E' un imperativo quello invocato dal titolo ed è soffocante lo scenario che la Seimetz ha voluto raccontarci in questo teso thriller che strizza l'occhio a Malick e a Cassavetes.
Finzione, documentario e disegni animati, tre anime che convivono appassionatamente nel cupo lungometraggio d'esordio della documentarista slovacca Iveta Grófová, nominato come rappresentante della Slovacchia agli Oscar 2013
Il film è piacevole non perché rappresenti una sorta di vademecum sul come superare una malattia, ma perché a 'interpretarlo' ci sono due persone amabili, che non esitano a litigare se qualcosa non quadra, ma che si mettono in gioco spudoratamente; il cinema è anche questo, permettere ad una scintilla di verità di prendersi il giusto spazio e lasciarla risplendere senza troppi fronzoli.
Paolo Genovese prende spunto da una commedia spagnola del 1996, ma sviluppa la storia in modo personale e originale: costruendo così un film interessante e difficile da classificare, un balletto surreale e dal ritmo sostenuto ma dall'anima intimamente malinconica.
The Vampire Diaries torna giovedì 29 alle 21.15, in esclusiva su Mya, con la quarta stagione inedita in Italia: punto focale dei primi episodi, la transizione di Elena.
Matteo Branciamore & soci sbarcano sul web con la dramedy The Last Day. E, sfidando la profezia Maya, ce la raccontano...
Un modo senz'altro inusuale di trattare il tema della maternità quello usato dalla Beck, che con qualche eccesso dark e qualche lacrima di troppo, ci racconta i turbamenti e le solitudini struggenti di una giovane donna in attesa di un figlio e di un futuro che sembrano non arrivare mai.
Divertente e godibile, a dispetto della tragicità del messaggio di cui si fa portatore, il film di Sabini sa essere vero senza alcuna oppressione, anche se in certi momenti questa leggerezza diventa superficialità, o meglio incapacità di entrare nel merito dei discorsi affrontati.
Senza la linearità data dal tradizionale affiancamento dei Vangeli, che compatta e omologa ciò che differisce nello sguardo di ogni singolo testimone, il film di Columbu diventa un'esperienza unica, in cui le immagini, accompagnate dalla melodia della lingua sarda, agiscono ad un altro livello, toccando le corde più profonde dell'animo.
Un'opera emozionante che affronta temi cruciali tristemente contemporanei cercando le risposte nel cuore della gente comune e affidando le speranze per il futuro alle donne, le uniche in grado di spingere gli uomini ad essere migliori, di capire che quando non c'è un'alternativa possibile l'unica soluzione è tendere la mano verso l'altro.
La lettura dei fondi di caffè diventa nel film uno scambio emotivo molto forte, il confronto tra due facce della stessa medaglia, da una lato le donne della ricca borghesia di Istanbul, dall'altra una figura femminile coraggiosa, forte della sua sensibilità e del suo 'occhio'.
Un piccolo film indipendente capace di far sognare, di mettere in luce come la nostra presunta normalità spesso si costruisca su uno stravolgimento delle nostre radici e dei nostri bisogni reali e di mostrarci gli enormi limiti di una società che ha scambiato la felicità col progresso.
Dal romanzo omonimo al grande schermo, la scrittrice e documentarista continua il suo discorso sul mondo delle donne e la complessità dei sentimenti affidandosi all'interpretazione di Anna Foglietta, Lorena Cacciatore e Camilla Filippi.
La natura del film, mascherata dietro una forma solo in apparenza disinibita, rimane attaccata ad una tradizione melodrammatica ed esistenziale di donne perennemente allo sbaraglio che nell'amore trovano il loro unico punto fermo.
Un eccezionale incontro parigino con il regista doppio premio Oscar, che ci ha raccontato l'avventura della lavorazione del suo spettacolare ed emozionante Vita di Pi.
Risate e commozione si alternano in un film dove temi come le malattie senili, la perdita della lucidità e dell'indipendenza vengono affrontati con leggerezza, ma senza ipocrisia.
