promesse non mantenute.
Presentato a Roma il film d'esordio dietro la macchina da presa di Francesco Henderson Pepe, un dramma sentimentale ambientato sull'isola di Salina con la partecipazione straordinaria di Angela Molina e prodotto dalla A Movie Productions di Anna Falchi.
Per chi solcherà la Croisette e per chi vuole esserci almeno con la mente, la nostra miniguida al sessantaseiesimo Festival di Cannes, più che mai ricco di titoli promettenti e ospiti di rango.
Esce il 30 maggio l'opera prima della regista vincitrice del premio Solinas nel '99 proprio per la sceneggiatura di questo film, la storia di un amore proibito e senza speranza tra due fratelli; "Con emozione e autenticità ho raccontato una tragedia dalle conseguenze imprevedibili", ha detto l'autrice in conferenza stampa.
Il documentario di Germano Maccioni accetta la sfida di raccontare un personaggio complesso, sfuggente, per sua natura refrattario alle rappresentazioni: il risultato è un ritratto dell'uomo-Ferretti, e della sua arte, affascinante e di spessore.
Mantenere il controllo di quel complicato puzzle che è Casablanca Mon Amour non era semplice, ma John Slattery dimostra di saper gestire alla perfezione gli strumenti narrativi che ha a disposizione denotando notevole maturità registica.
Commedia romantica francese confezionata molto bene, che riesce a somigliare tanto a quelle americane: pregio o difetto che sia, il film racconta una storia già vista ma lo fa con freschezza ed ironia grazie ai dialoghi, alla sceneggiatura e soprattutto alla bravura degli interpreti.
In occasione dell'arrivo in home video dell'applauditissimo film di Steven Spielberg dedicato al sedicesimo presidente degli Stati Uniti e alla sua battaglia per abolire la schiavitù, abbiamo parlato con la make up designer che ha aiutato Daniel Day-Lewis a trasformarsi in Abraham Lincoln.
L'esordio alla regia del rapper RZA, prodotto da Tarantino, omaggia in modo divertito i classici kung fu movie degli anni '70: la narrazione è certo un po' esile, ma l'intrattenimento non manca.
Presentato stamattina a Roma il documentario passato in anteprima al Festival di Berlino che racconta la storia di un movimento rivoluzionario che a partire dagli anni '70 ha fatto del mangiar sano nel rispetto del territorio il suo cavallo di battaglia.
Anche stavolta il cinema civile di Larrain agisce al tempo stesso su cervello e viscere mantenendo uno sguardo lucido mentre mostra le nefandezze operate dal regime di Pinochet.
In un'intervista esclusiva l'attore americano ci parla dell'esperienza sul set del terzo capitolo del franchise targato Marvel.
Mentre la politica e la cronaca s'interrogano sulle modalità con cui regolare i nuovi flussi d'immigrazione, il grande schermo porta la questione in avanti con il film Sta per piovere di Haider Rashid, accendendo i riflettori sulle difficoltà di ordine pratico, e non solo, vissute dai così detti italiani di seconda generazione.
Esordio cinematografico come attore e sceneggiatore del rampollo della famiglia Kennedy, che racconta, con un film affettuoso quanto approssimativo e macchiettistico, la sua esperienza di studente americano in Italia.
Uscito negli USA direttamente in homevideo, il film di David Barret nulla aggiunge e nulla toglie al genere action-thriller, rimanendo piuttosto anonimo nella scrittura, nell'ambientazione e nei volti dei protagonisti, nonostante l'azione e l'ultraviolenza.
Pur pagando qualcosa alla sua natura di reboot, in termini di spontaneità e libertà narrativa, la versione 2013 de La casa si rivela un prodotto ben congegnato e sanamente divertente; in linea con lo spirito che ha sempre animato la saga di Sam Raimi.
Nell'insolita cornice dell'Auditorium del Sacro Cuore, a Roma, il regista Germano Maccioni ha presentato il suo documentario dedicato al cantore del punk emiliano: con lui, lo stesso Ferretti e i produttori del film, distribuito dalla Cineteca di Bologna.
L'attore britannico ci parla, in un'intervista esclusiva, di come ha avvicinato il mondo Marvel per affrontare l'interpretazione dell'originale - ma terrificante - villain del terzo film della saga di Tony Stark.
Il regista e interprete spagnolo ha presentato in conferenza stampa il suo film, quarto episodio di un fortunatissimo franchise, finora inedito nel nostro paese.
Mi rifaccio vivo, undicesima regia di Rubini che segue L'uomo nero, cerca di destrutturare in qualche modo una comicità spesso troppo esibita verbalmente per abbracciare un'ironia sottile costruita più sulle situazione e sulla definizione dei personaggi. Un'impresa che riesce solamente a metà.
Alcuni elementi narrativi irrisolti pesano sulla piena riuscita di un film che colpisce per la maturità stilistica con cui è stato diretto e per la capacità dell'autrice di non andare mai oltre le righe.
