Si chiude anche in dvd la trilogia che ha diviso gli appassionati di cinema. L'uscita digitale si presenta però come un'edizione che metterà d'accordo tutti, e in positivo.
Un'uscita davvero con i fiocchi, questa della Eagle, caratterizzata non solo da un reparto tecnico di tutto rispetto, ma anche da una serie di extra davvero molto interessanti oltre che numerosi.
Un grande quadro, in cui troviamo un gran numero di elementi insoliti mescolati in una logica distorta e malata.
E' complesso penetrare l'intimità dello spettatore: questo film ha tutte le carte in regola per farlo.
La pellicola scritta da Mike White funziona come una bomba ad orologeria, è piena di piccole gag irresistibili, di un gruppo di divertenti ragazzini, di musiche straordinarie, e vive sullo stato di grazia di un indemoniato Jack Black.
In una piccola sala, nemmeno troppo piena, del cinema Plinius di Milano il regista torinese Marco Ponti risponde quasi intimidito alle poche domande dei giornalisti presenti.
Pesce d'aprile? No - proprio no: un'uscita eccezionale, che segna il cammino per quanto riguarda il digitale, sia animazione che non. Un dvd perfetto.
Scandali, minacce, litigi, pentimenti, fulmini e morti improvvise durante la proiezione. Ma soprattutto tanta pubblicità e tanto merchandising. Cosa c'è dietro il film - fenomeno dell'anno?
Dopo Santa Maradona, ecco l'ennesima commedia sulle inquietudini generazionali di trentenni in fuga con l'aggiunta del colpo grosso a soluzione finale.
Un film coraggioso nello scegliere di mostrare elementi cupi e dark, dalle molte sottoletture, ma che non perde di ritmo e di mordente nel raccontare una grande avventura in grado di affascinare i più piccoli.
Un vero e proprio "caso" cinematografico, con una campagna pubblicitaria e mediatica senza precedenti: ma cosa c'è di concreto, oltre all'estremamente grafica odissea "gore-religiosa", in questo terzo film da regista di Gibson?
Un cinema che vola basso e si nasconde troppo spesso in un macchiettismo irritante e in alcune involontarie pretese simil-sociologiche sul nuovo femminismo e sulla crisi d'identità dell'uomo moderno.
Dopo il bellissimo e personale "PTU", Johnny To, coadiuvato da Wai Ka-Fai, torna a un cinema di stampo più commerciale, che tuttavia non manca di mostrare, in questo caso, spessore e buon senso dello spettacolo.
Le ambizioni di un giovane cronista di provincia, desideroso di lavorare nel mondo del cinema anche a costo di mille sacrifici e di umiliare sé stesso, vengono soffocate ben presto da una Hollywood che induce paura e, allo stesso tempo, rispetto.
'Fratelli per la pelle' è il classico film realizzato da chi si diverte a maneggiare la macchina da presa e lo fa con presenza di spirito, idee ed una straordinaria energia.
Ci troviamo di fronte ad una storia che tocca tutti nel profondo, che ci parla di accettazione della propria realtà, per quanto tragica o difficile possa essere.
Anche visto a vent'anni dall'uscita, 'Sangue facile' è un film che conserva una carica esplosiva e disturbante che ha davvero pochi rivali nella cinematografia di ogni tempo.
Presentando il recente "I fiumi di porpora 2" alla stampa, un Jean Reno affabile e simpatico ha risposto alle tante domande dei giornalisti presenti all'hotel De Russie di Roma, parlando anche dei suoi futuri progetti.
Alla conferenza stampa che ha seguito la proiezione del film "Il costo della vita" ha partecipato il regista Philippe Le Guay, che in modo semplice e schietto ha risposto alle poche domande dei giornalisti.
"Il costo della vita" è una commedia francese che solo apparentemente sembra volerci parlare del denaro, perché in realtà riesce, nel modo più delicato e fine possibile, a raccontarci dei sentimenti.
Dopo lo straordinario successo de La maledizione della prima luna, la Disney ci riprova e torna nelle sale con un nuovo film ispirato ad un'attrazione del parco giochi per antonomasia, Disneyland.
Un risultato davvero modesto, per l'esordio alla regia di Matteo Petrucci: un thriller scritto e recitato male, con una regia pretenziosa che soffre della smania di stupire a tutti i costi con ogni singola inquadratura.
Questo "sequel" (più di nome che di fatto) del thriller di Kassovitz si rivela purtroppo un totale fallimento, a causa di una sceneggiatura del tutto risibile e di una regia piatta e anonima.
Edizione non ricchissima ma ottima dal punto di vista tecnico per il film di Joel Schumacher.
Robert Altman trasporta il pubblico sul palcoscenico nel profondo del balletto in una pellicola che appartiene più al genere documentario anche se non è classificata come tale.
