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Il festival di Torino assegna all'animatore italiano il premio alla carriera.
Presentato nella sezione Festa Mobile del 32° Torino Film Festival arriva Mirafiori Lunapark, del torinese Stefano Di Polito, un viaggio cinematografico alla ricerca di insegnamenti da cui ripartire con forza e senso del domani incentrato sull'avventura reazionaria di tre ex-operai Fiat che si ritrovano ad occupare la loro vecchia fabbrica per adattarla a moderno parco giochi ed evitare una demolizione che spazzerebbe via una parte importante della loro vita.
Presentato il documentario di Gian Piero Palombini e Federico Schiavi che ripercorre la costruzione della città-fabbrica, nata dalla collaborazione tra Fiat e Unione Sovietica; "Il nostro racconto epico è un omaggio alle eccellenze italiane", hanno dichiarato i due registi.
Randall Wallace porta sullo schermo un film ispirato a un'incredibile storia vera, e riesce a trattare con sobrietà e delicatezza un argomento scottante e controverso. Peccato per qualche caduta di tono francamente evitabile. Il DVD ha un discreto video e un buon audio.
Gli inglesi Forsyth e Pollard hanno giocato con grande maestria, complice anche il loro soggetto/protagonista, tra realtà e finzione, stravolgendo gli schemi del documentario classico.
Il racconto dell'infanzia di Abraham Lincoln e del rapporto con le sue due mamme, nel film di A.J. Edwards, ci presenta la grandezza di una personalità unica che fin dalla più tenera età ha mostrato un carattere forte e uno spirito indomabile.
Il regista napoletano ha presentato in conferenza stampa il suo ultimo film, Neve, già passato a Courmayeur un anno fa: un insolito noir immerso in una provincia italiana totalmente coperta di bianco.
Arriverà in sala il prossimo marzo il thriller drammatico presentato a Torino 32 nella sezione Festa Mobile. Parliamo di Chi è senza colpa, il film che ci offre insieme l'ultima interpretazione di James Gandolfini e un Tom Hardy che non dimenticheremo facilmente.
Un gruppo di vampiri di Wellington viene ripreso da una troupe di documentaristi che ne seguono la "vita" 24 ore su 24. Prima di festeggiare nell'annuale Ballo Profano, un lungo elenco di catastrofi è destinato ad accadere.
La regista arriva a Torino per presentare il film scritto con Anders Thomas Jensen e interpretato dal Jaime Lannister de Il trono di spade, Nikolaj Coster-Waldau.
Vernier compone un racconto umano strutturato in diversi capitoli, molti dei quali lasciati in sospeso, rischiando anche un certo disgregamento della visione d'insieme.
In attesa di dettagli sulla trama della nuova trilogia e soprattutto dell'imminente trailer, per ingannare il tempo durante la lunga attesa per l'uscita di Episode VII (fissata a dicembre 2015) abbiamo provato a "giocare" un po': dell'intera saga di Star Wars, cosa ci piacerebbe ritrovare nei tre nuovi film? E cos'è che invece ci eviteremmo volentieri?
Dopo il successo di pubblico e critica alla Quinzaine des Réalisateurs 2014 e al Sundance, il nuovo film del regista di genere Jim Mickle piomba come un macigno al Torino Film Festival regalando emozioni e colpi di scena a non finire.
Quando Maggie decide di studiare a New York e prendere la tanto sospirata specializzazione in Economia, il marito Cameron, affetto da disturbo bipolare, deve badare alle figlie, due bambine intelligenti e ironiche che lo metteranno a durissima prova.
Spy Story dalla confezione accattivante, il film di Władysław Pasikowski racconta la storia vera del colonnello polacco che salvò l'Europa dalla Terza Guerra Mondiale, collaborando con gli americani.
Una ventata di freschezza e di allegria a Torino 32. In concorso arriva For Some Inexplicable Reason, opera d'esordio del giovane autore ungherese Gábor Reisz a metà tra la commedia romantica e il coming-of-age movie, accolta da risate e applausi a scena aperta al termine della proiezione riservata ai giornalisti.
Iaui e Angelica vivono con la stessa intensità la passione per la musica, pur condividendo gusti diversi. In due anni di riprese, Davide Maldi, Lorenzo Maffucci e Nicola Ruganti hanno pedinato i due giovani protagonisti e testimoniato la loro crescita.
