Recensioni Film

Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.

  • Recensione Even the Rain (2010)

    Recensione Even the Rain (2010)

    Due eventi storici cronologicamente distanti si fondono nel dramma metacinematografico di Iciar Bollain, dando spazio anche alle storie dei personaggi principali. Un progetto assolutamente non facile, eppure riuscito.

  • Recensione The Advocate For Fagdom (2010)

    Recensione The Advocate For Fagdom (2010)

    The Advocate for Fagdom eccede, come tutta la filmografia di LaBruce, ma non ha il tono della denuncia, della ribellione o della commiserazione; restituisce semplicemente il ritratto a tinte forti di un uomo che ha fatto dell'affermazione della libertà sessuale e della lotta alle discriminazioni (soprattutto sessuali) una ragione di vita.

  • Recensione Come Rain Come Shine (2011)

    Recensione Come Rain Come Shine (2011)

    'Come Rain Come Shine' è la conferma del talento di Lee Yoon-Ki, un talento che gli permette di gestire con sicurezza un film non facile, elegante nella messa in scena ma mai troppo formale, capace di comunicare il senso di malinconia di una giornata di pioggia e quello di perdita della fine di un amore.

  • Recensione Il cavallo di Torino (2011)

    Recensione Il cavallo di Torino (2011)

    Bela Tarr produce un film d'arte, un prodotto di un bellezza visiva sconvolgente, ma scarsamente commerciabile, dove ogni gesto, suono o immagine si carica di un senso profondo.

  • Recensione Toast (2010)

    Recensione Toast (2010)

    Toast racconta la gioventù del critico gastronomico Nigel Slater con tono favolistico e ritmo vivace, avvalendosi delle interpretazioni di Helena Bonham Carter e Freddie Highmore.

  • Recensione Our Grand Despair (2011)

    Recensione Our Grand Despair (2011)

    Diretto con grande sensibilità e col piglio deciso di chi sa cosa vuole e anche come ottenerlo, Our Grand Despair (La nostra grande disperazione) è una storia drammatica incentrata sui piccoli grandi traumi della vita, sull'amicizia e sulla maturazione di uomini e donne alle prese con gli imprevisti dell'amore.

  • Recensione Innocent Saturday (2011)

    Recensione Innocent Saturday (2011)

    Con una scelta coraggiosa, Alexandr Mindadze si affida ai suoi interpreti realizzando una pellicola fatta di un'incalzante successione di primi piani di facce stravolte e dettagli di corpi nervosi che occupano quasi costantemente la scena.

  • Recensione Un mundo misterioso (2011)

    Recensione Un mundo misterioso (2011)

    Il regista de Il Custodio torna al Festival di Berlino con una storia libera da vincoli narrativi, incentrata su temi come la solitudine e l'incertezza della vita, che vede protagonista un giovane che è stato appena lasciato dalla fidanzata. Il risultato però, non è allo stesso livello del film da lui diretto nel 2006.

  • Recensione Una separazione (2011)

    Recensione Una separazione (2011)

    Il nuovo film di Asghar Farhadi è un dramma psicologico avvincente come un thriller, che mette in luce anche temi importanti come le conseguenze di un male subdolo l'Alzheimer e i forti condizionamenti religiosi che caratterizzano i paesi islamici.

  • Recensione Medianeras - Innamorararsi a Buenos Aires (2011)

    Recensione Medianeras - Innamorararsi a Buenos Aires (2011)

    Medianeras di Gustavo Taretto è un film delicato e sincero, leggero e denso di spunti e dettagli vivi e vibranti, interpretato da due attori genuini nel trasmettere le emozioni dei protagonisti, mai enfatici, sempre misurati e coinvolgenti.

