Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Nove episodi di dieci minuti, realizzati da diversi registi, rielaborando i materiali d'archivio dell'Istituto Luce, allo scopo di raccontare la storia del nostro paese, ma soprattutto per restituire lo spirito di un'Italia sospesa fra passato e futuro, fra legame con la tradizione e spinta alla modernità.
La nostra conversazione con Francesco Pannofino e gli altri protagonisti di Patria, il film di Felice Farina presentato alle Giornate degli Autori al Festival di Venezia 2014, che tenta di rievocare trent'anni di storia italiana.
In occasione della presentazione al 71° Festival di Venezia della commedia 'Arance e martello' abbiamo incontrato Diego Bianchi, in arte Zoro, per parlare del suo esordio cinematografico, in una conversazione a ruota libera sull'attualità e la politica, passando da Enrico Berlinguer a Francesco Totti...
La complessità de L'urlo e il furore sembra aver risvegliato nel vulcanico James Franco un senso di responsabilità che lo porta a ripensare il linguaggio cinematografico con inedita serietà.
Cinque migranti clandestini, un piccolo gruppo di "complici", un rocambolesco viaggio attraverso l'Europa e una macchina da presa pronta a cogliere ogni momento di questo percorso: sono gli ingredienti di Io sono la sposa, curioso ed affascinante esperimento ai confini del mockumentary.
Diego Bianchi, in arte Zoro, firma ed interpreta una commedia dai toni satirici in cui una rivolta di quartiere per la chiusura di un mercato rionale si trasforma in un'ironica riflessione sullo stato di salute della sinistra italiana e sul turbolento rapporto fra cittadini, istituzioni e politica.
Interessante ed affascinante il lungometraggio d'esordio di Naji Abu Nowar presentato in concorso nella sezione Orizzonti che ci racconta l'avventura del giovane Theeb, un ragazzino che si ritrova a combattere da solo contro predoni e rivoluzionari in un incantevole ma dimenticato angolo dell'Impero Ottomano. Il tutto mentre, a sua insaputa, il resto del mondo è in guerra.
A poche ore dal palmares ufficiale ecco i nostri colpi di fulmine della Mostra veneziana, in un'edizione che ha valorizzato il cinema italiano e ha riscoperto i grandi autori.
Ultima giornata per la 71esima Mostra del Cinema di Venezia. Ci si ritaglia qualche minuti di relax, ma il tempo è poco perchè stasera ci sarà la premiazione e al tempo stesso ci si prepara al rientro alla base.
Le star della pellicola incentrata sulla guerra dei droni e diretta da Andrew Niccol raccontano la loro esperienza sull'ipertecnologico set.
L'ultimo film di Andrei Konchalovsky, in concorso a Venezia, è un esempio di cinema lirico, potente, che descrive un mondo apparentemente immutabile, ma consapevole del suo imminente tramonto. Lo fa con gli strumenti della fiction e con quelli del cinema verità, lasciando parlare le storie impresse sul volto dei suoi interpreti non professionisti.
Presentato erroneamente come un thiller, Red Amnesia segue le vicende di una vedova alle prese con i fantasmi che porta dentro di sè e le paure della vita quotidiana.
Da sempre Niccol, più che un bravo regista, è un ottimo soggettista, e anche in questo caso l'idea di partenza è particolarmente interessante. Peccato che la realizzazione non sia altrettanto soddisfacente, e che manchi il coraggio di portare fino in fondo un discorso politico o etico più approfondito o graffiante.
Un avvocato d'ufficio, che non ha mai rischiato nulla nella vita, deve invece giocarsi il tutto e per tutto per proteggere l'amata figlia Tea dalla relazione con un criminale. Per la sua opera seconda, Edoardo De Angelis ci offre una storia a tinte fosche, con personaggi ambigui e in crisi morale.
Giornata dedicata al noir diretto dal napoletano Edoardo De Angelis, un film, interpretato da Luca Zingaretti e Marco D'Amore, che esplora la zona grigia in cui si incontrano criminali e persone comuni; "Racconto la storia di un uomo che torna in possesso della sua identità", ha spiegato il cineasta partenopeo.
Un'altra follia firmata Quentin Dupieux, un incastro di sogni in cui lo spettatore si smarrisce alla ricerca della realtà del titolo.
Eclettico e impegnato, James Franco arriva a Venezia senza capelli per presentare L'urlo e il furore, suo secondo adattamento dell'opera di William Faulkner.