Per il suo ritorno alla recitazione, Eastwood sceglie toni sentimentali e melò, quasi a voler dimostrare, a 82 anni, di potersi concedere di tutto: la sua presenza sullo schermo, quasi ingombrante, resta a dichiarare la volontà di non cedere alla logica della 'rottamazione'.
Il film di Ponzi è un esempio di commedia che prova a privilegiare i temi sociali e le problematiche della vita moderna, trattando in questo caso il tema della ricerca di un alloggio: ma lo sguardo risulta eccessivamente convenzionale e incapace di andare oltre l'aneddotica.
The Grey è un film teso, opprimente, crudo nelle immagini e nei temi che funziona anche grazie alle costruzioni visive di Joe Carnahan ed alla curatissima fotografia di Masanobu Takayanagi.
Attraverso gli occhi asciutti e lo sguardo acuto del suo protagonista, Tropia parla al pubblico, chiedendogli di seguirlo all'interno di un'avventura che, pur non avendo una forma innovativa, si rivolge ad ognuno in modo diretto e del tutto personale.
Il nostro incontro con la simpatica coppia di registi responsabile dell'irresistibile commedia sentimentale.
Il film su una folle festa sfuggita di mano arriva in alta definizione con un video soddisfacente, ma a meravigliare è soprattutto un audio molto muscolare. Scarsi invece gli extra.
Un audio davvero formidabile caratterizza l'edizione in alta definizione dell'inquietante film con Michael Shannon. Buono il video, discreto il pacchetto degli extra.
Il capolavoro di Elia Kazan arriva in alta definizione a 60 anni dalla sua uscita con un'edizione ottima sotto l'aspetto video e degli extra. Sufficiente l'audio italiano.
Film visivamente affascinante che Marcimain dirige al meglio delle sue possibilità, ma che stimola in maniera confusa lo spettatore a riflettere sulla violenza perpetrata ai danni di due adolescenti da uomini senza moralità.
Shell è insieme un film d'amore e una profonda riflessione sul divenire adulti, sul sacrificio e sul destino, e il cinema di Scott Graham è un cinema asciutto, fatto di sottrazioni e che vive di silenzi, di sguardi, di parole non dette e di segreti inconfessabili.
Presentato in anteprima mondiale al Torino Film Festival 2012 nella sezione Festa Mobile il nuovo film del regista di origini sarde ambientato nel campo nomadi di Cagliari e incentrato sull'emarginazione.
Il nostro incontro con l'attore, ospite del BFI London Film Festival con la commovente commedia robotica.
Nell'attesa della premiere neozelandese de Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato, Wellington si è letteralmente trasformata nella Terra di Mezzo, tra mercatini ed eventi ai quali hanno partecipato alcuni artisti che hanno collaborato con Peter Jackson, e con i quali abbiamo fatto due chiacchiere.
A interpretare il cinico Frank non c'è un attore qualunque, ma lo straordinario Frank Langella che, con il suo immenso talento, farebbe la gioia di ogni regista.
Quello humor disincantato, ma mai cinico, tipico della scrittura di Marc O'Brien, viene profuso a piene mani nella sceneggiatura dando vita a momenti realmente esilaranti e ad altri commoventi.
Il film di Berger si muove sinuoso e riesce a catturare lo spettatore trasportandolo in una dimensione altra, incantata.
Sejko colpisce nel segno, ricostruendo con dovizia di particolari quanto avvenuto in Albania all'inizio degli anni '90, caratterizzati da migrazioni di massa in particolare verso l'Italia e nello stesso tempo rendendo merito ad un gruppo di persone che non ha esitato un solo secondo a mettersi in gioco per cercare la libertà altrove.
La regia di Marcias risulta piuttosto anonima, priva di uno sguardo capace di andare in profondità sia nel rapporto speciale che si instaura tra i due protagonisti sia nelle delicate tematiche sociali che la storia si propone di affrontare.