  • Recensione Amore & altri rimedi (2010)

    Recensione Amore & altri rimedi (2010)

    Anne Hathaway e Jack Gyllenhaal sono perfetti con i loro fisici scultorei e sinuosi e non sembri fuori luogo l'affermazione nell'ambito di un film che parla di malattia, perché in fondo, proprio nel loro contatto carnale e gioioso i due riescono a superare le profonde crisi che si trovano a vivere.

  • Recensione Sono il numero quattro (2011)

    Recensione Sono il numero quattro (2011)

    Dopo 'Disturbia' ed 'Eagle eye' il regista D.J. Caruso continua le sue incursioni nel genere del thriller, stavolta declinato nel paranormale tra ammiccanti rimandi alla cultura pop, riusciti effetti speciali, una buona dose di umorismo da teen comedy e i volti giovani di promesse come Dianna Agron.

  • Recensione The Future (2011)

    Recensione The Future (2011)

    Attimi di cinema di rara intensità si alternano a momenti di totale catalessi narrativa in The Future, mentre l'interpretazione vivida della July e quella dei due impeccabili partner, impreziosiscono una storia sulla carta come tante altre ma che buca lo schermo nelle mani di una cineasta che sa davvero il fatto suo.

  • Recensione Vampire (2011)

    Recensione Vampire (2011)

    Presentato a Berlino nella sezione Panorama l'esordio americano del regista giapponese Shunji Iwai.

  • Recensione Sacrifice (2010)

    Recensione Sacrifice (2010)

    Sacrifice vive dei rapporti tra i personaggi, concentrando gran parte dell'"azione" nei cupi interni dell'abitazione del protagonista, con un'impostazione teatrale che tradisce l'origine della storia.

  • Submarine: l'adolescenza stralunata secondo Richard Ayoade

    Submarine: l'adolescenza stralunata secondo Richard Ayoade

    Abilissimo nel fingere che il romanticismo non faccia più parte del mondo contemporaneo degli adolescenti, Ayoade punta tutto sulla narrazione, divisa per capitoli, e su un uso decisamente anticonvenzionale e personalissimo della macchina da presa, per sorprendere lo spettatore e divertirlo in maniera del tutto spiazzante.

  • Viaggio sentimentale in Armenia

    Viaggio sentimentale in Armenia

    Poema dell'unione tra due solitudini, Here ci guida nella scoperta del surreale paesaggio armeno, pianeta lunare semidesertico in cui si muovono pochi sparuti esseri umani.

  • Recensione Le donne del 6° piano (2011)

    Recensione Le donne del 6° piano (2011)

    Una 'rivoluzione spagnola' per una tranquilla famiglia borghese nella Parigi degli anni '60. Buone intepretazioni per il film di Philippe Le Guay, una commedia piacevole, ma forse un po' troppo 'perbene'.

  • Recensione Coriolanus (2011)

    Recensione Coriolanus (2011)

    Una mossa indubbiamente coraggiosa da parte di Fiennes, che però mostra tutti i suoi limiti in una regia altalenante che, specialmente nella seconda parte, è priva di personalità, insistita e ridondante.

  • Recensione Pina 3D (2011)

    Recensione Pina 3D (2011)

    Nonostante le perplessità iniziali nell'uso del 3D, in Pina Wim Wenders si dimostra un maestro nella capacità di restituire la plasticità dei corpi e dei movimenti dei ballerini sia nei soli che nelle coreografie corali grazie a una stereoscopia che ricostruisce la tridimensionalità di un vero palco teatrale.

  • Recensione Come lo sai (2010)

    Recensione Come lo sai (2010)

    Dopo sei anni di assenza James L. Brooks torna al cinema con una nuova commedia romantica, raccontata attraverso i toni delicatamente ironici che contraddistinguono da sempre il suo stile.

  • Recensione Un poliziotto da happy hour (2010)

    Recensione Un poliziotto da happy hour (2010)

    Il più classico dei buddy-movies polizieschi, condito brillantemente dall'inimitabile humor irlandese, si trasforma così in un western contemporaneo un po' commedia nera e un po' thriller dal gusto davvero sfizioso e corroborante.

