The Dog Stars, la recensione: Ridley Scott e Jacob Elordi tra le rovine del mondo

Con un cast guidato da Jacob Elordi e Margaret Qualley, The Dog Stars - Le stelle dopo la fine di Ridley Scott adatta il romanzo di Peter Heller e ci immerge in un immaginario crudo e suggestivo... ma che sa di già visto.

Un'immagine di The Dog Stars - Le stelle dopo la fine

Ancora una volta, al cinema almeno, il mondo è finito. Ed è questa ricorsività del tema il vero problema di The Dog Stars di Ridley Scott, perché l'immaginario a cui attinge e che riproduce, bene per carità, nel suo ultimo lavoro è costantemente ammantato in un alone di già visto.

The Dog Stars Jacob Elordi Cane
Jacob Elordi con il suo compagno a quattro zampe

In campo c'è però la solita maestria tecnica di Scott, gli ambienti suggestivi delle location anche nostrane, un cast di volti amati del cinema come Jacob Elordi, Josh Brolin, Margaret Qualley, Guy Pierce, capaci di catturare l'attenzione del pubblico e condurlo nel contesto post-apocalittico della storia. Il risultato? Tra alti e bassi è un film che ha i suoi meriti, ma anche altrettanti problemi che spiegheremo, e che abbiamo fatto fatica a sintetizzare nel voto che leggete a fine pagina.

La storia, tra dolore e speranza

Una pandemia, più estrema di quella che abbiamo vissuto qualche anno fa, ha decimato la razza umana e ha lasciato i sopravvissuti senza risorse, con ben poca tecnologia e la tipica fame umana di imporsi sul prossimo per marcare il territorio e garantirsi la sopravvivenze. Contesto in cui conosciamo Hig, giovane pilota col passato da meccanico che si è costruito un rifugio isolato ed efficiente in cui starsene rintanato con Bangley, militare esperto di sopravvivenza. Finché una misteriosa trasmissione radio non accende la sua curiosità e soprattutto la speranza di trovare una comunità in cui sentirsi accolto. Spingendolo a partire verso l'ignoto, tra incontri costruttivi e altri molto pericolosi, per ricominciare a vivere e superare il dolore.

The Dog Stars: Ridley Scott e Jacob Elordi svelano il thriller (tra l'Italia e l'apocalisse) The Dog Stars: Ridley Scott e Jacob Elordi svelano il thriller (tra l'Italia e l'apocalisse)

Da Jacob Elordi a Margaret Qualley, l'umanità di The Dog Stars

Tutto, come detto, ben noto a chi questo genere lo mastica e guarda con piacere, e allora la differenza la deve fare l'umanità del film, i personaggi che lo animano: la spinta verso la speranza di Hig, che ha bisogno di superare il dolore nel suo passato che è ancora spettro del suo presente, a cui dà intensità e corpo Jacob Elordi; la convinzione e freddezza del Bangley di Josh Brolin, solido e concreto; la compassata determinazione e saggezza della Cima di Margaret Qualley in opposizione all'istinto di sopravvivenza di suo padre Pops a cui dà il volto Guy Pearce.

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Jacob Elordi e Margaret Qualley in The Dog Stars

Un cast principale che fa suo l'intento narrativo e il mondo immaginato da Ridley Scott, traducendolo con efficacia su schermo, coadiuvato da figure di contorno dai risultati alterni, che a tratti si lasciano andare a prove un filo troppo sopra le righe nel tentativo di trasmettere le caratteristiche dei rispettivi personaggi nel poco spazio a disposizione. Con menzione speciale per Jasper, il compagno a quattro zampe di Hig. Le prove sono però sufficienti a rendere il mondo in cui la storia si muove, derivante dal testo di Heller. Ma avremmo preferito un pizzico di coraggio in più in alcune scelte, soprattutto verso il finale.

Il mondo in rovina, ma già visto, del film di Ridley Scott

Se il mondo di The Dog Stars funziona relativamente bene in quanto a composizione del parterre di personaggi, lo fa altrettanto e forse anche in misura maggiore sul piano visivo: le location scelte sono imponenti e suggestive, spaziando per lunghi tratti tra Roma, le Dolomiti e l'Abruzzo; le scenografie ugualmente riuscite e suggestive... ma a patto che non si sia abituali spettatori di questo tipo di storie. Inevitabile pensare a The Last of Us (di cui troviamo echi anche nella musica), soprattutto perché una delle ultime produzioni del genere, con scorci di città che sembrano usciti direttamente dalla serie HBO e, di riflesso, dal videogioco a cui si ispira. Ma anche sul piano dell'intreccio ci sono alcuni snodi e soluzioni narrative che sono già state sfruttate da altri titoli post-apocalittici, The Walking Dead su tutti.

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Un'immagine suggestiva del film di Ridley Scott

Insomma per quanto ben realizzato ed efficace, tutto l'impianto visivo e in parte narrativo del film di Ridley Scott si accompagna a questa pressante sensazione di già visto che non siamo riusciti a scrollarci di dosso, ma se si tratta di qualcosa che non vi infastidisce o se amate così tanto questi mondi in rovina, The Dog Stars - Le stelle dopo la fine è sicuramente un titolo da tenere d'occhio.

Conclusioni

The Dog Stars - Le stelle dopo la fine conferma l'infallibile fiuto visivo di Ridley Scott e la solidità di un cast guidato da un intenso Jacob Elordi, capace di dare cuore a un dramma post-apocalittico intimista. Tuttavia, la marcata sensazione di déjà-vu rispetto a produzioni recenti ne frena le ambizioni strategiche, impedendogli di diventare un punto di riferimento per il genere. Resta un'opera visivamente solida e godibile, consigliata soprattutto agli appassionati delle ambientazioni distopiche che cercano una storia di sopravvivenza ed empatia.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
5.0/5

Perché ci piace

  • Prove attoriali convincenti, con un ottimo affiatamento tra Jacob Elordi e Josh Brolin.
  • Il cane Jasper!
  • Comparto visivo e ambientazioni di forte impatto scenografico (straordinaria la resa delle location italiane).
  • Regia di Ridley Scott solida nella costruzione delle atmosfere di solitudine...

Cosa non va

  • ... ma penalizzata dal forte senso di già visto, con troppi echi a The Last of Us e The Walking Dead (tanto per citare due dei titoli più celebri e recenti).
  • Personaggi di contorno tratteggiati in modo sbrigativo o sopra le righe.
  • Alcune scelte prudenti che mancano del coraggio necessario a piazzare la zampata vincente.
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