Emmy 2018, il commento alle nomination: in testa Il trono di spade, Westworld e The Handmaid’s Tale

Alla settantesima edizione degli Emmy Award si preannuncia una lotta fra titani, con Il trono di spade, Westworld e The Handmaid's Tale che ottengono almeno una ventina di candidature a testa, mentre fra le miniserie domina American Crime Story.

Il trono di spade: i gemelli Lannister in una scena del finale della settima stagione

Il ritorno de Il trono di spade e la seconda stagione di Westworld guidano la riscossa della HBO alla settantesima edizione degli Emmy Award: l'epica fantasy dai contorni medievali della serie tratta dalla saga di George R.R. Martin si aggiudica infatti un bottino di ventidue nomination per la sua settima stagione, mentre la fantascienza in salsa western di Westworld bissa il successo dello scorso anno mettendo a segno ventuno nomination, fra cui quelle per il terzetto di protagonisti, Ed Harris, Jeffrey Wright ed Evan Rachel Wood. Ma l'attenzione è puntata anche sul "campione in carica" delle serie drammatiche: The Handmaid's Tale, reduce dal trionfo agli Emmy del 2017 (otto premi su tredici candidature), porta a quota venti le nomination per la sua seconda stagione, che prosegue le vicende dei personaggi del romanzo distopico Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood.

Westworld: Evan Rachel Wood e Jeffrey Wright in Virtù e Fortuna

Con Il trono di spade di nuovo in pista dopo un anno di pausa e The Handmaid's Tale determinato a difendere il titolo di Best Drama Series, gli Emmy Award 2018 (i premi principali saranno assegnati il 17 settembre) si preannunciano quanto mai combattuti, con poche ma importanti novità nell'elenco delle serie candidate. Come di consueto, dunque, andiamo ad analizzare il panorama che si profila in vista della partita per gli Oscar della TV americana, tra conferme, sorprese ed esclusioni eccellenti destinate, anche quest'anno, a far discutere addetti ai lavori e semplici fan...

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Serie drammatiche: tra fantasy e fantascienza anche The Crown e The Americans

The Handmaid's Tale: Elisabeth Moss in una foto della seconda stagione

Con Il trono di spade e Westworld a fare incetta di nomination soprattutto nelle categorie tecniche, The Handmaid's Tale, fiore all'occhiello della scuderia Hulu, schiera fra i candidati un totale di ben otto interpreti, fra cui la protagonista Elisabeth Moss (miglior attrice nel 2017), l'attore supporter Joseph Fiennes, tre attrici supporter, fra cui Alexis Bledel e Ann Dowd (già premiate entrambe l'anno scorso) e tre attrici guest star. Una partita apertissima, insomma, che nella categoria principale, quella per la miglior serie drammatica, vede in lizza altri quattro titoli già candidati nelle precedenti edizioni. Netflix, infatti, schiera le seconde stagioni di The Crown (tredici nomination), dramma storico con Claire Foy di nuovo nel ruolo di Elisabetta II, e del fanta-horror Stranger Things (dodici nomination).

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The Crown: Matt Smith e Claire Foy in un'immagine della seconda stagione
The Americans: Keri Russell e Matthew Rhys nell'episodio Start

Otto nomination, invece, per la seconda stagione del dramedy sentimentale This Is Us della NBC, inclusa un'altra doppietta per i candidati come miglior attore: accanto al vincitore del 2017, Sterling K. Brown, si conferma infatti anche Milo Ventimiglia. Un graditissimo ritorno fra i sette nominati all'Emmy come miglior serie drammatica è quello della stagione finale di The Americans: l'acclamato spy thriller della FX colleziona in tutto quattro nomination, comprese quelle per i suoi magnifici protagonisti, Matthew Rhys e Keri Russell. Al di fuori della categoria principale, registra comunque buona partenza il crime drama di Netflix Ozark, con cinque nomination fra cui quella per il protagonista Jason Bateman, mentre la stagione d'esordio del sorprendente thriller Killing Eve deve accontentarsi di due candidature, compresa la nomination come miglior attrice per la detective Sandra Oh.

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Serie comiche: spazio alle new entry con Barry, Mrs. Maisel e GLOW

Atlanta: Donald Glover e Zazie Beetz in una scena

Nella prima edizione degli Emmy post-Veep, campione incontrastato delle scorse edizioni, pure fra le serie comiche ci sarà spazio per una maggiore concorrenza e, probabilmente, per l'affermazione di alcune delle principali novità di quest'annata. La FX proverà a fare il 'colpaccio' con la seconda stagione di Atlanta, la serie scritta, diretta e interpretata da Donald Glover sul mondo della musica rap: sedici nomination (a fronte delle sei dell'anno scorso) e una partenza da potenziale frontrunner. Ma ci sono, appunto, due importanti new entry che potrebbero dare del filo da torcere ad Atlanta. La prima, The Marvelous Mrs. Maisel, proviene da Amazon, ha già trionfato ai Golden Globe e ha collezionato quattordici nomination agli Emmy, inclusa quella per la lanciatissima Rachel Brosnahan nel ruolo del personaggio del titolo, una giovane moglie dell'alta borghesia newyorkese che negli anni Sessanta si improvvisa stand-up comedian.

