Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
L'ultimo prodotto di animazione Disney è uscito anche in un'edizione speciale da collezione, che, oltre a vantare la solita elevata qualità tecnica, presenta l'elegante confezione metallica e una buona quantità di extra.
Stefania Rocca e Luca Lionello mettono in scena la follia dell'insensatezza in un esperimento cinematografico che rischia di non essere compreso fino in fondo.
Il regista Julio Medem dirige per la prima volta la diva spagnola in un dramma ambizioso e dal tema forte, ma che purtroppo si rivela freddo e per lo più vacuo.
A due anni di distanza dallo splendido Boyhood, Richard Linklater torna a raccontare la gioventù americana in una commedia vivacissima e libera da schemi narrativi, in cui l'ultimo weekend prima dell'inizio del college costituirà l'occasione per un vortice di musica, divertimento e nuovi amori.
Esordio dolce-amaro quello della regista Shirel Amitai, che sposa un'ambientazione surreale per un ritratto intimo fra dramma e bisogno di pace.
Il celebre videogioco di matrice nordica arriva in sala grazie alla Sony, regalandoci un misto abbastanza efficace di humour e azione.
Superba edizione in alta definizione targata Fox per il film con Ryan Reynolds nei panni del personaggio più anticonvenzionale della Marvel. Non solo video e audio ad altissimo livello, ma anche extra corposi, interessanti e sempre divertenti, in linea con lo humour del film.
Esilarante esordio alla regia di Antonio Manzini, con l'inedito duo comico De Renzo-Sermonti. Un film che lascia di buon umore anche dopo la visione.
Matthew Brown realizza un biopic incentrato su Srinivasa Ramanujan, semisconosciuto genio matematico indiano, muovendosi tra l'India e l'Inghilterra sullo sfondo del primo conflitto mondiale.
Vincent Garenq porta sul grande schermo la vera storia della battaglia legale di André Bamberski, avvalendosi di un intenso Daniel Auteuil.
Tornano i maghi/ladri che rubano ai potenti per un nuovo pirotecnico e complesso spettacolo che si avvale di due novità nel cast: Lizzy Caplan e l'ex Harry Potter Daniel Radcliffe.
Arriva sui nostri schermi, grazie all'attore divenuto regista Dexter Fletcher, un biopic convenzionale ma divertente su una leggenda nel mondo del salto con gli sci.
L'indiano Neeraj Ghaywan debutta alla regia con un racconto presentato a Cannes lo scorso anno nella sezione Un Certain Regard, e firma un'opera di denuncia dell'India contemporanea divisa tra soffocanti tradizioni e un'urgente spinta verso la modernità.
In barba ai suoi difetti, l'opera di Duncan Jones ci sembra un primo, reale passo verso quella che non può che essere la strada giusta per portare i videogiochi sul grande schermo: è un film a tutti gli effetti e non un mero tentativo di portare in sala videogiocatori allettati da un celebre brand.
La regista Valérie Donzelli firma uno dei film più controversi del Festival di Cannes 2015: una 'scandalosa' love story fra una coppia di fratelli nella Francia del diciassettesimo secolo, narrata con i toni di una fiaba fuori dal tempo e interpretata da Anaïs Demoustier e Jérémie Elkaïm.
Non è mai facile riuscire a fare un buon film calcistico, eppure il biopic Pel, diretto e scritto dai fratelli Zimbalist, riesce a emozionare, scaldare e divertire. Naturalmente a suon di gol e Ginga brasiliana.
Il Premio Oscar Florian Gallenberger dirige un thriller sentimentale sullo sfondo del Golpe cileno del 1973 concentrandosi su una parentesi semisconosciuta della dittatura di Pinochet attraverso l'odissea personale dei due protagonisti.
A sei anni da Alice in Wonderland, Tim Burton abdica alla regia, favorendo una fiaba più composta, canonica e ordinata del suo indeciso e confuso predecessore.
Assistere ad un film di Cristian Mungiu - massimo esponente della new wave rumena - rappresenta un'esperienza che ha pochi eguali nel cinema contemporaneo, considerato il modo in cui riesce a coinvolgere lo spettatore.
Un thriller dell'anima, che colpisce e scava sempre più a fondo per ricordarci che non esistono azioni, per quanto minuscole e apparentemente innocue, senza conseguenze.
Tratto dal romanzo "Oh..." di Philippe Djian, è un film coraggioso, disturbante e divertente allo stesso tempo quello con cui il regista olandese e la sua impareggiabile protagonista chiudono il concorso del 69. Festival di Cannes.
Presentato in concorso al Festival di Cannes Ma Loute, film di Bruno Dumont dal cast stellare, tra cui spiccano Juliette Binoche e Valeria Bruni Tedeschi, attori trasformati in una squadra di figurine folli.
In un film dal sapore personale, il regista di Like Father, Like Son torna ad affrontare il tema della paternità riflettendo sulla difficoltà di essere come si vorrebbe nella vita.
In concorso al Festival di Cannes, il film di Sean Penn racconta la storia d'amore, lunga e tormentata, tra Javier Bardem e Charlize Theron sullo sfondo degli orrori della guerra nel continente africano.
Fischiato e sbeffeggiato, il film con protagonista l'incantevole Elle Fanning sublima i luoghi comuni del mondo della moda, sciorina provocazioni ma fondamentalmente è banale e sterile in ciò che comunica.