Il nostro incontro il regista partenopeo che quest'anno guida la giuria del TFF; 'Questo è un festival dall'identità certa, c'è sempre stato del grande cinema ed un pubblico meraviglioso', ha spiegato.
Un passo falso dunque per Rob Zombie che, pur offrendo una visione originale e totalmente naif degli Inferi e di Satana, non riesce ad andare oltre il semplice delirio manieristico e a fare il salto di qualità con un'opera solida sia dal punto di vista della scrittura che della cifra stilistica.
Il film possiede i difetti di un'opera prima, ad esempio una 'gestione' non proprio perfetta dei tempi narrativi, ma ha anche tante qualità, in primis quella di evitare in maniera encomiabile ogni tipo di esotismo.
Non mancano le scene esilaranti e le risate, ma usciti dalla sala resta l'impressione di aver assistito ad un'opera dal ritmo altalenante che ha veramente pochi spunti da offrire e che non aggiunge nulla al genere.
L'autore newyorchese non va mai oltre le righe, grazie alle contenute (ma non fredde) interpretazioni dei protagonisti che gli permettono di mantenere intatto il senso profondo della storia, a dispetto di una messa in scena eccessivamente ricercata.
L'incontro con la regista che ha presentato nella sezione Rapporto Confidenziale, il suo ultimo lavoro, un film in cui il protagonista segrega un ragazzino, tenendolo in catene e allevandolo nel culto della violenza; 'Ma io mio padre David non lo uccido, gli voglio bene', ha raccontato questa mattina in conferenza stampa.
Il nostro incontro ravvicinato con il regista pisano, primo autore italiano in concorso al Torino Film Festival con un autodocumentario folle sulla decisione di smettere con le sigarette: 'Dovevo chiudere col fumo e insieme volevo fare qualcosa che mi permettesse di perdere il controllo completamente, anche in maniera dolorosa, spiacevole. Non so quale dei due aspetti abbia prevalso sull'altro', ci ha raccontato Gipi.
Un film leggero, brillante, sagace, mai retorico guidato da quattro grandi istrioni e da un irresistibile Michael Gambon, un film che rispecchia in pieno l'umorismo, l'umanità e l'amore per la musica di un grande attore che a quasi settantacinque anni si è deciso a fare il grande passo dall'altra parte della macchina da presa.
E' la storia di un'ossessione e come tale è eccessivo, debordante, a volte disturbante e in certi punti oscuro e non comprensibile, ma ha un'ironia di fondo che lo fa apprezzare e che lo rende simpatico, perfino amabile.
Un episodio di passaggio, il sesto di Asylum, che risolve alcune questioni, ma getta le basi per nuove linee narrative. Al centro della storia, due abbandoni capaci di dar vita a 'mostruosità'.
Una chiacchierata esclusiva con il regista del film, che ci ha parlato sia degli aspetti tecnici e narrativi del suo ultimo lavoro, dei paragoni con 'Shame' e del confronto con la stampa: 'Ai festival italiani non metterò più piede'.
Il regista Marco Bechis ci parla della genesi del film collettivo Mundo Invisibel, produzione brasiliana che vede tra i partecipanti i colleghi Wim Wenders, Atom Egoyan e Manoel De Oliveira.
A metà strada tra il racconto sociale e quello intimista, il regista e i suoi interpreti Tiziano Talarico, Francesco Scianna e Michele Placido definiscono il ritratto degli immigrati italiani degli anni Sessanta, eternamente divisi tra coraggio e nostalgia, speranze e disillusioni
La gradevole e pungente commedia francese di Canet arriva in alta definizione con un discreto video e un ottimo audio. Sufficiente il reparto dedicato agli extra.
L'Orso d'argento della giuria a Berlino arriva in DVD con un'edizione tecnicamente buona. Scarsi invece gli extra.
Il terzo capitolo delle avventure tratte dai libri di Jeff Kinney arriva in alta definizione con un'edizione curata dal punto di vista tecnico. Solo sufficienti i contenuti speciali.