La quindicesima edizione del festival friulano ha mostrato un'ottima selezione, che ben riflette la varietà ed eterogeneità delle cinematografie rappresentate. Uno sforzo importante per una manifestazione che vuole continuare a vivere, nonostante i consistenti tagli di budget.
Il nostro incontro con l'attrice per il suo esordio dietro alla macchina da presa, un film sul suicidio assistito che sarà presentato a Cannes nella sezione Un Certain Regard; 'All'inizio mi hanno dato della pazza, ma la gente è pronta a riflettere su questioni così delicate e intime', ha raccontato in conferenza la regista.
Nonostante le ingenuità, i manicheismi e l'inevitabile retorica, Comrade Kim Goes Flying è un'operazione da guardare con simpatia e sostenere: per il 'miracolo' produttivo che lo ha generato e per l'importante apertura culturale che rappresenta.
Fase conclusiva di un progetto multimediale (che comprende una mostra fotografica e un libro) Beijing Flickers getta uno sguardo lirico, partecipe ma estremamente realistico, sulla capitale cinese e sulla variegata umanità (soprattutto giovane) che in essa si muove.
Sontuosa coproduzione cino-hongkonghese, The Guillotines è un'opera epica ed avvincente, specie nella seconda parte, ma sofferente di un sottotesto politico davvero troppo esplicito, ideologicamente (a dir poco) discutibile.
Un film di denuncia sociale che indaga la solitudine dell'animo umano di fronte al lutto e alla perdita. Tra silenzi e immobilità, il regista filma il vuoto e l'assenza e colpisce nel segno con un'opera prima di grande impatto emotivo.
Quello di Wirkola è un esperimento dagli esiti certi, che va a meta facilmente; non sono ammesse riflessioni ponderose, i cattivi vanno presi tutti, perché l'unica strega buona è una strega morta.
Hideo Nakata, nume tutelare del J-Horror, torna al genere con una pellicola che destruttura i suoi meccanismi: rinnovandone modalità narrative e di messa in scena, ma non tradendo la sua poetica.
Park Hoon-jung, già sceneggiatore di I Saw the Devil e The Unjust, dirige un noir cupo e disperato, che getta uno sguardo credibile e "antropologico" sull'universo del crimine organizzato sudcoreano.
Uscirà nelle sale il 27 giugno prossimo in 3D ma noi abbiamo partecipato alla proiezione in anteprima di quaranta minuti estratti dalle immagini del kolossal apocalittico diretto da Marc Forster che vedrà impegnato Brad Pitt in una lotta contro il tempo per salvare il pianeta da un virus che sta annientando l'intera popolazione mondiale.
Con Viaggio sola il nostro cinema al femminile si apre finalmente alla tematica della libertà che, non negando certo spazio al romanticismo o alla maternità, ha semplicemente concentrato la sua attenzione su una realtà diversa anche se raramente visibile.
Seguito diretto del crossover The Avengers, il nuovo Iron Man dà inizio alla seconda fase del progetto Marvel e segna la maturazione definitiva del genere cinecomic, portando una ventata di freschezza grazie alla regia di Shane Black, con un Robert Downey Jr. più dissacrante e carismatico che mai.
E' stata una scossa terribile, ma necessaria, quella portata da National Security sul Far East Film Festival: la rappresentazione, diretta e insostenibile, delle torture subite da un attivista democratico durante la dittatura vigente nella Corea del Sud degli anni '80.
Abbiamo incontrato a Roma il regista pugliese che insieme alla figlia Violante e a Luca Argentero, entrambi nel prestigioso cast, ha presentato il suo polar in uscita il 1° maggio.
Il film ha la freschezza delle commedie, ma riesce ad esprimere con pertinenza e originalità il progressivo abbrutimento di una società incapace di realizzarsi nuova.
In esclusiva per i nostri lettori, l'intervista al celebre fotografo marino e al co-regista del film in uscita in home video il 24 aprile: un documentario dedicato ai problemi che affliggono le preziose acque del nostro pianeta.
Tra i film visti in questa quindicesima edizione del Far East Film Festival, questo The Winter of the Year Was Warm si segnala tra i più interessanti: per il modo fresco e originale in cui tratta un filone abbondantemente sfruttato come quello della commedia romantica.
Se i Beatles hanno conquistato l'eternità musicale, i Rolling Stones, a forza di batoste, dolori, autodistruzione e rinascite, sono diventati l'essenza stessa della modernità e questa differenza viene mostrata alla perfezione dal documentario di Brett Morgan.
It's Me, It's Me, nuova opera dell'eccentrico Satoshi Miki, si segnala per un'interessante spunto iniziale, ma si rivela presto piuttosto esile nel "gioco" narrativo che mette in scena, con una riflessione sull'identità che avrebbe meritato un ben diverso contenitore.
Il nostro incontro con il cast della commedia di Massimo Andrei, in uscita nelle nostre sale il Primo maggio prossimo, grazie a Movimento Film; 'Racconto la miseria umana attraverso la battutaccia irriverente', ha raccontato il regista.