Personal Shopper, seconda collaborazione tra il regista Olivier Assayas e l'attrice Kristen Stewart, è stato presentato in concorso al Festival di Cannes, dove è stato accolto da fragorosi fischi: il thriller paranormale, con la protagonista intenta a parlare con i fantasmi tra un vestito Chanel e l'altro, non ha convinto la critica.
La prima co-produzione europea dello Studio Ghibli è un film incantevole, delicato, toccante, che trasuda emozione dal primo all'ultimo fotogramma.
Senza dubbio lodevole e interessante nelle premesse, questo nuovo film dei fratelli Dardenne difetta per tensione narrativa e qualità delle interpretazioni rispetto alle loro opere migliori.
L'edizione 20th Century Fox in alta definizione del film di Inarritu, vincitore di tre statuette, propone un video dalla bellezza quasi commovente, oltre a un audio straordinario da ascoltare preferibilmente in originale. Per gli extra invece si poteva fare di più.
Un piccolo film in stop-motion cala un velo di malinconia sull'edizione 2016 della Quinzaine des realizateurs di Cannes, lasciando gli spettatori sorridenti e commossi.
Un'opera che ha diversi punti in comune con il precedente Tom at the Farm, ma allo stesso tempo molto diversa dalle opere precedenti, e per questo ha spiazzato un po' la critica.
Un piccolo e delizioso film che, giorno dopo giorno, tassello dopo tassello, compone un riuscito character study tra felicità domestica e aneliti creativi.
Un film elegante, magnetico e denso di sottotesti questo firmato da Kleber Mendonça Filho e interpretato da una maestosa Sonia Braga.
Un brillante Viggo Mortensen e una piccola irresistibile banda di giovani e giovanissimi animano questo divertente e toccante secondo film di Matt Ross, applaudito prima al Sundance e ora a Cannes.
Un passo indietro sia dal punto di vista estetico che da quello dei contenuti per il regista filippino che qualche anno fa era uno degli autori più coraggiosi del panorama festivalierio, ma che con questo Ma' Rosa scivola nel déjà vu.
Claudio Giovannesi continua a declinare la sua idea di adolescenza, e stavolta lo fa dall'interno delle carceri con Fiore, piccolo e intimo racconto dell'amore (im)possibile tra due esistenze piegate ma non spezzate.
Storia d'amore e perdono, Julieta racconta il rapporto travagliato tra una madre e una figlia che si dividono dopo una tragedia improvvisa: Pedro Almodovar presenta la sua ultima fatica, ispirata ai racconti di Alice Munro, in concorso al Festival di Cannes, insieme alle sue splendide protagoniste, Emma Suarez e Adriana Ugarte.
Messa in scena spettacolare e di grande effetto, per un film duro e dal grande valore politico e sociale, che si prepara a far discutere in Patria, ma aiuta anche a far capire cosa è successo nell'estate del 2013 in Egitto.
Un film che funziona molto bene come pellicola di genere, ma non per questo rinuncia a riflettere e far riflettere su temi importanti e dilemmi morali di non facile soluzione.
Nicole Garcia porta al cinema il romanzo dell'italiana Milena Agus, "Mal di pietre", ma lo spoglia della sua unicità e veste l'umana e profonda eroina di una letterarietà innecessaria, che allontana il pubblico e non riesce a funzionare fino in fondo.
Nichols torna a Cannes con un film che conferma il suo talento ed affronta un tema delicato quanto importante: quello del riconoscimento dei matrimoni interrazziali nell'America tra gli anni '50 e '60.
Proiezione di mezzanotte di Cannes 2016, Train to Busan è un action-zombie-movie veloce ed eccessivo, che punta sul ritmo e l'azione senza soffermarsi ad approfondire i suoi protagonisti umani.
Il regista cileno torna a Cannes, ancora una volta nella Quinzaine des Realizateurs, per lasciare nuovamente il segno con un biopic anomalo che si prende spunto dalla figura di Pablo Neruda.
Maren Ade realizza un film intelligente ed esilarante sui rapporti familiari, trascinato da un incredibile tour de force attoriale di Sandra Hüller.
I due divi si ritrovano al centro di un complicato intreccio hardboiled e scherzano sulla loro fama da "duri", e formano una "coppia improbabile" che funziona benissimo sullo schermo, grazie anche alla regia di Shane Black.
Il nuovo lavoro di Andrea Arnold è un potente film di sensazioni, quasi antinarrativo, splendidamente realizzato ma forse privo di quel pizzico di coraggio che l'avrebbe reso indimenticabile.
Dopo aver guardato con cinismo alle contraddizioni alto-borghesi, Paolo Virzì ritorna ai suoi amati toni tragicomici, innamorandosi e facendoci innamorare di due donne ferite, ma talmente folli da voler vivere ancora, di nuovo, nonostante tutto.
Presentata fuori concorso al Festival di Cannes, in anteprima mondiale, The BFG, pellicola ispirata al romanzo Il GGG - Il grande gigante gentile di Roal Dahl, in cui il regista americano condensa il meglio del suo cinema, con citazioni evidenti a Hook ed E.T.
Violetta approda al cinema e cambia nome: storia di un percorso di crescita, che coinvolge la protagonista Martina Stoessel e i suoi fan, diventati grandi insieme a lei. Dal 12 maggio in sala.
Da un libro così poco moralista come quello di Giuseppe Ferrandini, era lecito aspettarsi un adattamento adeguato, per il cinema. Il film di Stefano Mordini però priva il romanzo di tutta la sua bellezza, normalizzando la storia.