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The Marvelous Mrs. Maisel: una scena della serie
GLOW: un combattimento sul ring in una delle foto della seconda stagione

Tredici nomination, invece, per la stagione d'esordio di Barry, della HBO, con Bill Hader (anche co-autore della serie) mattatore assoluto nei panni di un sicario professionista che scopre una vocazione per il teatro. Fra i titoli - ben otto! - in lizza per l'Emmy come miglior serie comica, la HBO può vantare pure la quinta stagione di Silicon Valley (sette nomination) e il ritorno, dopo sei anni di assenza, di Curb Your Enthusiasm di Larry David, ormai alla nona stagione (quattro nomination). Netflix è rappresentata da altri due candidati: la quarta stagione di Unbreakable Kimmy Schmidt e soprattutto l'ottimo debutto di GLOW, serie ambientata nel mondo del wrestling al femminile, che si aggiudica ben dieci nomination in tutto. La NBC, infine, può contare sempre sul dramedy familiare Black-ish, con cinque nomination, comprese quelle per la coppia di protagonisti, Anthony Anderson e Tracee Ellis Ross. Escluso invece dalla categoria principale l'atteso ritorno di Will & Grace, che ottiene comunque cinque candidature (ma nessuna per la coppia di protagonisti).

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Le miniserie: la pioggia di nomination per Versace e il ritorno di Twin Peaks

American Crime Story: Darren Criss nell'episodio Manhunt

Dopo i nove Emmy Award conquistati due anni fa da Il caso O.J. Simpson, American Crime Story torna a fare furore agli Emmy, per la gioia di Ryan Murphy e della FX: la seconda stagione dell'apprezzata serie antologica, L'assassinio di Gianni Versace, si attesta infatti a quota diciotto nomination, tra cui quelle per miglior miniserie, miglior regia, per il giovane protagonista Darren Criss nei panni del serial killer Andrew Cunanan e per ben cinque interpreti supporter: Edgar Ramirez e Penelope Cruz nei rispettivi ruoli di Gianni e Donatella Versace, oltre a Ricky Martin, Finn Wittrock e Judith Light. A contrastare la corazzata American Crime Story ci proverà la miniserie western di Netflix Godless (dodici nomination, fra cui la protagonista Michelle Dockery), in una cinquina completata dal thriller The Alienist, ambientato nella New York di fine Ottocento (sei nomination), dalla biografia Genius: Picasso con Antonio Banderas (sette nomination) e da Patrick Melrose (cinque nomination), affresco dell'alta borghesia britannica, con Benedict Cumberbatch in gara come miglior attore.

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American Crime Story: Penélope Cruz e Edgar Ramírez nell'episodio Ascesa
Black Mirror: Jesse Plemons in una scena dell'episodio USS Callister

Nella rosa dei candidati all'Emmy in questa categoria, insieme a Banderas, Criss e Cumberbatch figurano John Legend per il musical trasmesso dal vivo Jesus Christ Superstar Live in Concert (tredici nomination), Jeff Daniels per The Looming Tower (quattro nomination) e Jesse Plemons per l'episodio USS Callister di Black Mirror. USS Callister ha riportato in tutto sette candidature, fra cui quella come miglior TV movie, categoria che lo vedrà in gara con un remake non molto apprezzato, Fahrenheit 451 (cinque nomination), e con il film drammatico The Tale, interpretato da un'intensa Laura Dern. Nella categoria per la miglior attrice la Dern se la vedrà, fra le altre, con Jessica Biel per la miniserie thriller The Sinner e con Sarah Paulson per American Horror Story: Cult, sette nomination in tutto.

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I segreti di Twin Peaks: Kyle McLachlan, Laura Dern e David Lynch

Neppure una singola candidatura, al contrario, per la terza stagione di Fargo, che vede snobbato perfino Ewan McGregor. L'omissione più clamorosa, tuttavia, rimane quella di Twin Peaks nella categoria per la miglior miniserie. Il ritorno su Showtime, dopo ben ventisei anni, della rivoluzionaria serie di culto creata da David Lynch è stato salutato comunque con ampio favore dai giurati degli Emmy, che hanno tributato a Twin Peaks nove nomination: incluse quelle - sacrosante - per miglior regia e miglior sceneggiatura a David Lynch, già candidato nel lontano 1990 per l'indimenticabile episodio pilota della serie... che a distanza di quasi tre decenni ci sia speranza per una possibile rivincita?

Emmy 2018, il commento alle nomination: in testa...
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