Marvel: 10 attori e/o registi che non sono andati d'accordo con il Cinematic Universe

Non ci sono solo successi nei dieci anni del franchise prodotto dalla Marvel. Ecco dieci casi in cui il rapporto tra casa di produzione e artista non fu felicissimo.

Avengers: Infinity War, una foto del film

Negli ultimi dieci anni la Marvel si è imposta come una forza notevole nel campo del blockbuster cinematografico, mietendo successi sia commerciali che artistici a destra e a manca: mentre scriviamo queste righe Avengers: Infinity War è diventato il sesto film del Marvel Cinematic Universe (su diciannove usciti finora) a superare la soglia del miliardo di dollari al box office globale, e si parla già adesso di una possibile campagna per gli Oscar per Black Panther (con nientemeno che Christopher Nolan tra coloro che pensano che il film di Ryan Coogler possa conquistare delle nomination importanti). Ma non sono sempre state rose e fiori nel mondo Marvel, soprattutto quando a dettare legge era ancora Ike Perlmutter, estromesso dal ramo cinematografico della Casa delle Idee nel 2015. Ecco quindi dieci attori e/o registi che hanno avuto qualche tipo di disaccordo con i produttori di Iron Man, The Avengers e compagnia bella.
N.B. Questo articolo contiene uno spoiler minore per Infinity War.

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1. Edward Norton

Col senno di poi bisognava aspettarselo, dato che Norton ha un carattere notoriamente difficile sui set di film più commerciali, che lui ammette candidamente di aver girato solo per potersi permettere dei progetti più personali e meno redditizi a livello finanziario. Nel caso de L'incredibile Hulk sembrava che le cose potessero andare per il verso giusto, essendo l'attore un fan del personaggio e della Marvel in generale, ma anche in tale sede la situazione deteriorò rapidamente, con Norton che riscrisse praticamente tutta la sceneggiatura senza consultarsi con Zak Penn (e senza essere menzionato nei credits) e litigò con Marvel e Universal sul montaggio finale del film, dal quale lui si distanziò rifiutando di partecipare al tour promozionale. Uno dei suoi presunti capricci fu però un vantaggio per la Casa delle Idee: l'attore avrebbe rifiutato di firmare un contratto a lungo termine, il che facilitò la sua sostituzione da The Avengers in poi.

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Edward Norton in una scena del film L'incredibile Hulk (2008)

2. Terrence Howard

Robert Downey Jr., Terrence Howard e Jon Favreau in una sequenza di Iron Man

Oggi può risultare sorprendente, ma all'epoca del primo Iron Man l'attore più pagato era Howard, reduce da una nomination all'Oscar per Hustle & Flow e considerato una delle nuove star più promettenti di allora, mentre Robert Downey Jr., talmente indesiderato che persino la Marvel esitò a scritturarlo all'inizio, era ancora lontano dai compensi che riceve oggi, grazie a un contratto che gli dà anche una percentuale degli incassi. Per Iron Man 2 si decise quindi di ridimensionare il contratto di Howard, dato che non era lui la presenza più importante nel franchise, e l'attore preferì non tornare nei panni di War Machine. Oggi il diretto interessato sostiene di essere stato "tradito" da Downey Jr. dopo averlo aiutato ad ottenere il ruolo di Tony Stark, ma ci sono voci di corridoio su un'altra motivazione dietro l'allontanamento di Howard dal MCU: il regista Jon Favreau faticava ad andare d'accordo con lui.

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3. Mickey Rourke

Prima immagine di Mickey Rourke, villain in iron Man 2

Come Norton, anche Rourke è noto per quello che lui stesso definisce un caratteraccio, ma in questo caso specifico il suo astio nei confronti della Marvel non è del tutto ingiustificato, ammesso che lui dica il vero sulla presenza in Iron Man 2 del suo personaggio, Ivan Vanko alias Whiplash. Stando a Rourke, infatti, gran parte del materiale in cui appare Ivan sarebbe stato rimosso dal montaggio finale, riducendo il villain a una macchietta. Per fortuna, nel suo caso, non era previsto un ritorno del personaggio, che salta in aria durante lo scontro finale ed è citato dai detrattori del franchise come uno degli esempi più evidenti dei cattivi deludenti della Marvel.

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4. Hugo Weaving

Hugo Weaving nelle mostruose vesti di Red Skull in Captain America

L'attore australiano non è famoso per il suo tatto in sede di interviste, motivo per cui fu estromesso dalla saga dei Transformers dove, dal 2007 al 2011, aveva prestato la voce al perfido Megatron (Weaving parlò in termini poco eleganti del suo parziale distacco da una performance puramente vocale). È in circostanze simili che l'interprete di Teschio Rosso in Captain America: il primo vendicatore ha ammesso di essere sotto contratto per più di un film ma di non avere voglia di tornare, principalmente perché riteneva di aver dato tutto nei panni del personaggio la prima volta e non amava particolarmente il trucco necessario per tramutarlo nel villain. Detto, fatto: per il cameo del Teschio in Infinity War è stato reclutato un altro attore, Ross Marquand.

