Soddisfacente edizione homevideo per il film di Columbu, che trasporta la Passione di Gesù Cristo in Sardegna.
Jazz a tutto volume, per un episodio suggestivo e a tratti anche inquietante, anche se non del tutto riuscito. Tra sedute spiritiche e sorsi di assenzio, le ragazze dell'Accademia commettono una leggerezza.
Anche in questo quarto episodio, fatica a decollare la nuova serie con Jonathan Rhys Meyers nella parte di un Dracula impegnato a destreggiarsi fra la minaccia costituita dai membri dell'Ordine del Drago e il tentativo di riavvicinarsi a Mina Murray, che molti secoli prima era stata la sua amante...
Il regista giapponese ha presentato a Roma il suo atipico, provocatorio lavoro: una sorta di elogio del tabagismo in una cornice fantastica e grottesca, animato da tre irresistibili personaggi.
Il primo film da regista del padre del rock cinese, Jian Cui, è un melodramma a tempo di musica tra rap, rock e Rivoluzione Culturale. Passato e presente che si sovrappongono in una storia (forse) volutamente disorganica e incompiuta, il cui fascino consiste proprio nell'anarchia di forma e contenuto, impreziosita dalla splendida fotografia di Christopher Doyle.
Un incontro stampa breve, quello in cui Tsui Hark ha presentato al Festival di Roma il suo Young Detective Dee: in esso, il regista si è concentrato sulle origini del suo personaggio, e sugli aspetti tecnici della realizzazione del film.
In concorso al festival di Roma, per la prima volta padre e figlio, Paulo e Pedro Morelli, dirigono insieme: il risultato è una sorta di Grande freddo alla brasiliana, amicizia, lealtà e tradimento.Tutto ben girato, ben fotografato, tutto forse talmente perfetto da risultare alla fine quasi finto e poco naturale.
A una forma barocca, Another Me affianca una sceneggiatura dall'architettura traballante in cui troppo numerose sono le ingenuità narrative e la ricerca del riferimento cinematografico a tutti i costi, quasi non considerando l'eventuale memoria e conoscenza di un pubblico d'appassionati.
Il nostro incontro parigino con il mito dell'horror, giunto in Europa per il tour promozionale di Doctor Sleep.
In attesa dell'attesissimo speciale del cinquantenario, diamo uno sguardo al minisode da 7 minuti scritto da Moffat.
Una chiacchierata con l'artista partenopeo, protagonista con la sua vita e la sua musica del documentario Enzo Avitabile Music Life di Jonathan Demme in sala il 18 e 19 Novembre.
La celebrazione del 4 luglio negli Hamptons vede Emily Thorne e Nolan Ross impegnati ancora una volta a tramare ai danni del clan dei Grayson, mentre la subdola Victoria continua a coltivare la speranza di mandare a monte il matrimonio fra Emily e suo figlio Daniel...
Dopo aver parzialmente concluso il mini-ciclo legato a The Canary, la serie della CW cambia un po' le carte in tavola proponendo un episodio quasi totalmente ambientato in Russia e che vede come assoluto protagonista non Oliver, ma il suo sidekick Diggle.
Senza stare a scomodare paragoni illustri, dopo la visione di Gods Behaving Badly viene spontaneo rivalutare anche le divinità bidimensionali della saga di Percy Jackson.
Già apprezzato per il suo Rumore bianco, il regista Alberto Fasullo torna dietro la macchina da presa per raccontare umanità in movimento e trasformazione. Ecco il resoconto dell'incontro stampa al festival capitolino.
Nel giorno di Hunger Games, non tutti erano all'Auditorium solo per Jennifer Lawrence. Anzi, invece che per la ragazza di fuoco, tanti erano ad aspettare il ragazzo di Capurso e di Zelig. Perché da li é partito Checco Zalone, che a differenza di quasi tutti i suoi colleghi comici e cabarettisti, è l'unico che è riuscito veramente nel grande salto dalla televisione al cinema. Riuscito è forse riduttivo, per definire un successo di pubblico che è diventato un fenomeno quasi da indagine sociologica. Un successo al botteghino che fa gridare al miracolo gli esercenti e allo scandalo i critici più severi che dicono che il suo non è cinema. Di questo ed altro abbiamo parlato nel nostro incontro nella sala Petrassi dell'Auditorium a Roma.
