L'opera seconda del giovane regista inglese Christopher Smith ci trascina nei boschi della Transilvania al seguito di un gruppo eterogeneo di manager rampanti alle prese con problemi estranei alle "logiche aziendali".
Inutile stare a puntualizzare come e perché il film non sia nemmeno lontanamente assimilabile ai suoi modelli, e di come banalizzi gli aspetti psicologici privilegiando l'effetto (speciale o no) di bassa lega.
A 7 km da Gerusalemme un pubblicitario in cerca di sè stesso incontra uno strano personaggio, aderente in tutto alla descrizione evangelica di Gesù Cristo. Un ottimo spot, penserà all'inizio, ma poi...
Huerga si impantana in un caos di colori e rumori, ma quando si parla di eventi così tragici e di tali ingiustizie ingiustificabili si può forse perdonare qualche lacuna ed apprezzare comunque il tentativo.
Incontriamo a roma il regista de Gli innocenti, Per Fly, che ci parla di giovani terroristi e cattivi maestri.
Cast hollywoodiano e grande qualità su RaiUno. Dopo 'Pompei', Giulio Base conferma il suo talento di regista di film storico-drammatici.
Donnersmark costruisce un meccanismo perfetto che tiene alta la tensione dalla prima all'ultima sequenza e fa de Le vite degli altri un appassionante thriller dell'anima, a tratti scanzonato, a tratti disperato, ma ricco di speranza.
Svalvolati on the road si posiziona in un generico limbo del comico che riunisce sguardo nostalgico al passato, gag slapstick e un sottofondo omofobico, fil rouge che unisce molte delle pellicole che spopolano attualmente negli USA.
A dieci anni da 'L'ultima catastrofe' torna a far danni Mr. Bean, nelle sale italiane dal 6 Aprile.
Il regista ha presentato alal stampa romana il film che ha vinto, tra le altre cose, il premo Oscar per il miglior film straniero.
Frank Miller sollecita, nello spettatore, uno degli istinti più antichi e radicati nel cuore umano: il fascino della violenza, del truculento, della guerra.
Nonostante alcuni elementi stimolanti, il film è nel complesso molto poco interessante ed ha l'enorme difetto di affrontare un tema narrativo già esaurito dalla grande produzione cinematografica al riguardo.
La splendida attrice interviene alla presentazione romana della rassegna dedicata al suo lavoro dal Centro Sperimentale di Cinematografia e dal Comune di Roma.
Tirard costruisce una commedia solida e fresca, ma, per troppo amore, ne diluisce eccessivamente i tempi narrativi e quelli comici, facendole perdere di precisione e incisività.
Benchè più vicino alle atmosfere degli esilaranti episodi televisivi, questo secondo film di Mr. Bean non riesce comunque a divertire se non negli ultimi venti minuti.
Ottima e curata edizione a due dischi per il visionario film di Alfonso Cuarón. Buono il video e soddisfacenti gli extra, ma va apprezzato soprattutto un audio da applausi.
Un film moderno, girato con uno stile pulito che però, nella sua parte finale, ha il difetto di diventare improvvisamente un po' troppo artificioso.
Un film disperato e sincero che non ha pudore di mostrare l'ipocrisia né la lotta alla sopravvivenza, nel tentativo di scardinare le false certezze della società danese.
Il primo documentario di Sydney Pollack soffre di un atteggiamento un po' troppo celebrativo nei confronti di Gehry, dipinto come un genio assoluto e indiscutibile.
La bravura di Olmi sta nel dare a questo suo deciso attacco antiecclesiastico i toni delicati di una storia semplice, assestando al momento giusto delle energiche stoccate che mettono in ginocchio il proprio bersaglio.
Lì dove sembrava impossibile che l'immagine potesse riscattare il potere evocativo e sobrio della parola, ci ha messo lo zampino (e soprattutto la fantasia) Neil Burger.
Il regista ha presentato a Rom il suo primo documentario, la storia di uno dei più famosi e innovativi architetti del mondo.
Un film non indimenticabile che narra tonfi e trionfi del calciatore più chiecchierato della storia; consigliato solo ai simpatizzanti di Maradona.
La Red Road è una strada della periferia di Glasgow in cui i destini di un uomo e di una donna torneranno ad incontrarsi, generando nuovo dolore ma riscattando definitivamente un passato difficile
La splendida attrice premio Oscar è passata per la Capitale per promuovere il thriller di cui è protagonista al fianco di Bruce Willis.