  • Recensione Cave of Forgotten Dreams (2010)

    Recensione Cave of Forgotten Dreams (2010)

    Nonostante siano stati in tanti a richiedere accesso al famoso complesso di grotte Chauvet per realizzare un film, è stato Werner Herzog il primo ad ottenere il permesso per farlo ed ha messo in piedi un documentario, scritto, diretto e narrato da lui, capace di trasmettere l'emozione di trovarsi al cospetto di raffigurazioni di tale importanza.

  • Recensione The Mortician (2010)

    Recensione The Mortician (2010)

    L'atmosfera di The Mortician, presentato nella sezione Panorama del Festival di Berlino 2011, contribuisce a dar forma alla spenta monotonia e crudezza della vita del suo protagonista, supportata dall'immersività della terza dimensione, usata per dare profondità alla messa in scena piuttosto che per creare immagini ad effetto.

  • Recensione Tales Of The Night (2011)

    Recensione Tales Of The Night (2011)

    Sei piccole fiabe 'cinematografiche' compongono il nuovo lavoro di Michel Ocelot. Il talento dell'autore di Azur e Asmar trova la sua naturale dimensione da 'teatrino delle ombre' nel 3D. I profili dei protagonisti si stagliano su scenari da sogno, e prendono vita sotto lo sguardo meravigliato degli spettatori.

  • Recensione Suicide Room (2011)

    Recensione Suicide Room (2011)

    Il film cerca di trovare una rappresentazione visiva dell'ambiente virtuale che fa da sfondo agli incontri dei ragazzi, per renderla accattivante dal punto di vista cinematografico, e lo fa usando sequenze in CGI semplici, ma graficamente curate e ben realizzate. A differenza di altri casi, seppur mantenendosi distante dalla realtà di questi ambienti, ne riesce a riprodurre un certo feeling, anche grazie all'alternanza con le immagini da webcam dei ragazzi, che contribuisce ad enfatizzare l'aspetto umano del fenomeno.

  • Recensione Life in a Day (2011)

    Recensione Life in a Day (2011)

    Perdersi Life in a Day significherebbe perdersi la possibilità unica di ascoltare voci, suoni, musiche, rumori e silenzi di gente comune sparsa in giro per il mondo, persone che raccontano il mondo così come lo vedono e lo vivono ogni giorno, e che di fronte a una telecamera parlano dei loro desideri, di quel che amano e di quello di cui hanno paura, senza filtri o copioni da recitare.

  • Recensione Almanya - La mia famiglia va in Germania (2011)

    Recensione Almanya - La mia famiglia va in Germania (2011)

    Una storia raccontata con garbo ed ironia dal regista Yasemin Samdereli e la sorella sceneggiatrice Nesrin Samdereli, spostandosi tra passato e presente, alternando e, a tratti, sovrapponendo i livelli della narrazione, sfruttando le differenze linguistiche.

  • La dolcezza che svanisce

    La dolcezza che svanisce

    In Yelling to the Sky lo stile sporco e sgranato proprio di tanto cinema indie veicola un contenuto fatto di degrado, abusi, sopraffazioni, alcolismo, droga e festini a base di sesso e rap.

  • Recensione Sleeping Sickness (2011)

    Recensione Sleeping Sickness (2011)

    Ulrich Kohler prova a mettere insieme le esperienze vissute al seguito dei genitori, che lavoravano come aid worker in Africa, ma il risultato è un film poco chiaro, che vorrebbe essere un dramma ambientato in un opprimente e torrido scenario fluviale, ma in realtà finisce per stancare quasi subito.

  • Recensione Tropa de Elite 2 - Il nemico è un altro (2010)

    Recensione Tropa de Elite 2 - Il nemico è un altro (2010)

    Dopo aver vinto l'Orso d'Oro nel 2008 con Tropa de Elite, Josè Padilha torna a raccontare la storia del capitano Nascimento sullo scenario inquietante di una Rio de Janeiro in cui la corruzione, la violenza e la criminalità regnano sovrane.