Il divertente, sfrenato e cinefilo film di Joe Dante, fuori concorso al Lido, è stato presentato in una conferenza stampa funestata da qualche inconveniente tecnico, che ha limitato la "presenza" del regista (collegato via Skype). In carne ed ossa, invece, i contributi degli attori Anton Yelchin, Ashley Greene e Alexandra Daddario, e dello sceneggiatore e produttore Alan Trezza.
Cinque anni dopo The Hole 3D, Joe Dante regala al suo pubblico un film che trasuda divertimento e passione, parlando alla nostra memoria di spettatori, e ribadendo un legame, cinefilo e affettivo, impossibile da scindere.
Seguite la penultima giornata di festival insieme a noi con il nostro diario semi-serio sulla 71esima Mostra del Cinema. Oggi al Lido è atteso James Franco, e questa è una delle poche certezze: il resto è tutto da scoprire e da vivere.
Francesco Pannofino e Roberto Citran sono i protagonisti di Patria, presentato in concorso alle Giornate degli Autori al Festival di Venezia 2014: una stentata tragicommedia che punta a rievocare tre decenni di storia italiana.
Il film di Scorsese arriva in alta definizione con un'edizione purtroppo non convincente. Il video potenzialmente ottimo è penalizzato dal DNR. Audio sufficiente, scarsi gli extra.
Cosa si prova a dirigere il mitico Al Pacino? Ce lo racconta il regista di Manglehorn David Gordon Green, che ci anticipa anche il suo prossimo lavoro prodotto da George Clooney e interpretato da Sandra Bullock.
Il nostro incontro con il regista e il cast del film ispirato al romanzo di Koch, La cena, un angosciante viaggio alla scoperta dei comportamenti più abietti di un essere umano; "E' un romanzo di cui ho adorato il plot che ci chiede cosa faremmo in una situazione del genere. Domanda semplice, risposta complicatissima", ha detto l'autore.
Il Pasolini di Ferrara non è un giallo o un poliziesco, e nemmeno un documentario o una biopic. E forse il problema principale è proprio questo, il film racconta le ultime ore della vita del grande intellettuale senza trovare una vera identità e senza provare a illustrare una personalità tanto complessa.
Sivas di Kaan Mujdeci mette in scena con insistenza i combattimenti tra cani nelle campagne della Turchia orientale, senza riuscire ad andare oltre e trasmettere il messaggio che vorrebbe comunicare.
Il regista americano porta in concorso il ritratto di un intellettuale fuori dal coro, interpretato da Willem Dafoe; "Non ho mai detto di sapere chi l'abbia ucciso, sono balle dei giornalisti. Volevo parlare delle passioni e della compassione di Pasolini", ha spiegato Ferrara in conferenza.
Marco Bonfanti, uno dei registi che hanno partecipato al film a episodi 9x10 Novanta, realizzato attraverso i materiali d'archivio dell'Istituto Luce, ci racconta il suo cortometraggio, Tubiolo e la Luna, e la sua partecipazione al Festival di Venezia.
Da Alix Delaporte un film intimista e sincero che utilizza le immagini e la musica per raccontare i suoi protagonisti, riducendo i dialoghi all'osso.
Dopo la proiezione, al Lido, del suo nuovo lavoro, abbiamo incontrato Sabina Guzzanti per una serie di riflessioni sul film, sulla spinosa vicenda che affronta, e più in generale sul ruolo del cinema nel racconto della realtà.
Un aggiornamento tira l'altro per seguire con noi la Mostra di Venezia dal vivo (o quasi...) Un diario per raccontarvi la nostra giornata, tra impegni, sorprese, imprevisti e novità sul festival e non solo. Tra i film di punta di oggi, il biopic su Pier Paolo Pasolini firmato da Abel Ferrara.
Grande cinema epico e morale impreziosito dall'interpretazione di Viggo Mortensen e dalla colonna sonora minimal ed evocativa firmata da Nick Cave e Warren Ellis.
Affrontando lo spinoso tema della trattativa stato-mafia, Sabina Guzzanti dirige un'opera al confine tra i linguaggi, ambiziosa ma onesta: la sua lettura degli ultimi 20 anni di storia italiana è una delle tante possibili, ma l'artista romana non abdica al ruolo di indagine, e proposta di interpretazione, che un cinema come il suo dovrebbe sempre far proprio.
Una grande cura estetica, la consueta ironia amara, un piglio antropologico e surreale ed ecco servito un oggetto estremamente raro: un nuovo gioiello firmato Roy Andersson.
