Frasi celebri di Carlo Maietto

Le più belle frasi di Carlo Maietto, aforismi e citazioni celebri pronunciate da Carlo Maietto, produttore.

Lo sapevi che...

San Babila e Storie di vita: la collaborazione tra Maietto, Lizzani e Giarda - Il produttore Carlo Maietto ci ha raccontato che San Babila ore 20: un delitto inutile, fu ispirato da un fatto di cronaca realmente accaduto a Milano, nella piazza che dà il titolo al film. "L'idea me la propose Carlo Lizzani con Mino Giarda (ottimo sceneggiatore a cui in seguito affidai la regia del film Per Amore) e la sceneggiatura fu scritta insieme ad Ugo Pirro, candidato a due premi Oscar" - racconta Maietto - "L'idea di Lizzani era quella di raccontare il fatto di cronaca, senza ingaggiare dei divi per dare più credibilità e drammaticità al racconto e, pertanto, si realizzò un film neorealistico con attori completamente sconosciuti, selezionati in seguito a molti provini. Ricordo con quanta capziosità e rigore Lizzani seguiva ogni particolare delle sequenze, aiutato anche da Nino Giarda che fu anche aiuto regista."

"Durante le riprese si verificò un fatto curioso. Mentre giravamo, con la macchina da presa nascosta dentro un furgone, la scena della marcia dei fascisti sanbabilini tra Piazza San Babila e Corso Vittorio Emanuele, alcune persone lungo il marciapiede, non capendo che fosse un film, cominciarono ad urlare inni fascisti ed ad alzare il braccio. Questo aumentò la drammaticità e la verosimiglianza della scena, ma dovemmo affrettarci a far capire - con la collaborazione della forza pubblica - che si trattava solo del set di un film e non di una vera manifestazione politica. Il film ha avuto vari riconoscimenti ed apprezzamenti dalla critica. Ricordo anche che il film vinse un premio al Festival di Mosca."

In seguito Maietto è tornato a collaborare con Lizzani e Giarda per Storie di vita e malavita, da lui prodotto, per il quale furono scritturati attori completamente sconosciuti. "A differenza di San Babila, in cui si è sceneggiato un singolo episodio di cronaca, per questo film si rese necessaria la ricerca sull'intero fenomeno della prostituzione minorile. La ricerca è durata alcuni mesi ed ha documentato storie realmente accadute e talmente drammatiche da avere avuto difficoltà a tradurle in maniera sopportabile al pubblico per la visione del film, reso possibile solo per il grande talento e la sensibilità di Carlo Lizzani. Per entrambi i film le musiche furono affidate ad Ennio Morricone."

Erna e Beryl, due bellissime 'salamandre' e un cast 'inventato' - Il produttore Carlo Maietto ci ha raccontato che la protagonista femminile bianca de Le salamandre (da lui prodotto nel 1969) era la sua fidanzata dell'epoca, Erna Schürer, mentre la co-protagonista di colore, Beryl Cunningham, era una bellissima ragazza che incontrò a Roma, mentre passeggiava per via Condotti, e alla quale chiese di partecipare gratuitamente al film. Inoltre, "l'attore protagonista era anche l'aiuto regista e mio fratello, Renzo Maietto, il fotografo di scena".

Due 'salamandre', tante difficoltà e un grande successo - Il produttore Carlo Maietto ci ha rivelato che la sceneggiatura de Le Salamandre - che inizialmente si sarebbe dovuto intitolare C'era una bionda - non esisteva, e fu scritta dal regista Alberto Cavallone sera per sera, man mano che le riprese procedevano. Questa non fu l'unica difficoltà che i due si trovarono ad affrontare: "Avevamo due piensieri politici opposti. Cavallone era un intellettuale di estrema sinistra e io avevo simpatie verso la destra. Pertanto la sceneggiatura del film risentiva della nostra conflittualità, anche se alla fine prevaleva l'idea di Cavallone. Iniziammo il film facendoci fare prestiti ovunque e lo girammo in 16 millimetri. La realizzazione del film fu molto sofferta per mancanza di fondi e devo ringraziare la solidarietà di Pietro Belpedio, Guido Leoni e Sergio Nasca. Il film è stato girato prevalentemente in Tunisia. Per rientrare in Italia fummo costretti ad impegnare le macchine fotografiche di mio fratello Renzo."

"Quando il film fu ultimato la CIDIF, che doveva fare la distribuzione, lo rifiutò. Cambiammo il titolo in Le Salamandre e a nostre spese facemmo dei piccoli manifesti promozionali e durante una proiezione privata un distributore, Aldo Addobbati, coraggiosamente, acquistò il film pagandoci tutti i debiti. Alla prima del film, al cinema Quattro Fontane di Roma, senza inviti, si presentarono tantissime star del cinema italiano (Monica Vitti, Antonioni, Visconti, Peppino Patroni Griffi ed altri) che lo apprezzarono decretandone, all'epoca, un grande successo nazionale".

"Il soggetto era la storia di una ragazza di colore che per avere successo nel mondo dei bianchi accetta il compromesso omosessuale con una fotografa lesbica ma, in seguito, doveva scoprire che con un mezzo così effimero non aveva superato il problema raziale. Per il finale del film Cavallone ebbe l'intuizione geniale, apprezzatissima dai critici, di far vedere tutto il set composto da cinque persone inesperte con una macchina da presa, quasi a significare che fosse stato tutto un gioco, ma la parola fine viene impressa sul volto della ragazza di colore, con un richiamo musicale all'Africa, per intendere che per lei il problema raziale era vero e insuperato".

Alex Fallay e "l'altro" regista de Le altre - Il produttore Carlo Maietto, che ha realizzato Le altre nel 1969, dopo il successo de Le salamandre, ha chiarito che il regista Alex Fallay non è suo fratello Renzo Maietto, come è stato detto più volte, ma un vero regista iraniano che fu incaricato di girare il film: "Per la legge il film italiano non poteva essere firmato da un regista straniero, quindi ufficialmente accreditammo mio fratello che, tuttavia, non ha mai fatto il regista"

Il brigadiere Zagaria e il debutto 'ufficiale' di Banfi nel cinema - Dopo alcune particine in varie commedie e film comici, Lino Banfi fu scoperto dal produttore Carlo Maietto che gli affidò un ruolo da protagonista ne Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia, che tra l'altro segnò anche l'esordio alla regia di Mario Forges Davanzati. "Una sera, in un piccolissimo cabaret di Trastevere vidi lo spettacolo di Lino Banfi con Gennarino Palumbo, attore del teatro di Eduardo de Filippo" - ci ha raccontato Maietto - "Era uno spettacolo molto modesto però trovai l'attore talmente divertente che andai a vederlo per una settimana di seguito ed alla fine gli proposi di girare un film per me da protagonista. Lui quasi non ci credeva. Contemporaneamente, Franco Cristaldi mi chiese di far girare, quale regista, un film a suo cognato, Mario Forges Davanzati (marito di Blanche Cardinale, sorella di Claudia) ed io gli proposi proprio il film di Banfi. Davanzati, però ambiva a girare film impegnati intellattualmente, e durante le riprese creò molti problemi con Banfi che riteneva attore non qualificante per la sua successiva carriera e volle, quindi, firmare il film con lo pseudonimo Luca Davan... Non credo che Davanzati abbia mai girato in seguito altri film. Ricordo che offrì a Banfi cinque milioni di Lire. Dopo solo un paio d'anni ne valeva almeno 500."