  • Recensione Sing Your Song (2011)

    Recensione Sing Your Song (2011)

    Quello che risulta efficace ed aggiunge una importante chiave di lettura al documentario della Rostock è la capacità di accompagnare l'attività di Harry Belafonte al contesto storico americano: in questo modo il film riesce ad essere insieme il racconto, a tratti epico, della vita dell'artista, ma anche racconto dell'America di quegli anni.

  • Recensione The Devil's Double (2010)

    Recensione The Devil's Double (2010)

    Il regista di 007 La morte può attendere e di Once were warriors analizza nel dettaglio l'incredibile vicenda vissuta da Latif Yahia e la usa, senza mostrare un particolare interesse o una particolare delicatezza al riguardo, per raccontare l'Iraq di quegli anni e lo fa dando alla pellicola un tocco grottesco e volutamente kitsch che, se in certi momenti diverte e intrattiene, in altri viene invece talmente esasperato da risultare difficile da sopportare.

  • Recensione Margin Call (2011)

    Recensione Margin Call (2011)

    Margin Call è una pellicola nervosa e coinvolgente, a tratti spietata, che affronta un tema scottante come quello del crack economico del 2008 fugando ogni possibile rischio di noia grazie alla scelta di puntare tutto sulla struttura corale.

  • Recensione El Premio (2011)

    Recensione El Premio (2011)

    El premio è un film autobiografico e sincero, fatto di immagini incisive, desolanti ed evocative, riuscito anche grazie alle interpretazioni delle due protagoniste.

  • Recensione Tomboy (2011)

    Recensione Tomboy (2011)

    La regista Celine Sciamma racconta con semplicità e leggerezza la ricerca dell'identità di Laure/Michael, con una regia che mette la protagonista sempre al centro della narrazione.

  • Recensione Il grinta (2010)

    Recensione Il grinta (2010)

    Quarantadue anni dopo la prima trasposizione filmica del romanzo ad opera di Henry Hathaway, che diresse John Wayne dritto dritto verso il suo primo Oscar, i Coen sorprendono tutti confezionando un nuovo capolavoro, lasciandosi alle spalle il film e il personaggio originale per lasciar posto ad una rilettura classica ed integralista del libro che però bene si adatta ai nostri tempi.

  • Recensione Sanctum 3D (2010)

    Recensione Sanctum 3D (2010)

    Il film di Grierson ha il suo indubbio fascino visivo, raggiunto grazie a scenografie naturali sapientemente ricreate e a una regia che gestisce bene gli spazi sempre più angusti e oscuri che i protagonisti si trovano ad attraversare, con il 3D che lavora efficacemente su un coinvolgimento quasi fisico.

  • Recensione Gianni e le donne (2010)

    Recensione Gianni e le donne (2010)

    Tra risate fragorose e riflessioni intrise di amarezza e malinconia, il film racconta con semplicità lo smarrimento di un uomo di mezz'età che si rende conto di non piacere più come una volta alle donne e di non essere in un certo senso più padrone della sua vita.

  • Recensione Il truffacuori (2010)

    Recensione Il truffacuori (2010)

    Dotato d'ingombrante sex appeal e d'impressionante duttilità Romain Duris riesce a condurre egregiamente il gioco delle coppie con Vanessa Paradis in una commedia brillante e divertente che celebra l'amore senza banalità.

  • Recensione Femmine contro Maschi (2011)

    Recensione Femmine contro Maschi (2011)

    Il nuovo film di Fausto Brizzi difficilmente passerà alla storia, ma rispetto a Maschi contro femmine si lascia apprezzare per il ritorno di quel tocco sentimentale, decisamente sacrificato nel capitolo precedente; più cuoricini, dunque, e meno risate, mancanza che si fa sentire soprattutto nella prima parte, quando non tutto fila per il verso giusto e le vicende dei vari protagonisti vengono presentate in maniera un po' prevedibile.