Per risultare accattivante nei confronti del pubblico giovane, Cymbeline abbonda in scene action e violenza e il sangue sgorga dai corpi copioso.
La tragedia di Shakespeare rivive nella rilettura moderna di Almereyda, presentata nella sezione Orizzonti; "Shakespeare? Nessuno come lui, amo il Cimbelino e volevo presentarlo ad una nuova generazione di spettatori. E visto che è la prima volta che questa tragedia viene portata al cinema, è bello non avere un paragone", ha detto in conferenza.
Le sei fate più famose della televisione tornano con una terza avventura cinematografica a tematica ecologista, tanto per dimostrare che si può essere impegnate ma con stile.
Un dramma duro e rigoroso, quello di Im Kwon-taek, che tratta in modo diretto il tema della malattia e della morte, affiancandolo a quello delle pulsioni che si agitano, incontrollabili, nella mente dell'individuo.
Il kolossal di Darren Aronofsky con Russell Crowe nei panni di Noè, approda in alta definizione con un video di eccellente livello sia in 3D che in 2D. Ottimo l'audio italiano, ma l'inglese lossless ha un'altra marcia. Buoni gli extra.
Guzzanti e Jovovich tra le star di oggi, a Venezia, ma il resto è tutto da vivere e scopriire insieme a noi, con l'ottava pagina del nostro diario, aggiornato fino a stasera. Seguiteci!
Un ragazzo ad un bivio. Da un parte, la donna che ama e che presto lo renderà padre, dall'altra un gruppo di persone poco raccomandabili che rappresentano per lui un mondo da cui distaccarsi in fretta. Su questo, lo spettro di una malattia misteriosa. Il talento britannico Duane Hopkins torna alla regia con un thriller innovativo, in concorso a Venezia71 nella sezione Orizzonti.
Per il suo quinto lungometraggio Ivano De Matteo torna ancora una volta sul tema della famiglia come prototipo della società odierna raccontandoci una storia agghiacciante e provocatoria che indaga sull'essere genitori, sull'etica, sulla giustizia e sull'onestà. Un film con pregi e difetti e con un grande Alessandro Gassmann.
Al Festival di Venezia abbiamo incontrato Ron Mann, autore del bellissimo documentario dedicato a Robert Altman, insieme alla vedova del regista e all'attore Michael Murphy: ecco il resoconto completo della nostra meravigliosa conversazione, fra curiosità e aneddoti sul leggendario regista americano.
Con il suo consueto tocco lieve, e ribadendo i riferimenti cinematografici che da sempre gli sono propri, Hong Sang-soo racconta la storia di due vite che si ritrovano, offrendo anche una riflessione sul tempo e sulla sua natura.
Senza nessuna pietà trasfigura la Roma che conosciamo privandola dei tratti distintivi e rappresentandola come una metropoli anonima. Una perferia sterminata come tante in cui si muovono personaggi feroci, dotati di famelici appetiti economici e sessuali.
La miniserie HBO, che arriverà negli USA il prossimo novembre e in Italia nel gennaio 2015, conquista la Mostra del Cinema di Venezia riscuotendo applausi a scena aperta. E si candida, con quasi un anno di anticipo, ai prossimi Emmy e al ruolo di nuovo prodotto televisivo di riferimento.
Gabriele Salvatores infonde il proprio sguardo poetico e la propria sensibilità nel dar forma alla materia proteiforme che si trova tra le mani. E lo fa col proprio stile, in punta di piedi, lasciando che siano le immagini a risuonare emotivamente in virtù del proprio contenuto.
Montatrice dei film più belli di Martin Scorsese, la Schoonmaker ha ricevuto il prestigioso premio per una carriera strabordante; "Martin è il meglio e il mio lavoro è meraviglioso, per capire quanto, dovreste sedere accanto a me e annoiarvi".
Tsukamoto, in concorso a Venezia, dirige un film di una radicalità sconvolgente, in cui il tema della guerra è restituito nella sua più pura brutalità: sangue, mutilazioni, carne in decomposizione, per quello che è un vero e proprio viaggio all'inferno, del tutto coerente con la poetica del regista.
Ron Mann ripercorre l'itinerario professionale di uno dei più grandi registi di sempre, il mitico Robert Altman, mettendo in luce gli aspetti più coraggiosi ed anticonvenzionali del suo cinema, in un documentario appassionato e commovente.