Abbiamo parlato di Nord Sud Ovest Est come di una seconda stagione superiore alla prima, ma a questa considerazione qualitativa se ne aggiunge anche una quantitativa: i primi due episodi hanno già totalizzato 1,5 milioni di spettatori nella prima settimana su Sky e NOW, con un +6% rispetto al primo ciclo di episodi. Un record che non è solo fine a se stesso, ma conferma quanto di buono fatto da Sydney Sibilia e tutto il team di Groenlandia.
E proprio con Sibilia e gli altri registi della serie Sky avevamo avuto il privilegio di confrontarci in quel di Milano, in occasione del lancio dei nuovi episodi alla presenza anche di Max Pezzali e Mauro Repetto, quelli originali, che al momento della realizzazione di Nord Sud Ovest Est si erano trovati nella stessa condizione condivisa dagli autori della serie: affrontare le aspettative di un ritorno in scena dopo un incredibile successo. Ecco cosa ci hanno raccontato Sibilia, Alice Filippi, Simone Godano e Alessio Lauria riguardo le scelte visive, la gestione del mito e una colonna sonora da capogiro.
L'ansia del secondo album: quando gli autori vivono la stessa crisi dei personaggi
"Abbiamo sempre concepito l'opera su un arco narrativo di due stagioni, sapendo esattamente dove saremmo andati a parare" ci ha detto Sydney Sibilia, aggiungendo però che "quando è uscita la prima, un po' di paura ci è venuta: ci siamo chiesti se il nuovo materiale sarebbe stato davvero all'altezza. Lì abbiamo capito che stavamo provando la stessa identica ansia vissuta all'epoca da Max e Mauro. Per una strana convergenza, gli autori e i personaggi condividevano il medesimo blocco creativo. Abbiamo quindi scelto di trasformare quell'ansia in benzina narrativa all'interno del romanzo di formazione: un conto è incidere un disco con sette pezzi, un altro è diventare cantanti a tempo pieno. Vale lo stesso per noi registi: un conto è fare una stagione fortunata, un conto è reggere un'intera serie."
E, avendo visto 7 su 8 dei nuovi episodi, possiamo confermare che sono stati in grado di affrontare sia l'ansia che l'arduo compito di ripetersi e alzare l'asticella, come evidenziato nella nostra recensione di Nord Sud Ovest Est. Ma sulla bontà del lavoro fatto è intervenuto anche Simone Godano, che nella prima stagione era assente e aveva il punto di vista privilegiato di un esterno: "Da spettatore della prima stagione posso dire che questa serie ha una forza contagiosa, non può non piacere. Abbiamo alzato notevolmente l'asticella produttiva ed emotiva."
Il "Max Cinematic Universe" tra realtà, finzione e allevamenti di struzzi
Un aspetto che troviamo molto affascinante è come gli autori abbiamo modificato la realtà di Max e Mauro per rendere la loro storia leggendaria, come da titolo della serie. È stata un'idea presente da subito o è emersa lavorando agli script? "La storia vera era già straordinaria di suo" ha spiegato Sydney Sibilia, "ma sullo schermo devi darle un ritmo narrativo compatto senza tradirne lo spirito originario. Spesso la realtà supera talmente la fantasia che abbiamo dovuto perfino addolcirla."
Come farlo quindi? "Abbiamo inserito figure funzionali al racconto come Silvia, rinforzato il comparto femminile e creato Lello a incarnare il destino. Poi c'era il rischio del 'musicarello': le canzoni del secondo album raccontano già tutto. Se la colonna visiva si fosse limitata a illustrare i testi, l'effetto sarebbe stato didascalico. Dovevamo quindi ispessire le sottotrame attingendo a quello che chiamiamo il nostro MCU, il Max Cinematic Universe, persino ripescando aneddoti reali assurdi come l'allevamento di struzzi."
Rigore filologico e pietre miliari: la costruzione della colonna sonora del 1994
Se è ovvio che la musica degli 883 e di Nord Sud Ovest Est è presente nella serie, non mancano altre canzoni che hanno fatto la colonna sonora degli anni '90, dai Radiohead agli Smashing Pumpkins, i Cranberries e tanti altri che scoprirete guardando gli episodi su Sky. "Ci siamo imposti un vincolo filologico rigoroso" ci ha spiegato Alice Filippi, "nessun anacronismo. Se il racconto è ambientato nel 1994, non può comparire alcun brano uscito successivamente. Volevamo che la colonna sonora rispecchiasse esattamente ciò che Max, Mauro e i ragazzi dell'epoca ascoltavano in quel preciso istante, immergendo la puntata in quel preciso mood generazionale."
E non è stato facile, perché l'impegno economico da sostenere non è irrisorio. "Va dato merito alla produzione per il budget stanziato" ha aggiunto Simone Godano, "avere la libertà di inserire Creep dei Radiohead in una sequenza legata all'universo degli 883 è un lusso raro." D'altra parte, come ha sottolineato lo stesso Sibilia, "la musica è il pilastro del progetto. Abbiamo investito molte risorse non solo per il repertorio di Max e Mauro, ma per l'intero immaginario sonoro che li circondava e li ispirava, spaziando dal rock alternativo internazionale al pop più iconico come All That She Wants degli Ace of Base." E il risultato contribuisce a rendere la serie l'evento che si sta rivelando sin dalla prima settimana.