Il nostro incontro con la regista, che prende in prestito le atmosfere del romanzo di Cathy MacPhail per portare al Festival di Roma un thriller che brilla per la presenza di Sophie Turner (e l'assenza di Jonathan Rhys Meyers) sul red carpet capitolino.
Quella dei due giovanissimi registi cileni Diego Ayala e Anibal Jofré è una ricerca umana, lontana dai pregiudizi e dalla caricatura del 'delinquente minorenne', che scava nell'intimità dei due giovani protagonisti sullo sfondo del Cile contemporaneo.
The Mole Song, tratto da un manga datato 2006, mostra un Miike più disimpegnato e divertito che in passato: una parentesi ludica, in cui tuttavia il regista non rinuncia a inserire la sua estetica iper-contaminata, pur declinata in chiave più leggera e giocosa.
Abbiamo incontrato l'attuale presidente della giuria dell'ottavo Festival del Film di Roma, per una chiacchierata interessante e stimolante, che ha spaziato dal suo ultimo The Immigrant a vari temi di attualità, cinematografica e non.
Il talento visivo di Lombardi, il suo giocare con i flashback e con le musiche, uniti alla voglia di raccontare la Napoli criminale in un modo del tutto inusitato e fantasioso, fanno di questo piccolo heist movie un gioiellino di ironia e di intrattenimento.
Arriva l'attesissimo seguito di Hunger Games, oramai fenomeno di vero e proprio culto assoluto anche in Italia. Classico secondo capitolo in seno ad una trilogia, episodio di transizione incompiuto che prepara all'epica conclusione. Francis Lawrence sostituisce Gary Ross in regia e realizza un film meno originale, la messa in scena dei giochi non è più una novità, ma più sontuoso e spettacolare, che evolve la sua sua filosofia e garantisce un intrattenimento di buon livello.
Abbiamo incontrato a Roma, in occasione della presentazione del secondo capitolo di Hunger Games, una radiosa e attesissima Jennifer Lawrence. Con inedito caschetto biondo, ci ha presentato il film insieme a regista e cast, parlandoci del suo rapporto con Katniss, della sua vita dopo l'Oscar... e della sua avversione per le diete.
Un video straordinario caratterizza l'edizione in alta definizione del film con Johnny Depp. Ottimo l'audio, discreti i contenuti speciali.
Il film che diede l'Oscar ad Al Pacino arriva in alta definizione con un video sufficiente. Discreto l'audio, assenti gli extra.
Video in alta definizione per nulla convincente quello del film di Zampaglione. Buono invece l'audio, sufficienti gli extra.
Presentata al Festival Internazionale del Film di Roma l'opera seconda in concorso dei due giovanissimi registi cileni incentrata sull'incontro di due anime ribelli nella Santiago di oggi.
Presentato al Festival Internazionale del Film di Roma il secondo film italiano in concorso. Si tratta dell'opera seconda di Guido Lombardi che narra la storia di cinque uomini, cinque 'irregolari' alle prese con una rapina milionaria nel cuore di Napoli.
Una chiacchierata con l'autore della web series, in onda anche su RaiDue fino a metà Novembre con gli episodi della seconda stagione, tra scelta del cast e possibili sviluppi futuri.
Dopo il recupero di un agente sotto copertura e di importanti informazioni, la squadra di Coulson viene coinvolta in una grossa operazione dello S.H.I.E.L.D. per impedire una guerra civile. Gli operativi sul campo della pericolosa missione di infiltrazione saranno Ward e... Fitz! Mentre la 'strana coppia' rischia la vita in territorio nemico, il resto del team, in attesa in uno dei quartier generali S.H.I.E.L.D. dovrà decidere se fidarsi del sistema o salvare la vita dei loro compagni.
Nobody Owns Me è un realistico (melo)dramma familiare, dispiegato sullo sfondo di una società, quella svedese del welfare state, che vende benessere e felicità come vuoti prodotti da supermarket.
Dopo la cattura di Majid Javadi, Homeland arriva ad un'importante fase di transizione nella storyline della terza stagione: da una parte Saul Berenson impegnato a mettere a frutto i suoi ultimi giorni da direttore della CIA, dall'altra Carrie Mathison intenzionata a dimostrare l'innocenza di Nicholas Brody.