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5. Patty Jenkins

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La regista di Monster, attualmente in casa DC Comics con Wonder Woman e il prossimo Wonder Woman 2, era stata inizialmente reclutata dalla Marvel per realizzare Thor: The Dark World. Confermata nell'ottobre del 2011, la cineasta ha ufficialmente lasciato il progetto due mesi dopo a causa di "divergenze creative", precisando però che la separazione era amichevole e che non le dispiacerebbe girare un altro film Marvel in futuro. Nella fattispecie, la divergenza riguardava la trama del film: Jenkins voleva rendere Thor e Jane Foster l'equivalente supereroistico di Romeo e Giulietta, con Jane in difficoltà sulla Terra e Thor bloccato su Asgard su ordine del padre Odino.

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6. Natalie Portman

Thor: The Dark World, Chris Hemsworth e Natalie Portman sorridenti sul set del film

La separazione artistica tra la Casa delle Idee e Patty Jenkins ha influito in negativo sul rapporto con la Portman, principale sostenitrice della regista e di suo poco entusiasta dei contratti a lungo termine (per il primo Thor ebbe la meglio il suo desiderio di lavorare con Kenneth Branagh). Dopo l'uscita di The Dark World lei ha pubblicamente dichiarato di essere ancora sotto contratto e disposta a tornare se necessario, ma è difficile pensare che non ci sia stata una qualche rottura sul piano umano alla luce della decisione di troncare la relazione tra Thor e Jane senza mostrarceli un'ultima volta insieme (in Thor: Ragnarok viene solo menzionato che si sono lasciati).

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7. Alan Taylor

Terminator: Genisys - il regista Alan Taylor sul set del film

A sostituire Jenkins fu convocato Taylor, noto per le sue regie televisive in generale e de Il trono di spade in particolare. Durante le riprese non sono stati riportati problemi particolari, ma il cineasta sostiene che il film sia stato completamente modificato in post-produzione, complici i reshoots per renderlo più leggero e aumentare la presenza di Tom Hiddleston nei panni di Loki (la cui morte doveva inizialmente essere definitiva). Taylor ha quindi dichiarato di non voler mai più rivivere un'esperienza simile, dove la sua libertà creativa era altalenante. Va anche detto che se nessuno ha messo becco nelle sue scelte registiche e di montaggio per Terminator: Genisys, forse aveva ragione la Marvel...

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8. Christopher Eccleston

Thor: The Dark World, Christopher Eccleston è Malekith in una scena del film

Ultimo del quartetto legato allo stesso film, ritenuto generalmente uno dei più deboli se non il più debole in assoluto del MCU, l'attore inglese aveva inizialmente speso parole entusiaste per il proprio personaggio, l'Elfo Oscuro Malekith, pur riconoscendo alcune difficoltà (i dialoghi in una lingua fittizia, le sedute di trucco). Dopo l'uscita ha candidamente ammesso di aver girato il film per motivi economici, e in tempi più recenti, parlando sia dell'esperienza Marvel che di G.I. Joe: La nascita dei Cobra, ha dichiarato di volersi metaforicamente uccidere ogni giorno sul set. E anche nel suo caso, come accaduto per Mickey Rourke, la presenza del personaggio fu ridotta al minimo indispensabile.

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9. Joss Whedon

Mark Ruffalo sul set di The Avengers con il regista Joss Whedon

Qui abbiamo a che fare con un caso ibrido, poiché la rottura, per quanto brutta e clamorosa ai tempi, non è stata definitiva. Whedon, dopo aver sostanzialmente vissuto e respirato Marvel per tre anni (il suo contratto con la Casa delle Idee prevedeva la supervisione generale di tutti i film della Fase Due, oltre che la scrittura e la produzione della serie TV Agents of S.H.I.E.L.D.), ha raggiunto il punto di non ritorno durante la post-produzione di Avengers: Age of Ultron, litigando con le alte sfere della Marvel - Perlmutter e il "comitato creativo" - per un paio di scene in particolare. Il regista ha pertanto rinunciato a Infinity War e deciso di prendersi una pausa dai blockbuster, ribadendo però in alcune occasioni di essere disposto a tornare per un singolo film, senza impegni più vasti. Oggi, con Perlmutter e il comitato fuori dai giochi, è nuovamente una presenza fissa alle prime mondiali dei vari film.

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10. Edgar Wright

The World's End: il regista Edgar Wright sul set

Di tutti gli esempi questo è tuttora il più doloroso, legato a un what if? clamoroso e affascinante: e se Ant-Man fosse stato girato dal regista di Hot Fuzz e L'Alba dei morti dementi - Shaun of the Dead? Wright era effettivamente uno dei collaboratori più longevi del MCU, reclutato nel 2006 per lavorare al film che inizialmente doveva uscire nel 2012 (fu rimandato per consentire a Wright di girare La fine del mondo) e rimasto a bordo fino al 2014 quando, a pochi mesi dall'inizio delle riprese, abbandonò il progetto per "divergenze creative", tra cui dei contributi esterni alla sceneggiatura. Rimane menzionato nei credits come produttore esecutivo e co-sceneggiatore, ma non ha mai visto né il film né il trailer, per un motivo abbastanza condivisibile: "È come se mi chiedessero di guardare mentre la mia ex fa sesso con un altro".

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