Ottima edizione a doppio disco per il film di Stefen Fangmeier tratto dall'opera di Christopher Paolini: audio e video sono di buon livello, ma a meravigliare sono soprattutto gli extra.
Sevérine è una donna-bambina che confonde continuamente la propria esistenza nei due diversi piani nei quali il film si dipana; quello della realtà e quello del sogno.
Violento e spaventoso sin dal primo fotogramma, il film, pur nascendo da uno spunto innovativo, soffre di una sceneggiatura che ripercorre tutti i luoghi comuni dell'horror giovanile.
Il maestro e l'interprete israeliano hanno incontrato la stampa per la presentazione dell'ultimo lavoro di Olmi, che fa già discutere per i suoi contenuti.
Anche di più di quanto Sin City aveva fatto in precedenza, il film di Snyder cerca di cambiare l'uso che viene fatto degli effetti speciali, passando dalla ricerca del realismo per elementi immaginari all'astrazione di elementi reali.
Sorprende in maniera positiva quest'edizione targata Cecchi Gori, che porta su DVD un film indipendente italiano a bassissimo budget.
Un linguaggio semplice, un messaggio profondo, per il tema della perdita che non diventa mai banale e che regala lacrime di sincera commozione di fronte all'infanzia interrotta.
Anche di fronte ad un prodotto non troppo riuscito, Bisogna apprezzare la voglia di non "imitarsi" a tutti i costi e il tentativo di rinnovarsi - anche se un po' maldestro - dei fratelli Taviani.
Tra innovazione e tradizione, tra film di genere e cult movie, le nostre riflessioni sulla serie horror che ha conquistato gli appassionati.
Dopo una lunga pausa il regista di Passi sulla luna torna con questa nuova commedia all'italiana, nelle sale dal 30 Marzo.
E' l'avvincente favola in 3D del topolino dei dentini da latte, che fino a oggi non era conosciuta se non attraverso il racconto dei nostri genitori. Avvincente e geniale l'animazione e ottima la colonna sonora.
Paolo e Vittorio Taviani incontrano la stampa per discutere del loro nuovo film. I due registi sottolineano l'importanza di non dimenticare l'eccidio degli armeni.
La scelta di non mostrare si dimostra la carta vincente poiché libera la fantasia dello spettatore in un dedalo di ombre che crescono e si moltiplicano fino all'epilogo.
Liscio è una deliziosa commedia dolce-amara sul rapporto filiale e sulla realtà sociale d'oggi: circostanze e situazioni d'ordinaria vita vissuta, filtrate attraverso il racconto di un bambino più maturo della sua età.
Eddie Murphy continua a darsi al trasformismo: questa volta si triplica sullo schermo ma si dimentica che ogni tanto un po' di trama non guasta.
Uno sguardo attento sulla sesta edizione appena conclusasi di Amici di Maria De Filippi.
Esce per Gargoyle in una discreta edizione Headspace: horror psicologico inedito in Italia.
Qualche curiosità sulla lunga e tribolata gestazione dell'ultimo film del regista di culto Darren Aronofsky.
Il film di Ramis non è abbastanza caustico da poter essere considerato una black comedy e neanche avvincente e teso come un thriller che si rispetti, ma resta poco coraggiosamente in bilico tra i due generi, senza provare a sorprendere lo spettatore.
Il film riesce a combinare in maniera equilibrata diversi generi cinematografici e diversi registri. Se nella prima parte infatti è il realismo a predominare sul fantastico, nella seconda sono gli effetti speciali che giocano un ruolo determinante.
La Cina vince a Venezia e a Berlino, e non solo. Conquista anno dopo anno il mercato italiano, ed europeo, attraverso un "neorealismo poetico", specchio di una nazione.
Il film rappresenta un'efficace operazione di restyling delle avventure di Asterix e Obelix, che ne attualizza temi e contenuti nel rispetto della storica fisionomia dei personaggi e dello spirito originario del fumetto.
Film potenzialmente molto interessante, che sfrutta un'idea geniale nella sua perversità, Death of a President risulta validissimo sotto il profilo tecnico, ma francamente inutile nel messaggio che vuol far passare.
Si dovrà attendere fino al prossimo autunno per la seconda parte della terza serie del telefilm più in forma del momento.
Le inquadrature fisse traducono in immagini la sensazione che i personaggi si trovino in un ambiente che non riescono ad abbandonare se non uscendone fisicamente e la sensazione di freddo e nettezza che si respira ad ogni scena, congela i sentimenti ad una dimensione disperata.