Presentato in anteprima mondiale a Roma l'ultimo imponente lavoro di Aleksey Yuryevich German, morto nel febbraio del 2013. Un film a cui il cineasta russo ha lavorato per quattordici anni e che ritrae l'umanità nel suo spirito più animalesco, retrivo e istintivo.
Al di là dell'immenso Giamatti, difetti e sbavature non mancano del dramma di Carlei, ma l'insieme risulta comunque armonico e appassionante.
Abbiamo incontrato i produttori, gli attori e i familiari di Aleksei Yuryevich German, morto lo scorso febbraio, di cui qui al festival è stato presentato l'ultimo lavoro, Hard to be a God. Con l'occasione a German è stato assegnato anche un premio postumo alla carriera.
Messa da parte la sua attività di produttore, il neo regista si lascia conquistare dalla mitologia interpretata in chiave moderna e da una Sharon Stone Afrodite senza tempo.
Il giovane Nicolas Bary presenta Fuori Concorso la sua trasposizione cinematografica del romanzo a metà tra fedeltà narrativa e stile personale
Nicolas Bary, pur non essendo visionariamente ardito come Pennac e non avendo il medesimo tocco noir, può ritenersi soddisfatto di aver prodotto un'opera capace di esprimere un gusto estetico preciso, come quello della commedia fantastica francese, e di non aver dimenticato nemmeno per un attimo l'ironia arguta dell'autore.
Il regista nipponico, già protagonista (ma non solo) del J-Horror di inizio anni 2000, ha presentato al Festival di Roma il suo ultimo lavoro, un atipico thriller spionistico.
In concorso al festival di Roma un'opera criptica e di difficile fruizione del portoghese Vitor Gonçalves: tra riflessioni sulla morte e frammenti di ricordi indecifrabili, non si ricompongono i pezzi del puzzle della vita di un uomo che si nasconde tra le ombre di una non vita e che mette a dura prova la resistenza dello spettatore.
Il secondo film del regista Scott Cooper, che con Crazy Heart aveva regalato l'Oscar a Jeff Bridges, presentato in concorso a Roma, è una lenta e dolente ballata, ambientata nella depressa provincia americana ai tempi della crisi. Un film più riuscito nelle suggestioni e nelle atmosfere che crea che nella storia poco originale, nobilitato però da un grandissimo cast.
Presentato fuori concorso a Roma, Come il vento di Marco Simon Puccioni, racconta la vita di Armida Miserere, prima donna a dirigere un carcere alla fine dello scorso secolo: non è un film carcerario e nemmeno un film sulla mafia, ma il ritratto di un personaggio tragico e appassionato, interpretato alla perfezione da un'intensa Valeria Golino.
Il musicista rock Cui Jian, vera e propria icona musicale in Cina, ha presentato al Festival di Roma il suo film d'esordio, un musical sui generis che racconta un periodo chiave come quello della Rivoluzione Culturale.
Il regista esordiente ha presentato al festival romano il suo interessante film, accolto con successo nella sezione collaterale Alice nella Città, dedicata al pubblico più giovane.
In partenza su Foxcrime il 14 novembre e in prima assoluta Low Winter Sun, cop drama torbido con un intenso Mark Strong.
Sarà per la sua attitudine al linguaggio documentaristico o per l'abitudine ad affrontare personalmente una quotidianità poco magnanima, ma Mirko Locatelli riesce nel tentativo non scontato di costruire un impianto drammatico senza utilizzare le note alte del compiacimento, ma parlando di una fragilità comune con un sussurro capace di farsi comunque sentire chiaramente all'esterno.
Con questo mediometraggio, Kiyoshi Kurosawa affronta un genere per lui inusuale come quello del thriller spionistico, ribadendo tuttavia una poetica e un'anima 'nera' che nel suo cinema non è mai venuta meno.
A sei anni di distanza da Hostel II, Eli Roth torna a dirigere un horror crudo e violentissimo, e lo fa omaggiando i grandi cult del nostro cinema dell'orrore che negli anni '70 e '80 facevano scalpore.
Per il suo esordio nel lungometraggio, Fabio Mollo racconta un Sud che è luogo dell'anima prima che territorio fisico, governato da un silenzio spietato e doloroso, a volte capace di uccidere.
Con un elegante bianco e nero, e una regia votata all'essenzialità, il film di Andrei Gruzsniczki racconta l'impatto esercitato da un regime oppressivo sulla vita di uno dei suoi cittadini, ma anche su quelle di coloro che gli vengono messi contro.