Dopo Love is all you need e il recente Una folle passione, Susanne Bier ritorna alla origini cinematografiche e all'essenzialità della sua Danimarca con un film che non riesce a rintracciare del tutto lo splendore essenziale del suo momento anni più prolifico, pur essendo emozionante e moralmente pungente.
"Domattina non sarò più vivo". Con questa atroce confessione, Francesco, vedovo da poco, getta nello sconforto i genitori e le due sorelle, testimoni involontari della disperazione di un uomo che sceglie di suicidarsi per amore.
Potente, cruento e veloce, I Vichinghi è un film narrativamente molto leggero, che segue i suoi personaggi in un viaggio messo in scena con grande attenzione all'impianto audio-visivo, con scelte di grande impatto che travolgono i sensi.
Per celebrare i 20 anni del film con Tom Cruise e Brad Pitt, nuova uscita in alta definizione che però replica il video non del tutto convincente della precedente edizione. Buono l'audio, gli extra sono più ricchi.
Più volte anticipato e atteso, è finalmente arrivato il primo trailer del nuovo Jurassic Park, la cui visione ci ha subito insegnato alcuni punti.
Spogliando il film dell'impianto musicale che precede e accompagna sempre il climax emotivo o andando oltre il classico schema di una ricostruzione biografica, si ottiene il vero soggetto della narrazione: il rapporto tra Stephen e Jane.
As You Were, opera seconda di Liao Jeikai presentato in concorso a Torino 32, ci conduce idealmente nella moderna Singapore per raccontare una storia d'amore tormentata e tragica che si fa metafora dei cambiamenti di un intero paese.
Un dramma legale rigoroso, avvincente nonostante la location unica, che getta uno sguardo impietoso sulle contraddizioni di una società per molti versi a noi vicina, ma altresì gravata da norme sociali arcaiche.
Un uomo e una donna si incontrano per caso in una tavola calda di Montreal e non sanno che le loro vite stanno per cambiare definitivamente, un colpo di fulmine che illumina il buio di due esistenze limitate. In un film prezioso e delicato, firmato dal canadese Maxime Giroux.
Sembra davvero vicino il sì di Matthew McConaughey ad un ruolo nel nuovo adattamento de L'ombra dello scorpione, il romanzo corale venerato da milioni di fan dello scrittore del Maine. In attesa dell'ufficializzazione, noi si siamo divertiti a immaginare chi potrebbe ricoprire gli altri ruoli.
Presentato nella sezione TFFDOC/Democrazia, il documentario di Daniele Gaglianone racconta la lotta dei movimenti di protesta contro la costruzione della Tratta ad Alta Velocità, Torino-Lione, dal punto di vista di dieci persone unite da un obiettivo comune. "Schierato ma non fazioso, il mio lavoro dimostra che la politica vera esiste e non è quella dei salotti televisivi", ha raccontato il regista.
Nato spontaneamente negli anni '90 per protestare con la costruzione di la linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, il movimento No Tav racchiude in sé diverse anime, raccogliendo il malcontento di gente comune, anarchici e antagonisti, tutte accomunate dalla critica contro la mala gestione della cosa comune.
L'attore inglese è ospite del festival di Torino per presentare in esclusiva il film sul fisico e astronomo Stephen Hawking
Joe Johnston, anche regista di Captain America - Il primo vendicatore, dirige un film a basso budget senza riuscire nell'impresa di tenere alta la tensione in un thriller direct to video con pochi mezzi e tutto ambientato nel palazzo di un ufficio legale. DVD soddisfacente sul piano tecnico, ma privo di extra.
Dopo il successo riscosso alla Quinzaine des Réalisateurs 2014, che è valso al regista Jean-Charles Hue il premio Jean Vigo, arriva in concorso a Torino 32 il ruvido noir metropolitano Eat Your Bones, secondo capitolo della saga gitana iniziata quattro anni fa con The Lord's Ride e ambientata nei campi rom della provincia parigina.
Mentre La teoria del tutto e Foxcatcher hanno appena esordito nelle sale americane, dagli USA arrivano i primi giudizi della critica su alcuni "pezzi mancanti" della "awards race": American Sniper di Clint Eastwood, il biopic Selma su Martin Luther King e l'atteso Big Eyes di Tim Burton.
La regista presenta il suo documentario sulla vicenda personale di Luca Musella, un uomo che con grazia e ottimismo affronta i naturali capricci della vita.