  • Recensione I fantastici viaggi di Gulliver in 3D (2010)

    Recensione I fantastici viaggi di Gulliver in 3D (2010)

    Snellito e semplificato per l'adattamento cinematografico, il lavoro di Swift, apologo sulla corruzione e sull'ignoranza degli uomini, diventa una favola dai buoni sentimenti, sostenuta dalla vivacità del solito trascinante Jack Black.

  • Recensione Senna (2010)

    Recensione Senna (2010)

    È come se Kapadia volesse eclissare la sua mano per far parlare solamente le immagini, rinunciando persino a una voce fuori campo univoca. Il risultato è un racconto quasi oggettivo, ma che al tempo stesso sposa in tutto e per tutto il punto di vista del suo eroe, per dedicargli un ritratto ossequioso, fedele, appassionato e commovente.

  • Recensione Parto col folle (2010)

    Recensione Parto col folle (2010)

    'Parto col folle' è una commedia frenetica che alterna con equilibrio azione fragorosa e umorismo slapstick e prova a travolgere il grande pubblico fra trovate demenziali e svolazzi sentimentaloidi. Nei panni dei suoi svitati protagonisti Zach Galifianakis e Robert Downey Jr., una coppia irresistibile.

  • Recensione Vento di primavera (2010)

    Recensione Vento di primavera (2010)

    Lontana da qualsiasi tentazione ricattatoria e da approcci gratuitamente enfatici al tema, la regista Roselyne Bosch costruisce un'opera vibrante, coinvolgente, a tratti emotivamente difficile da sostenere, su un episodio della Seconda Guerra Mondiale che richiama più che mai la necessità della memoria.

  • Recensione Il discorso del re (2010)

    Recensione Il discorso del re (2010)

    Un film che ha i suoi meriti principali in un'attenta ricostruzione storico/sociologica del periodo e dell'ambiente nobiliare inglese, e in due interpreti che fanno a gara di bravura, grazie anche a un soggetto che tende naturalmente a metterne in risalto le doti.

  • Recensione Qualunquemente (2011)

    Recensione Qualunquemente (2011)

    Al grido di "più pilu e più cemento armato per tutti!" e "I have no dream, ma mi piace u pilu", Cetto La Qualunque scende in campo e con un linguaggio tanto scurrile e surreale quanto efficace ed eccentrico, e si presta ad una rappresentazione divertente ma allo stesso tempo agghiacciante della nostra attualità politica e sociale.

  • Recensione Immaturi (2011)

    Recensione Immaturi (2011)

    Corale, emblematico e oltremodo spassoso in certi momenti, Immaturi si inserisce nel gruppo delle commedie generazionali che in questo periodo vanno molto bene al botteghino, ma che oltre ai volti noti del nostro cinema offre sul piatto anche una scrittura sfiziosa poggiata su personaggi assai ben delineati e gag davvero esilaranti, ben inserite in una storia corale dal sapore dolce amaro lungi dal voler immalinconire lo spettatore.

  • Recensione Segui il tuo cuore (2010)

    Recensione Segui il tuo cuore (2010)

    Con un protagonista che ha già conquistato le adolescenti con i suoi sorrisi, una ghost-story sentimentale nella quale immergersi come se fosse un caldo abbraccio, una trama senza troppe pretese, e un happy end lacrimevole, un'ora e mezza di disimpegno è servita.

  • Recensione La donna che canta (2010)

    Recensione La donna che canta (2010)

    Il regista canadese Denis Villeneuve narra una vicenda dura con una lucidità e un rigore invidiabili, che non tolgono niente a una regia elegante e d'impatto che lascia gran parte della violenza fuori campo.