Partendo da uno spunto che potrebbe anche essere interessante, ma che risulta datato e in alcuni momenti involontariamente comico, lo svolgimento diventa presto falso e pretensioso.
Un'edizione ottima sotto tutti i punti di vista, ma che perde un po' soltanto sul versante extra, dove poteva essere inserito più materiale (magari in un secondo disco).
Alla conferenza stampa seguita alla presentazione del nuovo film da lui interpretato, "Oceano di fuoco - Hidalgo", un Viggo Mortensen particolarmente loquace ha sviscerato i vari aspetti del film.
Bastava il titolo per illuminarci sul tema del film: è l'ora e mezza successiva che ci sembra uno spreco di pellicola e di talenti per un Rubini che convince sempre meno come regista e sempre più come attore.
Avary riesce in pieno, come sceneggiatore e come regista, a rappresentare attraverso il medium cinematografico la freddezza, il distacco, il sottile sarcasmo ed il cinismo dello stile narrativo dello scrittore americano Bret Easton Ellis.
Dopo "I fiumi di porpora", Mathieu Kassovitz resta nei territori del cinema di genere, confezionando un prodotto di puro intrattenimento che risulta tuttavia complessivamente godibile.
In occasione della presentazione di "L'amore ritorna", l'atteso nuovo film di Sergio Rubini, il regista e il protagonista Fabrizio Bentivoglio ci hanno parlato del film e di come questo è stato da loro vissuto.
Il prodotto della Fox si presenta sul mercato dell'home entertainment con un packaging di tutto rispetto e con una qualità audiovisiva davvero superlativa.
Decisamente accettabile la versione dvd del film della Haines, inserita dalla Paramount in una Widescreen Collection che la dice lunga sull'attenzione mostrata verso la qualità video.
Prodotto dalla 01 e distribuito dalla DNC, il film di Riccardo Milani torna alla ribalta con un dvd di buona fattura, contrassegnato da un'ottima resa audiovisiva e da un'interessante sezione di contributi aggiuntivi.
A pochi mesi di distanza dall'uscita cinematografica, ecco in dvd l'intelligente affresco sulla vita di Aldo Moro.
Un film fatto di binomi contrapposti e indissolubili che segue coppie (e più raramente trii) di attori/musicisti attraverso brevissimi sketch surreali ed esilaranti.
Un esordio curioso, questo dei due giovani registi Claudio Fasti e Serafino Murri, un piccolo film basato su un idea di cinema coscientemente anti-spettacolare, concepito come un progetto work in progress.
Un dramma struggente da seguire con fazzoletto alla mano. Una storia portata in grembo e partorita dalla scrittrice Margaret Mazzantini diventata un film doloroso ed emozionante per merito del marito Sergio Castellitto.
Un'ottima edizione speciale che renderà felici tutti i possessori della vecchia edizione, afflitta da alcuni problemi di "gioventù".
Un dvd onesto dal punto di vista del video, che delude però in ambito di extra.
Se l'esordio di Yann Samuell convince dal punto di vista estetico, meno riuscito risulta l'andamento del plot, che si impantana in un romanticismo eccessivo, a volte involontariamente freddo, quasi sempre sopra le righe.
Una classica commedia romantica a sfondo newyorkese unita ad uno spirito dissacrante sullo stile dei fratelli Farrelly. Ma il risultato è tristemente mediocre.
Purtroppo Giovanni Veronesi non osa praticamente nulla: dopo aver inquadrato a sommi capi il contesto generazionale, l'opera si ferma qui.
Contromano nell'autostrada della rivoluzione digitale, la Disney sforna un prodotto dal sapore d'altri tempi, arricchito da ottima animazione a mano e con i bambini come target principale.
In una battuta del film la protagonista rivela a se stessa: «Hai appena scoperto che tutta la tua vita è stata un sogno e solo ora ti sei svegliata...».
La visione di un film come questo è talmente impegnativa da farsi a volte scoraggiante, ma il cinema di Angelopoulos è un'esperienza che un amante della Settima Arte si porta con sé, nel suo bagaglio di spettatore, per sempre.
Dal 12 marzo 2004 uscirà nelle sale italiane il film di Sergio Castellitto, tratto dal best seller della moglie Margaret Mazzantini, "Non ti muovere". L'attore/regista e Penélope Cruz raccontano la straordinaria esperienza che li ha coinvolti.
Un Macbeth ancor più tragico di quello shakespeariano, perché più innocente, e vittima di un meccanismo ciclico a cui nessuno può sfuggire.
Un sanguinoso, indigesto polpettone trash per un'ora e mezza di noia, teste che volano con disinvoltura, banalità gratuite e tanto sangue.