In un paese argentino troppi adolescenti si tolgono la vita. Mariano, un quindicenne la cui sorella si è suicidata, viene obbligato a partecipare ad un programma scolastico di recupero. E' l'inizio di un percorso che lo porterà ancora una volta a confrontarsi con le sue paure.
Presentato in concorso al 32° Torino Film Festival, Big Significant Things è il lungometraggio d'esordio del giovane cineasta americano Bryan Reisberg, un film essenziale nella messa in scena quanto ricco di significato e amaro disincanto incentrato sulle perplessità che gravitano intorno al diventare grandi.
Il regista dell'applaudito Cold in July parla delle sue passioni, dei consigli di Stephen King e di una futura serie TV ispirata ai romanzi di Lansdale.
La nostra chiacchierata con la regista di uno dei due film italiani in concorso al 32.mo Torino Film Festival, un folle e divertente viaggio nel caos di una donna che non smette di interrogarsi sulla vita. "Girare mi ha esaltato, ha scatenato un'energia profonda ed essere a questo festival è già una vittoria", ci ha raccontato.
Opera seconda di David Robert Mitchell dopo The Myth of the American Sleepover, It Follows terrorizza il pubblico del 32° Torino Film Festival riprendendo il tema delle inquietudini adolescenziali, già affrontato dal regista nel film d'esordio, e declinandolo verso un incubo horror che ammalia e avvolge lo spettatore dal primo all'ultimo secondo.
Dal sorprendente esordio nel 2009 con J'ai tué ma mère al successo di Mommy, premiato all'ultimo Festival di Cannes e in arrivo nelle sale italiane: vi presentiamo Xavier Dolan, l'enfant prodige canadese che a soli 25 anni è già una delle voci più originali ed affascinanti del cinema mondiale.
Gli squarci lirici del film, che fanno da contraltare alla parte meramente documentaristica, vedono Gael Garcia Bernal nei panni di uno delle centinaia, migliaia di migranti che ogni giorno affrontano un viaggio verso l'ignoto mettendo a repentaglio la propria vita per trovare ciò che resta del sogno americano.
Da comprimari a star, i Pinguini di Madagascar arrivano in sala con un film tutto loro ricco di trovate e momenti vivaci e divertenti.
Partendo dalla storia già narrata in breve nel suo bellissimo cortometraggio d'esordio alla regia, l'affascinante "Monster", l'attrice e sceneggiatrice Jennifer Kent realizza un'opera horror-thriller di grande effetto che il Torino Film Festival 2014 ha coraggiosamente e meritatamente inserito nella selezione del concorso.
Omaggio ai film erotici degli anni '70, il nuovo film del britannico Peter Strickland, The Duke of Burgundy, presentato in concorso al Torino Film Festival, è un raffinato lungometraggio che sotto la copertura "ad effetto" della sexploitation lesbo nasconde un cuore melodrammatico, non sempre valorizzato.
Un anima in pena vaga tra Terracina e Roma alla scoperta del senso della vita. Per il suo debutto regististico, l'autrice e attrice teatrale, Eleonora Danco, si mette in gioco come donna e come artista, facendosi aiutare in questo percorso, a tratti accidentato, da un gruppo di anziani e di giovani, testimoni di una realtà ormai profondamente cambiata.
Il regista è stato premiato dal festival con il Gran Premio Torino. "Dopo l'uscita di Absolute Beginners mi hanno accusato di aver distrutto il cinema inglese, così sono andato negli USA a lavorare".
La regista londinese - cresciuta in Texas - ha già conquistato il Festival di Berlino e la critica americana.
In questo racconto la voce di Allen si fra più malinconica e stanca, puntando ad una essenzialità della forma e ad una immediatezza che non si nasconde dietro nulla, fatta eccezione per una ironia usata allo stesso tempo come arma di difesa e chiave di lettura.
L'affascinante attrice australiana protagonista del film apocalittico di Zak Hilditch, vista anche nei serial Arrow e Dracula, ci racconta il suo ruolo, piccolo ma fondamentale, nel film, e ci parla dei suoi progetti e dei suoi obiettivi.
Opera seconda del regista e sceneggiatore tedesco Philipp Leinemann, in concorso a Torino 32, The Kings Surrender è un poliziesco che va dritto al punto, un'opera corale dai meccanismi ben oliati che, pur non essendo particolarmente originale nella realizzazione, offre grandi spunti di riflessione sull'etica professionale, sulla giustizia e sull'amicizia.